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    I benefit più stravaganti

     

    Le aziende credono che ciò che i lavoratori vogliano sopra ogni cosa sia la gratificazione economica. Sbagliato. Nella classifica dei desideri, il “buon stipendio” viene soltanto dopo il sentirsi apprezzati per i risultati ottenuti, il coinvolgimento nei progetti aziendali, comprensione ed aiuto in caso di problemi personali e la sicurezza del posto di lavoro. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Mindflash, che mette in luce una nuova verità: i mezzi sono importanti tanto quanto il fine se non di più, ovvero lavorare in uno stato di benessere ed equilibrio è importante tanto quanto il fine del lavoro stesso, cioè la remunerazione.

    Alcune imprese hanno capito che offrire servizi che vengano incontro alle piccole esigenze quotidiane dei dipendenti e rispondano ai loro bisogni naturali ed affettivi è apprezzato più del bonus economico. Dipendenti più felici e liberi sono anche dipendenti più produttivi. E tale produttività può essere ottenuta con dei benefit implementabili a costi contenuti.

    Per esempio l’azienda web di affitti Airbnb offre a ciascun dipendente 2.000 Dollari all’anno da spendere in viaggi turistici, organizza corsi di yoga a cadenza settimanale e consente di portare il proprio animale domestico sul luogo di lavoro.

    Johnson&Johnson mette a disposizione invece un servizio di portineria che si prende cura delle automobili dei dipendenti assicurando anche il cambio dell’olio, si premura di recapitare loro la spesa a casa e di andare in tintoria a ritirare i loro vestiti.

    I dipendenti di Netflix, Ask.com e Automattic, società che si occupano di sviluppo di prodotti web, possono richiedere tutti i giorni di ferie che desiderano e in ogni periodo dell’anno, ovviamente a condizione che rispettino gli impegni lavorativi.

    Genentech, colosso nel settore bio-tech, garantisce alle sue risorse umane asili nido e strutture di accoglienza per gli animali domestici mentre Microsoft a Washington ha sviluppato una rete di navette con tanto di wi-fi a bordo che assicurano ai dipendenti locali il trasporto gratuito nel tragitto casa-azienda.

    MillerCoors ha invece aperto un pub nel palazzo in cui sorgono gli uffici, dove è possibile scegliere tra 13 diversi tipi di birra. Dropbox ha invece preferito allestire una sala giochi.

    I veri dispensatori di incentivi sono però Google e Facebook. Entrambi offrono i pasti ai propri dipendenti e nello specifico Google permette di scegliere tra i piatti di 16 diversi ristoranti che propongono cucine etniche da tutto il mondo. In più il colosso di Mountain View ha installato in azienda una palestra, un’area massaggi, un ambulatorio medico e una lavanderia. Facebook, per non essere da meno, include nella policy aziendale 3.000 Dollari di assicurazione sanitaria per i figli dei dipendenti, 21 giorni di permesso e 11 giorni di ferie retribuiti, più un numero illimitato di giorni di assenza causa malattia.

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    Redazione Global Publishers
    Fonti: Cliclavoro.it e Sole24Ore.com

     



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    1. [...] a seconda del comportamento. Questo metodo stimola i dipendenti a dimagrire con la prospettiva dei bonus, ispirato alle spie intelligenti delle auto ibride che invitano i conducenti a diminuire i consumi [...]

    2. [...] aziende che vogliono creare un ambiente di lavoro a misura d’uomo attraverso la concessione di benefit, l’attuazione di politiche di welfare  o l’implementazione di percorsi di sensibilizzazione [...]

    3. [...] welfare aziendale si intende quell’insieme di pratiche organizzative e di servizi atti a migliorare la vita in [...]

    4. Pino says:

      Anche da noi è cosi’!!!
      Vaffanculo tutto e tutti!

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