Come si calcola la pensione?
redazione | Jul 26, 2012 | Comments 39 |
Cosa sono e a cosa servono i coefficienti di trasformazione
Si è parlato molto, nell’ambito della Riforma delle Pensioni e del dibattito previdenziale, degli effetti dei nuovi coefficienti di trasformazione sul montante contributivo e sulla rendita pensionistica alla fine della vita lavorativa.
A questo punto è utile approfondire come coefficienti di trasformazione e montante contributivo siano elementi fondamentali nel processo di costruzione della propria pensione futura.
Se si considera, a titolo di esempio, un lavoratore dipendente del settore privato si nota come, con il metodo di calcolo contributivo, esteso dall’ultima riforma previdenziale a tutte le categorie di lavoratori, lo stesso provveda ad accantonare annualmente una quota della propria retribuzione per formare una capitale che, al momento del pensionamento, andrà a creare il c.d. montante contributivo.
Tale ammontare corrisponde a tutti i contributi versati durante la vita lavorativa, rivalutati sulla base della variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall’ISTAT, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare.
Una volta determinato il montante contributivo la pensione è calcolata convertendo tale importo sulla base dei coefficienti di trasformazione che crescono all’aumentare dall’età di pensionamento del lavoratore.
I coefficienti sono definiti per legge e sono rappresentativi della futura speranza di vita media, si aggiornano ogni tre anni e, a partire da gennaio 2019, ogni due anni.
Pertanto i coefficienti sono più bassi se si esce dal lavoro prima e più alti se si esce dopo.
I coefficienti di trasformazione
| Età | Coefficienti di trasformazione % |
| 57 | 4,419 |
| 58 | 4,538 |
| 59 | 4,664 |
| 60 | 4,798 |
| 61 | 4,940 |
| 62 | 5,093 |
| 63 | 5,257 |
| 64 | 5,432 |
| 65 | 5,620 |
Riassumendo, a puro titolo di esempio, nel caso il montante contributivo capitalizzato all’eta pensionabile (es. 65 anni) fosse pari a 200.000 euro per ottenere l’ammontare della pensione annua pubblica si applicherà a tale somma il relativo coefficiente: 200.000 X 5,62% = euro 11.240,00 annui.
Si ricorda inoltre che il calcolo della pensione con il sistema contributivo non riguarda solamente i giovani ma, in una certa misura, anche chi lavora da più tempo e che ancora si configura in un sistema di tipo misto e quindi non totalmente contributivo.
Redazione Global Publishers
in collaborazione con Assicurazioni Generali
Nella Categoria: Pensioni
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Commenti (39)
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Se il 50% dei nostri cittadini sono corrotti,come parte dei politici.Vedi le assunzioni degli ultimi 20 anni nella unica industria italiana,spero che abbiate capito quale sia.Di cosa vogliamo parlare delle nostre pensioni, della pubblica istruzione,servizio della sanità,sicurezza e diritti.
ma aspettiamo il campionato di calcio questa sera, anche se sono riusciti a manipolarlo con i soliti vincitori quarda caso.
Noi lavoriamo una vita per una pensione di 700,00€ che idiozia!! I ns amati politic stipendi, pensiosi d’oro per che cosa?? mettere in ginocchio L’Italia…
non è bello vivere sulle spalle della famiglia tutta la vita e poi finire in mezzo la strada morti di fame senza lavorare mai.
Ho lavorato fino al 18/07/2010 da un notaio ad Ostuni prov. di Br.Poi quando è subentrato il nuovo notaio non mi ha assunto più.Quindi ora sto in disoccuppazione ed ho quasi 64 anni, con questa situazione io quando dovrei andare in pensionbe?
F.to
Ernesto Rodio
al Sig.Ernesto Rodio:LA PENSIONE DI VECCHIAIA E’ PREVISTA DAL 01.01.2013 AL COMPIMENTO DEI 66 ANNI E TRE MESI.
Penso che con le elezioni cambia tutto non vi peoccupate il peggo deve ancora venire con i politici she ci ritroviamo viva l’italia
Non sono daccordo con Marco,ma daccordissimo,la vergogna dovrebbero avercela loro. Che schifo!
Ricordo che nel sistema previdenziale privato del Fondo dei Lavoratori Dipendenti (la generalità dei dipendenti iscritti all’INPS) con il sistema retributivo 1 anno di lavoro (52 settimane di contributi) dava diritto al 2% della retribuzione mensile calcolata prima sugli ultimi 5 e poi 10 anni.
Ciò stava a significare che + o – se lo stipendio medio lordo degli ultimi 5 o 10 anni era di 1500 euro con 35 anni di anzianità contributiva (1820 contributi settimanali) la pensione mensile lorda era di circa 1050 euro. Con l’introduzione del sistema contributivo e con i vecchi coefficienti di trasformazione i lavoratori dipendenti perdevano già una media del 15-20% sulla pensione.
Oggi con il loro aggangio e rivalutazione alle aspettative di vita perdono ancora di +.
Ma la cosa che sembra passare inosservata è che il montante contributivo, corrispondente a tutti i contributi versati durante la vita lavorativa, viene rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall’ISTAT, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare.
Che come sta succedendo adesso, senza che nessuno dica niente (possibile che non se ne sia accorto nessuno?) riduce anche il montante contributivo, perchè se la variazione del PIL è negativa, anche la sua rivalutazione sarà negativa.
Mi auguro che il prossimo Governo tolga al + presto questo aggangio al PIL e reintroduca il vecchio sistema di indicizzazione.
Un sacrificio l’abbiamo accettato (sistema contributivo) ma perdere anche il capitale versato mi sembra veramente insopportabile.
la politica è una merda fuori tutti
finchè si continua a farci rappresentare da questi corrotti
che hanno la sfacciatagine nonostante inquisiti di candidarsi ancora noi le pensioni e meglio dimenticarseli,la prenderanno loro al nostro posto con qualche anno di dormitorio in parlamento .
claudio sono pienamente daccordo con te ma userei come parola al posto di “dormitorio” con “arrubamiento”
parlano male del grande mussolini ma guardate popolo le sue cento opere cliccatele e poi vi renderete conto chi era realmente le pensioni le ha fatte lui e questi governi di merda le stanno divorando lui nel 1924 non aveva un centesimo di debito publico e questi? ma non vi rendete conto che ha fatto tutto lui e questi sono solo capaci di mangiare e sperperare i nostri sacrifici tanto non sono micha soldi loro e mi fermo quì perchè ne avrei da dire un’infinità
caro Giuliano, ha davvero ragione….
E’ verissimo, il duce ha fatto ma solo fino ad un certo punto, poi anche lui come i ns politici con la demenza senile, l’arroganza e sete di potere è andato fuori di testa con la propaganda ci ha rovinati fino a ridurci alla fame, in straccioni e miserabili pieni di pulci e malattie, non scordate la seconda parte di questo periodo, potrebbe ripetersi nuovamente.
Mi vergogno di essere italiano!!!!
stefano non ti devi vergognare di essere italiano, sono loro che si devono vergognare di essere uomini