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    Contratti a progetto: le novità


    Cosa cambia ora che è in vigore la Riforma Fornero

    Dallo scorso 18 luglio è entrato in vigore il DDL di Riforma del Lavoro, meglio conosciuta come Riforma Fornero, con effetti immediati anche sui contratti a progetto (CO.CO.PRO).
    Vediamo quali sono i cambiamenti concreti che porta con sé questa nuova normativa.

    1. Concetto di “progetto”

    Deve essere specifico, estraneo all’attività routinaria aziendale e finalizzato a un risultato.

    Innanzitutto, non è più previsto il lavoro a programma. Il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente, avuto riguardo al coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa.
    Il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
    In estrema sintesi, il contratto a progetto ora può essere stipulato solo ed esclusivamente per la realizzazione di uno specifico progetto che nulla ha a che vedere con l’attività aziendale.
    Oltre alla descrizione del progetto, già previsto dalla precedente normativa, è necessario indicare anche il risultato finale che si intende conseguire.

    2. Retribuzione

    Mai inferiore ai € 1.000 lordi.

    Non è più possibile individuare compensi che siano inferiori ai minimi contrattuali previsti dal CCNL di riferimento dell’azienda, quindi mai sotto i 1.000 euro lordi mensili.

    3. Estinzione del contratto

    In caso di estinzione anticipata senza giusta causa, l’azienda deve corrispondere l’intero compenso.

    È stata eliminata la possibilità di inserire il periodo di preavviso per l’estinzione anticipata del contratto da parte dell’azienda. Ciò significa che, salvo fatti imputabili alla giusta causa o gravi inadempimenti, nel caso di estinzione anticipata l’azienda dovrà riconoscere l’intero corrispettivo.

    4. Presunzione lavoro subordinato

    I rapporti di collaborazione a progetto sono considerati rapporti di lavoro subordinato. In assenza di un progetto specifico, si trasforma in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

    Salvo prova contraria a carico del committente, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a  progetto, sono considerati  rapporti  di  lavoro  subordinato  sin  dalla  data   di costituzione  del  rapporto,  nel caso in cui l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell’impresa committente, fatte  salve le prestazioni di elevata professionalità che   possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
    L’individuazione di uno specifico progetto costituisce elemento essenziale di validità del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanza determina la costituzione di un rapporto di  lavoro subordinato a tempo indeterminato.

    5. Aliquote contributive

    È previsto un innalzamento delle aliquote contributive.

    A regime entro il 2018, le aliquote contributive verranno alzate fino al 33% e al 24% per gli iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o già titolare di un trattamento pensionistico.

    Tutti i contratti in essere sono validi sino a scadenza, le nuove regole si applicano ai contratti di collaborazione stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della legge (18.07.2012).

    Il contratto a progetto è da tempo oggetto di particolare attenzione da parte degli organi di vigilanza e dalla giurisprudenza di merito, poiché troppo spesso dietro di esso si nascondono veri e propri rapporti di lavoro “dipendente”, a tutti gli effetti. La Riforma Fornero nei fatti impedisce che possa essere utilizzato ancora come è stato fino a qui. Questo si può considerare un bene, una conquista da parte dei numerosissimi precari che in molti casi da anni vivono questa scomoda situazione. Allo stesso tempo, però, è difficile illudersi che i contratti che oggi sono a progetto alla scadenza si trasformeranno in un’assunzione a tempo indeterminato. Quello che viene spontaneo chiedersi è, quindi, quale sarà la forma contrattuale prescelta dalle aziende per rimpiazzare il CO.CO.PRO.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: #nofreejobs



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    RSSCommenti (34)

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    1. domenico says:

      Mi associo ai commenti negativi sul governo. I tecnici che fanno errori tecnici sono una barzelletta. Il bello è che se sul lavoro hanno fatto le cose peggiori, sugli altri temi non hanno scherzato: errori su errori, senza il pudore di ammettere niente e senza l’umiltà di fare un passo indietro. Faccio notare che sono tutti professori universitari. Ciò detto, la loro mano si vede sull’Italia, se questi sono quelli che formano la nostra classe dirigente, il risultato non può che essere il caos che stiamo vivendo.

    2. Cla says:

      Bah… a me sembra che dalla riforma a oggi i contratti a progetto siano più proposti di prima!!! Sto per rimanere senza lavoro, dopo un contratto a tempo determinato,durato tra una proroga e l’altra 3 anni,che non può essere trasformato a indeterminato per crisi. Ora le uniche forme contrattuali che mi vengono proposte le poche volte che vengo chiamata per un colloquio sono contratti a progetto. L’ultima proposta è stato un contratto a progetto di 3 mesi in cui mi verrebbe dato solo un rimborso spese e non uno stipendio!!! (Questo perché vorrebbero fare uno stage, ma non ho più i requisiti…). Il tutto finalizzato a un contratto a progetto di 1 anno, finalizzato a un contratto di apprendistato o a tempo determinato. Se questi non sono i soliti tentativi furbi di raggirare le regole e di fare il proprio vantaggio a scapito di chi non può e non vuole permettersi stare senza lavoro, ditemi cosa sono!

      • alessandra maioli says:

        che dire, sono nella tua stessa situazione, a differenze che il giorno che non ho piu’ dovuto presentarmi in ufficio, c’era un’altra persona seduta alla mia scrivania,senza mi fosse detto.
        quando mi e’ stato comunicato che il contratto non mi sarebbe stato rinnovato, l’unica spiegazione è stata “COSTI TROPPO”….. grazie se ho messo in discussione la mia vita lasciando la mia citta’ nativa per trasferirmi in una nuova citta’……. il mio sbaglio credere in un imprenditore bravo bravo a parlare e a fare il suo interesse!in conclusione siamo solo dei numeri!

        ciao grazie , buona fortuna
        alessandra

        • Gabriele says:

          L’ importante oltre essere sempre in lotta per un lavoro è essere felici nella vita.

          Per il resto non è mai morto nessuno di fame.

          Saluti

          Gabriele

    3. laura says:

      la domanda è: mi daranno mai questi 1000 euro lordi “garantiti” o troveranno cmq qualche scappatoia, indicata opportunamente da qualche prezzolato consulente del lavoro, per rifilarmi le solite 5/600 euro al mese??

    4. laura says:

      la domanda è: arriverò mai a sti mille euro lordi “garantiti” oppure si inventeranno cmq di darmi 5/600 euro al mese tramite qualche scappatoia, opportunamente individuata da qualche prezzolato consulente del lavoro?

    5. LE STRADE DEL SIGNORE SONO INFINITE,,,,,MA NON PER NOI E PER VOI,,,RIFLETTETE

    6. garcia24 says:

      Non ho letto un commento decente, da persona che decide le assunzioni in azienda preferirei assumere a tempo indeterminato ma con gare sempre al ribasso come faccio ?.
      una risorsa nel mio campo (servizi) costa 32k/anno tutto compreso me ne offrono 19k/anno come faccio a far campare una persona con uno stipendio del genere ?. il marcio comincia da quelle grandi aziende che vogliono personale qualificato ma lo vogliono pagare nulla. l’unica riforma del lavoro da fare è eliminare tutti i contratti atipici e averne solo due, determinato e indeterminato con costi su azienda e lavoratore giusti ( no quelli attuali inps irpef ). lavorare un mese/anno qua o la dipende dalla professionalità che hai. Signori scordate il posto fisso non esiste più.

      • zzap says:

        Condivido, il tempo che un dipendente passa in azienda dipende dalla sua professionalità e da quella del suo datore di lavoro, ma di fronte a questioni come quella di essere costretti a offrire stipendi da fame in tutta coscienza non me la sento.

    7. fari says:

      la parola che odiano tutti: “precari”, mettendo paletti alle situazioni di lavoro flessibile per togliere i “precari”, si finisce per eliminare opportunità di lavoro…io, se non avessi lavoro, lo vorrei un lavoro precario e me lo terrei ben stretto senza lamentarmi…finchè non capiremo che il posto di lavoro, le opportunità e di conseguenza le soddisfazioni e la stabilità economica bisogna andarsele a cercare e guadagnare e non sono un diritto divino acquisito, in questo paese non riusciremo mai a invertire la tendenza..e tale declino, prima ancora che congiunturale, economico, globale ecc. ecc.., è un declino culturale.

      • omar says:

        “precario (senza paletti=irregolare) è meglio che disoccupato”.
        Detto da un lavoratore è sbagliato ma si può capire. Il problema è che spesso sono gli imprenditori (che ci lucrano) ed i loro amici politici a ragionare così: vedi Perini sul IlGiornale. Il lavoro non è beneficenza del datore, a lui servi altrimenti non ti prende neanche precario; e se il costo dei diritti di base non li paga lui allora li paghi tu o la società o l’imprenditore onesto (concorrenza sleale).

      • miroslav says:

        Come parla bene, stipendiato o piccolo esercente. La farei lavorare un mese in un call center, poi vediamo cosa pensa. Ma vada a cagare

      • Ale says:

        Parla sempre ci ha la pancia piena!!

      • Lucia says:

        Ma cosa dici?????? io mi vergogno di Italiani cosi!!! Io sono ANNI che mi scrifico, ANNI!!! Anni che mi faccio il culo dalla mattina alla sera, anke cn 2 lavori talvolta…in nero, a contratto ecc…tutti sotto pagati, ho accettato e accetto qualunque cosa pur di lavorare!! E oggi con cosa mi ritrovo??? Niente!!!! Se vai a chiedere un mutuo in banca cn un lavoro precario neanke ti fanno parlare!!! e questo a te sembra giusto???!!! Vergognatevi…non sono tutti come voi!!!! e sicuramente tu avrai un bel posto fisso… ma va va…

      • Zari says:

        è corretto secondo andare in ufficio anche con 39 di febbre perchè non puoi permetterti di stare un giorno a casa altrimenti ti mandano a casa?????
        tu parli così perchè sicuramente hai un bel posto fisso con tutti i tuoi bei diritti che a noi precari vengono annullati…..
        l’Italia non va avanti perchè ci sono persone come te …

    8. stefano says:

      mi dispiace per quanto io possa essere ottimista non se ne esce, non abbiamo piu’ la fiducia degli investitori stranieri fondi europei che dovevano arrivare nelle zone piu’povere dell’italia vedi campania calabria sicilia puglia non vengono usati con progetti seri ma vengono distribuiti come asistenzialismo come si faceva fino a poco tempo fa’ adesso la comunita’ europea il presidente barroso a bloccato tutti questi fondi a capito che prendevano una brutta strada,non c’e’ niente da fare il lupo perde il pelo ma non il vizio e finita l’era di ruba e fai rubare.

    9. stefano says:

      governo tecnico questo?ma se stanno facendo + danni loro in 8 mesi di legislatura, danni per gli esodati, riforma del lavoro che non cambia una virgola da quella esistente,confusa come loro che non hanno idea come risollevare il paese, meglio un mal governo che un governo tecnico pietoso e’ vuoto di veri progetti di cambiamento

      • Antonio says:

        Quoto!! Non mi sembra sia meritevole l’appellativo di “tecnico”: il tecnico valuta attentamente il problema e lo affronta con il principio della “partita doppia”, dare e avere….gli interventi effettuati sino ad ora da questi pseudo-burocrati(mi sembra piu’ calzante) oltre ad aver portato ad un innegabile peggioramento generale (fiducia nei mercati? Ci ridono ancora dietro!), lo han fatto con interventi talmente semplicistici che probabilmente anche uno studente di elementari, senza alcuna conoscenza politica e sociale, avrebbe saputo fare….. semplicemente Vergognoso!! Aspettiamo ancora….che beoti che siam tutti!!!

    10. michele says:

      contratti a chiamata sicuramente!
      Consentono facilmente di eludere controlli e sfruttamento dei lavoratori.

      • lorena says:

        io ho un contratto a chiamata… adesso il mio capo ogni mattina che ci sarò io al lavoro dovrà spedire un FAX a non so chi per fare il report del mio contratto a chiamata… quindi se loro vogliono possono uscire a controllare durante il giorno… se un giorno per impossibilità lui nn manda il FAX ma io sono al lavoro scatta la adorata MULTA!!!!

        • Lucia says:

          Adesso non si puo piu eludere i controlli nenake col contratto a chiamata.
          Ha ragione lui, tutti i giorni devono mandare un Fax senno multa…e multa salata.
          Poi dal prox anno o hai sotto 25 anni o sopra 55 senno niente contratto a chiamata!

    11. francesco says:

      ancora una volta il Governo non è in grado di fare una legge semplice che tuteli sia i lavoratori che le aziende; con questa nuova interpretazione del contratto a progetto, le aziende non saranno invogliate ad usarlo per evitare il rischio di doverlo trasformare in contratto a tempo indeterminato per eventuali errori; in genere le aziende quando hanno lavoro preferiscono contrattare a tempo indeterminato perchè così si stabilisce un buon rapporto tra datore di lavoro e dipendente; con la situazione incerta bisognava dare flessibilità alle aziende consentendo di assumere a tempo determinato senza specificare le competenze ma vincolandole a pagare a fine contratto una certa retribuzione, proporzionale al tempo di permanenza in azienda che consenta al dipendente il tempo necessario per trovare altro lavoro. Ormai sanno tutti che i contratto a tempo indeterminato non sono più garantibile nemmeno nelle grandi aziende

    12. mario says:

      il businnes per gli industriali e far arrivare tutti questi stranieri Rumeni,Marocchini,Albanesi ecc.ecc. perchè? Perchè molti si vendono per un tozzo di pane.Accettano uno stipendio al minimo sindacale poi sono sempre disponibili se io per il mio lavoro prendo 1 euro all’ora e il mio principale trova uno straniero che fa le mie stesse cose e il minimo sindacale dice 50 centesimi all’ora farà di tutto per stufarmi e fare in modo di venirmi a dire che l’azienda è in crisi ecc.ecc.per farmi andare via o mandarmi via. Nel frattempo ha assunto lo straniero facendole fare altri lavori appena me ne vado lo mette al mio posto le da 55 centesimi all’ora quello è felice lavora per 2 e non si rende conto che lo stanno sfruttando. 2 settimane fa mi son venuti mettere sky. già quando mi han detto che sarebbero venuti il sabato pom. alle 17 ho subito capito che chi sarebbe venuto non era italiano,infatti erano Rumeni,per carità han fatto un bel lavoro ma questa gente si sa vendere bene magari a sky costano un po meno di antennisti italiani,sono sempre disponibili,e proprio questa gente sono pieni di lavoro,voglio vedere quanti antennisti italiani convenzionati il sabato pomeriggio alle 17 vengono a piazzarti parabola e decoder che poi a casa mia non è stato un gioco a piazzare tutto.

      • margot says:

        E allora ? Forse a noi Italiani è scappata la voglia di lavorare …. Che ne pensi ? Riflettiamo su quello che siamo realmente. i datori di lavoro sono destinati a sparire …. ora sarete tutti più felici !!!1

        • omar says:

          Margot: si chiama concorrenza sleale! Pensi che a quelli gli hanno pagato contributi, orario straordinario, etc? Non pensare solo ai lavoratori dipendenti perché queste situazioni impediscono ad un imprenditore onesto di fare le cose in regola, se vuole sopravvivere. I diritti hanno un costo (ovvio)che l’imprenditore-farabutto vuole scaricare sugli altri. PS: la colpa è dell’imprenditore o del committente, non dell’operaio rumeno.

      • lorena says:

        ma fammi il piacere!!! prova tu ad andare in questura a rinnovare il permesso di sogggiorno e digli che è da un mese che nn lavori… non te lo rinnovano più il permesso!! prova tu a pagare l’affitto come lo pagano loro… in questura la prima cosa che ti chiedono dopo il datore di lavoro è a quanti mq è la casa dove abiti e in quante persone siete… se siete più di 4 nn potete abitare in un trilocale ma per far contenta la questura in un quadrilocale!!!perchè altrimenti la casa nn è “vivibile”

    13. giorgio says:

      Fino a quando nei paesi emergenti la gente verrà pagata
      200 o 300 euro al mese e spesso non soggette a contratti sindacali o a leggi di diritto civile, qui possono studiare qualsiasi forma contrattuale e fare le solite sceneggiate fra le rappresentanze imprenditoriali, del governo e sindacali, ma le imprese delocalizzano comunque.
      Quello che dei governanti seri dovrebbero
      fare è di non dare contributi pubblici alle aziende
      che delocalizzano, togliere loro il marchio del Made in Italy ( visto che producono o operano all’ estero), e di considerarle come quelle straniere almeno si introdurrebbe una vero regime di concorrenza

    14. anna says:

      Ci hanno ormai ridotti all’osso!! ELIMINIAMO le agenzie iterinali, permettiamo alle aziende di avere sgravi fiscali su ogni dipendente assunto, e invece….hanno mandato tutto a puxxane
      L’ITALIA NON VALE PIù NIENTE

    15. gabriele says:

      per i contratti a chiamata l’età è inferiore ai 24 anni e superiore a 55.Forse la fornero ha” azzeccato” qualcosa

    16. Devil says:

      Anche la mia azienda sta aprendo filiali all’estero si sta allontanando dall’italia pian piano fino a che noi dipendenti precari resteremo a braghe di tela.
      Grazie Fornero!
      Mettiti uno stipendio di 800 eurini al mese e voglio vedere come caxx fai a campare..

    17. FERRI PAOLO says:

      MA QUESTI HANNO STUDIATO PER INVENTARSI STE’ “STRONZATE” !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    18. cordata1 says:

      adesso molte aziende delocalizzeranno i loro call center in Romania… come già sta facendo quella per la quale lavoro…
      fatta la legge, trovato l’inganno!!! ed io resterò senza lavoro!!!

    19. Cosimo says:

      Il problema è che non si deve, o meglio non si vuole, risolvere il problema del lavoro.
      Questa situazione è estremamente vantaggiosa per chi ha il potere di governare e decidere…

    20. Excalibur says:

      Infatti ora la buonissima parte delle agenzie ed cooperative trova lavoro non fanno più i contratti a progetto ora ci fanno i contratti a “Chiamata” a tempo determinato tenendo sempre gli stessi costi e pagamenti di come era prima con contratto CO.CO.PRO. A questo punto che cosa è cambiato per noi?,che siamo ancora “PRECARI”.

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