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    Il consulente strategico

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    1- Di cosa si occupa LAMA?
    LAMA è società di consulenza che aiuta aziende, enti no profit e organizzazioni in generale a strutturare delle strategie di sviluppo e di cooperazione verso l’esterno o di conduzione della vita organizzativa interna. Questo in relazione a tre elementi fondamentali: le relazioni internazionali, l’utilizzo delle tecnologie social e il generarsi di forme ibride di profit e no profit. In alcuni casi non ci limitiamo alla consulenza ma siamo incaricati di seguire dei progetti ad hoc.

    2- Avete clienti esteri?
    La maggior parte sono italiani, italiani che però hanno a che fare in qualche modo con l’estero. Abbiamo anche clienti internazionali, da un lato le grandi istituzioni come quelle dell’Unione Europea dall’altro privati nel profit e no profit. In Cina, per esempio, il nostro interlocutore principale è un dipartimento del Ministero della Salute, non si tratta in questo caso di Italiani interessati alla Cina ma di Cinesi che si rivolgono a noi.

    3- Hai parlato di consulenza riguardo ai social network. Credi che le aziende italiane non sappiano sfruttarli al meglio?
    Se tutti ormai riconoscono l’importanza di avere un sito Internet o della promozione online c’è un lieve ritardo nel capire come utilizzare a proprio vantaggio la dinamica social, il relazionarsi con il web. Per esempio si deve essere consci che non si veicola più un messaggio unidirezionale ma si costruisce un discorso permeato di flussi in entrata e in uscita. La propria organizzazione, iniziativa, amministrazione, perfino partito politico sono soggetti a un feedback proveniente dalla rete. Non che questo ragionamento sia poco diffuso, il problema è che fa ancora troppa paura, ma è la direzione verso cui, volenti o nolenti, saremo tutti trascinati.

    4- Qual è stato il tuo percorso formativo?
    Mi sono laureato in Economia dello sviluppo a Firenze. Questo tipo di formazione avrebbe dovuto portarmi tradizionalmente a lavorare in un’organizzazione internazionale o non governativa o ancora all’interno di un’istituzione ministeriale come un’Ambasciata o il Ministero degli Affari Esteri.

    5- Invece hai scelto di metterti in proprio e aprire l’agenzia.
    Quello che ci è piaciuto fare – perché la fondazione di LAMA coinvolge anche altre due persone, Lapo Tanzj e Andrea Rapisardi – è stato prima di tutto creare qualcosa di nostro, a cui potessimo imprimente una direzione autonoma. Ci siamo accorti che i cosiddetti Paesi in via di sviluppo come la Cina, l’India, il Brasile già nel 2007 stavano manifestando una vivacità economica che non li poteva più rappresentare solo come beneficiari di sostegno da parte dei Paesi sviluppati. Più che in termini di aiuto internazionale abbiamo iniziato a ragionare in termini di relazioni internazionali, il che comportava l’impiego di strumenti provenienti non solo dal mondo della solidarietà ma anche da quello imprenditoriale. Abbiamo quindi costituito un’agenzia non solidaristica ma di professionisti in quell’ambito.

    6- Perché avete deciso di restare in Italia e non essere “cervelli in fuga”?
    Il piacere di dar vita ad un’iniziativa vincente nel nostro Paese ci sembrava qualcosa di più interessante che andare a cercare fortuna altrove. Quello che abbiamo tentato di fare semmai è portare l’estero in Italia, ragionando in un’ottica di economia globale. Ci siamo resi conto che applicare al contesto italiano le strategie e la flessibilità di pensiero adottate verso le economie soggette a shock e difficoltà interne dei Paesi del Sud del mondo poteva essere utile. Non perché l’Italia sia una Nazione in via di sviluppo, ma perché la situazione economica è molto più instabile di quanto fosse 10 anni fa. Ci sentiamo comunque molto legati all’estero. Il 50% del nostro fatturato deriva da attività che hanno a che fare con reti o clienti internazionali. La nostra non è una realtà tutta italiana, però abbiamo voluto crearla in Italia, questo sì. Perché qui ci sono competenze, c’è esperienza, c’è anche tanta creatività e quindi ci sembrava opportuno provare dare valore a questo. Finché va, e per ora sta andando, confermiamo che è stata una buona scelta.

    Marco Tognetti è il presidente di LAMA, un’agenzia di consulenza strategica nell’ambito dello sviluppo e della cooperazione internazionale con uffici a Milano, Firenze e Pechino. Marco è anche co-fondatore di ARCO, un laboratorio di ricerca del PIN di Prato, e direttore dello Yunus Social Business Centre di Firenze. Marco ha lavorato per organizzazioni internazionali in India, Cina, Nicaragua e Camerun. In base a queste informazioni e guardando al normale contesto lavorativo italiano Marco dovrebbe avere almeno 35 anni. Invece di anni ne ha 29 e quando ha fondato LAMA nel 2007 ne aveva appena 23. A parlare per lui non è però soltanto il curriculum perché competenza ed energia traspaiono anche dal racconto che fa del suo lavoro.  



    Nella Categoria: GalleryGiovani Anticrisi

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    1. marco gazzellone says:

      bravo Marco,per quello che hai costruito, anch’io mi chiamo marco gazzellone ho 25 anni ho il diploma di informatica e studio a pisa ingegneria chimica ho lavorato per circa 1 anno e mezzo presso una grande società di catering di Torino adesso sono senza lavoro,per riduzione del personale, possibile avere un colloquio con te?

    2. Caro Marco,
      ho aderito ad un”mi piaci”,su facebook,sono un Imprenditore di Napoli,Luglio dell’anno scorso,ho dovuto liquidare una Spa,che
      operava sul mercato internazionale,nel settore Impianti Tecnologici.Da 3 generazioni e con 90 dipendenti,si chiude per mancanza di commesse(guarda caso l’80% pubbliche).Ho 50 anni,nel pieno dell’energia e (per ora)preparazione.Se vuoi scambiare un pò di idee,magari potrei inviarti un curriculum.
      Complimenti per l’idea innovativa della LAMA. Bruno Lanzillo

    3. marianna (SECI) says:

      Oh Marcoooo…
      Ma bada te se navigando in qua e là sul WEB dovevo trovare la tua bella faccina :)
      Beh complimenti!!!
      Fin dal primo giorno del SECI si vedeva che avevi la stoffa :)

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