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  • Saper lavorare - L'essenziale in 5 eBook

    Pensioni più ricche in futuro?

    Ecco a quali condizioni

    Pensioni più sostanziose se si lavora fino ad età avanzata. Questa l’affermazione che da mesi domina il dibattito legato alle novità introdotte dalla Riforma Fornero. Nello specifico, l’applicazione del metodo contributivo per tutti e l’inasprimento dei requisiti di accesso avrebbero reso operativo il principio “più anni lavori, più contributi metti da parte e quindi maggiore sarà la pensione”. Tuttavia, spesso ci si dimentica che nel calcolo dell’assegno finale entrano in gioco dei fattori che, in un certo senso, “destabilizzano” la solidità del citato principio: stiamo parlando del tasso di capitalizzazione e del coefficiente di trasformazione. Queste grandezze, essendo legate a variabili quali l’andamento del Pil e l’aspettativa di vita, possono incidere fortemente sull’ammontare che ci spetterà quando andremo in pensione.

    Ma cosa sono il tasso di capitalizzazione e il coefficiente di trasformazione?

    In estrema sintesi, il tasso di capitalizzazione (o tasso di sconto) è quel parametro di rivalutazione applicato anno dopo anno al totale dei contributi accumulati al fine di determinare il c.d. montante contributivo, ed è dato dalla variazione media del Pil degli ultimi 5 anni fissata dall’Istat. L’andamento dell’economia italiana e la sua crescita in termini di produzione di ricchezza influisce dunque sul valore delle pensioni, particolarmente colpite in caso di crisi prolungata.
    Il coefficiente di trasformazione, invece, è quel fattore legato all’età del dipendente nel momento in cui si ritira dal lavoro che viene moltiplicato al montante contributivo per poter determinare l’assegno a cui si ha diritto. Questi coefficienti vengono aggiornati sulla base delle variazioni della speranza di vita della popolazione italiana.

    Che cosa è cambiato con la Riforma Fornero?

    A differenza del tasso di sconto che non è stato toccato, i coefficienti di trasformazione sono stati subito adeguati alle nuove regole. Mentre prima, infatti, gli stessi comprendevano solo la fascia d’età tra i 57 e i 65 anni, ora sono stati estesi fino alla soglia dei 70 anni, e non con un’unica finestra d’uscita (dai 66 anni ai 70) ma in modo crescente. Con quali conseguenze?
    Secondo alcune stime realizzate dal Sole24Ore, con i nuovi coefficienti le pensioni erogate tra il 2013 e il 2015 saranno meno sostanziose del 2-3%, ma saranno effettivamente premiati i lavoratori che decideranno di ritirarsi più tardi. Facendo un esempio, un 65enne che andava in pensione nel 2010 poteva godere di un coefficiente del 5,620%, mentre nel 2013 sarà del 5,435%, con un calo del 3,29%. Per vedersi applicati coefficienti più elevati, e quindi rendite più cospicue, bisognerà perciò ritirarsi dal lavoro dopo i 66 anni.

    Redazione Global Publishers


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    in collaborazione con Assicurazioni Generali e IRSA


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    1. ivo says:

      FANNO BENE QUELLI CHE SCAPPANO AL’ESTERO .

    2. rosario says:

      lavoro in un impresa di pulizzie nel ospedale di napoli .io ando in pensione a 80 anni io per andare a lavoro a queste eta chiamero il cento diciotto per farmi a compagnare al lavoro voi deputati che ne pensate .

    3. erika says:

      Lo stato i politici ci prendono in giro!
      Sfruttano tutte le strade possibili per fregarci!
      Anche queste riforme fatte in tutta fretta ci tolgono i nostri sacro santi diritti!
      Chi ha lavorato una vita non puo’ godersi piu’ la pensione per i soldi che si sono e si fregano questi ladroni.Enoi giovani non ci andremmo mai in pensione.
      Vergogna! Governo Ladro!!!

    4. pasquale says:

      ridurre le pensione alte mandare in pensione i 60 enni
      in cassa integrazione a zero ore quando finiscono le pensioni dei nostri genitori e’fame per noi e per l’Italia

    5. IMPERIUS says:

      il fatto di allineare le pensioni italiane a quelle europee non è stata una cosa cosi’ negativa. ma quello che fa piu’ incazzare sono quelli che hanno iniziato a lavorare a 16 anni… se lavori 40 anni la pensione dovrebbe esserci senza se o ma… Politici siete delle MERDe.

    6. paulo says:

      ma dai angora credeti in babo natale??? ma per favore meteti in testa solo una cosa dovremo lavorare fino alla morte dimenticate le pensione perche non arriveremo mai a godere perche morirremo prima com certeza . mi dispiace pero e cosi lo estato lo vuoi e farai morrire tutti prima di pagare la pensione allora lavorate fino ala fine cosi loro ( politici) possono godere della bella vida

      • paulo says:

        pero ci teneti tantto la solucione che. o faremo la guerra civille o mandiamo tutti politici a casa ( populare) e magari possiamo fare qualcosa di diverso e meglio verso o popolo italiano

      • Antonio says:

        ..Ah,ah,ah,ahahahah…buona questa!!! Non ho mai sentito un’idiozia piu’ grande….addirittura offensiva per chi legge! Vorrei far presente che i soldi delle pensioni son quelli relativi all’Inps che, considerato come il “pozzo di S.Patrizio” per ogni necessità statale e per criticabili gestioni, i soldi NON li ha: infatti con la sinistra prodiana al governo si concedettero (pardòn, vendettero!) Permessi di soggiorno a fronte di una PROMESSA di assunzione non obbligatoria da mantenere ( bastava scrivere “licenziato” al primo bollettino dei contributi) ed il versamento di Lire 1.800.000 all’Inps(!)……poi l’Inps ha assorbito gli altri Istituti previdenziali (Enpals,etc),poi ha spostato di anni avanti chi ci stava andando, e per non pagare con soldi che NON ha piu’(ovviamente solo per quelli che ne hanno diritto!) si sposta avanti il pensionamento al fine di “ciurlare nel manico” ed evitare di pagare in quanto nemmeno i contributi versati dagli attuali lavoratori (pochissimi in confronto, per crescita demografica stroncata e per crisi) servono piu’ a nulla….ci risparmiassero almeno le prese in giro, questi “tecnici” teorici…..che vergogna!

    7. Marivanna Mancarella says:

      …Non siamo ancora giunti alla probabilità che lo STATO spenda troppo in PENSIONI…Nell’immaginario…è paragonabile a una famiglia X,(la cellula più piccola di una SOCIETA’,presumibilmente civile che si trovi da noi o all’estero.)
      …L’iter del SISTEMA sarebbe il seguente:-
      Superando le USCITE, sul TERRITORIO, alle ENTRATE, del TERRITORIO si va incontro sicuramente a DEBITI in carenza depositi e riserve; insistendo lo SBILANCIAMENTO economico;il non ristabilire a BILANCIARE significa, FALLIMENTO e sussistendo vuol dire automaticamento sequestro da parte dei CREDITORI…quindi pari a catastrofe…potenziale se non effettiva.Da ciò ne deriva l’obbligo alla SALVEZZA della cosiddetta CRISI (non per chiunque.)
      “Morale”:non si esageri perchè non c’è da scherzarci sopra anzi, sosteniamoci al meglio noi ITALIANI, popolo sempre stato forte e coraggioso, superando quasi sempre gli ostacoli, lungo il percorso dei tempi remoti e recenti, speranzosi di “sopravvivere” con un futuro meritevole e migliore del presente.
      Post mia opinione,saluti ai non volgari commentatori internet,(pochi…, a dire il vero.)

    8. antonio says:

      dovete lascia libero il lavoro, senza censura.chi ha bisogna lavora senza i presuposti dello stato ,,, articoli vari, e cose belle cazzate che vogliono rovinare un datore di lavore.

    9. antonio says:

      io non capisco xchè un cittatino deve lavorare 40anni, per andare in penziona,mentre sti 4ttri figli de na mignotta,al governo, solo dopo 5, vanno in penziona.voglio sapeee, che fanno de piùùùùùù..voglio sapèeeeee,voglio sapèèèèè….

    10. andrea says:

      Bene, aggiungiamo nel pacchetto pensioni che volete anche un mio rene? Alla fine non ci rimane che donare qualche organo … ma prima di diventare vecchi, altrimenti non vorranno neanche piu’ quelli!

    11. alfa says:

      http://www.petizione pubblica.it. questo è il sito x dimezzare lo stipendio dei mangioni fate presto a firmare,vi risparmiate anche il tempo di andare al vostro comune.ci sono ancora 2 giorni di tempo passate la voce anche ai vostri conoscenti grazie

    12. eiopago! says:

      ma una bella cagata di piccione quando stanno tutti riuniti lì….no?

    13. eiopago! says:

      ops! volevo scrvere:vedo…

    14. costantino says:

      Ormai è chiaro che la Fornero non sa più cosa dire, perchè è talmente evidente che pensione noi uomini non ne prenderemo, perchè? quando noi uomini andremo in pensione saremo solo decrepiti pronti a morire da un momento all’altro quindi che succederà, che lo stato paghera il 50% di quella pensione, perchè sarà tua moglie ad avere la reversibilità poi muore anche lei perchè già si ha raggiunto una certa età, è ci quadagna solo lo stato cosi ti lascia contento e aggarbato. Ma mi facciano il piacere di levarsi daventi le pa….

      • eiopago! says:

        e comunque,loro non si sono tolti neanche un centesimo dalle loro tasche.
        ci fanno credere che non aumentandosi lo stipendio (parliamo di circa 1200 euro ogni 3 mesi)ci fanno un favore.
        io sono 6 anni che non vendo aumenti salariali,neppure gli aumenti dovuti ai contratti collettivi del lavoro (ogni 3 anni)….
        mi vergogno di stare in questo paese e di essere italiano!

    15. sandro says:

      In italia in otto giorni hanno fatto una riforma delle pensioni che i dati INPS non giustificavano,sono riusciti a far credere a milioni di persone che la situazione e talmente grave che bisogna stare zitti.Il capolavoro è stato convincere che il primo problema sia la spesa pubblica e non,ad esempio l’immenso drenaggio di risorse pubbliche andate alle banche,Hanno riformato il mercato del lavoro con provvedimenti pasticciati,hanno fatto solo danni

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