Infortuni in calo
redazione | Jun 13, 2012 | Comments 4 |
In un periodo in cui dominano cifre e percentuali allarmanti, arriva finalmente qualche dato positivo in tema di infortuni sul lavoro. Negli ultimi tre anni, infatti, il numero di incidenti legati all’attività lavorativa è diminuito dell’8%, e lo stesso vale anche per i casi mortali. La prevenzione risulta essere un’arma sempre più efficace, ma non ancora sufficientemente diffusa. Questo il quadro emerso in occasione della presentazione dell’Osservatorio “Salute e sicurezza sul lavoro”, realizzato dall’ente di certificazione Accredia in collaborazione con il Censins, e col contributo di INAIL e Federchimica.
Richiamando qualche dato più preciso, nel 2009 gli infortuni censiti sono stati 790.000, nel 2010 775.000 e nel 2011 726.000; mentre gli incidenti mortali registrati nel triennio sono stati rispettivamente 1.053, 973 e 930, cioè un -11,7% (fonte INAIL). Chiaramente, nonostante il trend sia positivo, le cifre riportate sono comunque di per sè molto elevate ed occorre quindi prenderle in considerazione con assoluta serietà, valutando il ruolo assunto dalla prevenzione.
E, in questo senso, si richiama l’indagine che è alla base dell’Osservatorio, cioè lo studio condotto da Accredia e Censis. Sotto la lente di ingrandimento i comportamenti di mille imprese di quei settori in cui il rischio di incidenti è “strutturalmente” più elevato, cioè industria, costruzione e trasporti. Ciò che rileva, oltre ad una confermata diminuzione del fenomeno degli infortuni, è il permanere di “costanti fattori di rischio”; in circa l’80% delle aziende di riferimento, infatti, si sono riscontrate condotte e procedure scorrette in materia di sicurezza. Nello specifico, si tratta soprattuto di minacce connesse all’esalazione di fumi e gas e a fattori di disturbo legati a rumori e vibrazioni. In Italia i sistemi di gestione della sicurezza e della prevenzione appaiono perciò essere ancora poco sofisticati, oltre che piuttosto limitati. Tra le cause maggiori vi sono non solo gli alti costi, spesso non affrontabili da realtà imprenditoriali di piccole o piccolissime dimensioni, ma anche le difficoltà nel “decifrare” e rispettare le varie normative al riguardo, le quali generano oneri burocratici non indifferenti. Vi è però l’altra faccia della medaglia. Sembra un po’ scontato, ma prevenire è meglio che curare. La prevenzione, infatti, è economicamente vantaggiosa in termini di risparmio, a partire già dal breve periodo. Se da un lato, infatti, la certificazione del sistema di gestione a norma Ohsas richiede consistenti risorse, dall’altro essa rappresenta un investimento decisamente fruttuoso grazie a benefici quali: la contrazione delle spese per incidenti e infortuni; l’esonero dalle responsabilità di natura amministrativa ai sensi del D.Lgs. n. 231/2011; l’accesso a strumenti di agevolazione INAIL come, ad esempio, gli sconti sui premi assicurativi dal 7% al 30% o i finanziamenti per coloro che desiderano certificarsi presso un organismo accreditato da Accredia. L’impegno nella tutela e nella salvaguardia della salute del lavoratore è dunque ricompensato.
Su questa linea, si segnala anche l’avvio ufficiale della Campagna informativa di prevenzione sulle malattie professionali sostenuta dal Ministero del Lavoro insieme a INAIL, Ministero della Salute, Regioni, Province autonome e in collaborazione con le organizzazioni sindacali e di rappresentanza dei datori di lavoro. A partire dal 4 giugno e per tutto il mese verranno diffusi manifesti, banner e spot volti a sensibilizzare e ad informare il pubblico su una problematica troppo spesso sottovalutata. Le malattie professionali infatti, a differenza degli infortuni, il più delle volte sono latenti e lente nel manifestarsi. Questo le rende alquanto pericolose e largamente trascurate. Una maggiore consapevolezza sull’argomento è perciò fondamentale.
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Redazione Global Publishers
Fonte: lavoro.gov.it
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BELLA SODDISFAZIONE , SONO DIMINUITI GL’INFORTUNI SUL LAVORO , SE CONTINUA COSI’ L’INAIL CHIEDERA’ LA CASSA INTEGRAZIONE PER I SUOI DIPENDENTI , E IL GOVERNO METTERA’ UNA NUOVA TASSA CHE SI CHIAMERA’ ” TASSA SULLA BUONA SALUTE ” GRAZIE SIGNORI GOVERNANTI
E’ COMPRENSIBILE E’ DIMINUITO IL LAVORO NEL SETTORE EDILE E DI CONSEGUENZA SONO DIMINUITI GLI INFORTUNI:UNA DELLE SPIEGAZIONI,L’ALTRA PUO’ ESSERE CHE I DATI COMUNICATI DALLE VARIE AGENZIE NON SONOM VERITIERI.
I dati assoluti sul numero totale di infortuni, non dice niente anzi è fuorviante. Come richiesto dalle norme tecniche e anche dalla legge italiana, vanno forniti gli indici di frequenza e di gravità, o almeno, il numero di infortuni rapportato alle ore lavorate. Vedrete che non sono affatto in calo.
E normale che il numero degli infortuni è in calo,con l’ aumento della disoccupazione lavorano meno persone e quindi se ne fanno male anche di meno.
non vedo nulla di cambiato in ambito di controlli sui cantieri
tutto resta uguale a prima tranne che il numero dei lavoratori.
date solo false notizie a favore di una governance che fa pena e non fa nulla tranne che riempire le proprie tasche.