Anche l’auto crolla
redazione | Apr 04, 2012 | Comments 15 |
Il 2012 sarà l’annus horribilis del settore automobilistico con in previsione soltanto 1 milione e 370 mila consegne contro i 2 milioni e 800 del periodo antecedente la crisi economica. Il contraccolpo si ripercuoterà non solo sulle case produttrici di auto ma anche sulle migliaia di fabbriche che ne rappresentano l’indotto, sulle concessionarie e sulle società assicurative.
Le anticipazioni riguardanti l’andamento del mercato dell’auto in Italia trovano un primo riscontro nei pessimi risultati di vendita rilevati a marzo, il peggiore marzo da 32 anni a questa parte. Le immatricolazioni sono infatti scese a 138.137, circa 50 mila in meno rispetto al 2011, facendo registrare un -26,7%. Dato ancor più sintomatico se si pensa che il primo trimestre è quello in cui si effettua il 30% delle transazioni e dunque è il più importante dell’anno.
E la spirale discendente trascina anche le vendite delle automobili Fiat verso il basso: a marzo le immatricolazioni si sono ridotte ad appena 35.942 a fronte delle 55.807 dello stesso mese l’anno scorso. Si parla di un crollo del 35,6% con la riduzione della quota di mercato da 29,61% nel 2011 a 26,03%. Il marchio Alfa deve addirittura fronteggiare un -45%.
Di fronte alla contrazione violenta e incontrovertibile del mercato, tutti invocano interventi strutturali di rilancio e di sviluppo da parte del Governo. Ne parla Jacques Bousquet, Presidente dell’Unrae (l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia), che annovera tra le cause che hanno portato a questa situazione la crisi congiunturale, l’aumento continuo del prezzo dei carburanti, la forte crescita delle assicurazioni RC auto, l’assenza di credito alle imprese e lo sciopero degli autotrasportatori che ha impedito le consegne. Ma li richiede a gran voce anche il Presidente dell’Associazione concessionari Italiana Federauto Filippo Pavan Bernacchi: “Siamo al Day After, e non comprendiamo più l’immobilismo del Governo. Pochi giorni fa, lo stesso Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, nell’audizione alla Camera dei Deputati ha parlato senza reticenze della recessione in atto, legittimando in qualche modo le preoccupazioni espresse in precedenza dalla stessa Camera dei Deputati proprio con riferimento alla crisi del settore auto che, voglio ricordarlo sempre, in Italia fattura l’11,6% del PIL, contribuisce con il 16,6% al gettito fiscale nazionale e dà lavoro a 1.200.000 persone“. Un mercato che quindi va preservato e sostenuto.
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Fonti: Repubblica.it e Corriere.it
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Bravi tecnici e professori dei miei stivali, continuate a far crescere carburanti, IVA e tasse varie, arriverà sicuramente la ripresa sia dell’auto che di tutta l’economia.
Non capite che senza soldi da spendere, calerà anche l’introito delle tasse che avete aumentato?
Se invece di fare l’università aveste fatto i contadini forse capireste di più.
prendiamo ad esempio un italiano:
25000€ stipendio
tasse ? circa 8000
resta 17000
luce, acqua, gas, telefono, assicurazione auto, scuola
7000
resta 10.000
mangiare 6000
resta 4000
medicine. ticket,
1000
resta 3000
imprevisti 2000
resta 1000
euro annui
compratela voi l’automobile
a me non riesce
ciao
Questi sono i risultati.
Benzina alle stelle, tassa di proprietà un furto bello e buono, assicurazioni una rapina.
Bastaaaaaaaaaaaa!
Che facciano pagare chi si è arricchito alle nostre spalle.
Monti e Napolitano lo capiscono o no?
Tutti contro il governo (che ha le sue colpe)
Ma il costo esagerato delle auto in relazione al potere d’acquisto degli italiani non lo considera nessuno?
La “facile” politica del governo che fino ad oggi ha previsto solo continui aumenti di tasse per incassare più soldi nelle casse dello Stato è miope e sarà un moltiplicatore della recessione in atto.
Con il calo delle vendite delle auto, aumento della benzina, aumento delle tasse sulla casa, riduzione e allungamento dell’età pensionabile etc… è chiaro che si blocca la spesa degli italiani che elimineranno il c.d. “futile” (divertimenti, viaggi, ristoranti, cinema, teatro etc.)ed anche il necessario (spese mediche, alimentari, etc.) con ulteriore recessione. Per altro verso il Governo non ha colpito i c.d. “poteri forti” (Banche, assicurazioni, fondazioni etc.) i quali non contribuiscono con uguali sacrifici dei cittadini per il risanamento dei conti dello Stato.
I CONTI DELLO STATO… E’ PROPRIO QUI IL PUNTO DOLENTE!
L’OPERAZIONE DEL GOVERNO AVREBBE UN SENSO, ANCHE MORALE, SE VENISSE FORTEMENTE RIDOTTA LA SPESA CORRENTE DELLO STATO (riduzione stipendi parlamentari, consiglieri regionali, privilegi, spese inutili, auto bleu, le opere non portate a termine per i motivi più disparati, etc). A COSA SERVE DRENARE UNA GRAN QUANTITA’ DI RISORSE DA PARTE DEI CITTADINI SE POI LO STATO BUROCRATICO E I BUROCRATI CONTINUANO A SPERPERARE I SOLDI COME IN PASSATO ???. Perchè fare tanti sacrifici quando l’apparato e le spese della burocrazia pesano così tanto sul paese e non si fa quasi nulla per ridurlo?
Condivido al 1000 per cento.
Certamente la politica e gestita da uomini eccellenti, e per questo il mercato goblale delle auto non riesce a decollare . Per questo tutto ciò a uno schema ber preciso ed è inutile dare dei commenti non nè vale la pena. ciao da filippo da balestrate(PA)
Con la crisi economica in atto i continui aumenti del coti carburante, costi legati alla manutenzione dell’auto e costi assicurativi. Premetto sono Diversamente abile guido con adattamenti e cambio automatico sempre meno efficenti chi mi aiuta ad acquistare vettura nuova avendo famiglia e particolarmente esigenze
Il mercato dell’auto risente fortemente dalle politiche fiscali messe in atto dai vari governi del periodo recente.
IPT proporzionale anche per le auto nuove, addizionali su quest’ultima che alcune province hanno applicato fino al 30 per cento, eliminazione dell’atto soggetto ad IVA, grazie al quale un veicolo abbastanza potente di fatto è diventato invendibile, prezzi delle assicurazioni alle stelle, aumento dei carburanti, aumento del tasso d’interesse da parte delle finanziarie che praticano il credito al consumo, aumento dell’IVA, dei pedaggi autostradali ecc. ecc. ecc. Per far capire la miopia dei politici riguardo alla crisi voglio fare un piccolo esempio che dimostra come l’abbassamento delle tasse possa portare ad un aumento del gettito fiscale: la regione Valle d’Aosta non ha introdotto alcun aumento dell’IPT, continuando ad applicarla in misura fissa e non in misura proporzionale alla potenza, col risultato che tante società di noleggio hanno spostato la sede legale in questa regione che ha beneficiato di un aumento esponenziale del gettito fiscale derivante dalle immatricolazioni che adesso tali società fanno in questa regione. La ripresa economica e quindi delle vendite ci sarà solo se verrà abbassata la pressione fiscale. Questo lo insegnano i principi base dell’economia: quando la domanda di un bene scende di conseguenza diminuisce anche il suo prezzo. Qui si è fatto il contrario: la domanda di auto è crollata ma paradossalmente sommando tutti i balzelli correllati il prezzo dell’auto è ceresciuto! Caro Monti dato che tanti addetti del settore auto facenti parte di piccole imprese: autosaloni, officine, ricambisti, assicuratori ecc. in caso di perdita d’impiego non potranno beneficiare di ammortizzatori sociali non tutti si suicideranno, quindi state attenti tu e i tuoi compari che la corda al collo potreste trovarvela voi e non per vostra volontà….. la gente è allo stremo e voi non ve ne accorgete. Dio salvi l’Italia…. da voi!
Nessuno che alla domanda: perchè l’economia zoppica? Ipotizzi la risposta che gli italiani hanno le tasche vuote! Oppure si spera che l’italiota medio continui ad indebitarsi con le banche? Lo stato consuma il 60% del PIL nessuna economia, tranne quelle sovietiche di breznieviana memoria può sopravvivere a lungo ed in Italia il punto di non ritorno l’abbiamo superato da un pezzo; come sempre si tira a campare passando il cerino acceso da un governo all’altro e questo di “tecnici bocconiani” anche se non fa’ l’interese dei partiti fa’ quello delle banche.
Quanto all’auto forse invece di farcirle di paccotiglia inutile e costosa sarebbe meglio farle più efficienti e sopratutto studiare un sistema urbanistico/sociale ed economico che le faccia usare di meno.
Il settore auto deve rinnovarsi smettendo di costruire le solite trappole inquinanti e cominciando a guardare al futuro, sviluppando nuove tecnologie ecocompatibili (che già ci sono ma le tengono nel cassetto). Allora a quel punto ha senso sostenere il settore, altrimenti che vada pure in malora. Ognuno è causa del proprio male!
Quest’anno sarà il boom delle biciclette. Lasciate che i carburanti continuino a crescere e tra poco oltre alle macchine ferme nei concessionari vi ritroverete con le cisterne dei distributori piene…
Ti metteranno l’assicurazione da 1000 euro l’anno obbligatoria, il bollo sui pedali e il casco con la relativa patente a punti anche sulle bici stanne certo……