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	<title>Tutto sul Lavoro &#187; Formazione</title>
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	<description>dove candidati e aziende si incontrano</description>
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		<title>La laurea in Italia conviene?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 03:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      Ecco perché lo stipendio non vale la candela Purtroppo è questa l’amara conclusione a cui portano di dati raccolti da Almalaurea. Oltre alle difficoltà economiche che ci sono per sostenere le rate universitarie, a scoraggiare il proseguimento degli studi oltre il diploma è la prospettiva che non c’è di guadagnare meglio. Dall’analisi, si evince che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>Ecco perché lo stipendio non vale la candela</h5>
<p><img class="size-full wp-image-35945 alignnone" title="laurea" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2013/04/laurea.jpg" alt="" width="643" height="254" /><span id="more-35944"></span></p>
<p>Purtroppo è questa l’amara conclusione a cui portano di dati raccolti da Almalaurea. Oltre alle <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/35864/indebitati-fin-da-giovani/"><span style="color: #3366ff;"><strong>difficoltà economiche che ci sono per sostenere le rate universitarie</strong></span></a>, a scoraggiare il proseguimento degli studi oltre il diploma è la prospettiva che non c’è di guadagnare meglio.</p>
<p>Dall’analisi, si evince che la facoltà che garantisce un futuro più “solido” ai propri laureati è quella in Medicina, non a caso la facoltà nel nostro paese più selettiva in ingresso. Infatti, dal 2008 al 2011 i laureati di questa facoltà hanno avuto salari più alti e una maggiore probabilità di trovare un impiego. Viceversa, da questi punti di vista le facoltà “peggiori” sembrano essere Psicologia e Lettere.</p>
<p>Certo, l’impatto della crisi su alcuni settori è estremamente forte, ma se durante la crisi negli altri paesi osserviamo una generale crescita della quota di occupati ad alta qualificazione, nel nostro paese accade l’esatto opposto: secondo un’indagine del Ministero dell’Istruzione, il tasso di passaggio dalla scuola secondaria all’università nell’anno accademico 2011-2012 è stato del 52%, contro il 73% dell’anno accademico 2003-2004. Questo accade anche a causa del fatto che un percorso universitario non è garanzia di uno stipendio migliore.</p>
<p>Infatti, confrontando il salario netto di un laureato a un anno dalla laurea nel 2012 (943€) con quello di un diplomato impiegato a tempo pieno a un anno dal diploma (925€), il motivo dello scarso appeal della laurea è lampante: la differenza è sostanzialmente nulla. Addirittura, il guadagno atteso di un laureato di alcune facoltà (ad esempio Architettura, Psicologia, Lettere e Filosofia), è nettamente inferiore rispetto a quello di un diplomato. Sempre che, con il 37% di <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/33025/non-e-un-paese-per-giovani/"><span style="color: #3366ff;">disoccupazione giovanile</span></a>, si riesca a trovare lavoro al termine degli studi.</p>
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<h4>Tutto ciò che occorre sapere per <a href="http://www.globalpublishers.it/Ebook/SAPER-LAVORARE-L-essenziale-in-5-e-book/flypage-ebook1.tpl.html"><span style="color: #3366ff;"><span style="color: #3366ff;"><strong>lavorare bene</strong></span></span></a></h4>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: Linkiesta.it</em></p>
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		<title>Borsa di studio per l&#8217;Indonesia</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      3 mesi per studiarne arte e cultura Interessante opportunità di formazione in Indonesia. Anche per il 2013, infatti, il Ministero degli Affari Esteri indonesiano mette a disposizione una serie di borse di studio per cittadini stranieri attratti dalla volontà di conoscere a fondo l’arte e la cultura tipiche del paese. In particolare, si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>3 mesi per studiarne arte e cultura</h5>
<p><img class="size-full wp-image-34102 alignnone" title="indonesia" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2013/03/indonesia.jpg" alt="" width="611" height="241" /><span id="more-34101"></span></p>
<p>Interessante opportunità di formazione in Indonesia. Anche per il 2013, infatti, il Ministero degli Affari Esteri indonesiano mette a disposizione una serie di borse di studio per cittadini stranieri attratti dalla volontà di conoscere a fondo l’arte e la cultura tipiche del paese. In particolare, si tratta di un programma nato nel 2003 e inizialmente rivolto solo a soggetti provenienti da territori del sud-est pacifico (come Australia, Nuova Zelanda, Filippine, ecc.) e in seguito aperto a tutto il resto del mondo. Un’iniziativa che in quasi dieci anni ha portato al coinvolgimento di 449 alunni da 47 paesi e che effettua i suoi processi di selezione in collaborazione con le ambasciate indonesiane e i consolati all’estero. Ecco tutti i dettagli.</p>
<p>In primo luogo, il programma ha una durata di circa tre mesi, <span style="text-decoration: underline;">dal 25 maggio al 9 settembre</span> di ogni anno, e prevede l’assegnazione dello studente selezionato a un “centro artistico”, cioè una struttura che permette di sperimentare la cultura locale e interagire al meglio con la comunità autoctona. Più specificamente, i vari centri coinvolti sono situati in diverse città del paese quali: Bandung, West Java; Denpasar, Bali; Makassar, South Sulawesi; Solo, Central Java; Surabaya, East Java. In generale, lo scopo dell’intera iniziativa è quella di incoraggiare la conoscenza profonda delle tradizioni e delle arti indonesiane, coltivando allo stesso tempo la cultura della cooperazione e della condivisione tra i popoli.</p>
<p>Dal punto di vista operativo, i candidati selezionati parteciperanno prima di tutto a una settimana di orientamento a Giacarta, durante la quale dovranno scegliere due centri artistici di loro interesse al fine di essere successivamente assegnati a uno di essi da parte del comitato organizzativo. I corsi non sono solo di natura teorica in quanto sono previste anche attività pratiche, oltre che visite a diversi luoghi di valore storico e culturale; il programma termina con la realizzazione di una “serata” dedicata all’arte e alle tradizioni indonesiane intitolata “Indonesia Channel” che si svolgerà il 7 settembre.</p>
<p>Infine, la borsa di studio offerta copre non solo la retta scolastica (comprese le attività extra-curriculari) e il biglietto aereo di andata e ritorno, ma anche l’alloggio e l’assicurazione medica (pur essendo preferibile che i partecipanti abbiano la propria), prevedendo inoltre un assegno mensile di 1.500.000 rupie (circa 120 euro). I candidati ideali devono preferibilmente avere un’età compresa tra i 21 e i 30 anni e possedere almeno il diploma di scuola superiore; poiché alcuni corsi implicano lezioni in lingua indonesiana, la conoscenza della lingua Indonesiana Bahasa o dell’Inglese rappresenta un vantaggio. A livello procedurale, la domanda di borsa di studio deve essere inoltrata direttamente all’Ambasciata di Indonesia a Roma <strong><span style="text-decoration: underline;">entro il 24 marzo 2013</span></strong>. Nel dettaglio, la richiesta deve essere corredata dei seguenti documenti: modulo di domanda in inglese compilato e scaricabile dal sito del Ministero degli Esteri indonesiano; fotocopia dell’ultimo titolo di studio conseguito; 3 fotografie formato 3&#215;4; fotocopia di tutte le pagine del passaporto, valido per almeno due anni dalla data di ingresso in Indonesia; lettera di presentazione di qualunque tipo, ma preferibilmente inerente all’arte; fotocopia dell’ultimo certificato medico di sana e robusta costituzione fisica; e il modulo “Borse on line” del Ministero degli Affari Esteri italiano.</p>
<p style="color: #000000;">Per maggiori informazioni, è possibile consultare il <a href="http://www.kemlu.go.id/Pages/InformationSheet.aspx?IDP=71&amp;l=en" target="_blank">bando</a>, oppure il sito dell’<a href="http://www.kemlu.go.id/rome" target="_blank">ambasciata indonesiana</a> a Roma, o infine il sito del <a href="www.esteri.it" target="_blank" class="broken_link">MAE</a> nella sezione Opportunità, Borse di studio.</p>
<p>Sfoglia gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></span></a></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: Esteri.it</em></p>
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		<title>Neolaureati: i prof li aiutano a trovare lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 06:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Ecco i canali che utilizzano di più gli studenti La ricerca “Sussidiarietà e… neolaureati e lavoro” realizzata da Università Cattolica e Almalaurea per Fondazione per la Sussidiarietà su quasi 6mila intervistati a quattro anni dalla laurea. I risultati mostrano come i canali di ricerca più efficaci per chi ha un alto titolo di studio sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>Ecco i canali che utilizzano di più gli studenti</h5>
<p><img class="size-full wp-image-33754 alignnone" title="supporto" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2013/02/supporto.jpg" alt="" width="611" height="241" /><span id="more-33753"></span></p>
<p>La ricerca “Sussidiarietà e… neolaureati e lavoro” realizzata da Università Cattolica e Almalaurea per Fondazione per la Sussidiarietà su quasi 6mila intervistati a quattro anni dalla laurea. I risultati mostrano come i canali di ricerca più efficaci per chi ha un alto titolo di studio sono quelli di mercato (46% del totale): l’autocandidatura (25%) e la risposta ad annunci (13%). Il passaparola di conoscenti (10%), amici (9%) e parenti (4%) pesa meno ed è associato a una minore realizzazione professionale.</p>
<p>Emerge però un nuovo dato su cui vale la pena riflettere: si tratta dell’individuazione di una “persona determinante” per ottenere il lavoro, spesso appunto un professore. Tra coloro che hanno individuato una persona di contatto, si possono distinguere quattro gruppi di laureati: il più numeroso è formato da chi ha fatto ricorso a legami deboli – di conoscenza o professionali – con quadri intermedi o direttivi (43%), seguono i legami di amicizia con collaboratori o impiegati (21%), i legami formativi con professori universitari (20%) e i legami familiari con imprenditori o lavoratori in proprio (16%).</p>
<p>A quanto pare, quindi le relazioni contano, seppur indirettamente, perché favoriscono la circolazione di informazioni e di logiche fiduciarie utili all’utilizzo di altri canali. Questo rende poco realistiche le aspettative di impersonalità generalmente attribuite al mercato e richiede una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni mobilitate nella ricerca del lavoro.<br />
E conta anche la laurea, il cui valore ridiede non tanto nel titolo, quanto come percorso che genera capitale umano e sociale. E il ruolo dei docenti come ponte tra università e mercato del lavoro.</p>
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<p>Sfoglia gli <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;">ANNUNCI DI LAVORO</span></a></strong></span></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: Corriere.it</em></p>
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		<title>Cosa sognano i laureati?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 06:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Multinazionali e grandi gruppi. Ecco perché Secondo i risultati della Recent Graduate Survey realizzata da Cesop, quasi sei ragazzi su dieci alla ricerca di un posto vorrebbero trovare un impiego in un global brand o in una grande impresa italiana: questo il quadro in un periodo di profonda crisi in cui si preferisce puntare su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>Multinazionali e grandi gruppi. Ecco perché</h5>
<p><img class="size-full wp-image-33653 alignnone" title="laurea2" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2013/02/laurea2.jpg" alt="" width="611" height="241" /><span id="more-33652"></span></p>
<p>Secondo i risultati della Recent Graduate Survey realizzata da Cesop, quasi sei ragazzi su dieci alla ricerca di un posto vorrebbero trovare un impiego in un global brand o in una grande impresa italiana: questo il quadro in un periodo di profonda crisi in cui si preferisce puntare su realtà consolidate, piuttosto che correre qualche rischio o mettendosi in proprio.  Tra i tantissimi giovani che in questi giorni sono alla ricerca di un impiego, il 29,4% lo fa inviando candidature alla direzione del personale di grandi realtà multinazionali, un altro 26,1%, sta cercando di ottenere un colloquio di lavoro con il responsabile delle risorse umane di una grande impresa italiana.</p>
<p>Nel complesso si tratta quindi della maggioranza (55,5%) dell&#8217;universo dei neo-dottori del nostro Paese e a questi ragazzi che guardano alle realtà produttive più consolidate, si può in qualche modo aggiungere, per l&#8217;ambizione e la voglia di puntare in alto, anche un altro 6,2%che si sta dando da fare per andare a lavorare all&#8217;estero.</p>
<p>Pochi sono quelli invece che cercano impiego nel settore pubblico (il 10,7 per cento) e ancor meno quelli che pensano di proseguire un percorso nell&#8217;ambito della ricerca universitaria (solo il 3,4 per cento).  Sono interessati a intraprendere un lavoro nel terzo settore il 5,2 per cento dei ragazzi neolaureati. Ancor meno, quelli che stanno pensando alla libera professione (3,3 per cento) e a un&#8217;attività imprenditoriale in proprio (1,0 per cento).<br />
Nel dettaglio le imprese preferite dai giovani usciti dagli atenei spaziano in tutti settori: dall&#8217;industria manifatturiera alla moda, dal chimico-farmaceutico ai media, dai beni di largo consumo all&#8217;Information Technology. In testa a tutte ci sono l&#8217;Eni, le Ferrovie dello Stato, Bnl-Bnp Paribas, la Apple e la Banca d&#8217;Italia.</p>
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<p>Sfoglia gli <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;">ANNUNCI DI LAVORO</span></a></strong></span></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: miojob.repubblica.it</em></p>
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		<title>La laurea non serve? Vendila!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 06:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      La storia del ragazzo che l’ha messa all’asta su eBay Di questi tempi, pare purtroppo sia proprio così. Il mercato del lavoro (o almeno quello che ne rimane) fatica sempre di più ad assorbire laureati e le poche posizioni aperte sono rivolte soprattutto a chi ha un’istruzione che si ferma al diploma &#8211; secondo Unioncamere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>La storia del ragazzo che l’ha messa all’asta su eBay</h5>
<p><img class="size-full wp-image-32744 alignnone" title="laurea2" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2013/01/laurea2.jpg" alt="" width="611" height="241" /></p>
<p><span id="more-32713"></span></p>
<p>Di questi tempi, pare purtroppo sia proprio così. Il mercato del lavoro (o almeno quello che ne rimane) fatica sempre di più ad assorbire laureati e le poche posizioni aperte sono rivolte soprattutto a chi ha un’istruzione che si ferma al diploma &#8211; secondo Unioncamere, le attività con maggior richiesta sono quelle relative agli indirizzi commerciali, amministrativi, turistici, alberghieri, socio-sanitari e del comparto meccanico.</p>
<p>Ne sa qualcosa Giorgio Tedone, 26 anni di Roma e una proclamazione a dottore in tasca. Appurato che il tanto evocato “pezzo di carta” non lo sto portando da nessuna parte, ha ben pensato di mettere l&#8217;attestato all’asta su eBay a partire da un centesimo: “Vendesi causa mancato utilizzo laurea in Scienze politiche”. Così recita il suo annuncio.</p>
<blockquote><p>Quando eravamo piccoli ci avete insegnato a inseguire questo sogno e adesso che facciamo finta di essere grandi anche noi ve lo vendiamo. Per ricordarci che oggi sarà uguale a domani e che i giorni passati a sentirsi raccontare favole erano più interessanti perché il giorno dopo ne arrivava sempre una nuova.</p>
<p>La pergamena finemente decorata può assolvere diversi compiti e funzionalità. Le ampie dimensioni dell&#8217;attestato permettono di poter costruire fino a 3 aeroplanini di carta, ottimo per accendere il fuoco nei mesi invernali o per sventolare parenti e amici nelle torride sere d&#8217;estate.</p>
<p>Per i più sapienti con le mani può essere arrotolata per costruire un binocolo efficientissimo e potentissimo con cui guardare le stelle nelle notti in cui noi facciamo i camerieri, o anche arrotolarlo per fare un simpatico cono in cui inserire le caldarroste, mentre fate visita ai negozi in cui lavoriamo come commessi.</p>
<p>Costruita in materiale resistente può anche essere utilizzata come tappeto volante per sognare una vita migliore, la stessa che immaginavamo dopo averla presa (scimmia parlante non inclusa). La parte posteriore è completamente bianca e può essere utilizzata quindi come tovaglia per i fast-food o può essere usata dai vostri figli per colorare con i pastelli.</p>
<p>La regalo in cambio di lavoro.</p></blockquote>
<p>Intervistato da Il Messaggero, Giorgio ha raccontato la sua storia che è quella di moltissimi giovani italiani. Figlio di un operaio e una casalinga, ha da sempre contribuito alle spese di casa iniziando a lavorare d’estate in fabbrica a 16 anni. A Roma ha fatto l’attacchino, volantinaggio, il contabile per i condomini. A pochi esami dalla laurea si è trasferito a Londra, dove è rimasto un anno e mezzo, per seguire un master. Si è laureato, ha vinto una borsa di studio a Torino dove da sei mesi lavora in un’agenzia di comunicazione, uno stage. Il suo contratto è in scadenza. Fa il cameriere per mantenersi, così come faceva a Londra. È ottimista, nonostante tutto. Ha ancora tanti progetti e sogni, per migliorare la sua situazione e quella del nostro Paese. Non vuole andarsene, se lo farà sarà solo per tornare portando a casa ciò che di buono ha imparato. Ha lanciato questa provocazione per richiamare l’attenzione sul tema, fondamentale per il futuro di una nazione, e per dimostrare che anche se questa è la realtà non l’accetta passivamente, che non si arrende.</p>
<p>In bocca al lupo Giorgio!</p>
<p>Sfoglia gli <span style="color: #ff0000;"><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></a></span></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: fanpage.it e IlMessaggero.it</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cuoco è il mestiere del futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 05:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Sarà la figura più richiesta entro il 2018 Da un po’ ripetiamo come il settore della ristorazione abbia buone potenzialità di sviluppo. Questa volta, la notizia giunge addirittura da oltreoceano, dall’US Bureau of Labor Statistics e conferma una tendenza avvertita anche nel Vecchio Continente, Italia compresa. E oltre a crescere la ricerca di chef, cresce [...]]]></description>
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      <p><strong><img class="size-full wp-image-28234 alignnone" title="chef" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/10/chef.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
</strong></p>
<h5><em>Sarà la figura più richiesta entro il 2018<span id="more-28233"></span></em></h5>
<p>Da un po’ ripetiamo come il settore della <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/?s=ristorazione&amp;x=0&amp;y=0"><span style="color: #ff0000;">ristorazione</span></a> abbia buone potenzialità di sviluppo. Questa volta, la notizia giunge addirittura da oltreoceano, dall’US Bureau of Labor Statistics e conferma una tendenza avvertita anche nel Vecchio Continente, <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/14896/cibus-da-esportazione/"><span style="color: #ff0000;">Italia compresa</span></a>.<br />
E oltre a crescere la ricerca di chef, cresce il grado d’istruzione richiesto per poter varcare la soglia della cucina: è previsto che, entro il 2018, chi indossa il grembiule sarà in possesso almeno di un diploma di scuola superiore, mentre i cuochi con un master o un diploma di laurea rappresenteranno il 15% del totale.<br />
Luciano Toia, direttore didattico di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno (Pr) afferma: “È una professione che ha il pregio di essere necessaria anche perché la macchina non potrà mai sostituire la mano dell’uomo”.</p>
<p>Nella ristorazione in Italia oggi operano circa 160mila imprese, la gran parte rappresentate da esercizi a conduzione individuale, assieme però ad anche grandi realtà nell’alta cucina e nella ristorazione collettiva.<br />
Secondo Toia, per diventare uno <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/10477/nuovo-mestiere-il-pastichef/"><span style="color: #ff0000;">chef</span></a> “servono umiltà, capacità di confrontarsi con gli altri e predisposizione allo studio”. Non solo abilità ai fornelli, ma anche capacità manageriali e di gestione delle risorse umane: “Oggi il capocuoco è una figura di riferimento che oltre alla tecnica deve essere in grado di gestire un team di persone.”</p>
<p>Alma, allora, ha voluto creare uno strumento di contatto tra studenti e mondo del lavoro con il portale ALMAlink, una piattaforma di networking a cui le imprese possono gratuitamente attingere e  scegliere tra i seicento candidati già on line. Il 90% dei diplomati del Corso Superiore di Cucina Italiana trova in pochi mesi un lavoro stabile e circa un terzo degli studenti della scuola si vede formulare un’offerta di lavora prima ancora della conclusione del percorso di studi. Inoltre, un diplomato su cinque lavora all’estero, dove la Scuola ha creato un network con 15 grandi centri di formazione tra Usa, Australia, Brasile, Giappone, Canada, Malesia, Turchia e Sudafrica.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte:<em> Corriere.it</em></em></p>
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		<title>Laurea triennale?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 05:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Meglio della specialistica! A quanto pare il mercato del lavoro italiano è molto più propenso ad assorbire i ragazzi che possiedono una laurea cosiddetta “breve”, piuttosto che una magistrale. E in più, i ragazzi che a 22 anni si buttano nel mondo del lavoro ottengono una retribuzione a 12 mesi dalla laurea che in media [...]]]></description>
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      <p><strong><img class="size-full wp-image-28161 alignnone" title="amicizia" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/10/amicizia.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
</strong></p>
<h5><em>Meglio della specialistica!</em><span id="more-28160"></span></h5>
<p>A quanto pare il mercato del lavoro italiano è molto più propenso ad assorbire i ragazzi che possiedono una laurea cosiddetta “breve”, piuttosto che una magistrale. E in più, i ragazzi che a 22 anni si buttano nel mondo del lavoro ottengono una retribuzione a 12 mesi dalla laurea che in media è di più di mille euro al mese.<br />
Ovviamente, per i giovani dottori è importante completare il set di nozioni acquisito tra i banchi di scuola, iniziando a familiarizzare con le problematiche che giornalmente si presentano nel mondo del lavoro; purtroppo però, come spesso accade in Italia, ci si deve affidare alla libera iniziativa individuale, non esistendo un solido raccordo fra università e imprese.</p>
<p>Cristina Gobbato, direttore Human Resources di Continental Italia, afferma: “I triennali vengono impiegati laddove è richiesta un’expertise tecnica ma non manageriale: dal back-office, al commerciale e marketing (circa 6 vacancies, soprattutto fra chi svolge training in azienda)”.<br />
Il deficit di competenze si paga in termini di minori responsabilità: “Da sempre puntiamo su risorse con un elevato livello di scolarizzazione e una bassa età anagrafica &#8211; spiega Carlo Vanin, Group Chief HR Officer della Carel Industries -. Il background maggiormente ricercato è quello ingegneristico, corredato però da qualità trasversali, come l’approccio internazionale, la gestione del cambiamento e della complessità (50 persone in più nel gruppo rispetto all’anno scorso, 10 tesi per triennali nel 2011 e 12 open-positions su carel.com)”.</p>
<p>In particolare, è l’ambito sanitario quello in cui le lauree di primo livello hanno i migliori esiti occupazionali. Tanto per fare un esempio, secondo l’ISTAT le percentuali di chi trova un impiego subito dopo il ciclo di studi infermieristico-ostetrico, salgono addirittura al 95%. Ebbene, in giro per l’Italia, i concorsi con scadenza da oggi al 18 ottobre prossimo contemplano una quindicina di posti per logopedisti, infermieri, fisioterapisti e oltre, tutti consultabili sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: corriere.it</em></p>
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		<title>Erasmus salvo (per ora)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 05:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      In arrivo l’intervento “tappabuchi” dall’UE Cessato allarme. Almeno per il momento. Il c.d. Erasmus, noto programma europeo di studi universitari all’estero rivolto ai giovani, potrà rispettare gli impegni già presi grazie all’intervento della Commissione Europea. Una decina di giorni fa, infatti, era trapelata la notizia che i fondi ad esso destinati erano in via di [...]]]></description>
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      <p><img class="size-full wp-image-27993 alignnone" title="weekend" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/10/weekend.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
<strong></strong></p>
<h5><em>In arrivo l’intervento “tappabuchi” dall’UE</em><span id="more-27992"></span></h5>
<p>Cessato allarme. Almeno per il momento. Il c.d. Erasmus, noto programma europeo di studi universitari all’estero rivolto ai giovani, potrà rispettare gli impegni già presi grazie all’intervento della Commissione Europea. Una decina di giorni fa, infatti, era trapelata la notizia che i fondi ad esso destinati erano in via di esaurimento e che a rischio c’erano le borse di studio del secondo semestre dell’anno accademico 2012/2013, le quali sarebbero rimaste scoperte, oltre che quelle già concesse per il primo semestre. Una carenza di risorse che colpisce, in via più generale, il Fondo sociale europeo, compromettendo così gli investimenti dell’Unione in programmi di educazione, di mobilità di lavoratori, studenti e ricercatori, di innovazione, e di riqualificazione professionale, tra cui appunto l’Erasmus.<br />
Inquadriamo meglio la questione.</p>
<p>Il programma Erasmus, così come ti vari programmi del Fondo sociale europeo, sono inizialmente finanziati dai diversi Governi nazionali che, successivamente, presentano le fatture a Bruxelles per il relativo rimborso. Se tuttavia, a questo aspetto aggiungiamo un atteggiamento di spesa irresponsabile da parte degli Esecutivi e il fatto che per tre anni di seguito il Consiglio europeo (formato appunto dai Governi) ha tagliato drasticamente la richiesta della Commissione di aumentare del 6,58% i fondi per coprire le fatture già emesse, è facile comprendere come si sia rimasti senza fondi. Un buco che, secondo il presidente della Commissione bilancio del Parlamento europeo Alain Lamassoure, nel solo 2012 è pari a 10 miliardi di euro. Il problema è dunque a monte, cioè a livello di budget dell’Unione europea, ridotto all’osso anche a causa dei sempre minori pagamenti diretti provenienti dai Paesi membri; pagamenti che, essendo legati all’andamento del PIL, si sono inevitabilmente ristretti a causa della crisi economica.</p>
<p>Per risolvere il problema, il 23 ottobre il commissario Janusz Lewandowski presenterà una richiesta di rettifica del bilancio al Parlamento e al Consiglio al fine di ottenere dagli Stati il versamento di miliardi sufficienti per coprire in parte il buco del Fondo sociale e assicurare così che gli studenti già entrati nel programma Erasmus ricevano le loro borse di studio. Si tratta, tuttavia, di una sorta di pezza che non scioglie il nodo alla radice. Una soluzione alternativa proposta da Karina Ufert, presidente dell’Unione degli studenti europei, consisterebbe nel c.d. Global Trasfer, cioè nell’impiego di quei fondi UE sottoutilizzati.<br />
Staremo a vedere.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: repubblicadeglistagisti.it</em></p>
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		<title>Il consulente di orientamento</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 05:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consulente di orientamento]]></category>
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      Una professione sempre più richiesta In un periodo in cui il mercato del lavoro è dominato da un forte incertezza, la figura del consulente di orientamento sta assumendo un ruolo sempre più decisivo nella scelta del percorso formativo e professionale più adeguato. Spesso, infatti, chi è indeciso su quale area di studi o carriera intraprendere, [...]]]></description>
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      <p><strong><img class="size-full wp-image-27698 alignnone" title="capo" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/10/capo.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
</strong></p>
<h5><em>Una professione sempre più richiesta</em><span id="more-27691"></span></h5>
<p>In un periodo in cui il mercato del lavoro è dominato da un forte incertezza, la figura del consulente di orientamento sta assumendo un ruolo sempre più decisivo nella scelta del percorso formativo e professionale più adeguato. Spesso, infatti, chi è indeciso su quale area di studi o carriera intraprendere, oppure chi è stato licenziato e cerca un nuovo impiego sente il bisogno di avere un supporto. Ed è qui che intervengono gli orientatori, mettendo a disposizione le proprie competenze per individuare le risorse personali dei clienti e proporre loro opzioni e soluzioni in grado di valorizzarle.</p>
<p>La loro attività si svolge solitamente presso le sedi sindacali, i patronati, gli sportelli di agenzie, i Centri per l’impiego, le associazioni non-profit oppure direttamente nelle scuole e nelle università, o anche all’interno di imprese per contribuire alla fase di selezione del personale. Essenzialmente, il compito dell’orientatore consiste nel raccogliere informazioni sulla persona attraverso questionari, colloqui, brevi seminari in modo da comprenderne qualità, attitudini, e bisogni.</p>
<p>Per quanto riguarda il background formativo, non c’è uno specifico titolo di studio da possedere, ma sono preferibili le lauree in materie sociali (psicologia, sociologia, scienze della formazione, scienze politiche) e giuridiche, anche perché è fondamentale conoscere le normative sul lavoro vigenti. A ciò si deve aggiungere una certa dimestichezza con le problematiche sociali delle varie aree geografiche, le criticità dei diversi settori lavorativi, i profili disponibili, e il sistema educativo-formativo. Inoltre, siccome quella del consulente di orientamento non è una professione riconosciuta in Italia, non è richiesta né l’iscrizione ad Albi o registri speciali, né la partecipazione a corsi specializzati.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: lavoroefinanza.it</em></p>
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		<title>Tecnici meglio dei laureati (male)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 05:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[istituti tecnici]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnici]]></category>

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      Più utile una preparazione professionale che laurearsi per laurearsi A dirlo è niente meno che il Ministro Fornero: “Laurearsi tanto per laurearsi serve a poco in un mercato aperto come quello europeo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervenendo alla cerimonia di consegna del ‘Premio Optime‘ ai 250 migliori laureati torinesi. “Se [...]]]></description>
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      <p><strong><img class="size-full wp-image-27452 alignnone" title="elettronica" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/10/elettronica.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
</strong></p>
<h5><em>Più utile una preparazione professionale che laurearsi per laurearsi</em><span id="more-27451"></span></h5>
<p>A dirlo è niente meno che il Ministro Fornero: “Laurearsi tanto per laurearsi serve a poco in un mercato aperto come quello europeo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervenendo alla cerimonia di consegna del ‘Premio Optime‘ ai 250 migliori laureati torinesi. “Se ci si laurea male – ha osservato – si hanno competenze modeste che portano poco lontano. Meglio non inseguire un titolo per essere dottori per forza e avere, invece, una formazione tecnica spendibile”.</p>
<p>In questo senso, per il ministro Fornero “abbiamo un percorso da fare, perché abbiamo svilito la formazione tecnica e professionale e indotto tutti a pensare che se uno non frequenta l’università e fa una scuola professionale vale meno di un dottore. Non è così. Abbiamo bisogno di ridare piena dignità al lavoro operaio e tecnico”. ”Un paese – ha spiegato il ministro – non può considerare che il lavoro operaio sia socialmente meno valido di quello di chi ha un maggiore capitale umano. Un percorso di studio che valorizza il merito, capisce le attitudini personali e le valorizza senza appiattire tutti in una realtà di scarse soddisfazioni e scarso reddito”.</p>
<p>Fornero è poi passata ai meccanismi del mercato del lavoro: “È complicato e non funziona bene per magia, ma per buone regole. E credo che la nostra riforma ne abbia”. E ha poi sottolineato: “Il mercato del lavoro funziona se ci sono buone regole, se l’economia cresce, se ci sono strumenti adeguati a fare incontrare domanda e offerta di lavoro. In alcune regioni è così, in altre sono da costruire. Bisogna trovare requisiti minimi perché i giovani abbiano maggiore facilità a trovare occupazione”.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em> <em>Fonte: ilfattoquotidiano.it</em> </em></p>
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