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    Niente scontrino? Licenziato!


    Il cassiere che non emette scontrini fiscali, anche se per legge non è obbligato a farlo, può legittimamente essere licenziato; il rapporto fiduciario con il datore di lavoro è infatti da ritenersi irrimediabilmente leso. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7965 del 18 maggio 2012, riformando del tutto la decisione data in merito in sede di Corte d’Appello.

    Oggetto di giudizio era il caso di un dipendente di una tabaccheria che, avendo omesso di rilasciare lo scontrino fiscale ad un cliente che aveva acquistato delle sigarette, era stato licenziato dall’azienda datrice di lavoro. Azienda che aveva inoltre contestato allo stesso lavoratore degli ammanchi in cassa, pur di modesto valore.

    Innanzitutto, riprendendo un proprio consolidato orientamento, i giudici di legittimità sottolineano come alla mansione di cassiere sia connesso un alto livello di fiducia attribuito dal datore di lavoro al dipendente. Fiducia che richiede, di converso, l’adozione di una specifica diligenza nello svolgimento dei compiti assegnati. Di conseguenza, la mancata emissione di scontrini fiscali – che già di per sé può considerarsi una condotta “a rischio” a causa di possibili appropriazioni indebite da parte del cassiere – insieme all’accertamento di immotivati disavanzi di cassa può giustificare il licenziamento del lavoratore. Il tutto a prescindere dall’entità degli ammanchi registrati e dalla presenza o meno di un obbligo di legge che imponga detta emissione.

    Nel caso di specie, dunque, anche se il cassiere non aveva il dovere di rilasciare il documento fiscale, tale omissione è di per sé contraria non solo ai fondamentali obblighi legati a quel specifico rapporto lavorativo, ma anche al c.d. “minimo etico” per “l’evidente disvalore dell’infrazione immediatamente percepibile dal lavoratore”.

    Per tali ragioni, il licenziamento è da ritenersi legittimo.

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    Laura Giulia Cerizza
    Redazione Global Publishers



    Nella Categoria: Cosa dice la LeggeGallery

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    1. [...] 8 della Legge n. 604/1966, in materia di licenziamenti individuali, stabilisce che per le aziende fino a 15 dipendenti sussiste un obbligo di riassunzione [...]

    2. L’articolo NON parla di tasse o di evasione fiscale,ma del fatto che un DATORE di lavoro PUO’ LICENZIARE un suo commesso se questi NON emette uno scontrino anche se NON obbligatorio!!
      PUO’ LICENZIARE PER MANCANZA DI RAPPORTO DI FIDUCIA…

    3. Stefano says:

      Fino a quando ci sara’gente come tale Renatino che scrive in una lingua che con l’italiano non ha nulla a che fare e che si vanta di evadere questo paese non fara’ mai quel passo che gli permetterebbe di adeguarsi altri paesi civili! Vergognati!

    4. eiopago! says:

      il problema è che…anche se fai tutti gli scontrini,per la guardia di finanza sei cmq un evasore.
      è successo ad un mio amico,loro partono col presupposto che hai fatto cmq del nero e ti fanno la multa.
      al momento che entrano nel tuo esercizio commerciale,già sanno quanto ti chiederanno di pagare perchè già hanno deciso che tu oggi gli darai tot soldi,(guarda caso) succede sempre sotto le feste,così hanno trovato il poveraccio di turno che gli pagherà la tredicesima!!

    5. Eugnes says:

      Sono stato all’estero di recente, gli scontrini non già comprensivi di tasse….. (America)e sono deducibili dalla dichiarazione addirittura, in Nuova Zelandia non emettono lo scontrino in quanto si paga tutto con carta ed è lo stato che a fine anno determina la tassa.

    6. Piero says:

      Se il titolare di una tabaccheria fa programmare dei reparti del proprio registratore di cassa per le transazioni fuori campo IVA : tabacchi,biglietti dell’autobus,lotterie ed altri articoli esenti da IVA, puo’ farlo purché comunichi all,agenzia delle entrate tali programmazioni. Questa impostazione gli consente di avere un rendiconto del venduto in fase di azzeramento della cassa a fine giornata,se poi incarica il dipendente di emettere gli scontrini e questo dipendente non lo fa rilevando inoltre ammanchi di denaro e’ palese che tale dipendente se recidivo va perseguito a seguito di provata, grave mancanza. Poi puo’capitare che un titolare di attività commerciale coinvolga un dipendente nell’irregolarità, imponendogli tacitamente di non effettuare scontrini al fine di evadere le tasse,magari facendogli intendere che per mantenere il posto di lavoro deve adeguassi a tali comportamenti,inoltre se il titolare e’ un prepotente magari denuncia il dipendente in caso di accertamento della finanza evitando di dover rispondere personalmente e approfittando del fatto per togliersi dai pasticci scaricando sul povero dipendente tutte le responsabilita’

    7. La sentenza è indirizzata verso i COMMESSI dei negozi NON ai datori di lavoro!!
      La Corte ha sentenziato sul LICENZIAMENTO di un commesso che,come dice anche l’articolo,era stato accusato di appropriazione indebita(seppur per un piccolo importo.
      L’emissione dello scontrino(ANCHE QUANDO NON OBBLIGATORIO)serve al DATORE DI LAVORO per controllare meglio gli incassi….
      Io ho capito così…

    8. mu says:

      Questo precedente è un passo importantissimo per la guerra all’evasione. Un dipendente avrà infatti l’obbligo da contratto, oltre che civile-morale, di emettere scontrino ogni volta che fa cassa.
      E’ allucinante che la gente debba rischiare del proprio per avere maggior cura del bene comune!
      Speriamo che la gente si svegli e che i ‘renatino’ del Bel Paese se ne vadano a vendere il carbone in Siberia!

    9. emanuele says:

      La colpa non è del dipendente che non fa gli scontrini è del datore che vieta al dipendente di farli, così poi a fine anno non dichiara un bel niente e va in credito alla faccia degl onesti.

    10. matteo says:

      sulla sigarette non esiste lo scontrino fiscale!!!!!chi ha scritto l’articola lo sa?se era una altra cosa ok, ma voi avete mai comprato sigarette?e vi fanno lo scontrino?quelle sono del monopolio e non c’entra un cazzo lo scontrino.
      imparate!

      • Redazione says:

        Caro Matteo,
        nell’articolo è specificato in due occasioni che la sanzione del licenziamento è stata comminata pur in assenza di un obbligo di legge che impone il rilascio dello scontrino.
        Nello specifico:

        “Il cassiere che non emette scontrini fiscali, anche se per legge non è obbligato a farlo…”
        “Il tutto a prescindere dall’entità degli ammanchi registrati e dalla presenza o meno di un obbligo di legge che imponga detta emissione”.

        Ciò è stato sottolineato proprio perchè il caso riguardava una tabaccheria la quale, come ogni gestione di tabacchi e altri beni commercializzati esclusivamente dai monopoli di Stato, non ha l’obbligo di emissione dello scontrino per tali beni (Legge n. 696 del 1990).
        Spero di aver chiarito.

        Saluti,
        Laura Cerizza

      • Piero says:

        Se vai in Autogrill lo emettono ed è previsto. Ecco ora hai imparato anche tu.

    11. Alex says:

      Renatino oltre che disonesto sei pure ignorante…impara l’italiano che è maglio!

    12. Marco says:

      Diciamo che renatino dichiara di commettere un reato e aggiungo che spero con tutto il cuore in una visita della Guardi di Finanza. La vita è dura anche per noi, popolo della busta paga o lavoratore dipendente che dir si voglia, caro renatino. La differenza è che noi non rubiamo, tu si, anzi paghiamo noi i servizi di cui tu usufruisci. Ti auguro con tutto il cuore di sperimentare cosa vuole dire essere onesti…magari migliori!!

    13. Graziano says:

      E te vanti pure!?!?!?!?!?!?!?!?! Bell’insegnamento ai tuoi figli!!!

    14. renatino says:

      IO LO SCONTRINO NUN LO FACIO! ANZI UNO SI E TRE NO! COSI LA DIFERENZA LA METO IN TASCA MIA! LA VITA è CARA! E SE NUN SE FA COSSì NUN SE MAGNA! LO STIPENDIO è BASSO!

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