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  • Saper lavorare - L'essenziale in 5 eBook

    Cosa viene detratto in busta paga?

    Per capire come i contributi incidono sul nostro stipendio

    Risale a pochi mesi fa la dichiarazione del Ministro Fornero, rilasciata a Corriere.it, secondo cui, per il momento, non è possibile effettuare alcun taglio agli oneri sociali. “Non ci sono le risorse – afferma infatti il Ministro -, ora appesantiremmo solo il debito pubblico”.
    Un’eventuale riduzione della “pressione contributiva” non si prospetta dunque come qualcosa di fattibile nel breve periodo. Nonostante ciò, il dibattito sull’eccessiva gravosità o meno del prelievo contributivo che caratterizza il nostro sistema previdenziale rimane sempre aperto.

    Ma qual è il costo del lavoro in Italia?
    Secondo uno studio della CGIA di Mestre (realizzato sui dati forniti dal rapporto annuale Eurostat “Tendenze della fiscalità nelle cifre dell’UE” 2012), il prelievo fiscale e contributivo nel nostro Paese supera della metà il valore degli stipendi e dei salari lordi.
    Facciamo un esempio: un operaio che lavora nell’industria e guadagna mensilmente 1.226 euro netti, al datore di lavoro costa in realtà 2.241 euro (1.672 di retribuzione lorda e 568 euro di prelievo a carico dell’azienda suddiviso in 531 euro di contributi e 37 euro di IRAP); se consideriamo poi nello specifico gli oneri sostenuti dal dipendente, dal salario lordo vengono sottratti 159 euro di contributi e 287 euro tra Irpef e addizionali. Medesimi risultati si riscontrano anche nell’ipotesi di un impiegato di un’azienda industriale; a fronte di una busta paga di 1.620 euro netti al mese, infatti, l’onere in capo al datore di lavoro è pari a 3.050 euro (2.312 euro di retribuzione lorda e 738 di prelievo), con un versamento a carico del lavoratore di 219 euro di contributi e di 472 di Irpef e addizionali.

    Con la riforma delle pensioni targata Fornero, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. Con il Decreto Salva Italia, infatti, il sistema contributivo è stato esteso a tutti a partire dal 1° gennaio 2012, con un aumento sia dell’età pensionabile sia dei requisiti di anzianità contributiva.
    Ne è inevitabilmente sorta la questione degli esodati: lavoratori che, avendo aderito a piani di incentivo all’esodo, si sono ritrovati nella condizione di non avere né lavoro né pensione.
    Nel tentativo di risolvere il problema – anche attraverso il recente Decreto Esodati – è stata inserita una “clausola di salvaguardia” all’interno del Decreto Milleproroghe 2012 (D.L. n. 216/2011, convertito dalla Legge n. 14/2012). L’art. 6-bis del citato provvedimento, infatti, stabilisce che qualora venga raggiunto il limite delle risorse già previste e stanziate per “salvaguardare” tali lavoratori, l’ulteriore copertura dovrà essere garantita da un incremento delle aliquote contributive non pensionistiche (in primis quelle per la Disoccupazione) disposto con decreto interministeriale. Saranno dunque i datori di lavoro privati a dover prender in carico tale onere aggiuntivo, che va ad aumentare il peso della pressione contributiva.

    Redazione Global Publishers



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    1. Giuseppe says:

      Comprate monete d’oro o argento cosi proteggerete i vostri risparmi.. il sistema è troppo indebitato, e continua sempre di piu.. se arriva un altro scossone, come una guerra in medioriente e il prezzo del petrolio lievita crescono anche i tassi di interesse e gli stati non riusciranno piu a rifinanziarsi.. morale della favola falliscono..
      solo l’oro e l’argento non si svaluteranno…
      dopo si riparte con una nuova valuta, ma con la differenza che chi avrà saputo muoversi con qualche moneta ci si compra appartamenti interi.

    2. giovanni piparo says:

      Visto che è impossibile mettere in galera i ladroni che ci hanno governato,per i furti che hanno fatto a tutti gli Italiani per gli stipendi e pensioni d’oro che loro stessi si sono assegnati,facciamo in modo che,per lo meno,vengano pagati con i titoli del debito pubblico di cui sono i veri responsabili.
      Però anche noi abbiamo una parte di responsabilità per esserci fatti governare da quella gente.
      Giovanni

    3. angelo says:

      BASTA STIPENDI D’ORO A POLITICI E FUNZIONARI PUBBLICI SE SONO COSI BRAVI CHE VADANO DAI PRIVATI E BASTA ANCHE PENSIONI OLTRE I 5000 EURO CHE NE AVANZA E NE CRESCEEEEEEEEEEEE

    4. baffosoft50 says:

      Non dimentichiamo che con quello che resta dopo le detrazioni tutto ciò che verrà acquistato per vivere viene nuovamente tassato al 21%. fatevi quattro conti e vedrete che il prelievo supera di molto il 70% tra tasse dirette ed indirette (accise, bolli concessioni eccc….). uno stato che preleva simili tasse è solamente uno stato formato da l…i

    5. Ant says:

      La cosa fantastica è che noi italiano (me compreso) non siamo capaci di batterci…sono anni che i politici fanno ciò che vogliono, sono anni che le cose non vanno in questo paese ma niente,nn facciamo nulla. Esempio: Circumvesuviana di NApoli,azienda privata(si ma con incentivi regionali!!!!) che offre un servizio ridicolo nemmeno da terzo mondo e siamo costretti anche a pagare il biglietto altrimenti multa….io voglio pagare il biglietto ma voglio viaggiare bene. Ecco l’emblema del sistema Italia, abbiamo solo doveri ma nessun diritto!!!

    6. alfa says:

      Ma lo sapete che nei vostri comuni si raccolgono le firme x dimezzare gli stipendi ai papponi che stanno al governo.
      Bisogna raccogliere 500.000 firme prima del 26 luglio, solo che i nostri governanti hanno impedito ai giornali e la televisione di pubblicizzare la notizia. Sbrigatevi si puo’ cominciare a fare qualcosa è una goccia nel mare, ma intanto si incomincia,poi pensate bene a cosa dovrete fare quando ci saranno le elezioni, loro sono tutti convinti che saranno ancora votati, pensate gente pensate.

      • giovanni piparo says:

        Quanto prima andrò a firmare per il dimezzamento degli stipendi dei “papponi” che ci hanno governato e rubato il futuro ai nostri figli. Ma vorrei che anche le pensioni stratosferiche di quei ladroni fossero ridotte,visto che non possono essere messi in galera per i danni che hanno arrecato all’Italia.

        Giovanni

    7. Gigi says:

      Ma lo sapete che gli Istituti previdenziali di Stato possiedono una miriade di immobili che sfuggono anche al loro controllo, una miriade di sedi distaccate il più delle volte inutili. Sprechi su sprechi, e se ti rivolgi a loro per chiedere chiarimenti sulla tua sacrosanta posizione pensionistica e/o contributiva ti mandano dai Patronati. Lo sapete chi gestisce la maggior parte dei patronati, il potere politico e sindacale e dietro queste facciate vi lavorano gli ex dipendenti degli istituti previdenziali e/o coloro che ancora vi lavorano per arrotondare le loro pensioni e/o gli stipendi. Mentre i giovani laureati sono a casa in attesa di lavoro. Cordialità

    8. kilgore says:

      Forse per molti,ancora non è chiaro che i contributi detratti dalle buste paga servono anche( soprattutto)a
      pagare le pensioni.Ma non le nostre future,bensì quelle di chi in pensione c’è già.
      Non bisogna essere per forza usciti dalla Bocconi, con una laurea in Economia, per capire che tra non molti anni ( considerati i pochi accessi al mondo del lavoro,e il precariato sottopagato)non ci sarà nessuno che verserà contributi per le nostre pensioni…….semplicemente non ci saranno pensioni.

    9. roberto cerri says:

      …ma io non capisco,o meglio capisco anche troppo,come mai questi parlano solo di quelli che percepiscono solo dai 1500,00 in su,ma gli altri quelli che percepiscono dai 1000,00 in giu,cosa devono fare,devono morire?ma andate tutti a fare in culo,brutti papponi e Baciapile di stato,voi non conoscete cosa voglia dire solidarieta,baldracche viziate!…

    10. giulio says:

      che schifoooooooooooooooooooooooooo sono di destra ma ci vuole la rivoluzione e le brigate rosse di nuovo!!!!!!!!!!!!!Basta basta basta!!!!!!!!!!!Monti ha finito di distruggerci, ma lo capiscono tutti o no???? A fare in culo tutto il governo monti, che scienziato, è meglio il fioraio all’angolo di casa mia,per salvare il paese,con il massimo rispetto per il fioraio , ovvio…..

    11. Tano says:

      I poveri pensionati e senatori a vita Andreotti (93 anni), Ciampi (92 anni) e molti altri purtroppo sono più fortunati oltre che inservibili hanno solo le ritenute fiscali sulle loro pensioni vergognose: 48.000 e 54.000 euro mensili!!!!!

      • AAA says:

        Peccato che il signore che ha scritto l’articolo si basa solo su statistiche.
        La busta paga netta della maggior parte degli operai dipendenti del settore artigianato non supera i 1.000,00 euro!!!!!!!!!!!!!!

    12. Antonio says:

      Dateci il TFR direttamente in busta paga….chi ci arriva alla pensione ormai?
      solo i politici e la fornero che nella vita non fanno nulla e vanno in pnesione da bambini

      • Toni says:

        Perche il TFR? Meglio che ci diano i contributi che dovrebbero servire a pagarci la pensione

        • Atleta says:

          Esatto, i contributi: starà ad ogni individuo scegliere casomai una polizza previdenziale tra le tante che il libero mercato può offrire. E via con il taglio delle poltrone d’oro dei dirigenti INPS.
          Ma sarebbe una scelta troppo coraggiosa e, questo governo, ha già fatto capire che abbassa le braghe contro i potenti e bastona i poveretti ( vedi decreto liberalizzazioni, attività commerciali della chiesa e ici su beni immobili della stessa, riforma del lavoro…tutti specchietti per le allodole, contenuti ZERO)!!!Che delusione…

          • Matteo says:

            ci ha provato Berlusconi nel ’94 ma la sinistra e i sindacati lo hanno buttato in piazza come pazzo fuori di testa (e milioni di idioti in piazza ad aggredirlo), se lo avesse fatto ora non saremmo nella merda.

            • Fabrizio says:

              BRAVO! Votalo ancora!!! Lui sì che ci salva e risolve i problemi dell’Italia, come ha sempre fatto…..

            • f.de Ville says:

              A PROPOSITO DI PENSIONI: Nel 2003 il GOVERNO BERLUSCONI ha inglobato nell’INPS il fondo pensioni dei dirigenti ( INPDAI ), già in profondo rosso.
              Attualmente le pensioni degli ex dirigenti hanno già prelevato dai contributi dei lavoratori circa dodici miliardi di euro !!!
              Invece di continuare ad incolpare i sindacati, la sinistra, pluto e topolino, guardiamo profondamente il bilancio dell’inps e vi troveremo molte sorprese.

          • vale says:

            Tu pensi che Noi italiani andremo da un qualsiasi ente per una pensione privata? secondo me, mercenari come siamo, li usiamo per tante cagate solamente per far vedere agli altri che di facciata non sentiamo la crisi del momento. Ti basta andare all’uscita di una scuola materna/elementare e vedere il parco macchine, l’abbigliamento.

    13. Alf says:

      Io non consiglio a nessun lavoratore dipendente pubblico o privato di aderire a forme di pensione integrative con le compagnie di assicurazione, considerato il furto che ho subito dalla ERGO assicurazione per aver liquidato anzitempo (al 12° anno) una assicurazione con scadenza a 20 anni.
      Ho perso in lire per 12 anni un milione all’anno del capitale versato all’assicurazione, quindi 12 milioni di lire oltre ad aver consegnato per 12 anni un capitale 2,5 milioni all’anno nelle mani di questi signori ladri autorizzati, che hanno utilizzato i miei soldi per i loro scopi senza nessuna possibilità di recupero del capitale versato e degli interessi maturati. Attenzione lavoratori questi lupi famelici si nutrono di “fessi” come me, aprite gli occhi, a me era stato detto che dopo 5 anni avrei recuperato il capitale versato senza interessi, io dopo 12 anni ho buttato via 12 milioni di capitale e nessun interesse.
      ALF da Salerno

    14. roberto says:

      dai che fra pocodiamo tutto al governo e per chi lavora si troverà in busta paga € 0 su su allegria che il nostro governo ci sta salvando da cosa non si sa

    15. rospaccio21 says:

      Naturalmente l’autore dell’articolo si e’ dimenticato di
      dire quanto si paga per il Servizio Sanitario Nazionale.
      Guarda caso non appare mai e chi scrive codesti articoli,
      abbastanza inutili, si dimentica sempre di informare sulle
      con precisione tutto cio’ che effettivamente serve; nello specificio
      naturalmente!!!!!!!!!! Ma si sa, con piu’ le info sono confuse con meno la gente capisce o, perlomeno, capisce a suo modo. Nel migliore dei casi nulla.

      • Redazione says:

        Gentile lettore,

        L’argomento del finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale non è stato trattato nell’articolo in modo specifico in quanto lo abbiamo considerato non del tutto pertinente con la sezione Pensioni.

        In ogni caso, il sistema di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ha subito profondi mutamenti nel corso del tempo. In precedenza, infatti, oltre alla ripartizione tra le Regioni delle risorse del Fondo sanitario nazionale, erano previsti dei contributi sanitari a carico dei lavoratori dipendenti e autonomi, dei liberi professionisti e degli imprenditori, di entità variabile. Al termine degli anni novanta, una riforma ha modificato completamente questa modalità di finanziamento del S.S.N., introducendo le seguenti novità: i contributi sanitari sono stati sostituiti dall’attribuzione alla Regioni dell’intero gettito dell’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive); mentre al posto della ripartizione del Fondo, è stata prevista la distribuzione del gettito derivante dalla compartecipazione all’IVA.
        Allo stesso modo, contribuiscono al reperimento delle risorse le addizionali IRPEF e le accise sulla benzina riservate alle Regioni.

        Un settore a parte è quello rappresentato dall’Assistenza Sanitaria Integrativa, la quale offre un servizio parallelo al Servizio Sanitario Nazionale.

        Volendo riassumere, l’erogazione pubblica dei livelli essenziali di assistenza è dunque assicurata in via principale da mezzi regionali (IRAP, addizionale IRPEF, compartecipazione all’IVA, accise sulla benzina, e altre entrate proprie), e in via secondaria da risorse statali.
        Di conseguenza, gli esempi riportati nell’articolo in un certo senso includono i costi per il S.S.N. poiché richiamano sia l’IRAP che l’IRPEF e le sue addizionali.

        Saluti

        Redaziona Global Publishers

    16. Marco says:

      Vedi…ecco il privato pronto ad intercettare i tuoi soldi con i famigerati “Fondi pensione”!!!!!

    17. gagget says:

      E’ vero che la contribuzione all’INPS è obbligatoria ma ti invito ad informarti sulle numerose possibilità di previdenze complementari. Non se ne sente veramente parlare da nessuno se non sottovoce; è una stupenda occasione di crearsi una pensione complementare avendo dei benefici fiscali immediati. Pensa che versando in un fondo pensione, recuperi immediatamente in bustapaga l’aliquota IRPEF più alta che vai a pagare. Informatevi perchè questo è il nostro futuro. Createvi una pensione parallela se non volete essere mantenuti da figli e nipoti. buona giornata.

    18. fabi says:

      dovrbbe esserci più libertà di scelta in fatto di pensioni. Perchè non posso essere io a decidere se entrare o no nel sistema previdenziale pubblico, se versare i contributi all’inps o a qualcun’altro, oppure semplicemente decidere di gestire quei soldi come credo???

      • Marco says:

        Semplice: perchè lo Stato salvaguarda i tuoi contributi e ti darà sicuramente una pensione, mentre i privati ti rapinerebbero tutti i contributi versati!!!!!!
        L’obbligatorietà esiste dal 1919 e serve a realizzare una certa “solidarietà sociale”: as esempio, chi non ha nulla riceverà, comunque, una piccola pensione arrivato a 65 anni di età per poter tirare avanti.
        Questo costo ed altri simili gravano su tutti i lavoratori italiani grazie, appunto, all’obbligatorietà.
        Poi, se non vuoi aiutare nessuno, allora devi emigrare, perchè, giustamente, in Italia è prevista questa solidarietà!!!

        • giovanni says:

          ricordiamoci che,pubblico o privato chi gestisce i tuoi soldi se ne tiene una percentuale per le “spese di gestione”,quando non se li prende allegramente come ha fatto lo Stato fino ad oggi.Risultato:al momento di pagare i soldi non ci sono più…….
          Comunque la solidarietà sociale non passa per le istituzioni .deve essere un dovere morale di ciascuno.Lo Stato la smetta di rapinare chi lavora:vedrete che si ritornerebbe a lavorare alacremente .

          • U says:

            Piuttosto che fidarmi dello stato o peggio di una fondiaria di ladri, investo in una cassaforte, scavo sottoterra e mi metto i soldi li per 30 anni. non’ sara’ fruttifero ma almeno ci saranno!

    19. Lukas says:

      ma come…..non e’ ancora giunto nessuno a ringraziare il salvataggio da parte di monti e fornero????….su dai….venite a ringraziare e siate felici……

      • ivan says:

        …. vengo io a ringraziare nn solo la Fornero ma tutto il governo … sn commosso …. mi viene quasi da piangere … ma annate a fa nculo tutti …(i politici intendo anche se credo che il termine politico sia un eufemismo )

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