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    Fai l’animatore turistico!


    Selezione, requisiti e ruoli: tutto quello che dovete sapere

    Vi sarà capitato almeno una volta, durante una vacanza, di imbattervi in un animatore che cerca di coinvolgervi in qualche attività ludica o di intrattenimento. Nonostante l’abbronzatura invidiabile e l’aria spensierata, quello stesso animatore quasi sicuramente è in piedi dalle 3 del mattino e, per arrivare dov’è, ha dovuto affrontare durissime selezioni. Questo lavoro, infatti, non è tutto rose e fiori come sembra: spesso nasconde numerose insidie. Ecco dunque qualche consiglio per affacciarsi al mondo dell’animazione turistica, fatto sì di sacrifici ma anche in grado di regalare molte soddisfazioni.

    Innanzitutto, cosa fa l’animatore?
    I suoi compiti, che spaziano in vari settori, si caratterizzano essenzialmente per l’organizzazione di giochi di gruppo, di spettacoli e di tornei sportivi, e per la realizzazione di corsi di istruzione sportiva da svolgere all’interno delle strutture di vacanza. Ma il suo ruolo fondamentale è quello di essere un punto di riferimento per i clienti, risolvendo piccoli problemi, fornendo informazioni o semplicemente dialogando. In ogni caso, l’animatore deve sempre essere a disposizione dei turisti al fine di rendere la loro esperienza indimenticabile!
    Questi sono i compiti che ogni “intrattenitore” deve saper svolgere, anche se il più delle volte – soprattutto nei grandi complessi di vacanza -, gli animatori lavorano in gruppo e a ognuno è attribuita una competenza specifica.

    Quali sono i possibili ruoli?
    Il ventaglio di incarichi è piuttosto ampio e comprende varie figure, tra le quali: capo animatore, coreografo, tecnico suono-luci, dj, animatore sportivo (cioè colui che conduce i tornei sportivi), l’animatore fitness (responsabile delle attività relative al benessere fisico, tipo aerobica, step, streching, ecc..), Mini Club (per clienti tra i 4 e i 12 anni), Junior Club (per clienti tra i 13 e i 16 anni); animatore di contatto (sempre presente tra gli ospiti dal mattino fino a tarda notte), scenografo, hostess, e piano bar. Per quanto riguarda, in particolare, il Capo Animatore, questi deve mostrare decise capacità di leadership e comunicazione, in quanto coordina tutto il team e assume il ruolo di presentatore-organizzatore durante gli show serali; inoltre, deve presentare spiccate doti di gestione delle risorse umane e di management della struttura.

    Per quanto riguarda invece le selezioni?
    I metodi più adottati dalle agenzie di animazione sono: lo stage, il casting e il colloquio.
    Lo stage è sicuramente la procedura che permette meglio di capire se la società per cui si dovrà lavorare è seria e affidabile. Si tratta, infatti, di un periodo (un week end o una settimana) in cui si viene messi concretamente alla prova dai selezionatori, attraverso lo svolgimento di attività pratiche. L’obbiettivo è di far emergere le reali capacità professionali del candidato, la sua attitudine al lavoro di gruppo e ai rapporti umani, oltre che il livello di autocontrollo e di resistenza ai ritmi della vita da villaggio. Detta modalità di selezione rappresenta un’opportunità anche per il candidato di capire se quello dell’animatore è davvero il lavoro che fa per lui. Certe società prevedono stage a pagamento, richiedendo cioè del denaro all’aspirante animatore. In questo caso è necessario fare attente valutazioni, soprattutto se la cifra richiesta è alquanto elevata. Se invece si tratta di una somma ragionevole, non scartate l’opportunità a priori.
    Il casting, o provino, consiste invece in una via di mezzo tra lo stage e il classico colloquio. Essenzialmente, le medesime attività, prove, e presentazioni organizzate durante lo stage vengono svolte in un lasso temporale più ristretto, cioè in una sola mezza giornata (di solito dalle 10 del mattino fino alle 18 di sera).
    Infine, tra i metodi di selezione vi è anche il semplice colloquio. Questa modalità è particolarmente “rischiosa”, poiché rende difficoltoso far emergere le proprie qualità in un tempo così limitato e, allo stesso tempo, non permette di inquadrare al meglio l’azienda che abbiamo davanti. In merito a quest’ultimo aspetto, siate alquanto diffidenti nei confronti di quei selezionatori che mostrano forti atteggiamenti di superiorità (questo potrebbe rispecchiare lo stile organizzativo e dirigenziale nel villaggio), vi fanno attendere ore e ore per il colloquio (ciò dimostra una mancanza di rispetto verso di voi, oltre che un’incapacità organizzativa di base), monopolizzano la conversazione (cercano forse di “vendervi qualcosa”), sono restii a fornire informazioni a cui avere diritto, sminuiscono le vostre esperienze, capacità e competenze. Stessa cosa vale anche per i colloqui fatti telefonicamente.

    Infine, qualche consiglio.
    Attenzione ai contratti poco limpidi, cioè quei contratti che non indicano luogo di lavoro, periodo, compenso, e alle agenzie senza recapito telefonico o ufficio ma con solamente il sito internet o un cellulare. Sospettate di offerte economiche stratosferiche, considerato che solitamente i compensi nel campo dell’animazione sono piuttosto bassi (350-500 euro). Analogamente, diffidate delle agenzie che vi fanno pagare i viaggi di andata e ritorno, che vi promettono di lavorare tutto l’anno senza neanche avervi messo alla prova, o che vi impongono condizioni lavorative insensate (ad esempio richiedendovi di fare, oltre all’animatore, anche il cameriere o il facchino).

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: planetvillager.com



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