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    I lati oscuri del telelavoro

    Perché lavorare da casa ha anche dei contro

    Poter lavorare tranquillamente da casa è ormai un sogno condiviso da sempre più persone, che vorrebbero poter beneficiare di modalità di lavoro più flessibili. Organizzarsi autonomamente i propri orari, evitare stressanti spostamenti casa-ufficio, gestire al meglio i propri impegni guadagnando anche del tempo libero sono solo alcuni degli aspetti che rendono il telelavoro particolarmente attraente. Tuttavia, come in ogni cosa, bisogna fare i conti anche con l’altro lato della medaglia, cioè quello “oscuro”.
    Vediamo dunque quali sono i potenziali ostacoli e le difficoltà connesse al telelavoro.

    - Isolamento. L’essere umano è una creatura sociale, ha bisogno di interagire con gli altri e socializzare. L’avvento di Internet ci ha fatto credere di essere sempre più connessi ma, in realtà, nulla può rimpiazzare i benefici della comunicazione faccia a faccia. Lavorare da casa può avere dunque delle ripercussioni per via della solitudine che comporta. Se da un lato infatti il telelavoro ci permette di liberarci del collega rumoroso o fastidioso, dall’altro ci priva  di momenti di scambio come, ad esempio, la pausa pranzo o la pausa caffè. Attenzione quindi se l’interazione con gli altri è per voi un aspetto fondamentale e necessario del lavoro: stare per ore in casa da soli, senza possibilità di condivisione, potrebbe diventare opprimente.

    - Disciplina. Rispettare gli orari di lavoro che ci si è prefissati può risultare piuttosto arduo. Televisione, Facebook, telefonate personali, raccomandate da firmare, animali domestici e figli che piangono possono essere enormi fonti di distrazione. Ognuno, in un certo senso, è il capo di se stesso, nel senso che non c’è un supervisore che richiama all’ordine. Di conseguenza, dipende tutto da voi e dalla vostra capacità di autodisciplinarvi e di non farvi disturbare da ciò che vi circonda. Ci vuole una forte etica lavorativa oltre che la capacità di motivarsi ogni giorno ad alzarsi dal letto presto e a concludere quanto programmato. Anche se il poter lavorare in pigiama e pantofole è alquanto allettante, è sempre meglio svegliarsi e comportarsi come si stesse andando in ufficio, facendosi una doccia e vestendosi. In questo modo si allena il proprio subconscio ad entrare più seriamente in “modalità lavoro”.

    - Squilibrio. Il telelavoro può avere degli effetti negativi per quanto riguarda il rapporto casa-lavoro. Il dipendente che lavora in ufficio, terminato il suo orario, spegne tutto, timbra il cartellino e se ne va: la sua giornata, da un punto di vista professionale, si è conclusa. Lavorando da casa, invece, manca fisicamente il momento in cui si esce dall’ufficio, e ci si trova spesso a rispondere a e-mail anche nel cuore della notte oltre che nei week end. Inoltre, i colleghi o i datori di lavoro il più delle volte si aspettano che tu sia sempre disponibile, proprio perché non hai orari prestabiliti. Fissare delle regole in questo senso, magari indicando dei giorni o delle fasce della giornata di irreperibilità può essere perciò utile.

    Ecco dunque le potenziali “criticità” del telelavoro, a cui si sommano altri possibili “effetti indesiderati e collaterali” quali noia, aumento di peso, pigrizia, poca attenzione per il proprio aspetto fisico e ridotte capacità di comunicazione in team.
    Nel valutare la possibilità o meno di lavorare da casa, ricordatevi perciò di prendere in considerazione non solo i pro, ma anche i contro.

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    Redazione Global Publishers
    Fonte: washingtonpost.com



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