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    Vende zuppe e ha successo


    La storia di chi dopo aver perso il lavoro se n’è inventato uno nuovo

    In tempi di crisi c’è chi fa di necessità virtù e in questo modo non solo reinventa la sua vita ma trova la felicità. Come Meike Dumortier, trentenne di Anversa, che di fronte alla necessità di trovarsi una forma di sussistenza alternativa dopo la perdita del lavoro, fa fruttare le sue passioni e la sua virtù trasformandole in un business remunerativo. La sua è una storia sorprendente che però può essere enumerata accanto a molte altre vicende simili, di persone che in difficoltà a causa del brutto momento che stiamo vivendo ottengono il riscatto grazie al loro ingegno e alla loro creatività.
    Meike è appunto una di loro. Cacciatrice di teste dalla carriera ben avviata per la società di selezione del personale Randstad, è una di quelle risorse che vengono tagliate quando il giro d’affari inizia a diminuire. Il suo posto di lavoro viene congelato e il suo stipendio sospeso  in attesa di tempi migliori.
    Meike  ne approfitta per viaggiare per il mondo zaino in spalle un anno e al suo ritorno ad Anversa la sua prospettiva è cambiata. Non se la sente più di chiudersi in un ufficio tutto il giorno né tantomeno di proseguire sulla strada del recruitment. L’amore che nutre per  la vita sana, l’esercizio fisico e la cucina le dà l’idea e in poco tempo la ragazza apre la sua attività imprenditoriale: cucina prelibate zuppe nella cucina di casa sua e le distribuisce per tutta la città grazie ad una bicicletta-carretto.
    In pochi mesi il passaparola sulla bontà delle sue zuppe le regala l’attenzione dei media e quest’ultima a sua volta la lancia nello star-system della ristorazione di Anversa. I suoi principi di sana alimentazione e di trasporto a chilometri zero fanno impazzire i salutisti e gli eco-solidali e le richieste aumentano a dismisura. Tanto che Meike si vede costretta ad  ingrandire le cucine e a farsi aiutare nella produzione e nel trasporto. Chiede quindi un prestito ad un’amica e tre mesi fa apre un vero e proprio Soup Bar nel quartiere arabo, il meno chic della città, ma il più accessibile economicamente. Stando a quanto Meike rivela al settimanale D di Repubblica gli affari vanno bene, grazie anche alle richieste delle aziende, che stipulano veri e propri abbonamenti mensili, rapite dal gusto naturale delle sue zuppe. La giovane ci tiene infatti a precisare che tutti i suoi ingredienti sono biologici nella logica di un impegno etico verso i propri clienti, anche se questo significa utilizzare prodotti costosi ed ottenere margini di profitto inferiori.
    Nonostante il punto vendita, Meike non rinuncia però alla sua attività fisica mattutina e tutti i giorni dalle 8 alle 12, sotto il sole o sotto la battente pioggia belga, è comunque possibile vederla scorrazzare con il suo carretto per le strade di Anversa per le consegne quotidiane.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: d.repubblica.it



    Nella Categoria: CarriereGallery

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    RSSCommenti (8)

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    1. [...] Cambiare vita e lavoro per i due soci è una scelta possibile per tutti, non solo per chi se la può permettere: “Chi lo fa perché ha i soldi e vuole goderseli, ha il mio apprezzamento e anche un po’ di invidia. Ma per come lo intendiamo noi, lo scollocamento è completamente diverso, è una revisione esistenziale, che parte da due domande: che tipo di vita voglio fare? come faccio a campare? (…) Il 60% del territorio italiano è fatto di posti bellissimi, in cui nessuno vuole abitare. Lì, le case costano 300-400 euro al metro quadrato e ci si può fare anche l’orto. Io vivo nell’entroterra ligure e per campare faccio lo skipper, ma non su Luna rossa. Lavo le barche, faccio i trasferimenti che nessuno vuole fare e lo faccio perché amo il mare e perché voglio avere il tempo per scrivere. E consumando poco (per mangiare spendo 4,50 euro al giorno e, l’assicuro, io mangio bene), per me anche 90 euro sono tanti”. [...]

    2. dora says:

      la mia casa è aperta per pranzi e cene, cucina tradizionale e d etnica.

    3. annamaria says:

      Si, da NOI in italia con le normative ASL,sarebbe impossibile,cucinare le zuppe nella propria cucina e rivenderle.per di più consegnarle in bici.servirebbe l’autorizzazione del mezzo di trasporto idoneità alimentare,prodotto sfuso,etichette,ingredienti,atmosfera protetta..ecc…ma siamo in italia Noi.queste realtà esistono solo all’estero.

      • giorgio says:

        hai ragione da vendere, io aggiungerei corsi haccp, rintracciabilità lotti, magari qualche stonato inizierebbe a rompere pretendendo la certificazione qualità, pensando che un modulo compilato e firmato sia più appetibile di un legume freso e cucinato a dovere… ma che ne parliamo a fare, ormai qui un intero sistema economico sta collassando, fra non molto avremo gente armata per le strade a caccia di cibo, e questi discutono ancora di come e quando aumentare le tasse e i vari furti legalizzati…

      • nadia says:

        condivido con annamaria, in Italia, puoi avere mille idee…ma non ti permetteranno mai di “usarle”…siamo ancora al tempo del….gli hai chiesto lo scontrino fiscale? immagina un po’, la bici, la zuppa, o la torta o la pasta etc etc insomma quel che vuoi….e lo scontrino…o la ricevuta fiscale….? e di grazia se…qualcuno sta male e sostiene che è colpa tua…delle tue zuppe e di quel che ci metti dentro..o di quel che qualcuno ha messo dentro e non tu che la fai….chi ti difende??? come paghi l’eventuale…cliente che ti chiede i danni??? Andiamo tutti ad Anversa…a vedere….a me visitando l’estero…cheso Belgio, Olanda…non m’è parso di vedere “ambulanti particolari”….ma normalissimi ristoranti…dalla puzza che emettevano…manco tanto idoneii…ma sorvoliamo, sennò scateniamo il popolo esterofilo.
        e cmq sia, le zuppe bio….ma a chi lo vuol vendere? quanto costa mezzo kg di Boulgur alla biobottega….non meno di euro 1,99/2,50….per esempio…e ci vuoi aggiungere per esempio le zucchine…1 kg, bio dal giovane contandino non meno di euro 1,50, cipolle, poco sale…magari rosa bio pure quello, prepara tutto, menta, limone, olio e.v. italiano bio, consumo di gas, lavaggio pentole che hai sporcato o le tiri dalla finestra….etc…
        vediamo…che fai…vendi 70 grammi di zuppa ad 1 euro?
        500 gr di boulgur rendono per circa 10 persone , con le zucchine,o altra verdura , ma diciamo pure 15 persone …ad un euro l’una non arrivi manco a coprire le spese….va bene che pedalando in bici…dimagrisci…ma di grazia…le vendi calde o fredde? e se piove o tira vento…
        rimaniamo coi piedi non sulla…bici..d’anversa…ma in quella di casa…Italia
        ciao a tutti….

    4. GIUSEPPE says:

      Per gli Italiani sarà una novità,lamentandosi che non arrivano a fine mese.Provate ad andare nei parchi dove si trovano molti extracomunitari sud americani,loro la chiamano attività con €7 ti danno un piatto di zuppa oppure pollo con riso oppure la loro insalata di mare che chiamano ceviche.Italiani datevi da fare altrimenti torneremo come nel film di Totò quando gli spaghetti se li sognava.Già dimenticavo in Italia si sentono poveri appena non possono permettersi il telefonino oppure un capo firmato.

      • freeland says:

        eh certo perché agli stranieri nessuno dice niente e nessuno fa nulla: finanza, asl, carabinieri, polizia etc. etc. etc. Intanto mi dovete spiegare come fa un indiano a permettersi un’attività in piazza di spagna, no dico piazza di spagna. L’ho conosciuto questa mattina. E invece noi italiani paghiamo le tasse anche per loro. A noi nelle nostre attività decine e decine di controlli. Caro Giuseppe in Italia c’è molta gente che si dà da fare ma è lo Stato che non ti permette di mettere a regime la tua creatività a meno che non ti metti a rischiare e quindi te ne freghi di tutte le leggi e leggiucole.

        • nadia says:

          hai ragione freeland, sono molto permessivi…le forze dell’ordine…
          prova tu a vendere qualcosa in strada…e se non ha pagato occupazione suolo pubblico…sono cavoli amari…
          Giuseppe, ci sono due Italie: quella che se non hanno i capi firmati o il telefonino ultimo grido…svengono…
          e altri che le tentano tutte…e devono pure stare attenti a non portare danni a casa…

          per sorridere: in una città del mitico nord, m’ero fermata per ritrarre uno scorcio di città…i poliziotti di passaggio mi gurdavano manco fossi una..venditrice di fumo…..o peggio…
          VOLEVO SOLO DISEGNARE E ACQUERELLARE….

          pensa se avessi tentato di vendergli una zuppetta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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