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    Esodati: la verità

     

    Altro che 65.000. Gli esodati potrebbero essere, in realtà, ben 390.200. Migliaia e migliaia di lavoratori che, a causa del Decreto Salva Italia e del Milleproroghe, si ritrovano in una situazione paradossale: niente stipendio e niente pensione. Una sorta di limbo. Ma ciò che ha fatto davvero scalpore è il come questi dati siano stati diffusi. Un come che ha scatenato una guerra tra il Ministro del Lavoro Fornero e i vertici Inps con tanto di convocazioni d’urgenza e comunicati colmi d’ira funesta. Un caos vero e proprio. Occorre quindi andare con ordine e ricostruire i fatti.

    Settimana scorsa, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia hanno firmato l’atteso “Decreto Esodati”, cioè il provvedimento che avrebbe deciso le sorti di tanti lavoratori “salvaguardandoli” – o forse sarebbe  meglio dire “salvandoli” – dalle novità introdotte dalla Riforma circa i requisiti d’accesso alla pensione. L’adozione di tale decreto era stata prevista nella stessa manovra Salva Italia, ai commi 14 e 15 dell’art. 24 dell’ormai noto D.L. n. 201/2011. Più specificamente, il comma 14 stabilisce che, oltre ai lavoratori con requisiti maturati entro il 31 dicembre 2011, sono “risparmiati” dalle neo regole sull’età pensionabile anche un numero limitato di lavoratori con requisiti raggiunti successivamente a tale data e appartenenti a determinate categorie. Quest’ultime (così come modificate e integrate dal Milleproroghe e dal Decreto Esodati) sono: lavoratori in mobilità ex artt. 4 e 24 della Legge n. 223/1991 che abbiano cessato l’attività lavorativa alla data del 4 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità ex art. 7, commi 1 e 2, della citata legge; lavoratori in mobilità lunga (art. 7, commi 6 e 7, L. n. 223/1991) con attività di lavoro terminata al 4 dicembre 2011; lavoratori che, sempre al 4 dicembre 2011, siano stati titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore ex art. 2, co. 28, Legge n. 662/1996, e lavoratori che, anche se hanno ottenuto la titolarità dopo tale data, abbiano avuto accesso alla stessa con autorizzazione dell’Inps (gli interessati, tuttavia, restano a carico dei Fondi fino al compimento dei 62 anni d’età); i prosecutori volontari della contribuzione autorizzati prima del 4 dicembre, che abbiano comunque maturato i requisiti necessari per la pensione in base alla nuova normativa entro un periodo non superiore a 24 mesi dall’entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, che non abbiano ripreso a lavorare dopo l’autorizzazione alla prosecuzione e che possiedano almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile all’entrata in vigore del predetto decreto; lavoratori con esonero dal servizio di cui all’art. 72, co. 1, del D.L. n. 112/2008, alla data del 4 dicembre 2011; lavoratori con congedo per assistere figli con grave disabilità (art. 42, co. 5, D.Lgs. n. 151/2001) il cui requisito contributivo per l’accesso alla pensione a prescindere dall’età anagrafica si è perfezionato entro 24 mesi dall’inizio del congedo; lavoratori cessati ai sensi dell’art. 6, co. 2-ter, del D.L. n. 216/2011, con risoluzione del rapporto entro il 31 dicembre 2011 sulla base di accordi individuali, o sulla base di accordi collettivi di incentivo all’esodo, senza successiva rioccupazione.

    In parole povere, quindi, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione della Manovra Monti, il Ministro Fornero avrebbe dovuto stabilire con decreto non solo la quota totale di lavoratori con requisiti maturati dopo il 31 dicembre 2011 ammessi all’esonero, ma anche la loro ripartizione tra le poc’anzi elencate categorie. Tale quota, secondo quanto indicato dal decreto in esame, è pari a 65.000 unità. Questo il numero di “salvaguardati”. Già, peccato che, alla luce di una Relazione interna dell’Inps diffusa dall’ANSA, l’armata di esodati ammonterebbe, in verità, a 390.200 persone.

    E ritorniano quindi alla guerra che si è scatenata. Il Ministro Fornero, dopo aver convocato d’urgenza presidente e direttore generale dell’Inps, ha non solo sottolineato che nel comunicato stampa relativo al Decreto Esodati, è scritto testualmente che il Governo è “consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia” e che, al riguardo, si cercheranno “soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”, ma ha anche duramente condannato l’operato dei vertici Inps manifestando loro “la propria disapprovazione” e “deplorando la parziale non ufficiale diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale”.

    Mettiamo un attimo da parte i “bisticci” istituzionali e torniamo al nodo della questione.  65.000 lavoratori possono ancora sperare di evitare il baratro del no stipendio – no pensione. Bene, ma tutti gli altri 325.200 stimati dall’Inps? Anche qualora tale cifra includa sia esodati che esodandi, imponendo dunque una lettura nel lungo periodo, si farà davvero qualcosa al riguardo o, come al solito, si opterà per la tecnica dello scaricabarile?

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: ANSA.it



    Nella Categoria: AttualitàGalleryPensioni

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    1. carmelo says:

      in primis avevo risposto all’interrogativo posto dalla testata, adesso dopo aver letto tutti i commenti mi sono accorto che ci sono situazioni allucinanti,ma voi valutate il comportamentop dei ns politici che fanno credere di voler bloccare monti e la sua imu, di volere incentivare lo sviluppo economico ma poi…. non fanno niente si siedono ed è finita lì, ed a noi poveri fessi pensano di farci bere questa farsa,lunico problema di alfano era stabilire da chi doveva essere eletto il presidente della repubblica,caro alfano non c’è ne

    2. carmelo says:

      questo dimostra quanto questi signori tengano la correttezza e trasparenza,farebbero meglio a dare forfait dopo questa figura, e rinunciare a privilegi e stipendi tanto hanno solo incasinato una siyuazione già incasinata,

    3. Giorgio says:

      Il problema ragazzi e’ che abbiamo tutti perso l’unica cosa che ci teneva a galla nel mondo . L’italianita’ e a nostra storia. Ci siamo fatti risucchiare in questo mondo di mediocri , mentre l’italiano era il numero 1 AL MONDO ! Oggi In questa guerra fra poveri c’e’ sempre quacuno piu’ bravo di noi . E ne paghiamo TUTTI le conseguenze. Riscoprire e proporre il nostro bagaglio culturale e le nostre radici e’ l’unico antidoto a tutte le crisi ……ma e’ una cosa che va impostata nel lungo periodo di tempo. Dalla scuola e piano piano investendo sempre con questo fine nel proprio lavoro. Io e’ da quando avevo 15 anni che ho avuto questa intuizione , da quando ho capito che la scuola non mi avrebbe dato nulla . Ho fatto tutto da solo …..oggi non sento a crisi , anzi e’ l’opposto. Oggi ho preso con me a lavorare 9 ragazzi tutti giovani ai quali vorrei insegnare lavorando , questo mio pensiero . Nella nostra attivita’ cosi’ impoststa non abbiamo concorrenza….Ma e’ una goccia nel mare ……mi dispiace molto.

    4. mario says:

      Anchio sono un esodato vicino alla pensione ora non si sò più se questa la si prende…ho finito la mobilita legge 223/91 con un figlio di 25anni disocuupato e chi più ne ha ne metta…cosa farò??? abbiamo una classe politica sporca ,corrotta e vecchia,di idee cosa possiamo pretendere che dai questi giurassici vecchi quale futuro vogliono vedere…se non quello loro e dei loro amici parenti ecc.ecc…è ora di smettere di parlare cari Italiani è ora di agire!!! Via tutti sindacati imprenditori,politici,giornalisti schierati ecc…ecc… altrimenti fanno bene a fare quello che fanno se dimostriamo di essere dei pecoroni!!!

    5. Andreas says:

      Mi dispiace ma molti che commentano non hanno ben compreso il problema. Ora tento di spiegare la cosa, quantomeno quello che hanno fatto a me e suppongo a molti altri, spero abbiate la compiacenza di leggere e meditare! Nell’ottobre 2008 ho accettato la prospettiva di 36 mesi di mobilità con la certezza che, all’interno di tale periodo avrei compiuto 40 anni di contribuzione ed alla fine di essi sarei andato in pensione. Attenzione! Tutto coordinato e siglato innanzi al funzionario del ministero del lavoro, al rappresentante del datore di lavoro ed al rappresentante sindacale di categoria, che per me era uno appartenente alla CGIL. Ebbene, giunto alla fine di tale periodo, ho avuto la sgradita sorpresa che, nel frattempo, il maledetto miniministro brunetta aveva aumentato la consistenza delle mensilità di attesa pensionistica, la famigerata finestra d’uscita, passandola da 3 mesi a 12 mesi. Risultato? Indennità di mobilità terminata, pensione posticipata e 9 (NOVE) mesi a reddito ZERO!! Ho subito una truffa da parte dello stato, è chiaro? Ho provato a far valere le mie ragioni andando spesso agli uffici INPS, dove ti si mettono a ridere in faccia!! Ho ragione o no di dire che la politica oramai è tutta color merda? Ve lo dice uno che è stato sempre di sinistra, ma che certamente non la voterà più.

      • brunogar23 says:

        Sto anch’io per terminare la mobilità ma senza prendere la pensione per via della famigerata finestra di un anno (più un mese di allungamento per la cosiddetta ‘speranza di vita’) e spero solo che vada in porto il nuovo decreto che salvagurdia i 65000 dalla nuova riforma.
        Ma non capisco perchè non votare più a sinistra. Cosa pensi che la destra o il centro faccia meglio? oppure che il movimento 5 stelle ci risolva tutti i problemi ? Dicono di uscire dall’euro, bene! stampiano tutte le lire di cui l’italia ha bisogno e paghiamo le pensioni con quella carta stampata!

        • Daniele says:

          Ma scusa, sei pirla??? Non ti basta aver visto tutto quel casino che hanno fatto quelli di destra ma poi sopratutto quelli di sinistra che dovrebbero difendere i nostri interessi da operaiacci??Ma io dico se veramente la sinistra si fosse battuta per difenderci, 1)Come da accordi presi da ragazzo ora sarei in pensione.
          2)Ti stai beando di essere un esodato?? io nò perche nel mio settore non esiste questa opzione, però sono in cassa integrazione, quando sarà finita e l’azienda chiuderà ciao lavoro e dovrò aspettare altri 6 anni per andare in pensione, cosa voterò?? NON CERTO LA SINISTRA!!

    6. Enzo says:

      …comunque si può ben affermare che i professori del governo attuale, pubblicizzano la Bocconi come gli imbonitori che pubblicizzano la CEPU. Non hanno grosse idee, e quelle poche sono per niente adeguate e stinte dal tempo. Tassare lo avrebbero saputo far tutti, è lo sviluppo del Paese che doveva rappresentare il loro obbiettivo primario e contemporaneo alle gabelle. Invece ci ritroviamo tra la Fornero che non sa niente degli esodati, la Cancellieri che conosce poco l’IMU e Monti che coordina il tutto proteggendo le categorie forti. Fine della corsa…

    7. costantino says:

      Secondo me la disoccupazione potrebbe avere un pò di ossigeno solo costruendo il made in italy, bisognerebbe annullare l’ingresso dei materiali sudafricani,coreani,cinesi e altro per ritornare ai vecchi sistemi come quando avevamo la lira, perchè alla fine hanno solo beneficio proprio loro che con il ns euro riescono a fare cose che neanche noi immaginiamo. Lo Stato non dovrebbe pubblicizzare nuovi giochi perchè sono altre trappole che il governo ci prepara giocate con moderazione perchè chi campa di speranza muore disperato ciao a tutti.

    8. costantino says:

      Ho 64 anni circa, avendo perso il lavoro a fine dicembre per carenza di lavoro e fino ad oggi non avendo nessun vitalizio vorrei sapere cortesemente da un vero competente qual’è la mia fine, avrò una pensione con requisiti ridotti? ho sarò l’ennesinmo pesonaggio da buttare nei cassonetti è uscire da questo schifo che ancora per saperne qual’cosa sono passati 6 mesi che la sig.ra Fornero fa bla bla bla senza nessuna conclusione , ma la sig.ra lo sà che ogni giorno che passa è un giorno che non si mangia?

    9. luciano says:

      Da tempo lo vado dicendo questo governo se ls suona e se la canta da solo per loro va tutto bene per mettere i partiti alla berlina e far capire loro che tutto si può fare con un popolo come gli italiani,bonaccioni e chiacchieroni.In altri paesi a quest’ora gia starebbero a casaa fare ripetizione agli studenti percependo in nero.

    10. Antonio says:

      Gli Esodato sono solo una parte del “disoccupato” qui c’è qalcosa di molto più grave che nessuno vuol vedere!
      almeno gli esodati sono “vicini” alla pensione e qualcuno a qualcosa da parte, invece i giovani dai 25 ai 40 anni che sono totalmente disoccupati sono ancora di più e SENZA o pochissimi contributi, e come/quando arriveranno alla pensione? aziende che non li assumono o per mancanza di esperienza o per l’età “avanzata”, se perdi il lavoro non lo trovi più perchè in un’altro ci vuole esperienza che non hai o non sei cosi giovane da essere sfruttato (stage/progetto)!
      io ho 33 anni e sono disoccupato da 3 , ho perso il lavoro a 29 anni, superata l’età per l’apprendistato non mi chiama nessuno , perchè non ho esperienza in quel lavoro! e allora che faccio? raccomandazioni non ne ho, andare all’estero? e con quali soldi? da solo?
      viviamo mantenuti dalle pensioni dei genitori che un lavoro lo avevano e si trovava, a 15-20 anni gia lavoravano i nostri genitori e a noi a 30 anni suonati non abbiamo prospettive, matrimonio, famiglia, progetti ormai andati, destinati a vivere finche campano i genitori e poi? sotto i ponti!!!!!
      i giorni, i mesi, gli anni passano tra l’invio di cv, finti colloqui, promesse non mantenute, stage che non portano da nessuna parte se non quello di essere sfruttati… cominciano a venire i capelli bianchi e sei ancora li al palo!

      • ivana says:

        i genitori andavano a lavorare a 15 anni, anche a 10 per la verità quando la legge lo permetteva, facevano una lunga gavetta e imparavano un lavoro, uno di quei lavori per la quale l’Italia era famosa e che ha creato il made in Italy nei diversi settori. Questi lavori sono stati considerati dalle giovani generazioni vergognosi e sono stati passati agli immigrati (vedi Prato in mano ai cinesi per fare un esempio ma anche tante imprese edilizie in mano a polacchi o rumeni) e i trenta/quarantenni italiani sono disoccupati davanti al computer…

        • Antonio says:

          ti dò ragione per metà, perchè i lavori che tu dici a me non li ha proposti nessuno, la gavetta non l’ho potuta fare da nessuna parte! in quanto dovevi finire gli studi, studi che si sono rivelati “insignificanti” , perchè la scuola fa veramente schifo e non mi ha insegnato nulla! il problema grave parte da li! dove le scuole dovrebberiìo fare anche avviamento al lavoro e molte altre cose che non fa… si viene valutati sull’interrogazioncina del giorno se sai se tizio o caio avevano fatto questo o quello, cosa pensava lo scrittore del’800, scusami makkissenefrega pensiamo al mondo di oggi dove dobbiamo vivere, pensiamo a come migliorarci ad rendere un ragazzo di 19 anni quando escedalle superiori una persona pronta, invece usciamo dalla scuola con nulla!!!!

          • Riccardo says:

            cavolo hai ragione!

          • luk says:

            Se non sbaglio in Svizzera a fronte di un anno di studi superiori ai giovani ,pochi mesi di teoria a scuola sui libri e il resto dell’anno scolastico effettuano pratica direttamente sul posto di lavoro inerente agli studi, questo è il modello di una formazione scolastica che insegna e modella un giovane , non un monte di ore dove ci sia religione ,educazione fisica e altre materie inutili alla formazione e utili a far lavorare gli insegnanti.

      • Roberto says:

        Il fatto è che, se io che ho cominciato a lavorare a 15 anni, e sono obbligato ancora a lavorare per altri 3 anni, nonostante abbia gìà 40 anni di contributi (e 44 di lavoro) sulle spalle, i giovani il posto di lavoro non lo troveranno mai.
        Questo è uno Stato che, per non colpire i ricchi e gli evasori fiscali, fa macelleria sociale.
        Ma tutto quello che sta accadendo, sopratutto in Italia perchè in Francia e in Germania (nonostante quello che si dice) non è così, ce lo siamo voluti noi. Grazie anche ai sindacati…. Votate per l’abolizione della scala mobile, ci dicevano. E noi pecoroni (io no, perchè ho votato contro, ma l’ho preso e lo sto prendendo comunque in quel posto lo stesso) a dargli retta, senza renderci conto che stavamo spianando la strada alla più bieca e subdola manovra delle destre liberiste….. I ricchi sempre più ricchi e gli altri (molti altri) sempre più poveri.

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