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    Scippo nel tragitto casa-lavoro?

    Il lavoratore va risarcito

    L’essere scippati durante il percorso casa-lavoro è considerato infortunio “in itinere”, e dunque dà diritto all’indennizzo. Questa la posizione assunta dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15545/2012, in merito al caso di una lavoratrice che, mentre stava facendo ritorno alla propria abitazione, era stata aggredita subendo il furto della borsa e procurandosi diverse lesioni.

    Innanzitutto, occorre precisare che per infortunio in itinere si intende quell’incidente verificatosi:
    - durante il normale tragitto di andata e ritorno dalla casa al posto di lavoro;
    - durante il percorso che il dipendente deve solitamente fare per andare da un luogo di lavoro all’altro (qualora abbia più di un impiego);
    - mentre il lavoratore sta andando a consumare il pasto nel caso manchi la mensa aziendale.
    L’indennizzo, ovviamente, non viene riconosciuto se si effettuano interruzioni o deviazioni dalla strada normalmente percorsa, salvo sia il datore di lavoro a richiederlo o siano dovute a cause di forza maggiore, esigenze essenziali e obblighi penalmente rilevanti.

    Nel caso in esame, la richiesta di copertura assicurativa avanzata dalla dipendente era stata respinta sia in primo che in secondo grado poiché “il fatto doloso di un’altra persona aveva interrotto il nesso causale fra la ripetitività necessaria del percorso casa-ufficio e gli eventi negativi connessi”. In parole povere, poiché è intervenuto un terzo soggetto, cioè lo scippatore, i danni subiti dalla donna non possono essere considerati una conseguenza dell’aver percorso la strada di ritorno dal lavoro.
    Contro questa decisione si è posta la Cassazione, la quale sottolinea che il rischio in itinere è tutelato perché ricollegabile – anche se indirettamente – allo svolgimento dell’attività lavorativa. Di conseguenza, è indennizzabile l’infortunio verificatosi nel tragitto casa-lavoro “derivato da eventi dannosi, anche imprevedibili ed atipici”, ad esclusione – ovviamente – di quei danni causati da un comportamento abnorme, volontario ed arbitrario del lavoratore (c.d. rischio elettivo).
    Lo scippo, conclude quindi la Corte, è da considerarsi un evento imprevedibile e atipico, e per tale ragione deve essere risarcito.

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    Laura Giulia Cerizza
    Redazione Global Publishers



    Nella Categoria: Cosa dice la LeggeGallery

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    1. MARIO says:

      GIO’….MA PERCHE’ NON TI AMMAZZI?

    2. MARIO says:

      X GIO’. SE PRIMA DI DARE GIUDIZI INOPPORTUNI TI PRENDESSI LA BRIGA DI LEGGERE, TI RISPARMIERESTI DELL’IRONIA GRATUITA. I TITOLARI DI AZIENDE SE PRENDONO BARACCA E’ BURATTINI E VANNO VIA, LO FANNO X RENDICONTO PERSONALE NON PERCHE’ ” DEVONO” PAGARE L’INFORTUNIO AI LAVORATORI. TU, HO SEI IMPRENDITORE, HO IN CASO CONTRARIO SEI UN VISCIDO LECCAPIEDI DI QUEST’ULTIMI. PS. LA DEMENZA E’ SOLO UNA TUA ESCLUSIVA !!!!!!

    3. fra says:

      ovviamente non viene risarcito lo scippo (la borsetta), ma l’infortunio (lesioni) derivanti dallo stesso.

    4. Umberto says:

      mi sembra la solita c*****a all’italiana, non capisco neppure il risarcimento per infortunio. Se una persona è maggiorenne deve rispondere lei delle proprie azioni, eventualmente tutelandosi con forme assicurative. E’ vero che paga l’Inps, ma in caso di infortunio, anche se in itinere, tremo che il datore di lavoro sia “segnalato” come se l’infortunio avvenisse in ufficio/fabbrica, con conseguente ispezione, aumento del premio assicurativo, ecc.

    5. gaetano says:

      beata ignoranza…. i contributi Inail vanno pagati indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia risarcito o meno per avere subito infortuni.. quindi anche se tu fossi il Datore di lavoro dell’infortunato in persona non capisco di cosa effettivamente ti lamenti

      • un beato ignorante says:

        anche l’RC auto è obbligatoria, e va pagata sia che tu abbia incidenti o non ne abbia… se però hai incidenti, l’anno dopo la tua assicurazione aumenta… così l’INAIL, se deve risarcire 1000 chiederà contributi sufficienti per risarcire 1000, se nei prossimi anni sarà chiamata a risarcire 2000 grazie a queste vere idiozie, prima o poi sarà costretto a chiedere contributi sufficienti per risarcire 2000… a volte persino la beata ignoranza vede cose che il semplice, povero, sfruttato ed umiliato dipendente non riesce a vedere…

    6. Marivanna Mancarella says:

      Post lettura attenta dell’articolo,concordo con la sentenza definitiva della CORTE che, lo scippo più lesioni devono essere risarcite per diritto.

      • letizia felician says:

        il risarcimento dovrebbe essere fatto da chi ti ha scippato. temo che con questa sentenza i furti aumenteranno in maniera esponenziale. E’ demenziale chiedere dei risarcimenti per ogni inconveniente della vita..credo che l’Inps e i datori di lavoro, onesti, abbiano già i loro bei salassi quotidiani senza doversi sobbarcare anche i risarcimenti dei dipendenti scippati. Ci sono certi giudici ai quali dovrebbero mettere sotto tutela il cervello.

    7. gio says:

      complimenti, poi ci si chiede perchè il costo del lavoro in Italia è a livelli assurdi, il datore di lavoro è ora responsabile della sicurezza e dei beni personali del lavoratore per strada… e già che ci siamo, perchè non inserire qualche altro benefit, che so, in caso di improvvisi attacchi di fame nel tragitto casa/lavoro una puntatina al ristorante, in caso di improvvisa ed incoercibile sensazione di freddo non guasterebbe un pò di shopping nel negozio di abbigliamento, almeno un golfino di cachemire, mica vorrai vestire di lanaccia il povero dipendente infreddolito, e avanti savoia, tutto è dovuto e tutto è possibile, purchè sia pagato dal datore di lavoro… ma tranquilli, fra poco i lavoratori italiani saranno ancora più tutelati, in quanto saranno loro stessi a dover badare in tutto e per tutto alle proprie esigenze: i datori di lavoro, quelli che riusciranno, faranno fagotto e tanti cari saluti, i disoccupati che resteranno inizieranno a capire che aver tirato troppo la corda non è stata una buona idea, ma tanto ci saranno i sindacati ed i giudici a mettere mano al portafoglio, ed a mantenere chi non lavora più… unica concessione, il golfino che non sarà di cachemire ma di lanaccia grezza, il cachemire è un’esclusiva di Bertinotti!

      • Lavoratore says:

        ti informo che il costo dell’infortunio grava sull’INAIL non direttamente sul datore di lavoro.

        I datori di lavoro prendono sgravi dall’INAIL se aumentano la sicurezza sul posto di lavoro(detto in parole povere)

        • gio says:

          ti informo (sempre in parole povere) che i contributi inail qualcuno li deve pur pagare, ed il relativo costo dove va a ricadere, se non sui costi del lavoro???, poi, voglio proprio vederti, come può un datore di lavoro migliorare la sicurezza lungo il tragitto casa/lavoro… si traveste da poliziotto e fa la faccia feroce per spaventare gli scippatori??? fa le multe a chi non rispetta il codice e causa incidenti??? poi, giusto per “estendere” il concetto, se io venissi a casa tua, ed anche solo il primo giorno venissi scippato (perchè il giudice mica fà distinzione se lo scippo è avvenuto al primo giorno di lavoro o dopo 10 anni…) chi mi risarcirebbe??? tu??? l’Inail??? come vedi, quello che a livello privato è del tutto assurdo, diventa sacrosanto a livello rapporto di lavoro fra datori e dipendenti…

        • letizia felician says:

          prova a fare il datore di lavoro…per non essere proprio cattiva di 10 dipendenti..poi saprari di cosa parli..

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