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    Contributi in prescrizione?

     

    Allungamento della prescrizione dei contributi previdenziali e assistenziali, modalità di calcolo del termine prescrizionale ed elementi del relativo atto interruttivo. Su questi aspetti è intervenuto l’Inps con il Messaggio n. 8447 del 16 maggio scorso, il quale fornisce ulteriori precisazioni circa quanto già illustrato con la Circolare n. 31/2012.

    Innanzitutto, come anticipato, il tema trattato è quello del raddoppio dei termini prescrizionali dei contributi previdenziali (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 3, co. 9, lett. a), ultimo periodo della Legge n. 335/1995) concesso in caso di subita omessa contribuzione. Tale procedura si attiva con una denuncia di mancato versamento dei contributi in proprio favore presentata all’Inps unicamente da parte del lavoratore o dei suoi superstiti, non assumendo infatti alcun valore ogni altro atto inoltrato da soggetti e ad Enti diversi dai predetti. Ad esempio, il verbale di un differente Ente contenente la contestazione dell’omissione contributiva non è atto idoneo. Più specificamente, possono avviare la procedura i lavoratori subordinati o a progetto, i lavoratori co.co.co., gli associati in partecipazione, i coadiuvanti dell’imprenditore artigiano e commerciante, oltre che gli appartenenti al nucleo familiare dei lavoratori autonomi agricoli.

    Ma veniamo all’oggetto del Messaggio. Per quanto concerne le scadenze per la presentazione di tale denuncia, questa deve avere luogo prima che termini la prescrizione quinquennale dei contributi. Solo il rispetto di tale condizione permette l’attivazione del meccanismo di allungamento della prescrizione da cinque a dieci anni. Una denuncia effettuata dopo che siano trascorsi cinque anni dalla scadenza per il versamento dei contributi, non consentirà dunque l’estensione del termine prescrizionale. Inoltre, i contributi già prescritti alla data della denuncia verranno irrimediabilmente persi.

    Cosa succede dopo che la denuncia è stata presentata? L’Inps ha il dovere di far pervenire al datore di lavoro il corrispondente atto interruttivo contenente: il nome e i dati anagrafici del lavoratore denunciante; le sanzioni applicabili; gli estremi della denuncia, tra cui la data di effettuazione;  l’ammontare dei contributi omessi e il lasso temporale di riferimento.

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    Laura Giulia Cerizza
    Redazione Global Publishers



    Nella Categoria: Cosa dice la LeggeGallery

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    RSSCommenti (19)

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    1. seb.risi says:

      Ho ricevuto una lettera di una agenzia di riscossione
      incaricata da una banca per conto dell’Inps in cui mi si
      richiede il pagamento di contributi non versati ad un agricoltore per lavori fatti nella mia campagna negli anni
      1986,1987,1988. L’accordo con lo stesso era che gli pagavo
      i lavori il cui importo comprendeva anche i versamenti
      contributivi , che egli ha effettuato regolarmente. Purtroppo costui è morto esattamente 20 anni fa e non si può verificare nulla perchè i figli non hanno più quei documenti. L’Inps stesso, interpellato personalmente, non
      mi ha saputo rispondere. Secondo legge del 1993, tutto
      è stato prescritto dopo 5 anni. Qualcuno più esperto di me
      può rispondermi? Per cortesia rispondete a :
      montegigi@libero.it
      Grazie.
      P.S. Ridicolo !!! interpellata telefonicamente l’agenzia
      di riscossione mi è stato indicato l’importo di € 620 ca.
      più varie fra interessi e disturbi in € 643 per un totale
      di oltre € 1250. Però se io accedessi al loro piano di
      rientro mi farebbero pagare solo gli € 620 ca.
      Sarà vero o è un tentativo strano?

      Prego qualcuno mi illumini.

    2. PASQUALE FEDELE says:

      che devo dire?siamo una massa di COGLIONI ma nonostante che lo sappiamo,invece di fare quello che sarebbe giusto,continuiamo a scrivere,loro(i politici) non leggono e se ne fottono di noi.

    3. ITALIANO ROTTO DI C.... says:

      ragazzi fin quando le nostre parole rimarranno tali,non cambiera’nulla,ancora non abbiamo toccato il fondo,solo allora dalle parole si passera’ ai fatti

    4. graziano says:

      Abbiamo cosa meritiamo,tutti ci lamentiamo ma nessuno reagisce,sarebbe ora di scendere in piazza e chiedere dei sacrifici chi ci comanda,mettere un tetto alle pensioni di 5000mila euro ..mi sembrano possino bastare visto quello che hanno guadagnato senza sudarli visto anche che l italia è una repubblica sociale .Un nostro vecchio antenato che ha fatto la storia d italia non ha salassato gli italiani seppur abbia fatto bonifiche,costruito ospedali,ferrovie ,strade ecc in piu ha sostenute delle battaglie concuistando dei territori.A mio modesto parere le brigate rosse hanno sbagliato i tempi.W l ITALIA

    5. michele says:

      ma vi rendete conto che le piccolissime aziende 1-5 dipendenti,al giorno d’oggi non hanno neanche i soldi x pagare le bollette,le spese generali sono sempre piu alte e i margini sempre piu bassi spesso in pari ma anche in perdita,spiegatemi come si possa essere in regola con le contribuzioni e soprattutto con che spirito visto che è sicuro che si arriverà alla pensione in età da bara e con pochi spiccioli ,poichè i nostri amministratori si sono mangiati tutto,siamo alla sopravvivenza,prima penso ai miei figli,poi si vedrà,facciano quello che vogliano ma io mi sono rotto i c……i ,scusate lo sfogo

    6. niko says:

      Ancora la persone vota PD PDL —-che! popoloo di cogli..

      Svegliateviiiiiiiii popolo di pecoroni

      • SENTENZA says:

        ………….niko,nico……hai ragione siamo un popolo
        di coglioni e pecoroni,ma tu in questo contesto sei
        il pastore…..pertanto SVEGLIAMOCI E NON SVEGLIATEVI!!

    7. Silvano says:

      Ancora…….proviamo a cambiare. Fate decidere al lavoratore, se versare al imps oppure crearsi un’ assicurazione privata, dove nella rata assicurativa ci sia compresa una parte per la sanita’ pubblica, il resto sarà per sopravvivere una volta in pensione.
      Basta versare ad un ente statale ormai morto e che comunque non ti assicurera’ la tua pensione.
      Io di sti politici non ne posso piu’!!

    8. poropopo says:

      IO dico e ribadisco che è l’imps che deve fare i controlli il lavoratore non può e non deve denunciare il suo datore di lavoro e non deve nemmeno esse perseguito da multe varie perche ha tutto da guadagnarci stando regorarmente inquadrato, in termini di sussidi disucupazione e previdenziali, anzi secondo me tutti dovrebbero fare causa allo stato e non al padrone per il mancati contributi che le aziende non versano per i mancati controlli,

    9. bruno68 says:

      I NOSTRI POLITICI NON HANNO LA MINIMA DIGNITA’!
      DOPO TUTTO QUELLO CHE SI SONO RUBATI E CONTINUANO A RUBARSI SONO ARRIVATI AL PUNTO DI RUBARE IL CIBO DAL RISTORANTE DELLA CAMERA! MA LORO ANCORA VENGONO CHIAMATI COMUNQUE ONOREVOLI!!

      IERI HO ASSISTITO IN UN NOTISSIMO SUPERMERCATO ALLA SCENA DI UN ANZIANO PIZZICATO A RUBARE UN PACCO DI PASTA E UN BARATTOLO DI FAGIOLI PERCHE’ CON LE LACRIME AGLI OCCHI RACCONTAVA CHE AVEVA FINITO I SOLDI DELLA PENSIONE E NON AVEVA PIU’ NULLA DA MANGIARE!
      E’ STATO CHIAMATO LADRO!!

      LA COSA TRISTE E’ CHE PARECCHIA GENTE L’HA CHIAMATO LADRO E QUINDI L’ITALIA SARA’ SEMPRE SOLO QUESTA?
      SPERO DI NO!

      TIRIAMOLI FUORI DAL PARLAMENTO SIAMO 59 MILIONI CONTRO 4 GATTI NON DOBBIAMO AVERE PAURA!!

    10. bruno68 says:

      ROMA LADRONA diceva la lega, cosi tutta l’italia controllava e guardava roma girando le spalle a bossi e combriccola, che intanto si rubavano anche le mutande degli italiani più attenti verso roma!

      SOLO IN ITALIA ACCADONO QUESTE COSE!!
      PAESE DI 59 MILIONI DI BURATTINI E 999.000 DI LADRI!!

    11. bruno68 says:

      STIAMO NELLA MERDA…ANZI…SIAMO SPROFONDATI E AFFOGATI NELLA MERDA!!

      GRAZIE SIGNORI POLITICI……PARDON…..SIGNORI LADRI!!

    12. Graziano says:

      Tanto… La pensione sarà solo un vecchio ricordo!!!! Ne prendo atto e porto avanti la battaglia!!

    13. GIOVANNI says:

      ma fate tutti ridere non vedete che i lavoratori debbono cercare lavoro in nero perche a fine mese non ci arriva per le troppe spese pigione,luce, acqua, telefono,condominio.ecc.figli ha carico, moglie dissoccupata non parliamo del benessere del passato che tutti si compravano l’auto altre spese ma fatemi il piacere andate a fare in c…….fabio

    14. Lello says:

      Secondo me l’INPS in accordo col lavoratore dovrebbe effettuare un accesso ispettivo in cui trovare il lavoratore in nero (in accordo con esso) ed evitare che al datore di lavoro venga comunicato che il collaboratore ha denunciato la propria posizione di lavoro irregolare.

      • clax1973 says:

        Bravo così il datore di lavoro paga la multa, chiude l’azienda, lascia a casa tutti….compreso il lavoratore in nero che deve pagarsi la multa pure lui.
        MENO TASSE E MENO CONTRIBUTI PER ENTRAMBI
        QUESTA E’ L’UNICA SOLUZIONE, LO VOLETE CAPIRE????

      • Andrea says:

        E secondo te non lo capisce che è stato lui a fare la denuncia?

    15. sfiduciato says:

      Se un collaboratore ancora presta la propria opera, come può fare una denuncia se vengono resi noti i dati del denunciante al Committente? Così, oltre al mancato versamento contributivo, si ha l’allontanamento dal posto di lavoro.

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