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    Apprendistato? Per le aziende


    Non era un’ipotesi tanto remota da non essere già stata presa in considerazione, anzi. Che l’apprendistato favorisse più le imprese chi i lavoratori (i giovani lavoratori, nello specifico) era chiaro a tutti, e che il suo utilizzo sia soprattutto inteso come un modo per le aziende di risparmiare ce lo dice oggi anche uno studio effettuato  da Gi Group: è l’88% delle imprese a scegliere questa tipologia contrattuale per motivi economici e non per formare lavoratoti competenti e capaci.

    Tutto il contrario di quello che dovrebbe essere lo spirito dell’apprendistato. Secondo Michele Tiraboschi, docente di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia, quello che manca in Italia per far funzionare nel modo giusto questo strumento è la mentalità, la cultura: “I giovani preferiscono sempre più il liceo, al contrario che in Germania, e in Italia l’apprendistato è solo per maggiorenni”. Secondo La Repubblica, la provincia dove più ragazzi scelgono di imparare un mestiere è, infatti, Bolzano. Spiega Tiraboschi “Sono soprattutto i madrelingua tedesca a scegliere questa strada, perché per loro il lavoro artigianale ha un alto valore sociale. (…) All’estero lo scopo dell’apprendistato non è solo creare lavoro, bensì creare lavoro di alto livello”.

    Secondo l’Istat, solo un apprendista su quattro è coinvolto nei corsi di formazione pubblici, erogati dalle Regioni, gli altri tre casi sono affidati a quelli in azienda. E considerando le motivazioni che spingono ad assumere apprendisti, possiamo immaginare la qualità di questi ultimi.
    La scommessa del ministro Fornero, con la sua riforma del lavoro in approvazione al Senato in questi giorni, è dunque quella di trasformare l’apprendistato da alternativa per le aziende al contratto a termine a mezzo di vera formazione del giovane lavoratore, rilanciando le professioni dell’artigianato che nel nostro Paese rimangono una grande potenzialità da troppo tempo inespressa e dandogli una speranza concreta (che consiste nel saper fare bene qualcosa) per il futuro.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: La Repubblica



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    1. [...] in vigore il 18 luglio scorso. Diverse sono state le modifiche apportate alla recente normativa del contratto di apprendistato contenuta nel decreto legislativo n. 167/2011. Analizziamole nel [...]

    2. camelot says:

      magari tu appartieni a quegli im-prenditori che dichiarano meno di 15mila euro all’anno e girano col suv con l’assicurazione taroccata……..giusto per andare in quel posto allo Stato e quando i figli vanno all’università hanno anche le borse di studio!

    3. giuseppe says:

      l’economia dell’italia la fà l’impresa non il professorino di scuola o l’impiegato dell’amministrazione pubblica che il giorno passeggia… queste ed altre persone vengono pagate con le tasse che noi pseudo imprenditori paghiamo… da piccolo imprenditore vorrei che tutte le imprese chiudessero…. così i soldi per pagare questa massa di fannulloni nei pubblici uffici e affini ve li mette il vostro monti di tasca…

      • Fabio says:

        Trovo corretta la tua affermazione secondo cui l’economia la fa l’impresa e non l’impiegato pubblico pagato anche (ma non solo) con le tasse degli imprenditori (quelli onesti per inteso). Vorrei solo far notare che buona parte di quelli che chiami fannulloni della pubblica amministrazione sono gli stessi che acquistano ciò che produce l’imprenditore: O forse se uno di loro si presenta per acquistare ciò che produci, gli rispondi che a lui non vendi perchè è un “fannullone della pubblica amministrazione?” Immagino di no poichè i soldi sono soldi e non importa da dove arrivino (a meno che non siano di provenienza illecita). Comunque sia, il fatto che un’imprenditore si faccia più mazzo di un dipendente pubblico e rischiando a sue spese non lo contesto assolutamente. Al contrario ribadisco quanto sia vergognoso che vi siano alcuni imprenditori che dichiarino un reddito inferiore a quello di un loro dipendente.

    4. simpatico Fabio prima diventa imprenditore dove in un periodo come questa la maggioranza nn percepisce stipendio, perchè non esistono utili… e il costo di un dipendente la maggior parte delle volte è insostenibile. basta pensare che chi lavora in propio o ha una piccola azienda, è paragonato ai vari Montezemolo Agnelli o Della Valle Barilla Benetton o quant’altri quelli sono pochi o pochissimi in Italia la maggioranza dei lavoratori in propio sono piccole o piccolissime aziende che in questo periodo ogni fine del mese è un problema enorme. Provare per credere poi nè riparliamo.

    5. carlo says:

      i corsi di apprendistato sono un ennesimo spreco di soldi pubblici! ho fatto per tre anni questo corso inutilmente insieme ad altri apprendisti estetisti magazzinieri impiegati FERROVIARI in un unica classe! spiegavano excel word e dopo il terzo anno con lo stesso programma del primo! e niente di utile tra l’altro!

    6. stefano says:

      giusto tiraboschi in italia manca la cultura degli imprenditori a sfruttare questi finanziamenti per formarsi i lavoratori, pur troppo la maggior parte degli imprenditori italiani cercano questi finanziamenti per fregarseli e poi chiudere bottega in italia non e vero che le aziende non sono aiutate, sono di mentalita’ ladra e truffaldina come dire (all’italiana)

    7. emanuele says:

      non o capito quali sono gli incentivi per chi apre una
      partitaiva nell artigianato……

    8. claudio says:

      quindi il bandito e’ di nuovo l’imprenditore perche’ usufruirebbe di sgravi fiscali verso gli apprendisti???!!!
      non basta piu’ dare lavoro alle persone e trainare ancora l’economia di un paese che ci tartassa in continuazione,ma dobbiamo anche preoccuparci che l’apprendista (che parecchie volte e’ uno che e’ li solo perche ‘ li “ha trovato”, quindi senza nessun interesse verso quello che fa),impari ma impari lavoro di qualita’!!??
      aprite gli occhi,qui si bacchetta chi ancora genera lavoro invece di premiarlo,e in un momento come questo la dice lunga….

      • damiano says:

        caro claudio, se al termine del periodo di apprendistato vi fosse un’assunzione stabile, con un contratto per lo meno decente, ti darei completamente ragione.
        Purtroppo però esiste una buona parte di imprenditori che, al termine dell’apprendistato, non rinnova il contratto e decide di assumere un nuovo apprendista, per pagar meno contributi/tasse. Esperienze personali.

      • Fabio says:

        E’ ora che la finiate signori pseudo-imprenditori di trincerarvi come al solito dietro le sembianze dei salvatori della patria che danno lavoro: parliamoci chiaro, la grande maggioranza di voi pretende sempre di assumere personale in età di apprendistato (per pagarlo poco),però allo stesso tempo deve essere già “pratico” (perchè dev’essere in grado di produrre subito senza necessità di formazione), dev’essere in mobilità, cassa integrazione, disabile (sempre per pagare il meno possibile in oneri contributivi e previdenziali). Se poi è possibile usare la scusa del tirocinio formativo a titolo non oneroso è ancora meglio: si prende un lavoratore, lo si sfrutta per 4-6 mesi senza pagarlo e poi…sotto un’altro. Sinceramente, ergervi a salvatori della patria, dispensatori di lavoro e traino dell’economia a tali condizioni dovrebbe farvi arrossire di vergogna, soprattutto quando in sede di colloquio chiedete per prima cosa di quali agevolazioni si dispone ancor prima di affrontare il nodo di quel che chiamate pomposamente il “Know how”. Di questi “imprenditori” l’Italia può farne a meno. Quanto al “bacchettare chi ancora genera lavoro invece di premiarlo” (e non mi riferisco alla sua persona, bensì in senso generale) possiamo dire che tendenzialmente questo tipo d’imprenditore si autopremia quando presenta il mod. 740 (vedi ad esempio gioielleri e ristoratori che dichiarano un reddito di 17.000€.)Meditate…..

        • Manuela Mallozzi says:

          Invece io sono sono dell’idea che sia veramente il mondo degli imprenditori a trainare tutto. Questa buffona della Fornero non dice che ha abbassato l’età per i contratti di appendistato. Solo sotto i 30!!! altrimenti le imprese vengono tassate a più non posso, e non pensa che i giovani di oggi non sono solo i 18enni o 20 enni ma purtroppo la disoccupazione arriva ben oltre i 30 anni e quindi questo tipo di contratto avrebbe dato molte opportunità a certe persone sfortunate anche dopo i 28 anni. Non vi rendete conto che stanno bloccando tutto il nostro paese?Monti ci ha ridotto in mutande, lei peggio di lui, e la cosa più grave è che dicono solo ciò che vogliono e la gente ignorante abbocca!!!! Anche al telegiornale fanno vedere solo ciò che vogliono perchè cercano voti e cercano di tenerci nell’ignoranza. Una mi amica ha appena saputo che non potrà avere il contratto perchè ha appena fatto 30 anni!!! Le chiacchiere stanno a zero, questi sono i fatti degli italiani. Grazie donna fornero… Ora abbiamo una ragione in più per RIVOTARE SILVIO BERLUSCONI!!! e speriamo che vinca e che vi schiacci a tutti come mosche.

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