Dirigere con stile
redazione | May 17, 2012 | Comments 0 |
PARTE I
Un dirigente, oltre ad assicurare l’attività lavorativa quotidiana, deve rivolgere anche uno sguardo alle strategie e riflettere sul futuro del suo reparto o della sua azienda. Ecco i sette principali compiti da svolgere:
Orientare. Un dirigente è il capitano della nave. E’ al timone. E’ lui che deve fissare gli obiettivi imprenditoriali che vuole raggiungere con i propri dipendenti. Comunque, indipendentemente dal livello della gerarchia aziendale nell’ambito della quale si esercita l’ attività, provare sempre a convincere i collaboratori della bontà degli obiettivi prefissati, evitando di “dettarli” in modo più o meno autoritario. Utilizzare la capacità di entusiasmare e la forza di persuasione. In questo modo si faciliterà l’identificazione dei dipendenti con l’impresa e con gli obiettivi che si vogliono perseguire. Motivare e creare le condizioni migliori per dare sicurezza alla loro attività. Condurre regolarmente dei colloqui personali. Parlare con i dipendenti in relazione alle loro aspettative e allo sviluppo della loro attività lavorativa. Chiedere loro cosa si aspettano dal loro lavoro.
Delegare. Per raggiungere determinati obiettivi è necessario svolgere i compiti prefissati, la cui realizzazione deve essere affidata ai collaboratori. Da buon dirigente si dovrà fare in modo che ai dipendenti vengano assegnati compiti che possono affrontare con successo. A tal fine si devono tenere in considerazione, oltre alle qualifiche e alle capacità, anche i reali interessi dei dipendenti. Nel lungo periodo, infatti, sarà possibile ottenere la loro collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo solo se sono soddisfatti dei compiti assegnati.
Delegare ai collaboratori le attività che un dirigente può evitare di svolgere. In questo modo:
- Si alleggerisce di lavoro e aumenta il tempo a disposizione per svolgere mansioni più importanti
- Si motivano i collaboratori
- Si sviluppano le loro conoscenze e capacità
- Si mostra loro fiducia.
Procedere in questo modo:
- Trasmettere ai collaboratori tutte le informazioni necessarie per svolgere il compito assegnato
- Dare istruzioni precise sui termini di esecuzione del compito assegnato
- Delegare la responsabilità senza intromettersi inutilmente nel corso della sua esecuzione
- Se si dubita della capacità del dipendente di svolgere un lavoro fornire precise istruzioni e controllare costantemente l’attività svolta, richiedendo di effettuare rapporti regolari sullo sviluppo e offrendo sempre aiuto
- Mostrare, al raggiungimento del risultato, la propria soddisfazione.
Informare. La comunicazione è l’Abc di ogni relazione, sia in campo lavorativo che privato. I colloqui con i collaboratori devono diventare un’abitudine. Bisogna informarli sugli avvenimenti aziendali. Spiegargli le strategie, cambiamenti e ascoltare il resoconto delle loro esperienze.
Attraverso questi colloqui regolari si riuscirà a motivare in modo convincente i lavoratori, dando loro la possibilità di influire in modo attivo sull’ambiente lavorativo, sia introducendo proprie idee che fornendo preziosi consigli. Utilizzare inoltre la possibilità di tenere brevi colloqui. In questo modo si otterranno maggiori informazioni sulle loro eventuali difficoltà. Nel caso si debbano invece fornire delle istruzioni sul lavoro da svolgere dare sempre informazioni chiare e inequivocabili, evitando vaghe esternazioni. Dire esattamente ciò che si pensa. Adeguare inoltre la scelta del vocabolario da utilizzare a livello linguistico dei collaboratori, e non bombardarli con parole straniere e tecnicismi che non possono capire. Alla fine riassumere i punti principali delle istruzioni fornite e accertarsi che tutto sia stato perfettamente recepito.
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