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    Stay hungry! Disse Steve Jobs


    La storia di tre ragazzi che hanno seguito il consiglio

    Luca, Elisa, Sara e Annamaria sono quattro ragazzi di Milano che hanno preso alla lettera le parole di Steve Jobs “stay hungry, stay foolish” (rimanete affamati, rimanete folli) e hanno creato un blog su un argomento che concilia perfettamente fame e lavoro: la pausa pranzo.
    Dove andiamo in pausa pranzo (http://www.doveandiamoinpausapranzo.com/) è, infatti, il risultato: una sorta di lavagnetta del menù digitale su cui raccontano dove e come mangiano nei loro break, dando consigli sui locali, giudizi sui piatti e postando le foto del loro pranzo.
    Una guida online pratica e soprattutto schietta – non hanno vincoli commerciali di alcun genere – per chi non ha la mensa aziendale e vuole spendere bene i propri buoni pasto (se li ha),  magari risparmiando pure.

    Hanno raccontato di sé a Solferino 28: Il 12 giugno del 2005 Steve Jobs tenne ai neolaureati di Stanford uno dei discorsi più condivisi nella storia del Web. Raccontò in un quarto d’ora la sua vita, emozionando tutti in perfetto mood americano, e chiuse con una frase che diventò immediatamente motto: Stay hungry, stay foolish.
    Noi che ancora eravamo studenti (e non certo a Stanford) lo guardammo estasiati e poi tornammo ai nostri libri anacronistici, con l’amara convinzione che non avremmo mai avuto i soldi per comprarci un iMac.

    Sono passati diversi anni da allora, ma questo video continua a essere attuale. Noi invece, un po’ siamo invecchiati. Dopo la laurea e un calvario di stage siamo stati accolti nel mondo del lavoro, quello dell’età adulta. Nel mentre una crisi planetaria ha investito le nostre esistenze già abbastanza precarie e di tutto il discorso del buon Steve non ci è rimasto nulla. Anzi, una cosa sì, la fame.

    E così, accantonata la follia (per la quale è necessario, quantomeno, essere belli), da dietro i nostri Mac lavorativi abbiamo deciso che, almeno in pausa pranzo, nessuno ci avrebbe più fregati. Che quell’ora d’aria che ci spetta, sarebbe stata dignitosa e appagante. E considerando che siamo in quattro e lavoriamo nel dorato mondo della comunicazione milanese, abbiamo anche deciso di comunicarlo. Ecco che allora è nato Dove andiamo in pausa pranzo, un blog in cui raccontiamo dove pranzare spendendo poco, e dove non pranzare mai. Fuori da ogni logica di marchetta e con pochi freni regaliamo consigli a chi vuole leggerci. Non ci guadagniamo nulla, ma sentiamo di avere una qualche utilità, il che non è poco.

    L’iniziativa è senza dubbio utile, ben fatta e molto interessante da seguire. Oggi è solo una sorta di passatempo per i quattro ragazzi, ma chissà che domani non possa trasformarsi per loro in un vero e proprio lavoro? Noi glielo auguriamo di cuore.
    Questo è uno dei tanti esempi che ci piace raccontare dei cosiddetti “giovani d’oggi” che nonostante le mille difficoltà non rimangono a guardare lamentandosi di tutto, ma agiscono trasformando in fatti le proprie idee. Guai a chi dice che questa generazione non si rimbocca le maniche…
    In bocca al lupo ragazzi!

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: Corriere.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (5)

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    1. dude says:

      …ma cosa c’entra il grande Steve Jobs con questa cosa?… io ho cliccato su questa notizia pensando di trovare un nesso “serio” (collegato al vero contesto nel quale il grande Steve pronunciò quelle parole)…invece mi trovo questa notizia… ecco un metodo per farelievitare i click delle pagine web: la classica “carotina” ;)
      meditiamo gente, meditiamo… buona giornata a tutti.
      paolo.

    2. polgara says:

      I giovani d’oggi devono essere molto più che folli, affamati lo sono già e non certo per colpa loro, ma delle generazioni che li hanno preceduti, devono essere dei creativi dei fantasisti e dei funamboli per riuscire a mettere insieme pranzo cena e non dimenticarsi di “vivere” nel frattempo, dato che comunque l’orologio del tempo non smette di ticchettare….li trovo molto seri e loro e la notizia, riguardo l’essere impegnati politicamente la politica sarà una cosa seria solo quando tutti i papponi che ci governano faranno il loro lavoro gratis, come servizio alla cittadinanza!!!

    3. giulio says:

      io volevo fare http://www.casedimerda.it per quelli che hanno una casa marcia da vendere alla svelta a prezzo di realizzo…. che ne pensate??

    4. loupingino says:

      bravi ragazzi: davvero.

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