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    Disoccupazione: donne agevolate


    Il disegno di legge approvato lo scorso 4 aprile e ora in esame al Senato, nell’ambito della riforma del lavoro, si pone come obiettivo quello di favorire l’universo femminile nella ricerca di lavoro. Tra i vari provvedimenti l’articolo 53 prevede agevolazioni per le assunzioni, a partire dal primo gennaio 2013, di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.

    In particolare, il decreto salva Italia prevedeva degli sgravi per le imprese in caso di assunzione di donne: in generale, per ogni assunta un’azienda può dedurre dal reddito l’intero ammontare del valore dell’ Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive), relativa alle spese per il nuovo personale dipendente. Inoltre, fino al 31 dicembre 2012, è stabilito uno sconto fiscale che consiste in una maggiore deduzione Irap, nel caso di assunzioni a tempo indeterminato: 10.600 euro per ogni donna.

    Le nuove agevolazioni per le lavoratrici introdotte dalla riforma Fornero  annunciano che per le assunzioni effettuate, a decorrere dal primo gennaio 2013, con contratto di lavoro dipendente, a tempo determinato, in somministrazione, spetta, per la durata di dodici mesi, la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro. Nel caso di passaggio da un contratto a termine a uno a tempo indeterminato o di assunzione effettuata direttamente con contratto a tempo indeterminato la riduzione spetta per un periodo di diciotto mesi dalla data di assunzione.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: Espertilavorecarriera.it



    Nella Categoria: CarriereGallery

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    RSSCommenti (21)

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    1. genny says:

      da donna nn mi è mai piaciuto il termine a favore delle donne o per i diritti delle donne.
      preferisco per i diritti di ogni essere umano, di ogni individuo.
      ho un lavoro part time precario, a giugno mi scade il contratto.
      nn vedo speranza per il mio futuro.
      sono sola e ho una figlia a carico…….
      in italia la disoccupazione aumenta e le aziende chiudono, ma c’è ancora tanto sommerso, lavoro nero che fa comodo a grandi e piccoli imprenditori.
      perchè nn si fa niente in questo senso.
      che futuro per noi e per i nostri figli?????????????????

    2. GIOVANNNI says:

      IL PROBLEMA E LA POLITICA….NON BISOGNA VOTARE PIU NESSUNO PER CAMBIARE LE COSE ITALIA E UN BRUTTO PAESE PER COLPA DEGLI ITALIANI …….I POLITICI SI MANGIANO TUTTO E DOPO CHI PAGA E LA POVERA GENTE… SONO LE TASSE CHE FRENANO L’ECONOMIA E SECONDO ME IL PROBLEMA SI RISOLVEREBBE CON IL MODELLO AMERICANO PER TOGLIERE IL NERO IN ITALIA FARE SCARICARE A TUTTI TUTTO…… MA NON CONVIENE NE HAI POTERI FORTI E NE HAI POLITICI CON IL NERO SI ARRICCHISCONO……..

    3. Simonetta says:

      Io sono stata licenziata dopo 22 anni di lavoro con 3 giorni di preavviso!!!!!! HO 40 anni e francamente dopo gia 4 mesi a casa non vedo molte prospettive. Devo dire però che le società a pari requisiti assumono sempre uomini. Perchè? Semplice voi non potete rimanere incinti se no state tranquilli che non assumerebbero neanche voi. Ritengo quindi assolutamente giusti gli incentivi e quelli che protestano dovrebbero pensare che le donne sono anche le vostre mogli, figlie, sorelle e che quindi quei contributi dati alle donne servono anche a voi uomini.

    4. sergio says:

      Qui non si tratta di una diatriba “donne contro uomini”, né di rivangare o tirare in ballo discriminazioni del passato. Gli attori in causa sono i disoccupati attuali, ma anche, purtroppo, i disoccupati futuri, visto che il lavoro “fisso” non esiste (quasi) più e che quindi (quasi) chiunque può trovarsi in tale situazione, senza alcuna connessione con il merito o con la bontà dell’attività lavorativa svolta. In tale contesto, andare a favorire in maniera specifica l’assunzione di donne anziché uomini o viceversa, o di giovani anziché di 50enni o viceversa, è fortemente discriminante verso la categoria esclusa dalle agevolazioni, che si vede non solo fortemente svantaggiata dalla competizione (così è) per i pochi posti di lavoro disponibili, ma deve anche pagare la sua quota di agevolazioni che lo stato concede, e che quindi noi tutti paghiamo. Per questo questa legge è fortemente ingiusta e discriminante e, a mio parere, anticostituzionale.

    5. erika says:

      E’difficile per tutti oramai in questo paese mantenere ho trovare un lavoro.Specialmente per chi si ritrova a 40 o cinquanta anni dopo che viene licenziato a rientrare nel mondo del lavoro.Io sono giovane ma penso a questa generazione precedente alla nostra che ha meno aspettative di noi con dei figli a carico da mantenere e crescere la futura generazione.Quindi penso che sia giusto questa legge ma non solo estesa alle donne ma anche agli uomini.

    6. vincenzo says:

      ragazzi io nn voglio afre oilemiche, ma parlo e tt quelle che hanno inviato un commento qui e sono sposate, come la prendereste se vostro marito perdesse il lavoro e al suo posto assumessero una ragazza 20enne per risparmiare 30 euro al mese????

    7. jenny says:

      Buonasera,
      qui non si tratta di agevolazioni o meno,le aziende chiudono,le tasse sonmo troppe e anche chi un lavoro come me c’è l’ha,rischia di perderlo,causa prossimo inserimento voucher e perdita di tutti i diritti assistenziali e previdenziali.Noi donne abbiamo sulle spalle tante piu’ cose di voi uomini,famiglia,casa,figli,percui è troppo facile parlare di privilegi per noi donne,ma quali privilegi?Io che ho 28 anni,non ho figli,ma il mio futuro qual’è? Parlo per me nell’azienda in cui lavoro,il lavoro non manca,ma rischiamo di perdere tutto cio’ che fino a ieri era un nostro diritto,la malattia,l’infortunio e la disoccupazione,per chi come noi vive con contratti a termine.Voglio dire un ultima cosa,approfitto di questo spazio,per fare una riflessione.Il 27 Aprile in Friuli c’è stato uno sciopero del comparto agricolo,che verteva soprattutto su 2 punti i voucher e la conseguente riduzione dei diritti sulla disoccupazione,e su 8 mila lavoratori coinvolti solo 200 hanno scioperato.Credo non ci sia altro da dire.

    8. Spak says:

      Le donne sono sempre state svantaggiate, ma credo che non sia giusto privilegiarle nella ricerca del lavoro, sarebbe discriminante rispetto agli uomini. Diritti uguali per tutti!

      • Tania says:

        E quando mai sarebbero stati i diritti delle donne anche solo vagamente simili a quelli degli uomini di grazia??!!??

    9. anis. says:

      questa è l’italia.la grande italia.

    10. gio says:

      Gli uomini ne hanno le b…piene di questi privilegi. Comunque per risparmiare quattro soldi non assumerei lo stesso una donna. Alla del periodo resta incinta o si ammala.

      • Federica says:

        Beh, ma spero che tu faccia un incidente che ti lasci handicappato. E che venga discriminato per questo. Tutti i giorni della tua vita.

        • cellone says:

          Cara federica nn e bello e carino parlare in questo modo rivediti e datti na calmata ignorante vai a zappare la terra stupida

        • vincenzo says:

          guarda che qui si scrivono le mproprie idee e nn si scrivono queste cazzate… se avessi aguerato a me questa cosa nn sarei stato cosi’ gentile.

      • Lucia says:

        Dalle tue parole si capisce la tua ignoranza!!!!
        Poverino sei proprio una persona infelice, ti auguro di incontrare qualcuno che ti cambi un po la vita.
        Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooo

        • cellone says:

          Ma con chi ce l’ai sei tu infelice gallina stipida spennacchiata somara ma cambia tu ignorante stupida

    11. Christian says:

      Le statistiche parlano chiaro, ora la disoccupazione colpisce più gli uomini che le donne. Ma perché dobbiamo anteporre sempre le donne agli uomini quando il pilastro della famiglia è sempre l’uomo? Se una donna non lavora può farsi una famiglia? Si e no. E un uomo? No!

    12. giogio' says:

      Le agevolazioni possono andar bene ma facciamole per tutti. Io, padre di famiglia, perdo il lavoro e, a parità di diritti, una donna single deve essere agevolata? Forse c’è qualcosa che non va!!!

    13. MARTA says:

      SONO STATA LICENZIATA VENERDI’ SERA, CON ALTRI 4 MIEI COLLEGHI, PERCHE’ L’AZIENDA E’ STATA MESSA IN LIQUIDAZIONE.
      CI PAGHERANNO IL PREAVVISO MA NON CI ASPETTAVAMO UNA COSA COSI’INPROVVISA E SENZA ESSERE INFORMATI, ANCHE SE I TITOLARI LO SAPEVANO DA ALMENO 10 GIORNI. TUTTO DI NASCOSTO E’ STATO FATTO E A NOSTRO SCAPITO.
      LAVORO, NON C’E’ E LE AZIENDE STANNO CHIUDENDO UNA DOPO L’ALTRA. POSSONO FARE TUTTE LE AGEVOLAZIONI CHE VOGLIONO.
      LA GENTE NON HA PIU’ SOLDI, COME FA’ A CONSUMARE? DOBBIAMO RINGRAZIARE IL GOVERNO MONTI E TUTTI I NS. POLITICI CHE NON FANNO NULLA PER LA CRESCITA. COMINCINO LORO A RIDURSI LO STIPENDIO E LE LORO AGEVOLAZIONI, LORO LA SEDIA NON LA PERDONO DI SICURO. ORMAI SIAMO SULL’ORLO DI UN BURRONE. GRAZIE A LORO!!!HO 53 ANNI, CHI MI ASSUMERA’ DOPO 32 ANNI DI LAVORO?
      BUONA FORTUNA A TUTTI!!

      • Simone says:

        Buonasera Marta, mi dispiace per quello che le è successo e le posso dire che la capisco benissimo. Io, 33 anni ed il mio collega di 51 anni stiamo affrontando la sua stessa situazione..solo che i nostri titolari lo sapevano probabilmente da mesi e si sono preoccupati di farcelo sapere, qualche sera fa, via sms.. Ormai non si degnavano nemmeno di venire in negozio e quindi siamo oltretutto costretti a ricoprire le 12 ore di lavoro all’interno di un Centro Commerciale, dove il contratto del mio collega era ed è, fino a quando non ci daranno un bel calcio nel sedere, di 6 ore e 40..il mio part-time al 50%..però ci ritroviamo, forse per eccessivo “buonismo” e per forte senso del dovere e di amore verso il nostro lavoro e la “nostra azienda”, a dover fare spesso 8/9/10 ore, (ovviamente non pagate, in quanto per le regole del Centro, non si possono abbassare le serrande quando si vuole e se lo facessimo si rischierebbe una multa salata e paradossalmente verremmo indicati come responsabili. A proposito..per poter usufruire del nostro giorno di riposo, io ed il mio collega, abbiamo dovuto fare 12 ore nel giorno in cui l’altro doveva o “aveva bisogno” di riposare… Potrei stare qui a farle un elenco di tutte le ingiustizie e di tanti fatti incredibili che mi sono capitati, ma in un “paesino” quale è l’Italia, la parola di un “povero” non ha valore e se vuoi fare valere i tuoi diritti, devi SEMPRE E COMUNQUE PAGARE! Ora, a Settembre nascerà il mio primo figlio e la cosa che mi consola è il fatto che io abbia, nonostante tutto, fiducia in me stesso e nelle mie capacità..che abbia sempre lavorato e che non abbia paura di lavorare, né di andare a chiedere lavoro in giro, qualunque esso sia, se fosse necessario..ma tutto questo è molto deplorevole..la mancanza di sicurezza, la consapevolezza di non poter fare progetti..tutto ciò che avviene in Italia è molto triste e deplorevole. La gente non ne può più..ha fame, non ha lavoro e se ce l’ha lo perde e spesso è costretta ad andare a rubare anche solo per poter mangiare…questa non è fantasia, questa è la realtà dei fatti. La violenza spesso nasce dall’istinto di sopravvivenza.. Concludo dicendo che questa mi pare una grande presa in giro, che io non sono per niente fiero di essere italiano, e che mi dispiace dover pensare di dover abbandonare la mia amata terra quale è la Sardegna, per scappare via da questo “paese ingrato e traditore”, in cerca di un “Paese Migliore”. Le auguro buona fortuna per tutto!

    14. lucia says:

      Il problema è… che il lavoro non c’è!!!!!! Non credo che agevolazioni fiscali cambino le cose, le aziende stanno cadendo come mosche e che cavolo si vuole agevolare???? che tristezza, povere noi…

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