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    LinkedIn: 4 errori killer

     

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    LinkedIn sta velocemente rimpiazzando il tradizionale sistema di candidatura. Infatti, i recruiter stanno abbandonando le piattaforme dedicate ai cv per ricercare profili cosiddetti “passivi” su LinkedIn, ossia quelli interessanti per le posizioni che hanno a disposizione.

    Ecco i 4 errori più comuni che uccidono ogni speranza di contatto, spesso fatti senza nemmeno rendersene conto. Controlliamo se anche noi siamo incorsi in uno o più di questi.

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    Redazione Global Publishers



    Nella Categoria: GalleryLavoro in Pillole

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    1. [...] il più delle volte si è trattato di Facebook.  Il 27% dei selezionatori – i quali preferiscono LinkedIn – ha poi rivelato di aver escluso dei candidati per via dei contenuti postati sul web, così [...]

      • Giovanna d'Arco says:

        Bimbi (o bimbe), qua si mena solo il can per l’aia.

        Il 27 % dei selezionatori può rivelare quello che vuole.
        A parte il fatto che saranno selezionatori fai-da-te, cioè da agenzia interinale, ovvero pupe neolaureate un scienze politiche/psicologia/economia domestica e roba del genere (come accade sempre i quei posti).
        La loro geniale rivelazione dimostra soltanto che sul web bisognerebbe non postare proprio niente, e non dotarsi mai di un profilo pubblico.

        Il punto è un altro. E’ la logica che non sta in piedi.
        Sul web trovo anche le foto degli UFO e dei fantasmi, ma non per questo gli UFO e i fantasmi devono necessariamente esistere.
        Se un selezionatore crede agli UFo perché lo ha letto o visto sul web, gli consiglierei vivamente di farsi curare.
        Se un selezionatore scegli o rifiuta un candidato per le potenziali “balle” che questo ha scritto su LinkedIn, beh consiglierei al suo capo di licenziarlo in tronco (vi è sempre la possibilità che il suo capo sia più stupido di lui e anche il capo creda a LinkedIn).

        Il profilo e le capacità di una persona si vedono mentre quella persona lavora, per come lavora, alla prova dei fatti. E ci vogliono mesi, forse anni per formarsi un giudizio oggettivo.

        Quindi usate pure i social network: ma usateli per quello che sono, cioè carta igienica. Non di più.

    2. Duane says:

      Sono Meravigliato Le Aziende che cercano profili
      si raccamondanoa quattro buffoni che non sanno riconoscere un carciofo da un sommergibile

      per selezionare un profilo

      e come mettere un Laureato in filosofia

      alla manutenzione della Avionica di un jet di linea

      l’ ho visto fare
      e da allora non faccio viaggi low cost

      li facciano i selezionatori

      ma senza ritorno
      cheers and prosit

    3. [...] mistero sul presunto attacco informatico che avrebbe colpito il famoso social network LinkedIn provocando il furto di circa 6,4 milioni di password. I responsabili della popolare società di [...]

    4. Fra says:

      La foto è una cosa che non divulgo mai su internet per motivi di riservatezza. E’ come se mettessi il mio codice bancomat online… E poi siccome parliamo di un sito per professionisti e non di un social network per belle ragazze o per incontri erotici… un professionista è cercato se SA FARE IL SUO LAVORO ED é BRAVO, non se ha la foto o è bello o brutto. E se un selezionatore si fissa sulla foto, che cambi mestiere.

      • ronnie says:

        …non mettere la foto è come acquistare un paio di scarpe di marca…ma senza vederle!!

    5. mario says:

      ma non era un sito x incontri erotici?
      a me finiva sempre in spam!

    6. Buuuuu! says:

      Un recente studio condotto in proposito, rivela come molta parte dell’attenzione sia catturata dalla fotografia. Infatti, ben il 19% del tempo trascorso su un profilo è dedicato alla fotografia. Non mettere la nostra foto significa che siamo approssimativi oppure che non siamo capaci di farlo.
      O MAGARI CHE SIAMO UN “CESSO” E CI VERGOGNAMO A METTERLA!
      QUEST’EVENTUALITA’ NON VI E’ PASSATA PER LA TESTA?

      Un sommario per definizione deve essere conciso e diretto. Spesso purtroppo chi è nuovo di LinkedIn tende a raccontare la propria carriera come un’epopea mitica. Non dobbiamo inondare di parole il selezionatore entrando nei dettagli e raccontando ogni minimo particolare. Diciamo di noi ciò che è più utile all’interlocutore per farsi un’idea delle nostre competenze e aspirazioni, brevi e chiare.
      MA CHI E’ IL SELEZIONATORE?
      MA CHI LO CONOSCE?
      MA CHI L’E’ QUEL LI’?
      IO NON LO CONOSCO, IO NON GLI DO NIENTE.

      Il giorno che decidiamo di mettere il nostro profilo su LinkedIn, dobbiamo anche decidere di dare tutte le informazioni necessarie e soprattutto di farlo in maniera esaustiva.
      MA LO DICI TU! DO LE INFORMAZIONI CHE VOGLIO IO!

      Non farlo potrebbe equivalere a dare i seguenti messaggi:

      - Sono troppo figo per essere su LinkedIn, lo faccio solo per l’eventualità che qualcuno di davvero importante voglia trovarmi.
      GENERALMENTE LO FAI PERCHE’ LO FANNO TUTTI E SCATTA L’ISTINTO ALL’IMITAZIONE GREGGE-PECORESCA.

      - Non sono per nulla tecnologico e non ho completato il profilo perché ho impiegato due ore solo per capire come caricare la foto
      MA CHI SE NE FREGA DELLA FOTO…

      - Sono troppo impegnato con il mio attuale lavoro e non ho il tempo di guardare LinkedIn. Perciò non contattatemi qui.
      ECCO CHE COMINCI A PRENDERCI.
      AGGIUNGI “NON ME NE FREGA UNA MAZZA DI LINKEDIN” E CI PRENDI IN PIENO…

      Sui social network è fondamentale mantenere il controllo delle proprie informazioni se non si vuole incorrere in equivoci o fare spiacevoli figure.
      NELLA VITA E’ FONDAMENTALE MANTENERE IL CONTROLLO DELLE PROPRIE INFORMAZIONI, FIGURARSI COME LO E’ NELL’ONNIPRESENZIALISMO INTERNETTARO….