Anche l’Olivetti si arrende
redazione | Jun 14, 2012 | Comments 33 |
L’ultimo “avamposto” della storica Olivetti è caduto. Lo stabilimento di Arnad in Valle d’Aosta chiude definitivamente i battenti, lasciando a casa 162 dipendenti. La società coinvolta è la Olivetti I-Jet, operante nel settore stampanti e fax e controllata da TelecomItalia. Il costante sviluppo delle nuove tecnologie e la concorrenza asiatica spietata non hanno lasciato scampo: il fax va in cantina. Laura Olivetti, la figlia del fondatore Adriano, esprime il proprio rammarico per la decisione: “Sono molto dispiaciuta per la chiusura dell’azienda, soprattutto perché si perdono nuovi posti di lavoro”. E ora è proprio questo il nodo da sciogliere: quale sarà il destino degli oltre cento dipendenti, sia valdostani sia dell’eporediese? Telecom ha ribadito il suo impegno nel trovare soluzioni per la ricollocazione dei lavoratori licenziati. Sindacati e società tenteranno di giungere a un accordo per arrivare a ricollocare, entro il primo anno di cassa integrazione straordinaria, almeno il 30% degli impiegati, assicurando ai restanti il secondo anno di ammortizzatore. I tempi stringono. Con ogni probabilità, a luglio ci sarà la prima tornata di accessi alla cassa integrazione, la quale coinvolgerà i circa 50 responsabili del gruppo di ricerca; per tutti gli altri se ne parla a fine anno con il termine delle commesse. Ma occorrono soluzioni anche per quei 40 dipendenti della Olivetti S.p.A che attualmente lavorano nello stabilimento di Arnad nel campo delle testine a impatto per il sistema bancario, postale e per la lottomatica.
La liquidazione era ormai l’ultima opzione rimasta. “Il contesto non era più sostenibile”. Queste le parole di Enrico Monti, esponente della Fiom Cgil, il quale ricorda i falliti tentativi avviati ad ottobre da Telecom per la vendita dell’azienda o l’apertura a terzi investitori. Lo stesso sindaco di Torino, Piero Fassino, ha commentato l’accaduto in occasione del convegno “La fabbrica al tempo di Adriano Olivetti”, sottolineando che: “L’Olivetti rappresenta un pezzo di storia del capitalismo italiano”. “Adriano Olivetti – prosegue Fassino – interpretava il ruolo della fabbrica in maniera molto differente rispetto a come si fa oggi: vedeva l’azienda come un grande progetto sociale, ma anche come un esperimento urbanistico e architettonico”.
Con la chiusura dell’I-Jet di Arnad, dunque, si pone la parola fine a un altro grande capitolo della storia industriale italiana.
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Fonti: LaStampa.it, AostaSera.it
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Finchè compriamo le schifezze dalla Cina e dai paesi Asiatici non c’è concorrenza. Un operaio in Cina guadagnia 3,00 euro al giorno fatto di 48 ore. Chiudiuamo i mercati alla Cina non compriamo nulla di quanto è fabbricato in Cina, e poi vendiamo i nostri Politici a loro che sanno come farli Governare. Con la smimitarra.
io faccio l autotrasportatore e tempo fa sono stato a ivrea e vi posso garantire che fa venire la pelle d’oca a vedere tutti questi capannoni vuoti e abbandonati e pensare che questa un tempo e una delle più grandi aziende italiane e addossare le colpe a uno o altro non serve a niente perché la e di tutti purtroppo siamo italiani e la classe dirigente sono italiani e
tutto il male ce lo siamo meritato l’italia e un gran bel paese e che purtroppo ci sono gli italiani
fassino questo commento dove lo ha copiato dai suoi amici damanhur,dove va a prendere voti e soldi per chiudere ochhi e oorecchie’
Ma va a cagare sono quelli come fassino e sua moglie che hanno contribuito in modo pesante a portare l’italia a questo livello.Senza una classe dirigente degna di questo nome.Nessuno si ricorda da chi era popolato palazzo uffici dell’olivetti dagli anni 80?
Ormai siamo un popolo morto e senza speranza e faremo la fine dell’olivetti.Mewntre la nostra classe dirigente si godrà la vita in qualche isola al caldo.
purtroppo è da tempo che i segnali erano evidenti, il sistema italia in un mercato globale non funziona.
bisogna azzerare e cominciare da capo. cosa impossibile chi a i diritti accquisiti chi riceve di più di quel che merita non rinuncia. ho paura che solo una rivoluzione come in argentina possa risollevare la situzione.
oppure ci vuole un sistema unico in europa con la riprogrammazione che non siano stati divisi come ora, ma come se fossero regioni con un unico capo, unico sistema fiscale, unico sistema del lavoro ,unica banca centrale, unico sistema fiscale, unico sistema giudiziario, e un sindacato + flessibile, copiamo dalla germania , loro da tempo hanno le ricette giuste, e sono ben contenti di essere copiati, io sono un piccolo imprenditore e questo sistema non competitivo che ci siamo trovati lò espresso più volte anche alla cna, l’associazione di cui ci rappresenta, ma tutti tirano a –campar– ed ora siamo messi così.
a quei 2 coglioni che parlano di comunismo e fascismo volevo dire al primo che non é stato il comunismo a ridurre cosi l italia ma bensi siamo stati noi italiani che non abbiamo mai fatto un cazzo (vedi rivoluzioni fatte negli altri paesi) al secondo coglione che parla di tutte mignotte nell ucraina romania ecc. ecc. volevo dire che le stesse ci sono anche in italia nel paese come definiamo noi civile ma andate a fare in culo e scendiamo in piazza e facciamoli correre ste merde che ci governano invece di spare cazzate
Signori, facciamo un pò di chiarezza.. non è che Olivetti non esiste più.. io lavoro per un concessionario Olivetti di Padova, noi ci siamo, ci sono i prodotti e c’è una struttura commerciale e tecnica.. chiude l’azienda produttrice di Arnad.. (cosa chemi rammarica ovviamente) ma non chiude Olivetti..
Caro Stefano,sono felice che tu abbia ancora un posto di lavoro alla Olivetti,ma fidati,la Olivetti non esiste PIU’ da almeno 15 anni e piu’…
E sai perche’ te lo dico con tanta sicurezza?Perche’ io
sono di Ivrea,e Ivrea e’ la patria di Olivetti.Migliaia e migliaia di mq. di capannoni vuoti con erbacce alte
2 mt.L’unica sede un po’ viva e ‘ dove c’e’ la Vodafone
che tra le altre cose sembra voglia andarsene pure lei…
Onestamente non so’ da dove provengano i prodotti che vendi tu,forse India,ma sono contento per te.
Un ex dipendente Olivetti
Popolo Italiano purtroppo la nostra Italia non dispone di una esagerazione di materie prime e quelle poche che ci sono come ad esempio il petrolio e vari tipi di metalli non si possono toccare perchè i Verdi dicono che se scaviamo roviniamo il paesaggio. Quindi dobbiamo acquistare le materie prime da fuori e produrre un nostro prodotto per poi rivenderlo. Ma se adesso tutto quello che compriamo è fatto in Cina o chissà dove io non mi stupisco se mi dicono che non esiste più una Fiat fatta in Italia e l’Olivetti chiude. Continueremo a chiudere tutto e poi??? Andiamo anche noi a lavorare in Cina??? Grazie Comunisti per aver creato l’ennesima situazione di degrado da terzo mondo.
sei proprio un fascista di merda non sai neanche cosa significa la parola comunista è forse non eri nato ancora amico del trota
ma vai a cagare.. guarda come stanno gli ex comunisti.. e cosa si produce.. in cuba russia ucraina bulgaria bielorussia romania.. solo mignotte.. ecco i tuoi.. amici cosa producono..
Olivetti era comunista… Ed è stato il più grande imprenditore che l’Italia abbia mai conosciuto insieme ad Enrico Mattei e pochi altri…
Sarebbe stato un colosso più grosso dell’intel ma fin dal passato abbiamo avuto una politica economica di crescita e sviluppo equiparabile ai paesi del terzo mondo.
Che tristezza.
Purtroppo avete tutti ragione , ma purtroppo in Italia non esistono ” Imprenditori” degni di questo nome , persone che fatica e sudore hanno modellato ma tutto si vuole subito adesso, la visione è bloccata alla giornata e alla minima difficoltà ci si arrende e si fa subito cassa , la Olivetti è uno dei tanti esempi , come anche la Bialetti ceduta nel mercato asiatico , purtroppo in quei paesi il costo fisso è molto basso e spesso anche la qualità ma loro sono in grado nel millisecondo di cambiare rotta a seconda della richiesta del mercato , noi siamo invece super ingessati da leggi inadeguate ed impegnati tutti i giorni a discutere ed aprire dibattiti invece di agire .
CON LA OLIVETTI SE NE VA ANCHE UNA PARTE DELLA STORIA DELLA NOSTRA FAMIGLIA.
SIAMO PRESENTI CON IL NONNO GIOVANNI NELLA LONTANA PATAGONIA SIN DAL 1897, DOVE LUI E POI SUO FIGLIO ALFONSO MARIO SI SONO STABILITI NELLA PATAGONIA ARGENTINA.
SUCCESSIVAMENTE ANCHE MIO PADRE FRANCO, NIPOTE DI GIOVANNI, NELLA PATAGONIA CILENA, SIAMO STATI PER DECENNI I CONCESSIONARI PIù A SUD DEL MONDO DELLA OLIVETTI.
PER ME ERA UN ORGOGLIO ANDARE IN UNA QUALUNQUE BANCA DI PUNTA ARENAS E VEDERE LE “NOSTRE MACCHINE” DA SCRIVERE E DA CALCOLO.
CONDIVIDO PRATICAMENTE TUTTO QUANTO COMMENTATO DALLE ALTRE PERSONE. I DETTAGLI NON CONTANO.
PRESTO FARò UNA MOSTRA SULLA PATAGONIA E VORREI INSERIRE UN RICORDO CONCRETO DELLA OLIVETTI. CHI RITENESSE OPPORTUNO AIUTARMI IN QUESTO SONO A DISPOSIZIONE: brigamar@libero.it
UN UN (TRISTE) ABRAZO DE PARTE DE MARIO.
Carissimo Mario, mio padre è stato nel dopoguerra dipendente della Olivetti Commerciale di Napoli, era uno degli ing. che spesso venivano chiamati ad Ivrea per aggiornamenti formativi,andavo in colonia Olivetti neglia anni 60!!! Adriano OLIVETTI era l’inprenditore con la I maiuscola, la fabbrica per lui, era lavoro, casa,assistenza sanitaria, ERA LA SOCIETA’, intesa come bene sociale!!!!! Io ho lavorato negli anni 80 in California presso l’Advanced Technologies di Cupertino “OLIVETTI CORPORATION OF AMERICA”!!!! Poi sono arrivati gli pseudo imprenditori…… ricordo la visita di De Benedetti!!!!! Addio allora a tutto quello che il lavoro Italiano avea consentito all’ Olivetti. L’Olivetti aveva comprato tutte le aziende del settore, un ricordo, mio padre mi raccontava che agli inizi degli anni 60 Olivetti assunse un ING. cinese mago dell’allora ricerca, che aveva iniziato il progetto della prima calcolatrice elettronica, l’ing. abitava in Milano e faceva su e giu’ fino ad Ivrea, purtroppo per lui mori’ in un incidente stradale, il progetto fu abbandonato perchè le maestranze di ricerca e sviluppo metalmeccaniche non vedevano di buon grado l’elettronica…….!!!! Dopo 24 mesi la IBM venne fuori con i primi calcolatori elettronici.. Fine dell’azienda…. ah dimenticavo il piu’ grande cliente Olivetti negli USA erano le Università….Meditate gente meditate.
L’ingegnere cinese era il grande Mario Tchou
Ho letto tutti i post in merito ai commenti sull’Olivetti.
Io sono di Ivrea sono nato e cresciuto nei tempi d’oro della Olivetti.
Oggi ivrea è una città depressa che vive di ricordi e non ha saputo affrontare il cambiamento dei tempi.
Adriano Olivettoi ha costruito un grande impero una azienda esemplare, grande talmente grande che al suo interno si sono annidati diverse specie di parassiti. Non solo de Benedetti ha collassato l’azienda, ma centinaia e centinaia di persone che si sono arricchite alle sue spalle.
Dallo spionaggio aziendale alla vendita di progetti all’assenteismo. La maggior parte dei suoi lavoratori come ben noto e risaputo aveva il doppio lavoro, Spremevano la mucca e lucravano su altro. Oggi sono capaci di rimpiangere la fine di una azienda d’oro, ma l’abbiamo rovinata noi. Purtroppo siamo Italiani; mi vergogno di questo ma siamo buoni solo a vedere profitti facili e fregare gli altri, Tutti ma proprio Tutti. I soldi facili non li ha mai rifiutato nessuno.
Nella stazione ferroviaria di Ivrea C’era una scritta: Ivrea la bella. Ora non c’è più nulla.
Sono perfettamente d’accordo. Ho vissuto con due genitori dipendenti Olivetti da sempre. Mio papà è rimasto fino alla fine definitiva di Scarmagno difendendo con le unghie e con i denti quello che poteva essere un futuro incredibile per il Canavese, ma le cattive gestioni, i cattivi dipendenti, e i parassiti, hanno rovinato tutto. Dentro l’azienda che doveva portare la tecnologia nel mondo le persone organizzavano mercatini di qualsiasi cosa durante le ore di lavoro, senza contare quelli che andavano a farsi i fatti loro dopo aver timbrato o quelli che rubavano camion interi di componenti e computer finiti. Non poteva che finire così per quanto possa essere triste e deprimente!
E’ un vero peccato. Chiunque ha avuto o ha visto un computer olivetti, una stampante o un fax di questa grande società.
Che dispiacere ……sono uno di quelli che negli anni 80 ha lavorato per la costruzione del nuovo reparto produttivo per personal computer ….ho visto nascere i primi computer …e ero orgoglioso di questo fatto .Nei miei curriculum esisteva sempre la voce Olivetti…..Ma i nostri M24 sono e rimangono un mito dell’informatica italiana. Grazie Italia.
M24 il mitico!!!! Io testavo i chips Intel a Cupertino!!!!!
nell’articolo non si fa il nome di chi ha distrutto Olivetti, tale De Benedetti, amico di tutti quelli di cui si deve essere amico, imprenditore scarso, faccendiere di grandissimo livello e re dei disastri aziendali..
Bravo, sono perfettamente d’accordo e dissento, in parte, con Gianchino. Anche l’Olivetti ha goduto di ripetuti aiuti dello stato, fin dagli anni ’80. Cassa integrazione, commesse di enti statali, l’intera informatizzazione di Inps e Inail etc.. Per non parlare di leggi ad hoc, tipo quella sui registratori di cassa fiscali. Purtroppo l’ingegnere (comunista)De Benedetti, noto incapace, ha portato l’azienda al fallimento.
Ragazzi, vi dovete informare un po’ sulla vita di Olivetti, vero comunista, non come De Benedetti. Ma il problema non è questo. La fine di Olivetti non è avvenuta negli anni 80, ma verso la fine degli anni 60 quando l’ingegnere Valletta di FIAT, che deteneva delle quote di Olivetti, decise di vendere il ramo Informatica dell’azienda all’americana General Electric. Con scelte diverse il sud italia, che non è morfologicamente molto diverso dalla California, sarebbe potuto diventare quella che oggi conosciamo come Silicon Valley. Guardatevi “L’imprenditore Rosso”, documentario RAI sulla vita di Adriano.
E questo signore ha potuto scorrazzare per le praterie economiche italiane con l’inchino ed il beneplacito di tutti (comprese le sinistre). Solo i belgi, in un battibaleno si sono coalizzati e lo hanno buttato fuori dalla scalata alla Société Générale du Belgique (ricordate: la ricreazione è finita!) Con la nostra Olivetti(italiana, punta di diamante mondiale nella nascente elettronica) si è lasciato fare.
La bellezza, insieme all’amore, la verità e la giustizia, rappresenta un’autentica promozione spirituale. Gli uomini, le ideologie, gli stati che dimenticheranno una sola di queste forze creatrici,, non potranno indicare a nessuno il cammino della civiltà.
– Adriano Olivetti
Si, è un peccato, anche perchè l’Olivetti era un’impero. Sembra impossibile che non si sia riusciti ad evolverla,a convertirla a seconda delle richieste del mercato e a produrre prodotti competitivi nel campo della tecnologia, dell’elettronica, dell’informatica. Ad Ivrea Adriano Olivetti aveva costruito “un’impresa” che ancora adesso in Italia non ha eguali. E poi dobbiamo pensare anche alla concezione sociale ed umana dell’azienda, i fondi di solidarietà, le colonie estive,i regali a Natale, il gruppo sportivo-ricreativo,le innumerevoli opere pubbliche, le biblioteche, l’agevolazione allo studio,al diploma ed all’università,i vari centri,ecc. ecc. Il problema dell’Olivetti, purtroppo, è stato quello di non chiamarsi FIAT e gli Olivetti di non chiamarsi Agnelli, altrimenti lo stato l’ avrebbe salvata, finanziata più e più volte e non l’avrebbe fatta andare a picco,come ha salvato più volte l’altra nota azienda italiana.
Grazie,cordiali saluti.
L’unica che ha eguali….. overo simile è la Ferrero di Alba (CN)!!!!
Molte persone, veri informatici, hanno dovuto fare concorsi (e grazie al cielo molte volte senza raccomandazioni) per entrare nella pubblica amministrazione giusto per avere un posto sicuro… non perché ignoranti, nullafacenti, incapaci o idioti ma perché “qualcuno” ha pensato bene di fare un regalo a “potenze straniere” distruggendo la nostra industria informatica ed elettronica italiana… non adesso ma da circa 20 anni.
Non produciamo più nulla qui in Italia… solo bazzecole.
Mettersi in proprio era già un problema sul finire degli anni 90.. nessuna regolamentazione del settore e chiunque poteva vendere computer, riparare computer e fare consulenze: dal geometra fino al panettiere: GRAZIE ITALIA!
Non si stava nelle spese e le tasse erano già pesanti allora.
Per le altre categorie ogni sorta di protezione o corporazione….
L’altra cosa che lorsignori non sanno è che la stessa classe dirigrnziale/politica sta smantellando tutti i CED pubblici e le strutture di gestione informatica sparsi sul territorio (nelle varie regioni) ed in ogni amministrazione per sostutituire il tutto con outsourcing sfrenato (che paghiamo tutti a peso d’oro) ed accentramenti a Roma di dati, sedi e posti di lavoro.
Tutto il contrario del principo di Internet.
Se dovesse succedere qualcosa alla capitale… addio dati.
Il disaster recovery avrebbe senso se ci fosse un mirror di tutti i dati in ogni regione ma non è così.
Prima di parlare informatevi: i giornalisti stanno aizzando la gente contro i dipendenti pubblici che guadagnano quanto un operaio mentre i vertici hanno altissimi stipendi e sono in connessione diretta con questa politica.
ciao
Ciao exxodus,
Non so da dove prendi i dati, ma questo accentramento a Roma di dati e posti di lavoro non lo vedo.
Sono un informatico da 20 anni,e da due sono a progetto visto che l’azienda per cui lavoravo ha chiuso la sede di Roma lasciando aperta solo quella di Milano.
Programmazione in India, help desk in Romania, produzione in Cina, housing dei CED fuori, che costa meno….. DICONO LORO …..
Convengo con te che la nostra professione non e’ minimamente considerata, senza contratto senza riconoscimenti, tutti si dicono informatici anche se si occupano di elettronica di consumo. Sai mandare due mail e chattare con iphone, bene sei un informatico….
Disaster e recovery???? pochi soldi, manager ingordi, gia’ e’ tanto se fanno il backup..
Giusto! Il dipendente pubblico fa concorsi x titoli ed esami. Il dip. privato viene assunto con colloquio e se va bene dopo 6 mesi rimane. Il dip.pubblico non ha disoccupazione/mobilità non riceve l’anticipo di tfr….e non dimentichiamo gli stipendi da fame!!!! Un esempio per tutti i professori a € 1200 al mese… basta ed avanza!!! L’unica cosa che ora si produce in Italia è la corruzione, l’impunità parlamentare, i costi della politica…. andate a lavorare con le vs auto!!! Via macchine blu e benefits.
Signori, a far il gioco della tassazione senza fine per mantenere poche migliaia di parassiti inutili, per mantenere 8 milioni di pseudolavoratori (assunti per creare burocrazia e corruzione), il risultato che si ottiene e’ il continuo chiudere di aziende, piccole medie e grandi….
Solo un governo di INCOMPETENTI in 6 mesi riesce a disfare quello che gli italiani hanno costruito in 60 anni……complimenti!!!!
E mi raccomando, finanziamo ancora aziende veramente FALLITE QUALI FIAT che oltre a continui salvataggi a fondo perduto con soldi dei cittadini italiani, prende i soldi e va ad aprire all’estero andando poi in televisione a dire che l’Italia non merita la sua presenza…….
Questo e’ il risultato di una gestione della nazione fatta da gente senza palle e senza cultura!!
Questo caro Lukas continua a non stupire in un paese in cui comanda chi sbagliava a copiare pure le versioni di greco e di latino… e, mandiamolo a fondo davvero questo Paese, tanto, si continua ad imbarcare gente sensa nessuna qualifica mentre i nostri veri laureati sono costretti ad emigrare…e, poi, non ti scordare che le lauree facili degli anni trascorsi faranno ancora del male a questo paese, purtroppo! E, riguardo all’Olivetti ricordo agli inizi degli anni novanta il famoso OCT 300 ( un cellulare all’avanguardia per i tempi), che purtroppo non ha avuto più storia ne gloria negli anni a seguire poichè a detta dei più informati i capoccioni dell’Olivetti hanno scelto di investire altrove e per esempio in Patagonia. Saluti.