Diploma professionale meglio del liceo
redazione | Jul 17, 2012 | Comments 7 |
Perché un titolo di studio tecnico dà più chance di lavoro
Se nel vostro curriculum compare un diploma conseguito in un istituto tecnico o professionale, molto probabilmente avrete meno difficoltà a trovare lavoro. Questo il risultato che emerge dal rapporto “Verso la professione tecnica di primo livello nel settore dell’ingegneria” realizzato dal Censis, cioè il Centro Studi Investimenti Sociali.
Guardando qualche numero, a tre anni dall’ottenimento del titolo, ben il 75,5% dei diplomati in istituti professionali e il 62,7% di diplomati in istituti tecnici risultano impiegati in un lavoro, contro il 52,6% mediamente rilevato tra gli iscritti alle scuole secondarie. Non se la passano benissimo i liceali, visto che solo il 26,8% di loro ha trovato un’occupazione uscito dalla scuola.
Ovviamente, i dati appena esposti vanno interpretati in funzione della decisione di proseguire o meno gli studi attraverso l’università. Ed è proprio nel momento di uscita dalla scuola superiore e di ingresso in un ateneo, infatti, che i liceali disperdono la maggior parte delle loro chance di impiego. Ciò non dipende però da “una chiusura da parte del mercato del lavoro”, come spiega il rapporto, ma piuttosto da “una scelta ben precisa degli studenti di concepire l’esperienza liceale come formazione propedeutica all’accesso all’università”. La percentuale del 26,8% appena indicata va dunque integrata dalla circostanza che, a tre anni dalla conclusione della scuola secondaria superiore, il 58,9% dei diplomati si trova ancora all’interno del circuito della formazione.
Situazione diversa per gli istituti tecnici e professionali, dove solo il 19,5% dei diplomati tecnici e il 7,7% dei diplomati professionali proseguono gli studi.
Il tasso più elevato di occupazione riscontrato in chi è uscito da una scuola tecnica, può trovare spiegazione nell’approccio più pratico che caratterizza questi istituti; lo studio, infatti, è strettamente legato e funzionale all’esercizio di una professione. Nel liceo, invece, questo atteggiamento è meno marcato, in quanto la formazione superiore secondaria appare spesso un percorso a senso unico che conduce solamente all’università. Probabilmente sarebbe opportuno, da un lato, dare un taglio più pragmatico agli studi liceali e, dall’altro, valorizzare maggiormente i profili professionali dei tecnici di primo livello, considerate le alte potenzialità occupazionali dimostrate.
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Fonte: Gazzettadellavoro.com
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due figli diciottenni di un mio amico lo hanno trovato subito il lavoro dopo il diploma ! infatti si sono comperati una motosega, hanno aperto una partita iva e si sono messi a fare i boscaioli ! e mi assicurano che il lavoro non manca, e sono felici e contenti !
da quando hanno levato le avviamento professionale e tutti volevano figli dottore l’Italia manifatturiera è andata a farsi benedire;Devono capire che in un’azziende su 100 addetti c’è 1 igegne un contabile un perito e gli altri sono personale specializzato.Il pricipale ci pensa due volter prima di licenziare un buon tecnico i giovani per guadagnare il panino si devono spocare anche le manine
secondo me il problema è la poca importanza che viene data alla ricerca o comunque allo studio come forma di lavoro. Tanto, se i liceali proseguono il percorso all’università e se è sempre stata loro impartita un’educazione di questo tipo, non si può poi pretendere che siano anche bravi a trovarsi un lavoro di altro genere. Se poi dopo vogliamo formare degli studiosi e fargli fare i muratori, allora continuiamo a farci prendere per il culo così, tanto siamo in Italia.
tra tante opinioni di ragazzi, ecco l’opinione di un genitore. Mio figlio (49 anni) ha frequentato il liceo scientifico e successivamente la Facolta’ di Architettura di un prestigioso Politecnico del nord Italia. Mia figlia (42 anni), desiderando apprendere piu’ di una lingua straniera, si e’ iscritta a un ITC, e da li’ alla Scuola Interpreti di Milano, che allora godeva di un’ottima reputazione. Entrambi ne sono usciti con flying colours! MA la situazione attuale e’ la seguente, mia figlia, dopo una specializzazione in un’universita’ inglese, ha trovato immediatamente una buona occupazione, dopo di che ha accettato una trasferta in Inghilterra, che si e’ trasformata in un ottimo impiego di responsabilita’ presso una multinazionale, mio figlio ha incontrato grosse difficolta’ sin dall’inizio nella sua carriera, da dipendente ha perso il posto di lavoro da un giorno all’altro per “difficolta’ dell’impresa costruttrice”…, da libero professionista spesso non ha ricevuto il pagamento delle sue parcelle, ha dovuto persino sostenere spese legali, ha dovuto persino vedersela con il Fisco, in quanto in odore di evasione fiscale (non so come avrebbe potuto mantenere la famiglia se alle spalle non ci fossero stati i genitori….). Attualmente, dopo circa un anno di disoccupazione quasi totale, dopo aver mandato migliaia di currcula in tutto il mondo (per fortuna conosce bene l’inglese) ha accettato l’unica offerta che ha ricevuto da uno Studio presso il quale era conosciuto, e lavora in Arabia Saudita, con i disagi che non sto a menzionare. Fra qualche anno si porra’ il problema della scelta degli studi per il mio nipotino: se il mio parere sara’ richiesto, sconsigliero’ a gran voce l’iscrizione a un liceo, e suggeriro’ di esplorare strade alternative (informatica ormai e’ inflazionata) per non far rivivere ai miei figli l’esperienza – dura vi assicuro – che noi genitori abbiamo dovuto (e ancora dobbiamo) affrontare….
Nessuno says, hai pienamente ragione perchè adesso, ma non solo, sono anni che in Italia la situazione non è delle migliori, ma tra un diploma di liceo e quello tecnico o professionale io ai miei figli ho sempre consigliato un istituto tecnico o professionale, io ho un diploma tecnico commerciale mentre mia sorella ha un diploma liceale(si dice così?) e ti dirò che io ho trovato più facilmente lavoro purtroppo con il diploma del liceo devi andare per forza all’università. In bocca a lupo per un tuo futuro lavorativo
Grazie per l’augurio Maria teresa. Quello che cercavo di dire è che oggi come oggi non vi è più tanta differenza tra diploma tecnico e diploma liceale in tema di lavoro. A mio avviso ciò che fa la “differenza” in termini di privilegio è in realtà qualche anno di esperienza fatta sul campo in qualsiasi settore. Non a caso nella maggior parte degli annunci c’è scritto “fa preferenza esperienza nel settore”; quindi il diploma è relativo…
Per il resto questo Paese fa schifo!
Cordialmente
Le solite baggianate!Ma dove vivete? Sono un perito tecnico-informatico diplomato con 85/100 nel 2005; sono anni che invio curriculum a “go-go” eppure ci fosse una sola azienda che si degnasse di rispondere alle mie e-mail.
La realtà è che in Italia le aziende chiudono e sono sempre meno interessate ad assumere a tempo indeterminato; se assumono, lo fanno soltanto “sfruttando” la persona di turno, con orari insostenibili e tante altre situazioni insopportabili, per poi rispedirla a casa definitivamente.
Mi sono deciso di prendere una laurea anche se sono consapevole che non cambierà le cose.
Ma un ragazzo che deve fare?
Cordialmente