Olimpiadi? Anticrisi!
redazione | Jun 12, 2012 | Comments 2 |
Molti hanno trovato nelle Olimpiadi di Atene del 2004 una delle cause della rovinosa crisi che ha colpito la Grecia, colpevoli i costi quadruplicati rispetto alle previsioni e incassi insufficienti a colmarne il gap. Ed è proprio a partire da questa considerazione che l’Italia ha deciso di ritirare Roma dalla competizione per ospitare i giochi olimpici del 2020.
In realtà, in questa che si preannuncia un’estate piena di appuntamenti di risonanza mondiale, vanno fatte le dovute distinzioni, perché sembra che in alcuni casi questi grandi eventi siano destinati a dare una vera e propria spinta all’economia grazie al turismo che generano.
La stagione è stata inaugurata dai festeggiamenti per il Giubileo di diamante della Regina Elisabetta II d’Inghilterra, per i suoi 60 anni di regno, registrando il tutto esaurito nelle strutture di accoglienza della capitale britannica. E dal 26 luglio al 12 agosto, si bissa con le Olimpiadi 2012 che si svolgeranno proprio a Londra. Se in agosto normalmente è meta prescelta da 1,5 milioni di turisti, le stime parlano di circa 600mila persone in più, che viaggeranno in tutta la Gran Bretagna, affollando le 110mila stanze d’albergo disponibili a Londra, con prezzi alle stelle.
Secondo Nicola Pianon, senior partner di Boston consulting group (Bcg), “Londra è una location importante e saranno numerosi gli effetti immediati e di lungo periodo. A livello turistico, sono molto più importanti gli effetti di lungo periodo, perché, in quanto strutturali, spesso cambiano il volto delle città e di un Paese. Lo sport richiama alla mente valori positivi come la fratellanza, ecco perché il richiamo talvolta è più forte anche rispetto a grandi happening culturali di prestigio.”
Per quanto riguarda gli Europei appena partiti, invece, il problema potrebbe essere proprio la location: Polonia e Ucraina, infatti, non sono mete particolarmente ambite e secondo gli analisti del settore trarranno scarsi vantaggi dal campionato di calcio.
Forse, quindi, la valutazione va fatta proprio considerando ogni caso come a sé stante: se pensiamo alle Olimpiadi invernali di Torino, per esempio, non possiamo che constatarne il successo e riconoscere a questo grande evento il merito di aver dato un volto nuovo alla città, modernizzandola e rendendola più bella. Ma lo spettro di Atene fa paura. Aspettiamo quindi di vedere cosa succede a Londra, per capire meglio le dinamiche economiche di questi grandi eventi in tempi di crisi. Ne abbiamo bisogno, vista l’approssimarsi dell’Expo 2015.
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Fonte: Ilsole24ore.it
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