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    La Russia è il nuovo mercato


    Ebbene sì. La piccola e media impresa italiana sta scoprendo la Federazione come nuovo campo di espansione e sviluppo. Complice la crisi che sta affaticando il mercato italiano, i piccoli imprenditori della Penisola cercano nuove frontiere per esportare i propri prodotti.
    Dal canto suo la Russia è un Paese in forte crescita e rispetto ad altri mercati emergenti ha i vantaggi della stabilità politica e della relativa vicinanza all’Italia.

    Per le aziende di piccole dimensioni, la strada è tutta in salita, non avendo dalla loro la capitalizzazione e le risorse umane delle organizzazioni più grandi. Ma le possibilità di sviluppo sono alte. Vediamo alcuni casi di successo.
    Gourmet d’Italia, azienda marchigiana, è attiva dal 2010 nel settore alimentare con le divisioni produzione e commercializzazione di eccellenze enogastronomiche italiane e cibi pronti, dopo un inizio negli anni Novanta con l’export di calzature. Giuseppe Cinesi, socio e delegato della società racconta: “Siamo partiti prendendo accordi con i tour operator russi che portavano da noi piccoli imprenditori interessati ad acquistare calzature all’ingrosso e poi vendere al dettaglio nella Federazione e il problema principale sono sempre stati i visti. Con il tempo le calzature sono diventate una merce imitabile, così abbiamo aperto Gourmet d’Italia perché il settore dell’agroalimentare è il vero Made in Italy che non può essere prodotto all’estero: i prodotti della terra sono autentici e questo i clienti russi lo sanno e lo apprezzano”.

    Anche un marchio celebre come Colussi ha tentato l’avventura, però con una strategia diversa: nel 2009 l’azienda veneta di prodotti alimentari ha avviato una joint venture con la società russa Infolink, il maggiore distributore di pasta nella Federazione, per la creazione di CI Group, accrescendo la posizione della società nel mercato russo e in quelli limitrofi.
    Ma non è solo il settore gastronomico a guardare alla Russia. Jobs Automazione, azienda di Piacenza che produce centri di fresatura di alta precisione per l’aeronautica e il settore automobilistico, è entrata nel mercato russo circa sei anni fa e oggi può contare su un collaboratore del posto che in loco lavora quasi a tempo pieno per la loro promozione e si occupa anche dei servizi di assistenza per i macchinari. Infine, la fiorentina Arteluce, che produce lampade, lampadari e complementi d’arredo, esporta da quattro anni in Russia rifornendo piccoli negozi o architetti. Finora non ha mai incontrato particolari problemi in terra russa e questo la porta a progettare un’ulteriore espansione negli anni a venire.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: russiaoggi.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (2)

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    1. lorenzo says:

      Con la recessione chge si prepara in russia staremo a vedere. E non parlo di un post di mesi ma notizie di ieri.
      L altra settimana il rublo e stato svalutato del 5 per cento ma penso che subira ancora una flessione di due punti percentuale.

    2. [...] Fortunatamente c’è ancora qualche settore che resiste alla crisi. Nel settore biomedico le offerte di lavoro sono addirittura in aumento, sia in Italia sia in Europa. I dati a conforto di questa tendenza, indicano però anche una forte richiesta di specializzazione, che attualmente risulta difficile reperire sul mercato del lavoro. [...]

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