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    Lo sai cos’è la pensione integrativa?


    Scopri quali benefici ti offre e come

    L’esito del sondaggio in cui abbiamo chiesto se si abbia o meno aderito a un fondo pensione invita a una riflessione: il 50% delle risposte sono negative. Cerchiamo di capire perché.

    La previdenza complementare si prefigge uno scopo importante: assicurare più elevati livelli di copertura pensionistica garantendo un reddito aggiuntivo di cui godere nell’età del ritiro dal mondo del lavoro. Tuttavia, il permanere della crisi economica, le maggiori difficoltà, rispetto agli anni passati, di destinare parte delle proprie risorse al risparmio e una generale mancanza di consapevolezza inducono molte persone a non prendere ancora nella dovuta considerazione questo strumento di integrazione. Si aggiunga poi la tendenza dei lavoratori italiani a rimanere ancorati al vecchio concetto di Welfare dove il tema pensioni era considerato un argomento quasi esclusivamente “pubblico”, mentre l’intervento privato veniva visto solitamente come possibile, ma non strettamente indispensabile. Le recenti riforme previdenziali hanno però stravolto il panorama pensionistico italiano ridimensionando pesantemente il peso della sfera pubblica nella costruzione del proprio edificio previdenziale. Ma tutto ciò è accaduto senza un’efficace azione di sensibilizzazione sul tema che accompagnasse questo delicato passaggio di consegne: “Stato”/”Cittadino”. In un simile scenario, possiamo quindi facilmente capire perché l’adesione ai fondi pensione in Italia è poco diffusa. Ciò vale sia dal punto di vista dei lavoratori sia dal punto di vista delle imprese; quest’ultime, infatti, colpite anch’esse dalla crisi, attualmente non sempre sono in grado di sostenere gli oneri legati a un sistema di previdenza complementare instaurato a livello aziendale. Le problematiche, dunque, sono diverse.

    Ma quali sono, in via generale, le forme  pensionistiche complementari che concorrono a creare quei “tre pilastri” indispensabili a puntellare la propria previdenza futura? Alla pensione pubblica (primo pilastro), si affiancano il fondo pensione (secondo pilastro) e  il  Pip – Piano Individuale Pensionistico (terzo pilastro). Queste ultime due forme, insieme, concorrono a puntellare  l’edificio previdenziale di ogni lavoratore nell’era post-Fornero. Vediamole in dettaglio:

    • Fondi pensione negoziali (Fpn). Sono i fondi istituiti tramite contratti collettivi – nazionali, di settore o aziendali – stipulati dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nel 2011, secondo i dati diffusi dalla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), gli iscritti a questa categoria di fondi erano circa 2 milioni, per la maggior parte lavoratori dipendenti privati.
    • Fondi pensione aperti (Fpa), cioè quei fondi creati da banche, società di assicurazione, società di gestione del risparmio e società di intermediazione mobiliare; al riguardo, il numero di adesioni nell’anno passato raggiungeva le 880mila unità.
    • Fondi pensione preesistenti, così chiamati perché concernenti forme pensionistiche integrative antecedenti la prima “ufficiale” regolamentazione della materia avvenuta col Decreto Legislativo n. 124 del 1993
    • Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (Pip), offerti dalle imprese assicurative. A settembre 2011 gli aderenti a questa tipologia di strumento previdenziale erano quasi due milioni (fonte: Assofondipensione). Ciò significa che insieme ai Fondi pensione negoziali questa forma previdenziale raccoglie il maggior numero di iscritti a previdenza complementare.

    L’obbiettivo di tutti questi strumenti è dunque quello di creare un sistema pensionistico fondato su tre pilastri, disposti nel seguente ordine di grandezza: pensione pubblica, pensione integrativa di categoria o aziendale (caratterizzata da un’adesione su base collettiva ai fondi pensione), e pensione integrativa individuale, cioè legata alle scelte di risparmio del singolo lavoratore.

    Redazione Global Publishers
    in collaborazione con Assicurazioni Generali


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    1. LIVIO says:

      Non capite un cazzo

    2. Vincenzo says:

      Redazione Global Publishers
      IN COLLABORAZIONE CON ASSICURAZIONI GENERALI

      … sì e come diciamo da noi… “e i scecchi volanu!” (e i somari volano!)

      Quando finirà questa pubblicità occulta?
      Vincenzo Criscione

    3. arius... says:

      gli enti assicurativi si poggiano sulle banche e tutto un magna magna cerchiamo di tagliare questo cordone e meno sanno meno possono tassare sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    4. arius... says:

      sveglia ragazzi i soldi sotto la mattonella le banche non devono avere piu potere come ora che con i soldi miei se costretto a dare spiegazzioni le banche devono ridiventare quelle che erano ,quando loro chiedevano di aprirti un conto no che devono sapere che devi fare con i tuoi soldi mandiamo a casa questa gente perche se non lo sapete le banche si mantengono coi nostri soldi se nessuno li porta vanno a puttane sveglia sveglia che e finito il tempo di dormire

    5. arius... says:

      per far girare i nostri soldi per cazzi loro e poi al momento di ritirarla trovano un sistema per incularti piu semplice di cosi si muore

    6. Giuseppe says:

      Dal momento che la pensione è stata tolta a che serve un fondo pensionistico privato? Forse per i capitalisti.

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