La Riforma del Lavoro nei fatti
Laura Cerizza | Mar 15, 2012 | Comments 67 |
Giunte nuove e interessanti anticipazioni in merito alla riforma del lavoro targata Monti. Il Ministro del Welfare Elsa Fornero ha infatti rivelato i piani del Governo per quanto riguarda la modifica del nostro sistema di ammortizzatori sociali. E non solo. Viene inoltre confermata la volontà di giungere a un accordo con le parti sociali entro il 23 di marzo, al fine di avviare il prima possibile il processo di rilancio del mercato del lavoro italiano e ridurre la disoccupazione “portandola al 4-5% strutturale”. Ma vediamo i punti chiave del progetto di riforma.
Innazitutto, i tempi di attuazione sono stati accorciati; il nuovo sistema di ammortizzatori sociali infatti partirebbe quest’anno per entrare poi a pieno regime nel 2015, con una riduzione di due anni del periodo di transizione inizialmente previsto. In secondo luogo, a differenza di quanto trapelato negli scorsi mesi, non viene toccata la Cassa integrazione straordinaria, ma sarà unicamente eliminata “la causale per cessazione di attività”. Inoltre, nell’ambito delle tipologie contrattuali, non ci sarà un contratto unico ma un “contratto dominante” che incentivi l’apprendistato a tempo indeterminato come strumento di ingresso nel mondo lavorativo. In merito invece al reperimento delle risorse necessarie al finanziamento della riforma, il Ministro ha precisato che non si faranno prelievi dal fondo sociale, ma esse verranno ricercate altrove.
Ed ecco il cuore del progetto. È prevista l’introduzione della c.d. “Assicurazione sociale per l’impiego” (Aspi), un mezzo di sostegno e di tutela che andrà a sostituire le vigenti indennità di mobilità, l’una tantum per i co.co.pro, gli incentivi di mobilità e di disoccupazione per gli apprendisti e altre indennità simili, ma non la CIG ordinaria. In particolare:
- si applicherà a tutti i lavoratori dipendenti privati e pubblici impiegati con contratti non a tempo indeterminato;
- saranno necessari almeno due anni di anzianità assicurativa del dipendente e almeno 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio;
- la durata del bonus sarà di 12 mesi e di 18 mesi per i lavoratori con più di 55 anni;
- l’importo medio arriverà alla soglia dei 1.119 euro;
- l’aliquota contributiva sarà circa dell’1,3%, con un aumento all’1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato;
- l’indennità sarà sottoposta ad un meccanismo di riduzione del 15% dopo i primi sei mesi e di un ulteriore 15% dopo altri sei mesi.
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Laura Giulia Cerizza
Redazione Global Publishers
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dobbiamo creare un movimento di opposizione al di fuori del parlamento, visto che i parlamentari tutti si sono associati per derubarci, anche i movimenti delle estreme (destra e sinistra) si dovrebbero coalizzare in un movimento di opposizione contro il partito unico dell’inciucio, smettendola di farsi strumentalizzare reciprocamente dai servizi del regime partitocratico, fascisti e comunisti devono essere uniti contro il nemico comune antioperaio.
La riforma dell’art, 18 serve solo a giustificare un’altra casta, quella dei sindacati, anche se l’art. in questione fosse abolito si creerebbe una discriminazione tra pubblico e privato che darebbe alito a ricorsi alla corte costituzionale, che non potrebbe non abolire il provvedimento per discriminazione dei dipendenti privati nei confronti dei pubblici, così come propagandato non potrebbe essere approvato.
questi professori con milioni di euro come possono vedere chi non trova lavoro?siamo tornati ai tempi dei Signorotti che facevano il bello e il brutto….come volevano….auguri a Monti e cricca di essere un giorno con tanti euro in tasca,rovinate famiglie ..in qualche letto a pensare a quello che hanno fatto….auguri
Complimenti a tutti i partiti che appoggiano Monti!
Avete fatto una bella ammucchiata per fottere gli operai
Ma le prossime elezioni VI SISTEMIAMO NOI !
Purtroppo ancora una dimostrazione che chi governa non si rende conto della realtà ( oppure sono tuutti imbecilli!!!).
Si parla tanto di art 18 ma prima di essere licenziati si deve trovare il lavoro.
A proposito di pensioni (altro segno di incapacità del governo ) noi vecchi lavoriamo per mantenere chi oggi ventenne non trova lavoro e tra 20 anni saranno dei quarantenni barboni…magra consolazione per un genitore.
Questi ladri che ci governano hanno i diritti aquisiti..loro poverini…hanno solo rovinato l’Italia ed ora guadagnano solo qualche centinaio di migliaio di euro..poveretti…alle spalle nostre…ma i nostri diritti dove sono andati a finire???? E CHE DICIAMO DEI SINDACATI…??? SONO DEI VENDUTI AI PARTITI!!!!!!!!!!
salve io invece credo che prima di fare le leggi bisogna creare prima i posti il lavovo. vi faccio un esempio se io devo comprarmi la macchina la compro perche ho i soldi quindi non vado in concessionario scegliendo la macchina sapendo che non ho i soldi per comprarla ,a me vanno bene tutte le leggi che propongono ma il lavoro dove stà.
grazzie
Ogni anno in Italia muoiono circa 35.000 (trentacinquemila) MASCHI in età compresa tra i 58 ed i 66 anni.
Questo dato applicato alla riforma delle pensione ci porta ad una riflessione:
Ogni anno 35.000 italiani moriranno senza avere fatto neppure un giorno di pensione!!!
E così tutti gli anni.
La lacrima della fornero mi sembra poco, troppo poco per un peso così grande..
Lacrime di CCOCCODRILLO. Mettila come vuoi, in ogni caso, CI FOTTONO!!!!! E’ duro, ma è unn dato di fatto.
AGENZIE INTERINALI PARASS*TI, PAP*ONI, MERD*, INFOJOBS E C. MERD* PARASSITI BA*TARDI, INTERMEDIARI BRUTT* FIGL* DI P*TTAN*
AGENZIE INTERINALI M*RDA
Con l’abolizione dell’articolo 18 non si risolvono i problemi assolutamente i problemi del lavoro…..
Far lavorare una persona fino a 67 anni vi pare logico…
In particolar modo una persona che a suo tempo ha iniziato
a sudare in età giovanile?
E i giovani come fanno a trovare una occupazione se non si svecchiano le aziende.
Le aziende sono state favorevoli all’innalzamento dell’età pensionabile,ma quando una persona in età avanzata non rende più,le alternative sono:la messa in cassa integrazione(pagata da noi lavoratori) o la mobilità (pure).
Altro che ART.18 parliamo di lavoro in generale e di ammortizzatori sociali per quelli che perdono il lavoro e che devono mantenere i propri figli che non riescono a trovare un lavoro.
Questa gente che dibatte questi argomenti dietro una scrivania,nata con la camicia bianca addosso non sa neppure minimamente cosa vuol dire vivere la quotidianità.
Non vivendola non possono sicuramente capire.
Far lavorare fino a 67 anni significa morire sul posto di lavoro.
Su questo sito qualcuno ha scritto che l’articolo 18 è a danno dei lavoratori onesti, una panzana incredibile. I lavoratori stanno sopportando di tutto e di più, siamo già al mobbing sui luoghi di lavoro, dove vogliamo arrivare. L’art. 18 è a difesa del lavoratore per evitare che lo stesso venga licenziato per ingiustificati motivi e quel datore di lavoro che è per l’abolizione dell’art. 18 è sicuramente in mala fede ben sapendo che lo stesso è valido ostacolo al ricatto di qualsiasi genere. Bisogna perciò lottare per estenderlo ed assolutamente (anche nell’interesse di coloro che ancora non ne beneficiano)impedirne l’annullamento.
probabilmente se toglieranno l’articolo diciotto le prime ad essere lasciate a casa saranno le nostre care dolci meta’ nell’attesa del proprio figlio oppure chi nel proprio lavoro non concorda con ideali che non riguardano lo stesso,chi non accetta soprusi,chi non si assoggetta a molestie di vario genere ebbene per quanto mi riguarda l’articolo diciotto non si tocca anzi estendiamolo a tutte le aziende anche le piccole..basta con le notizie e le leggi che privilegiano solo una piccola parte del paese!
In realtà l articolo 18 è da molto che è diventato un privilegio di pochi.
Precarii dipendenti di piccole industrie o fabbriche , dipendenti artigiani , interinali non ne beneficiano.
Insomma è un privilegio di pochi non un diritto di tutti come dovrebe essere.
I privilegi prima o poi vengono tolti
Possimo sperare di difendere l’ articolo 18 solo se ci impegnamo per farlo diventare un diritto di tutti.
Ma forse ormai è tardi dovevamo pensarci prima .
e’ esattamente quello che stavo dicendo ma non essere disfattista deve essere un diritto di tutti anche perche’ per giusti motivi il licenziamento e’ gia’ previsto.. l’unica cosa che si vuole cambiare e la possibilita’ unilaterale di decidere sui diritti di una persona…
caro andrea
é vero avresti dovuto pensarci, insieme a tanti altri giovani italiani,già da tanto tempo. In Italia non c’è lavoro o meglio non c’è una classe imprenditoriale degna di questo nome,che sappia crearlo eppure in questi ultimi anni i soldoni ne hanno fatti molti,oltre ad aver evaso ed eluso le tasse,non c’è una classe dirigente in qualsiasi settore, che guardi all’interesse pubblico ma è solo preoccupata di ossequiare i vari potentati che permettono loro ,poi, di avere stipendi,liquidazioni e prebende a danno degli onesti.
SCUSATE MA QUESTE NUOVE MISURE SARANNO APPLICATE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A COLORO CHE GODRANNO DI UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO; ED IO CHE LAVORO IN UNA IMPRESA AL DI SOTTO DI 15 DIP.IN CASO DI LICENZIAMENTO NON AVRO’ NESSUN AMMORTIZZATORE SOCIALE? ALLORA CONVIENE LAVORARE A TEMPO….MA CHE CAZZO DI ITALIA E’ MAI QUESTA? LA MATTINA CHI SI ALZA PRIMA COMANDA. PAESE DI MERDA
In Italia, o si cancella l’articolo 18 o non c’è speranza per qualsiasi ripresa. Per l’Italia del boom economico degli anni 60-70, l’articolo 18 è arrivato come una bomba. Fino a quando sono rimasti i vecchi lavoratori che sentivano i doveri del lavoro, siamo sopravissuti. Ma quando la vecchia quardia è stata sostituita dalle giovani leve intrise di diritti, tutto è andato a catafascio. La parola doveri è stata cancellata e sostituita dalla parola “diritti”!
Così a Malpensa hanno diritto di rubare nei bagagli (impuniti!!)negli uffici hanno diritto di far finta di lavorare etc.I lavoratori disonesti (e sono moltissimi) tolgono il posto di lavoro a persone che avrebbero voglia di lavorare, aumentando in modo esaperato il costo del lavoro. Se ci fosse il libero mercato del lavoro, ci sarebbero più assunzioni, meno disoccupati e un rendimento maggiore. Scenderebbe anche il lavoro nero, poichè le persone verrebbero regolarmente assunte per il periodo necessario.Oggi si parla solo di diritti acquisiti ma anche il fallimento del paese ITALIA potrebbe essere un diritto acquisito! NO ALL’ARTICOLO 18 CHE NON TUTELA I DIRITTI DEI LAVORATORI ONESTI;ANZI!!!!
Mi faccia capire una cosa,sarà Lei che giudicherà chi è onesto o disonesto?
Chi ruba viene perseguito per legge,chi non lavora o si assenta ingiustificatamente anche.
Togliere l’articolo 18 produrrebbe,con assoluta certezza,il licenziamento di migliaia di persone che,avendo raggiunto i 50 anni e più,fisiologicamente non possono rendere come il 20enne.Quindi che si fa? Li mandiamo a casa ? Questa sarebbe la ricetta dell’occupazione?
Conosco decine di imprenditori che non vedono l’ora che l’articolo venga eliminato per fare,un minuto dopo,quello che Le ho scritto e non percchè sono fannulloni,assenteisti o altre amenità,ma solo per i motivi di cui sopra.
Provate a riflettere , Vi sembra fantasiosa la mia tesi? Per quello che ho potuto constatare e che Vi ho riportato,non lo è.
Saluti
Concordo, via l’art 18! Lavoro in svizzera, non esiste il licenziamento per giusta causa, eppure l’economia funziona molto meglio che in italia, la crisi l’hanno sentita in minima parte, e il tasso di disoccupazione è molto piu’ basso. Senza contare che le buste paga sono molto piu’ alte.
Art. 18 protegge solo chi non ha voglia di lavorare. Aboliamolo
Ma che film hai visto ? le aziende hanno il contratto Nazionale per colpire i ” fannulloni” . il problema è che i padroni vogliono dipendenti lecchini e che ubbidiscano senza replicare, anche se non sanno fare il loro mestiere, l’importante è che siano sottomessi.
non hanno le palle perche se volessero licenziare potrebbero farlo con buone probabilità di vincere la causa basterebbe avere argomenti, ma non li hanno.
sei un cretino
condivido
Si!! se ci fosse davvero il mercato del lavoro.
ringrazio tutti i politici italiani ,sono un imprenditore di compra oro ed ho quattro distributori privati di carburanti, fortunatamente gli italiani quasi tutti fannulloni non vogliono lavorare nelle aziende chiuse, vendono qualcosa del passato per sopravvivere, adesso mi fa un po’ paura il fatto di dare alle aziende la possibilità di assumere dipendenti con meno gettiti fiscali , la mia paura e che queste aziende morte possano produrre cadaveri.
pensate all’importazione sleale di prodotti di tutti i generi come fanno ad arrivare in italia, se arriva di tutto cosa puo’ produrre l’industria italiana che ha un carico fiscale 100 volte piu’ pesante , come puo’ competere con paesi che impiegano bambini come manodopera e prodotti scadenti come materia, invece i nostri figli studiano e non hanno la possibilità di competere. grazie
SALVE, SI VEDE CHE I C.. NEL C.. VI PIACCIONO MOLTO BENE DATE TUTTO LO SPAZIO DI CUI HANNO BISOGNO PER INFILARLO ANCORA PIù A FONDO…
purtroppo i politici non sanno come si possa creare un posto di lavoro per questo dicono tutte barzellette ,daltronde anche loro hanno faticato per trovarsi in quella posizione quindi stando bene loro relativamente pensano agli altri; detto questo voglio precisare una cosa che tutti sappiamo , pensate quanti giovani laureati non hanno spazio per mettersi in gioco,
,la germania non ha un sociologo ai vertici delle aziende bensi’ ingegneri meccanici nati nelle aziende stesse come la corea il giappone ed altri, ma cosa pensate che per dare posti di lavoro bisogna aumentare le tasse o togliere l’evasione. questo è assurdo molti evadono non per arricchirsi ma per sopravvivere, per dare posti di lavoro bisogna sfruttare l’intelligenza inventere cose nuove esportare e conquistare il mondo oggi l’italia sta perdendo tutto .I nostri padroni stanno invecchiando e ci lasciano morire dietro di loro che peccato davanti all’evidenza sfuggono alla realtà dei fatti.
I politicanti (e non politici, di cui in Italia non vi è nemmeno l’ombra) come al solito buttano fumo negli occhi degli italiani che, ignoranti come sono, ci cascano ogni volta.
Se il popolo italiano fosse meno ignorante non cadrebbe in certi tranelli e avrebbe mandato a casa già da un pezzo questi loro dipendenti (sì perché i politicanti sono NOSTRI dipendenti dato che vengono pagati con i soldi di tutti gli italiani), e avrebbero mandato a casa anche i governi precendenti che per gli italiani e l’Italia non hanno MAI fatto niente di buono.
Come operatore sanitario ti consiglio di consultare un neurologo…stai inguaiato!
SE UNA PERSONA HA VERAMENTE VOGLIA DI LAVORARE, IL POSTO LO TROVA SUBITO. BISOGNA PERO’ ACCONTENTARSI DI QUELLO CHE IL CONVENTO MOMENTANEAMENTE PASSA. E’ CHIARO CHE COME IN TUTTE LE COSE, NON SI PUò TROVARE IL MEGLIO SUBITO, PERO’ CON DILIGENZA E BUONA VOLONTA’ SI OTTIENE SEMPRE IL MEGLIO. QUESTO L’HANNO CAPITO BENE GLI EXTRACOMUNITARI, CHE ACCETTANDO QUALSIASI LAVORO POSSONO PERMETTERSI PIU’ DEGLI ITALIANI CHE SPERANO ANCORA NELL’ASSISTENZIALISMO O NEL POSTO SICURO.
E’ MEGLIO RIFLETTERE E SOPRATTUTTO RIMBOCCARSI LE MANICHE.
vaglielo a dire mio padre che ha tutta la buona volontà di questo mondo. troppo giovane per la pensione e troppo vecchio pre il mercato del lavoro
Questo ministro pensa di essere furbo e noi tutti deficienti? Cosa ha cambiato in meglio? Con la situazione attuale sei nella m….. in ogni caso. Non troverai un lavoro entro l’anno e manco entro i due o tre… Poi, se si è superato i 35 anni,il lavoro lo trovi solo nell’aldilà. Le solite stronzate dei politici che vivono troppo bene…
Esatto in pratica la situazione è questa, e noi faremo una inutile guerra tra poveri scannandoci, tutto pianificato alla grande, intanto la ricchezza del paese la tiene in mano meno del 10% della popolazione, i presupposti per una rivoluzione ci sono tutti oramai, e basta fare gli schiavetti porca miseria, ripescate un pò la dignità da dentro l’armadio per piacere!!!!!!! NON SIATE EGOISTI, SOLO UNITI SI VINCE LA GUERRA.
Va a quel paese, te lo dico perchè penso che probabilmente è proprio la che vivi.In quanto agli extracomunitari da buon razzista ripeto MA VA A QUEL PAESE. Loro il lavoro lo trovano perchè i loro datori di lavoro non pagano le varie gabelle delle tasse e ti posso assicurare che se dovessero vivere come noi nazionali con tutti i balzelli impositivi che abbiamo se ne sarebbero già andati ( AL LORO PAESE ).
Però ti lascio una change, fai un bel elenco di quello che una famiglia italiana dovrebbe avere, ma…proprio minimo minimo,e poi elenca anche le soluzioni perchè mi sa che mi sto perdendo qualcosa.
A presto, Daniele operaio artigiano da 40 e passa anni sottopagato (1050 € )mensile ed ora pure in cassa integrazione.
sono dacordo caro daniele quel soggetto e un padrone perfidioso e avaro prova tu a stare dalla parte dei cassa integrati i suoi amici extracomunitari non pagano niente eccetto una percentuale minima
Il problema del non accettare tutti i lavori, caro signore è lo stipendio. Gli extracomunitari vivono in condizioni poco accettabili,mentre gli italiani, per sfortuna sua, vivono dignitosamente….. e per far ciò hanno bisogno di guadagnare “il giusto”.
infatti i politici devono guadagnare 20000 e passa euro al mese e a noi farci scannare come bestie, ma per piacere, dobbiamo fare qualcosa di concreto e non fare guerra tra noi a chi guadagna di più e chi di meno.
I nemici sono loro ricordatevelo per Dio.
Hai proprio ragione.
Mi invii il tuo numero di telefono? Mio padre ha una campagna, ti pago 10 euro al giorno per venirci a lavorare.Gli orari sono dalle 5 del mattino fino a quando non sei svenuto dalla fatica.Se vuoi ti posso affittare,a 5 euro al giorno,una baracca senza luce ed acqua dove potrai riposare qualche ora prima di riprendere a lavorare.Ma tutto questo non credo che sia un problema,tu sei uno che si rimbocca le maniche,mica come me,vero?
Non so dove viviate, ma io ho 55 anni, sono invalido civile, mi danno 270 euro al mese sono circa tre anni che cerco lavoro e non so come vivere allora? Che devo fare togliermi di mezzo così do il posto ad un altro disperato come me?