Hong Kong nuova meta del lavoro
redazione | Aug 05, 2012 | Comments 13 |
La metropoli asiatica offre opportunità in ogni ambito
Un tempo era destinazione di vacanze avventurose e il suo nome esotico evocava nella mente di noi Eurocentrici affascinanti luoghi ai confini orientali della terra. La sua storia politica spesso confondeva, erano in molti a credere si trattasse di uno dei tanti staterelli che affollano il Sud-est asiatico e a rimanere sorpresi nello scoprire che la penisola di Hong Kong indipendente non lo è stata mai: prima colonia britannica, poi, dal giugno 1997, regione amministrativa speciale sotto il controllo della Cina.
Oggi Hong Kong è una delle più fervide metropoli del mondo, ambiziosa, aperta a nuove idee e in pieno boom economico. Per questo gli Europei non si interessano a questa piccola protuberanza del continente asiatico soltanto per motivi turistici ma ci emigrano proprio, per stabilirvisi e lavorare. Come dar loro torto. Basta mezz’ora per registrare una nuova azienda, occorre solo il permesso di residenza, accertarsi che il nome non sia già in uso e pagare una tassa a partire da 200 Euro (la cifra è più alta per le società a responsabilità limitata); la passione per l’Europa fa proliferare i ristoranti e alimenta tutto il circuito commerciale legato alla enogastronomia e all’alta moda; il mercato dell’arte è in espansione e aumentano a ritmo vertiginoso le gallerie di fama intercontinentale, che soddisfano ampiamente quel 41,4% della clientela mondiale rappresentato appunto dai cinesi; scuole e università assumono perché la città è anche alla ricerca del prestigio culturale. E non ci sono le opportunità professionali ad allettare gli Europei, a queste si aggiungono favorevoli condizioni di vita. Hong Kong fa parte della Cina, e come tale gode del suo momento felice di crescita economica, tuttavia è occidentalizzata e cosmopolita, dotata di una magistratura indipendente che garantisce più equità in caso di contenzioso, il tasso di criminalità è basso, reagisce con dinamismo agli andamenti della crisi e basta un passaporto europeo per ottenere un visto d’ingresso (che però non dà diritto ad esercitare un’attività lavorativa, per cui occorre un permesso di lavoro).
Negli ultimi anni quindi si è registrata una vera e propria invasione di Europei, soprattutto di Francesi, Spagnoli, Greci ed Italiani. Il Consolato generale d’Italia, che contava nel 2008 1.732 iscritti, oggi ne ha a registro 2.236, la comunità francese è cresciuta del 60% negli ultimi 5 anni e oggi è composta da più di 10 mila persone. Soltanto il numero di Tedeschi si è mantenuto stabile, riflesso di come le cose stanno andando nel Vecchio Continente.
Per chi si domandasse qual è il risvolto della medaglia, bisogna ammettere che Hong Kong è una piazza competitiva e complessa, il livello di inquinamento è preoccupante, la politica intricata e la cultura di difficile penetrazione. Il contesto cittadino è frenetico e a rapide inaugurazioni possono seguire immediate chiusure. Un altro punto a sfavore sono i prezzi del mercato immobiliare, a dir poco proibitivi, per cui molti si sono abituati a vivere in uno spazio risicato e lontano dal centro. Quest’ultima complicazione è attenuata però dal fatto che gli affitti si adeguano all’andamento dell’economia e scendono in fretta quando la congiuntura nel breve termine non è favorevole.
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Redazione Global Publishers
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Ciao sono un ragazzo di 24 anni e lavoro come cuoco in Australia da un anno e mezzo. Volevo sapere se ci sono le opportunità di ottenere un visto lavorativo in Hong Kong e se si come. Grazie
Ragazzi sto cercando lavoro come cuoco a hk come posso fare ho più di trentanni di esperienza e con questi stipendi da fame qui in italia non si può più vivere, fatemi sapere grazie
[...] il mercato cinese sia la nuova frontiera dove investire è chiaro a tutti da tempo. Ma non è da tutti aver l’idea giusta per [...]
[...] che la dottoressa di antropologia della Western Australia University Loretta Baldassar definisce i life-style migrants, quelli cioè che abbandonano il Paese natale non per disperazione, come accadeva all’inizio del [...]
@mau
Faccio parte dei duemila e qualcosa che vivono e lavorano ad HK.
Sai cosa ti dico? Sono ben contento di aver lasciato l’Italia in mano a personaggi come te.
Poi però non chiediamoci perché tutto va a rotoli.
Complimenti, mi hai reso ancora più orgoglioso di essermene andato.
Buona fortuna
Lavoro a HK ormai da tre anni e mi trovo benissimo, sposato con una hongkonghina parlo inglese e sono ben accettato e il mio lavoro mi da soddisfazioni immense.Mai e poi mai tornerei in Italia.
Ormai son 7 anni che abito ad HK.Devo notare che,quando un giornalista scrive,si debba documentare per bene.
Il mercato immobiliare?Come tutti i paesi sale ma non scende,nonostante l’HK$ si rivaluti.Se si deprezza,immediatamente si notano rincari in tutti i campi,ma mai ho notato cali.In quanto al tizio che dice di imparare il cinese altrimenti a casa.
Non mi risulta che tutti gli stranieri che vivono in Italia sappiano l’italiano.Per non parlare poi della stupida burocrazia che esiste qui.
Io stesso,sposato con una hongkonghina non lo parlo,come non parlo bene l’inglese(idiosincrasia verso questa lingua).
Pero’,qui porto e spendo la mia pensione.E per dirla tutta,gli uomini sono anche fortemente razzisti con gli occidentali,in particolar modo con gli italiani.Motivo?
Le donne che preferiscono noi a loro.
Saluti.
Salve,sono intenzionato a trasferirmi ad HK dopo aver vissuto tre anni in tailandia.Volevo chiederti quali opportunità di lavoro ci sono e se è difficile inserirsi.
Ti sarei grato se potessimo scambiarci qualche messaggio tramite mail.
Grazie ed aspetto una tua risposta.
A LIBBBERO QUANDO LA SMETTERAI DI PUBBLICARE STE C….!! NON SARà MAI TROPPO TARDI…!!PS L ITALIETTA VI HA MESSO AL MONDO E VI HA DATO DA CAMPARE FINO AD ORA…
Giustissimo ! BASTA CRITICARE L’ITALIA E’ UN PAESE MERAVIGLIOSO ! VI STA MANTENENDO ALL’ESTERO !!!! PARASSITI PENSIONATI !!!!!
Scusa ma mi sembra più che giusto che se non parli il cinese te ne devi tornare a casa con la coda tra le gambe come dici tu. Hai una laurea? Poco importa se non puoi comunicare…..io il cinese lo sto imparando, mettiti con pazienza e motivazione e vedrai che le cose cambieranno……lascerò l’Italietta volentieri agli italioti ed il loro mostruoso debito pubblico, buona fortuna.
e` facile lavorare a Hong KOng? sono sposato con moglie di hong kong da 7 anni. abitiamo in italia. sapete quanti cv ho mandato a hong kong? forse mille. sapete quanti colloqui di lavoro ho avuto? zero su zero. Eppure sono laureato, parlo bene l`inglese e sono competente della mia materia. Ho conosciuto italiani che da hong kong se ne sono tornati in italia con la coda tra le gambe. La verita` e` che se non parli cinese (almeno il mandarino ma forse anche il cantonese) non ti considera nessuno…
come sono cambiati i tempi