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    Nero in un’azienda su due


    Brutte notizie per quanto riguarda la salute del lavoro in Italia. E questa volta non si tratta della disoccupazione dilagante, ma di quel poco di impiego che è rimasto.

    Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, infatti, ha reso noti i risultati ottenuti dagli ispettori del lavoro nel primo trimestre dell’anno: sul oltre 33mila aziende controllate, in 16.665 si sono riscontrate anomalie. Quasi un terzo delle posizioni lavorative, infatti, sono irregolari e di queste il 33% completamente in nero.

    La nota del ministero afferma che “le principali violazioni riscontrate nel periodo gennaio-marzo 2012 hanno riguardato l’illecita intermediazione di manodopera (2.498 lavoratori) e la disciplina in materia di orario di lavoro (5.273). Sono stati disconosciuti 2.830 rapporti fittizi di lavoro autonomo.
    Inoltre, sono state riscontrate irregolarità amministrative e penali relative all’occupazione delle lavoratrici madri (81), dei disabili (332), dei minori ( 243).”

    Un bollettino davvero preoccupante, quello che leggiamo in queste righe, se oltre al drastico calo dell’occupazione offerta assistiamo anche a un parallelo peggioramento della qualità di quella che ancora esiste.

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    Redazione Global Publishers
    Fonti: Repubblica.it e Lavoro.gov.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (13)

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    1. fausto says:

      come mai non hanno reso noti i dati regione per regione allora si ne avremmo viste delle belle

    2. anna paradiso says:

      io ho lavorato in nero nella uil… e non ero la sola… dite agli ispettori di fare le visite a tappeto… vedrete quanto lavoro irregolare troveranno…

      • massimo says:

        pensa un pò… alla UIL.!
        è proprio il caso di dire:
        <>

        • massimo says:

          FATE COME DICO MA NON COME FACCIO

          • massimo says:

            Le dirò di più…
            in provincia di Reggio Emilia,
            hanno letteralmente raddoppiato il quartiere dove abito, ebbene…
            per TUTTO il periodo dei lavori (durato tre/quattro anni) non s’è mai visto NESSUN TIPO DI CONTROLLO, nè ispettori INAIL e tantomeno ispezioni AUSL e dire che alcuni “cottimisti” dormivano in cantiere ed appena albeggiava iniziavano il lavoro… SEMPRE… PER TUTTI I GIORNI della settimana.
            ….
            e poi qua sopra parlano (scrivono) di controlli…
            Ma quali controlli..?
            se ci fossero sul serio “i controlli” sempre in ogni cantiere, in ogni azienda ed in ogni ATTIVITA’ LAVORATIVA allora sì… che il lavoro nero scompare…

            • mauro says:

              non è una cosa nuova anche in lombardia funziona cosi figurati in altre zone..è il sistema che non funziona…consideriamo che poi son tasse che vengono a mancare…e che dire delle cooperative?ma daiiiiii

            • massimo says:

              Ciao Mauro,

              bèh… il “tasto delle cooperative” non l’ho volutamente nemmeno sfiorare…
              anche perchè, qua a RE, puoi bene immaginare anche Tu come SIAMO messi… .
              è il clamore che si fà nel titolo dell’articolo che stà qua sopra, che prima parla di numeri che se li sommi non portano all’inizio dell’affermazione, poi… parlano di statistiche condotte da “individui” che NON muovono mai le chiappe dalla sedia del loro ufficio.

    3. massimo says:

      “33mila aziende controllate”….
      HAHAHAHAHAHAHA..!!!
      questa sì che è bella…!!!
      ma se in ventotto anni di cantieri io li ho visti sì e no due volte…

      su trentatremila, questi ci vogliono far credere che…
      sedicimilacinquecento non sono in regola…?
      ma Signori..!!!
      per carità…
      siamo seri almeno quando si parla di lavoro,
      quelli saranno dati che avranno raccolto
      dal…
      dopo guerra ad oggi.

      • i says:

        infatti dati raccolti dal dopo guerra ti mettono 2 o 3 ore in regola e il resto in nero o acceti o al posto tuo c’è un’alta persona da mettere uno che fa accetta pur di portare due soldi a casa

        • massimo says:

          bèh…
          non sò dove si applicchino questi “metodi di assunzioni”, nella mia azienda certamente no.
          quà quando si iniziano dei cantieri chiedono tutti i documenti (POS DURC ecc.. ecc.)e del personale in nero(a parte il fatto che è contro la mia filosofia) non si può nemmeno pensare…
          ho dei clienti che ciedono il POS anche per le assistenze (tipo guasto macchina)

          saluti

    4. massimo says:

      “Nero in una azienda su due”…
      questo “titolo” è una gran c…avolata.!!
      Gli ispettori del lavoro invece di stare intanati tutto il giorno nei loro uffici a cazzeggiare,
      dovrbbero girarle TUTTE le aziende (che tanto l’INPS il personale ce l’ha)
      poi fare le “statistiche”.

      cordialmente
      massimo ligabue

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