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    Riscatto della laurea: conviene davvero?


    Ti sveliamo quali sono i veri vantaggi

    Se chiediamo a un ragazzo cosa pensi riguardo a come e quando riceverà la pensione, molto probabilmente ci risponderà che non arriverà mai ad avere i requisiti necessari per averne diritto e che quindi non se ne preoccupa.
    D’altronde, come illudersi di fronte alla situazione attuale?
    Da una parte, la Riforma Monti-Fornero ha fortemente inasprito i criteri che ne stabiliscono l’assegnazione, adeguandoli alla speranza di vita ed estendendo il calcolo contributivo. Dall’altra, i nostri giovani incontrano grandissimi ostacoli per entrare nel mondo del lavoro: proprio di questi giorni la notizia della cifra record di disoccupazione tra i 15-24enni che ha toccato il 36%. Chi riesce ad accaparrarsi uno stipendio lo fa tardi, con anni di precariato e buchi contributivi.

    E proprio per questo, il riscatto degli anni di laurea può diventare un utile strumento per rendere un po’ più vicino l’obiettivo di poter godere un domani di una pensione dignitosa.
    Quali sono i vantaggi?
    - Il costo dell’operazione è totalmente deducibile e rateizzabile in 10 anni
    - Con la possibilità di  detrazione, la spesa può anche essere sostenuta dai genitori prima che il neo-laureato trovi un impiego
    - Gli anni accreditati varranno come anzianità contributiva effettiva, avvicinando il pensionamento

    Riportiamo l’esempio fatto da Viviana Dabusti su Corriere.it: un giovane lavoratore percepisce un reddito annuo lordo di 20.000 euro, ha frequentato l’università triennale laureandosi e vuole riscattare gli anni di studio. Il costo del riscatto per tre anni è di 19.800 euro (6.600 euro per ogni anno), che rateizzato corrisponde a una spesa di 165 euro al mese per 10 anni senza interessi. Questo costo è deducibile, quindi avrà un risparmio fiscale di 38 euro al mese e l’operazione di riscatto avrà un costo effettivo di 127 euro.
    Per quanto sia una spesa non secondaria su uno stipendio che si aggira attorno ai 1.300 euro netti al mese, può essere una scelta vantaggiosa perché aumenta la somma della futura pensione e ne avvicina la data.

    Voi cosa ne pensate?

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: Corriere.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (75)

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    1. [...] riscatto della laurea è un istituto che permette al lavoratore di “convertire”, a proprie spese, gli anni di studio [...]

    2. Tom says:

      Conti facili facili: 6.600 €/anno = 33.000 €. per laurea magistrale.
      Oggi è possibile investire ad oltre il 5% netto in titoli di stato italiani (se ci si fida). Dopo 40 anni, se non si riinvestono annualmente gli interessi si hanno: 33.000 di capitale iniziale e 66.000 di interessi accumulati.
      Ritengo che con un buon mix tra BPT e BPTI, col reimpiego degli interessi, si possa sperare di avere tra 40 anni un piccolo capitale di oltre 200.000 €.

      E credete che io possa dare i miei soldi all’INPS o a chi, se appena lo ritenesse opportuno, non esiterebbe un istante a mangiarmeli? Le modifiche unilaterali ai contratti o agli accordi sono quanto di più ingiusto possa esserci. Non mi fido più. Anche il lavoro non è più un diritto, dice un Ministro della Repubblica, in totale dispregio dell’art. 1 della Costituzione ! Mi consola solo che io non l’ho votata. Lei non mi rappresenta.

      • alberto says:

        Bravo!!!!! ragiona pure così,quando i tuoi soldi finiranno ti vedranno in giro come un barbone!!!! Pensa il tuo futuro invece di dire cretinate!!

    3. Roby says:

      Spero che tu non abbia mai lavorato come ingegnere, perché se lavori come scrivi, poveri noi!!!

    4. sergio says:

      pensione contributiva per tutti– per recuperare i soldi spesi per il riscatto, al momento del pensionamento quanti anni devo campare dopo il pensionamento per recuperare i soldi del riscatto– che incidenza può avere il riscatto sull’importo della pensione? per me è tutta una fregatura stando alle leggi attuali

      • alberto says:

        Non fare niente per il tuo futuro,poi alla fine ti pentirai!!!!.

      • alberto says:

        Invece di farti seghe mentali per quanto tempo dei campare,comincia a farti uno schema per il tuo futuro,poi se dovessimo crepare prima tutto e predestinato,lascia stare i soliti mafiosi politici!!!!

    5. sergio says:

      ricordarsi che la pensione sarà contributiva. per avere vantaggi bisogno superare i quarant’anni di contribuzione– chi dei giovani di oggi disoccupato riuscirà ad avere quarant’anni di contributi?

      • alberto says:

        giovani senza futuro certamente muoriranno di vecchiaia,pensare che un laureato comincia poi a 25/35 anni a lavorare fatte 2 calcoli.. poveri loro!!!

      • alberto says:

        Nuova generazione bruciata senza un futuro,allora dico a tutti i giovani invece di stare a cucciare la tetta della mamma,prendete un bastone e andate prima a prendere i vostri Politici della vostra regione e dagli tante bastonate altro che incassare € 23.000,00 al mese

    6. Dario says:

      I dati sopra riportati non sono giusti. Il sosto è maggiore. Se poigli anni sono cinque… è meglio abbandonare l’INPS e fare un normalissimo piano di accumolo finanziario o assicurativo. Ne vale la pena.

    7. lucio says:

      I conti vanno fatti bene e non cosi’ superficialmente perche’ si deve considerare anche l’eta’ in cui si e’ iniziato a lavorare e l’anno di nascita. Infatti per integrare la pensione come valore non vale assolutamente la spesa riscattare la laurea. Qualcuno puo’ scegliere di farlo (come me) per anticipare la data di pensionamento, ma fate bene attenzione ai fattori sopra esposti primo perchè non e’ assolutamente detto che questo accada dopo l’introduzione delle nuove regole “Fornero”.

    8. [...] da una parte di arrivano dati davvero allarmanti dall’Inps, che attesta al 36% la disoccupazione giovanile, dall’altra la CGIA di Mestre avverte che entro i prossimi 10 anni potremmo perdere 385.000 posti [...]

    9. andy says:

      purtroppo o si ha una aliquota IRPEF alta in busta paga e allora si ha convenienza alla detrazione oppure l’incidenza è talmente forte per uno stipendio medio che in prospettiva sconsiglio un così lungo impegno. Meglio soprassedere o farsi una pensione integrativa anch’essa agevolata dove vigono le norme contrattuali con il fondo e non il libero arbitrio dello Stato che cambia le regole quando vuole.

    10. dino says:

      non coviene per nulla non regalimo soldi a questi vampiri

    11. Daniele says:

      Credo che sia un costo troppo oneroso nella fase di vita (spesso precaria) che segue la fine della carriera universitaria e coincide con i primi lavoretti e i primi miseri stipendi. Non trascurabile il fatto che spesso dopo una vita di rinunce, sono gli anni in cui si pensa ad acquistare casa, un’auto propria, magari ad un matrimonio, e ad un figlio. Per non parlare di chi è costretto a rincorrere il lavoro in una città lontano da casa, investendo 2/3 del proprio stipendio in un affitto.O di chi come me lavora ad intermittenza. Improponibile, a meno che non venga magari “regalato” da familiari abbienti. Oltre a rinnciare oggi a soldi davvero preziosi (con stipendi bassi bassi) regalate allo Stato probabilmente gli ultimi tre-quattro anni di stipendio in cui sarete a fine carriera (con stipendi alti alti). Ricordiamoci che se non avremo nel frattempo versato altri soldi in un fondo pensione complementare, la nostra pensione di base cui arriveremo sarà davvero misera (non è pessimismo dire che si aggirerà ad un quarto dell’ultimo stipendio).

      • Alberto says:

        Ci vuole la rioluzione!!!!
        E’brutto dire queste frasi,se la gente non si muove saranno cazzi amari per la nuova generazione,il problema fino che ci sono i genitori e nonni che aiutano questi ragazzi tutto continua liscio,il peggio frà 15-20anni,sempre se non succede prima entro dicembre 2012 come dicono.

    12. vincy says:

      ma si ammazzassero tutti sti politici di merda…. se ho qualche soldo me lo metto da parte da me tanto la pensione nn la vedrò mai!!!!!!

    13. bye says:

      E’ vero che può essere fatto a condizioni più vantaggiose solo se uno inizia a riscattarla prima di trovare il primo impiego?

      così ho sentito…

    14. michael angel says:

      Ho fatto la domanda per il riscatto di laurea l’anno scorso (laurea quinquiennale in scienze geologiche), a fine anno ho ricevuto i bollettini per rateizzare la somma, ma visto la scarsa “convenienza”, visto i tempi che corrono ho preferito mettere parte la stessa somma, che avrei dovuto all’INPS e farmi una polizza o fondo pensione, preferisco mettere tutto la, che garantisce una entrata aggiuntiva “garantita” rispetto alla pensione obbligatoria.

    15. Stefano says:

      solo 6.600 euro all’anno? Ma quanti contributi si versano lavorando con quel reddito? fatevi i conti…. secondo me è una ladrata, conviene tenersi i soldi in banca (per chi ce li ha).
      Tra parentesi chiesi nel lontano 2000 anch’io il riscatto; i bollettini dei versamenti da fare sono ancora nel cassetto…..

    16. Andrea says:

      Avevo letto sull’inserto “L’esperto risponde” de “Il Sole 24ore” del 23 aprile 2012 che il riscatto di anni antecedenti al 1996 comportava dei problemi di calcolo della pensione, mescolando il calcolo sul reddito (ante 1996) a quello sui contributi. Visto anche il tono dell’articolo, in generale, sembrava sconsigliare il riscatto

    17. ernesto says:

      e’ una fregatura….. ho 56anni 37 di contrinuti e mi dicono che devo ancora lavura’ x 5 anni…e fra 5 anni mi ridiranno che ancora x 5 anni mi tocca sgobba’…. sono ladri i ns politici, fornero in testa!!!
      ps: Laureato in Ingegneria….la laurea non l’ho riscattata perche’ lavoravo… ma non la riscattae e’ un regalo che fate ai politici magnasoldi!!

      • alberto says:

        Bravo Laureato,Il tuo datore di lavoro ti paga i contributi? tu facevi altrettanto per te stesso!!!,poi alla fine sono deducibili avresti avuto una buona pensione. fatti 2 calcoli se sbaglio,io intanto aspettando il lavoro che non esiste mi sono pagato 5 anni di contributi figurativi e continuo per non perdermi gli anni,non problem che si eidenziano tutti i contributi sul sito dell’Inps ,il futuro certamento non si sà come andremo a finire carpe diem,lascia stare quelli di politica che sapiamo tutti che sono dei mafiosi!!!
        salutoni

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