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    Eni: stop per 500 dipendenti


    Dopo Autogrill, ecco un altro colosso dell’economia italiana che compie una scelta penalizzante per l’occupazione. Eni, infatti, ha comunicato al termine di un incontro con i sindacati la decisione di chiudere parte della raffineria di Gela per 12 mesi: la decisione a causa della “contrazione della domanda di prodotti petroliferi”.
    Un provvedimento che interesserà 500 dipendenti, solo una parte dei lavoratori dell’impianto. A seguito dello stop il riavvio degli impianti è fissato per aprile 2013. Eni ha inoltre confermato “l’applicazione delle garanzie per i lavoratori previste nell’accordo, sottoscritto il 26 maggio 2011, per lo sviluppo, la competitività e le relazioni industriali”.

    Ma, purtroppo, è solo l’ultimo eclatante esempio di un trend negativo sempre più diffuso per l’impresa italiana. Secondo Unioncamere, infatti, dall’inizio dell’anno si sono registrate meno iscrizioni e più cessazioni rispetto allo stesso periodo del 2011: nel primo trimestre del 2012, infatti, 120.278 nuovi attori sono entrati sul mercato, mentre 146.368 ne sono usciti. Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dai dati sulla mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno.

    La “macchina del tempo” dell’anagrafe delle imprese riporta quindi le lancette al primo trimestre del 2009, quando si registrò un saldo negativo pari a -30.706 unità e un tasso di crescita del -0,5%, allora risultato della fortissima crisi economico-finanziaria esplosa l’anno precedente. Oggi, «la brusca frenata della vitalità imprenditoriale è l’evidente risultato della fase di recessione avviatasi nella seconda metà dello scorso anno e dell’accresciuta e diffusa difficoltà a entrare nel mercato», osserva Unioncamere.
    “I successi del Made in Italy nel mondo da soli, non bastano a sostenere l’occupazione e a ricostruire il benessere dei territori andato perso nella crisi di questi anni” ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “L’anagrafe delle imprese è uno specchio fedele dell’immagine dell’economia reale che oggi ci viene restituita per quello che è: segnata da profonde difficoltà e da una diffusa incertezza nel futuro. C’è bisogno di politiche di sostegno dell’impresa più piccola, quella diffusa da cui dipende il destino di milioni di famiglie e di giovani. Oltre a credito e semplificazione servono azioni straordinarie sul fronte occupazionale e fiscale. Le Camere di commercio intensificheranno l’impegno a sostegno del tessuto economico, soprattutto di quello meridionale più in difficoltà in questo momento”.

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    Redazione Global Publishers

    Fonti: Fattoquotidiano.it e Unioncamere.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (18)

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    1. Bflo says:

      Si puo sapere che fa il managment tutti il giorno, e adesso i vostri bonuses (statali) sono anche stavolta garantiti?

    2. andrea says:

      per risolvere il problema dell’evasione e del lavoro nero in italia, la riceta è molto semplice……
      tutto quello che spendi lo puoi detrarre, dal caffè al bar alla macchina nuova, così tutti hanno interesse a fare lo scontrino o fattura, e però si fa ripartire l’economia

    3. MM says:

      Ma come? fino a qualche ora fa era presente la notizia che per i neolaureati da adesso in poi boom di assunzioni (poi scomparsa dalla home page) e ora (dopo i commenti dovuti di molti utenti a sbugiardare la notizia) eccone un’altra che va dall’esatta parte opposta… perchè l’importante è avere un auditel mi viene da dire… ah sorte noscia

    4. Mario says:

      Ci vuole il condono tombale per le piccole aziende e gli artigiani….altrimenti sara’ la fine.
      E per ultimo ci vuole il lavoro!!!!!!!!’

    5. marco says:

      tutti al rogo oppure non ne usciremo mai!

    6. marco says:

      sono tutti dei pezzi di merda. inutie dare consigli perche’ e’ solo una valvola di sfogo che alimenta il coma profondo in cui versa l’italia.

    7. gagliaudo says:

      Anche la Autogrill chiude e licenzia.

      Se vedi Autogrill tira diritto!

    8. GIOVANNI says:

      In Italia, stiamo raggiungendo la saturazione, c’è poi la globalizzazione, la mondializzazione dell’economia e demografica….il tutto a danno dell’Italia…
      Fatta una semplice equazione, la cosa si mette decisamente MALE……mentre qualcuno fa finta di nulla o minimizza la vera gravità della situazione, (ladri, evasori e politici di pari grado), con discorsi demagogici e fuori dalla realtà, (vuoi per interesse o per ignoranza o peggio ancora, per consapevole fatalità)….si prospetta in breve, una gravissima guerra civile…..è brutto dirlo o esserne consapevoli, ma bisogna prenderne atto….Addio Italia

    9. Ho qualche riserva sulla ricbiesta di sostegno all’impresa piu’ piccola. Se un’impresa ha bisogno di essere sostenuta,distrugge ricchezza invece di crearne. Cominciamo, piuttosto, a varare il fondo taglia-tasse, alimentandolo non solo con l’evasione recuperata, ma anche con la restituzione di quanto pagato in piu’ ai partiti come rimborsi elettorali, ed i risarcimenti dei danni erariali provocati dai corrotti e corruttori di qualunque specie. Nonchè con l’avocazione agli enti donatori di tutti quegli stabilimenti industriali costruiti con denari pubblici ed usati da imprenditori privati che poi hanno chiuso o delocalizzato. Con meno brurocrazia (purchè si traduca in meno protezione a chi è già imprenditore ai danni di chi deve ancora diventarlo), meno corruzione e prelievo fiscale piu’ moderato nasceranno nuove imprese sicuramente valide.

    10. Alberto says:

      Per me Monti sta distruggendo l’Italia dal punto di vista economico.

      Con le tasse sia dirette che indirette (invece di scegliere un tipo e di farlo in modo equo: secondo me sta facendo un disastro…) appiana (un poco…) il debito pubblico ma così facendo affossa ulteriormente l’economia dando il colpo di grazia ad un paese in difficoltà.
      Insomma: non potrai mica aumentare la tassazione all’infinito!

      Ma il mio problema è…in un Italia col settore secondatio a pezzi (e che si porta/porterà dietro anche primario e terziario) come puoi risollevarti se sei in un’Europa che dei tuoi problemi se ne frega?
      Non possiamo attuare politiche monetarie, non possiamo attuare politiche di dazi (che di sti tempi credetemi sarebbero manna dal cielo) ecc.

      Io non vedo soluzioni però…

    11. Luca says:

      Incendiare il parlamento e i suoi abitanti: tabula rasa e ricominciare, così ci salveremo. Brutto a dirsi, ma è l’unica soluzione.

    12. giorgio says:

      A prescindere dal fatto che in Sicilia ci sono ben 3 raffinerie (Gela, Priolo, Augusta) che sono state costruite negli anni del boom imprenditoriale piu per far piacere a qualche politico (serbatoio di voti) che per vere esigenze tecniche, non e’ plausibile che vengano sospesi dal lavoro persone che qguadagnano magari 1500 euro al mese e che l’ENI continui a stipendiare dei consulenti esterni che hanno casa e auto pagate e altri benfit ed incassano svariate migliaia di euro al mese, facendo di fatto il lavoro che prima veniva fatto dai dipendenti.

      • FABIO says:

        pensate che solo il sig. scaroni amministartore delegato eni si è aumentato lo stipendio del 30% arrivando a pigliare circa 5.800.000 all”anno, pensate 15890 euro al giorno.meditate.
        a noi gestori che prendiamo 3 cent litro ci vogliono dimezzare il margine perchè siamo il costo del carburante. dovrebbero andare a fan c…..o tutti.

    13. marco says:

      perchè non incominciano davvero a togliere quei 1000 signori che a Roma a loro volta stipendiano portaborse commessi e lacchè vari..senzxa contare autisiti e scorte delle auto blu? quando i pubblici lucartori si benefits e stipendi non loro verranno licenziati o ridotti? sarebbe un piccolo esempio di risparmio ma significativo.

    14. Ciro says:

      Dalla crisi ci si può salvare. Basta diventare politico corrotto, o mafioso, o evasore. Tanto se vieni scoperto non ti confiscano i beni disonestamente accumulati

    15. leonardo says:

      basta ci state portando alla rovina cosa faremo se rimaniamo tutti senza lavoro ci ammazzeremo luni con gli altri come in quei film di zombi arriveremo a questo

    16. errore_irreversibile says:

      Non smetterà mai purtroppo. Troppi interessi secondari sotto, e poi alzare le tasse è più semplice e più sicuro per chi comanda rispetto a manovrare tagli a spese di vario tipo o a proporre e realizzare disegni di legge efficaci e intelligenti…esempio super banale: se Monti domani decidesse di rivalutare al ribasso gli stipendi e le pensioni dei parlamentari (e non solo) in base agli effettivi benefici apportati all’Italia intera (in che modo non lo so), quanti consensi avrebbe tra coloro che con lui decidono le sorti del nostro paese?

    17. paolo vispi says:

      Il circolo virtuoso della crescita economica è molto semplice.
      La fiducia degli imprenditori determina nuovi investimenti, che si traducono in nuova occupazione.
      maggiore occupazione significa crecita del reddito e quindi della spesa pro-capite.
      aumentano gli acquisti e gli ordinitativi, con conseguente aumento del reddito da parte delle aziende che sono stimolate a realizzare nuovi investimenti e così via.
      Vi sembra che l’ aumento delle tasse, dei costi e della disoccupazione militino a favore della crescita economica?
      Vi sembra che gli imprenditori possano essere motivati dalla sola facilità di licenziare?
      O che il terrorismo fiscale li esalti?
      Quando smetterà il Governo di dire e fare solo idiozie?

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