Non basta essere giovani…
redazione | Jun 08, 2012 | Comments 14 |
…e con spirito di iniziativa. Almeno non in Italia. La storia che stiamo per raccontarvi lo dimostra. Carlo, Nicola e Pietro sono tre ragazzi che avevano il sogno di aprire a Milano un ostello della gioventù. Una bella struttura, accogliente e moderna che permettesse ai giovani di soggiornare a basso costo in città. Una città che peraltro ha molto bisogno di strutture come queste, se vuole almeno provarci a essere allineata alle altre metropoli europee, e non solo in vista dell’Expo.
Così, si mettono al lavoro e in un paio d’anni, nel 2011, aprono “Ostello Bello”, nel pieno centro di Milano. È il miglior ostello d’Italia e si piazza subito tra i primi nel mondo: dieci stanze, ristorantino, spazio per la musica, bar e reception aperti 24 ore su 24. In breve, diventa un luogo cult, frequentato sia dagli stranieri sia dai milanesi, e crescendo arriva a dare lavoro a 15 persone. Poi, a rovinare l’idillio, arrivano le solite beghe burocratiche: a febbraio gli viene imposto di chiudere alle 22. Perché? Il cambio d’orario, richiesto al Comune di Milano, non è stato comunicato dal settore commercio al settore attività produttive, che quindi non l’ha comunicato al settore politiche ambientali.
Ma non è finita. A maggio rischia di chiudere per aver contravvenuto a una regola che impone, in Lombardia, di non avere più di sei letti per camera. Ricordiamo che si sta parlando di un ostello.
Racconta Carlo: “In nove mesi di vita, abbiamo avuto 15 visite tra asl, vigili del fuoco, polizia, annonaria, vigili provinciali, Arpa… Ci siamo indebitati per più di dieci anni, sapevamo di non poter sbagliare. Dunque abbiamo fatto tutto in regola, anche se nessuno ci ha detto come fare e cosa fare. Anzi, abbiamo fatto di più: una cucina a disposizione degli ospiti, terrazzo, aria condizionata e bagni privati in ogni stanza, wi-fi gratuito senza password per tutti… Siamo stati noi, a un certo punto, a scoprire che la Regione Lombardia aveva emanato un nuovo regolamento che imponeva, all’articolo 8, di non avere più di sei letti per camera. Su dieci stanze, noi abbiamo tre camere (grandi: 25 metri quadri ognuna più servizi) con quattro letti a castello, anziché tre. I metri cubi, i servizi igienici, i rapporti aeroilluminanti andrebbero bene anche per otto persone. Ma il regolamento dice massimo sei. Siamo stati noi a indicare questa nuova norma ai funzionari della Asl che si erano presentati con il vecchio regolamento del 1985. Come possiamo fare, abbiamo chiesto?”. Togliete i letti in più oppure chiudete, è la risposta.
“Noi non li togliamo. Per noi sono due posti di lavoro in più. Abbiamo violato una norma? Siamo pronti a pagare. Ma non li togliamo. Siamo stufi di essere vessati. Che cosa ci contesteranno, la prossima volta? Volevamo solo fare un ostello. E poi dicono che vogliono sostenere l’imprenditoria giovanile…”.
L’ennesima conferma che questo è un paese per vecchi.
Sfoglia gli ANNUNCI DI LAVORO
Redazione Global Publishers
Fonte: Ilfattoquotidiano.it
Informazioni sull'Autore:
Commenti (14)
Invia una risposta | Trackback URL




















Armiamoci e scendiamo in piazza come stanno facendo in Spagna e non aspettiamo i Fantastici 4 che ci vengano a salvare….
Avevo un amico. Una delle persone più oneste e rispettose delle leggi che ho mai conosciuto. Un bel giorno decise di aprire, in una zona di Napoli molto abitata e dove c’era l’effettiva necessità, una cartoleria. Bene, cominciò a pagare tutto, ma proprio tutto: tasse, fitti, servizi, fornitori con una puntualità e una precisione svizzera. Lavorava, e molto: nel negozio c’era sempre gente. Nell’arco di due anni, dopo aver dissipato tutti i suoi averi personali chiuse per non contrarre debiti sul negozio. Morale: questo è un paese per ladri. Siccome molti rubano, truffano e non pagano le tasse lo Stato aumenta sempre di più il prelievo fiscale, sperando di acchiappare qualcosa. In questo meccanismo i (pochi) onesti rimasti vengono inevitabilmente stritolati.
Fuggire dall’Italia. Occorre fuggire dall’Italia. Non è facile, ma questa è la via. Si può fare in due modi: fisicamente, lavorando altrove, o anche venendo assunti in società estere in un mercato estero o mondiale, ma lavorando dal PC. Io adesso lavoro per una compagnia di pubblicità, attraverso internet, faccio il mio lavoro. Non so perché, prima non ci avevo pensato. Internet è la via. Oppure ripeto, facciamo come stanno facendo i portoghesi adesso: andare nelle colonie a lavorare. Loro però sono favoriti dalla lingua.
In breve: in un’ottica di espansione della mia attività,ho deciso nel 2006(pessima scelta,l’anno dell’insediamento del lurido Prodi al governo….)di chiudere la vecchia per aprirne una nuova ipermoderna super attrezzata con servizi eccellenti , american style,indebitandomi fino all’ultimo pelo.Risultato:dopo aver venduto,nel tentativo di salvarla dalla rovina,beni personali(una range rover sport,una porsche carrera 4,un bivani d’epoca nel centro cittadino,una villa al mare,solo per monetizzare e pagare i creditori,nel 2010 ho dovuto chiudere con relativo fallimento dell’azienda nel 2011(oltre al danno economico,anche la beffa).Durante questi tre anni di attività sofferta,è stato un continuo pellegrinaggio di idioti di tutti gli uffici possibili,asl,annonaria,finanza,vigili del fuoco,uffici tecnici del comune,carabinieri,ispettorato del lavoro,ecc.Tutti naturalmente mandati su esposti”anonimi” da parte di concittadini invidiosi e coglioni che non hanno forse null’altro da fare.Ovvio che essendo un’attività di prestigio e che saltava all’occhio facilmente,era stata realizzata assolutamente in regola e con i dipendenti TUTTI assunti con contratti a tempo indeterminto,part o full time.Ora ho 52 anni,cosa ho fatto?Ciò che suggerisce Vennera Battista,sono andato via dall’italia non perchè sia brutta,ma perchè troppi cazzoni avariati la governano in malo modo.Meditate italiani,meditate…..
45 anni 30 anni di lavoro e mi trovo disoccupato con 2 figli che studiano e moglie casalinga. mi sento un fallito……
Ciao, io sto provando ad aprire un b&b nella mia città dove non esistono più strutture ricettive perchè tutti gli alberghi hanno chiuso, la legge regionale del piemonte impone ai poveretti che decidono di aprire la loro casa ai turisti di avere: certificazioni antincendio, certificazioni per le emissioni inquinanti in atmosfera, certificazioni per il rumore prodotto, certificazione impianto elettrico, certificazione impianto riscaldamento, certificazione impianto gas, planimetrie dei locali con sezioni e prospetti e piantina della disposizione dei letti e dei mobili e mi fermo qui perchè la lista sarebbe ancora lunga, ora io non sto aprendo un hotel di lusso, cerco solo in tempi di crisi di migliorare il bilancio familiare per pagare le tasse, perchè lo stato mi deve vessare in questo modo? Avete presente il costo di tutte queste certificazioni che ho elencato? Ma ve l’immaginate la vecchina in inghilterra che apre la sua casa ai turisti se deve fare tutta questa burocrazia? Perche in questa nazione di m…. dove viviamo deve essere tutto così complicato?
Io sono “vecchio”, secondo le logiche di qualcuno che scrive su questa pagine. Chiariamo due cose: 1) non sono diventato ricco e lavoro regolarmente, facendo una fatica enorme per potermi imporre; 2) dare la colpa agli altri è sempre la maniera più facile per non ammettere la reale voglia di cambiare e di diventare adulti.
Per fortuna conosco parecchie persone giovani, brave, motivate e pronte ad assumersi responsabilità. Solitamente non si lamentano, dando colpe illogiche, ma
Sulla burocrazia sono d’accordo. Non è la colpa assoluta, ma, negli ultimi tempi, s’è complicata in maniera in maniera abnorme, perché nessuno vuole assumersi reponsabilità.
Ma a cosa servono queste persone?
Liberissime di andarsene a casa, giovani o vecchi che siano.
Io, da giovane (ora ne ho 30 e per lo stato non sono più giovane) ho aperto una ditta, dallo stato l’unica agevolazione che ho avuto è stata quella di pagare come tutti gli altri (ne avevo 21).
Non un incentivo non un aiuto da nessuno, banche comprese che in 6 anni non mi hanno mai voluto fare non dico un prestito agevolato ma neanche un fido; questo mentre il figlio dell’amico del direttore nello stesso ufficio sempre prima di me otteneva un prestito corrispondente a 10 volte i soldi che io ed i miei ex soci ci eravamo duramente messi via gli anni precendenti per avviare l’attività, senza colpo ferire…
Pagate le tasse? non evadete? Non oliate i verificatori? se le risposte sono 3 si allora fallirete.
In italia essere onesti non paga. Io a forza di fare l’onesto ho dovuto chiudere, e quando protestavo per le imposte eccessive mi sentivo rispondere “inutile che ti lamenti con tutto il nero che fai!”
In 7 anni di attività lavorando 18 ore al giorno 7 giorni su 7 se ho fatto 200 euro di nero è tanto, lavoravo solo con aziende e ogni tanto qualche impiegato mi chiedeva di sistemargli il pc al figlio a fine lavoro mi regalavano 20 o 30 euro giusto per non sentirsi in debito…
Bella… se mi avessero beccato sarebbero stati guai ma se avessi rubato milioni di euro probabilmente mi avrebbero pure assolto e poi assunto come alto dirigente…. che stato inutile. Non è l’età è il sistema il problema.
ti sbagli carissimo Carlo.questo non è un paese per vecchi maper mafiosi,corrotti,ladri,concussi,opportunisti e chi più ne ha più ne metta. Tieni duro e non mollare. ti abbraccio.
Sicuramente ci avrete già pensato e, se non vi volete arrendere (cosa che caldeggiamo tutti), c’è anche la pubblica opinione come strumento per combattere, attraverso trasmissioni su mediaset o movimenti a “stelle” (che pare vadano forti).
E’ una vergogna! Vi appoggio con tutto il mio cuore. Le regole vengono fatte dagli uomini e possono essere cambiate! Senza l’esercizio schifoso delle mazzette!
E’ colpa della burocrazia italiana che invece di affievolirsi come servirebbe in questi momenti di crisi, diventa sempre più rigida. E mentre in Germania cercano appunto di rendere le cose più semplici per INCENTIVARE, qui in Italia funziona sempre all’inverso: ostacolare sempre di più i buoni propositi con stupide leggi. Per questo tanti giovani dalle buone idee rinunciano già in partenza o provano all’estero. Questi ragazzi sono stati coraggiosi e sono da ammirare e da INCENTIVARE. Scriverei giù a Roma io, fossi in loro, a chi tanto dice che si stanno muovendo anche per aiutare i giovani, ma che poi nei fatti non stanno facendo un bel niente. Povera Italia…
No, questo non è un paese per vecchi, ma DI VECCHI!
Io ho superato i 60 non sono quindi un’adolescente, ma, quando viaggio, mi servo anvhe degli ostelli. A Milano in particolare, i prezzi degli hotel dignitosi, se non usi i siti pubblicitari, sono abbastanza alti e non sempre adatti ad un pubblico giovanile.In tempo di internet che i vari enti non siano informati sulle regole nuove è veramente inconcepibile! Purtroppo l’età media di chi stabilisce le regole è anche molto maggiore alla mia.E non sanno neanche dove sta di casa il BUONSENSO!!! Forse c’è un Alzheimer strisciante che impedisce loro di vedere la ragione oer cui occupano quelle sedie pagati profumatamente da chi le subisce?! Ma, clonazione escludendo, sono sul sentiero dell’estinzione, vista l’età.Agli altri è chiesto di resistere.
Sono fermamente convinta che una decina di casalinghe abituate a quadeare i bilanci dello stipendio fisso, ci metterebbero un sei mesi a sistemare i debiti e a risistemare i GIUSTI equilibri e ad attivare la ripresa economica.
Pensateci alle prossime elezioni
Gigliola
Fino a quando il Paese sarà gestito da vecchi che hanno solo fame di potere e soldi l’imprenditoria giovanile ( che in questo caso aveva permesso a 15 persone di lavorare) nn sarà mai tutelata, c’è troppa gente che ragiona come fossimo ancora a cent’anni fa… Che cosa potevano cambiare 2 posti letto in più se cmq disposti in metrature adeguate ecc.? Sembra che nn vogliano che le cose possano andare bene…E’ veramente una tristezza… Siete davvero ammirevoli, complimenti cmq
Purtroppo caro Carlo la cosa più avvilente è che siamo un paese di corrotti! Perchè se nelle prime visite avreste smazzettato probabilmente non vi sarebbe stata rilevata alcuna irregolarità! Purtroppo la burocrazia e voluta… per far sì che gli stessi burocrati possano usarla per assoggettare gli Onesti!