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    Lotta all’immigrazione illegale


    Ecco cosa rischia chi impiega stranieri irregolari

    Giro di vite per chi occupa lavoratori stranieri senza regolare permesso di soggiorno. Il 9 agosto è infatti entrato in vigore il D.Lgs. n. 109 del 26 luglio 2012, in attuazione della Direttiva europea 2009/52/CE emanata nell’ambito di un generale piano di contrasto dell’immigrazione illegale negli Stati membri. Lo scopo è di far emergere tali situazioni di irregolarità agendo nel contesto lavorativo, dove spesso la presenza di stranieri clandestini è elevata. Vediamo dunque quali disposizioni sono state introdotte al riguardo.

    Innanzitutto, occorre premettere che nella normativa italiana esiste già il reato di impiego di cittadini stranieri con irregolare permesso di soggiorno ed è previsto dall’articolo 22, comma 12 del Testo Unico sull’immigrazione. Nello specifico, secondo detto comma, il datore di lavoro che ha alle proprie dipendenze lavoratori senza permesso, o con permesso scaduto, revocato o annullato, rischia la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre ad una multa di 5.000 euro per ciascun lavoratore occupato.

    Con il decreto legislativo appena entrato in vigore, tali sanzioni subiscono un aumento da un terzo alla metà qualora si presentino le seguenti aggravanti:
    - i lavoratori che risultano occupati sono più di tre;
    - i lavoratori impiegati sono minori in età non lavorativa;
    - i lavoratori occupati sono sottoposti a condizioni lavorative di particolare sfruttamento, così come previsto dal terzo comma dell’art. 603-bis del Codice Penale (retribuzione sproporzionata, violazione della normativa sull’orario di lavoro, sul riposo settimanale, sulle ferie, sull’aspettativa obbligatoria, sulla sicurezza e l’igiene dei luoghi di lavoro, condizioni lavorative piuttosto degradanti).

    Allo stesso modo, è stata introdotta una sanziona amministrativa accessoria – da applicare in caso di condanna – che impone al datore di lavoro il pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore assunto illegalmente.
    Ma la novità di cui si è parlato maggiormente, riguarda il “premio” concesso al clandestino che denuncia o coopera nel procedimento penale instaurato contro il proprio datore di lavoro. Nei casi di particolare sfruttamento lavorativo ex 603-bis c.p., l’immigrato che collabora può ottenere un permesso di soggiorno di 6 mesi (rinnovabile per un anno o per il tempo necessario alla determinazione del processo penale) rilasciato dal questore su proposta del procuratore della Repubblica o con suo parere favorevole. Tuttavia, in caso di condotta dello straniero contrastante con le finalità di detto permesso, o qualora ne vengano meno le condizioni giustificatrici, si procederà alla revoca dello stesso.

    Infine, è stata prevista una disciplina transitoria che permette ai datori di lavoro che alla data di entrata in vigore del decreto occupano irregolarmente da almeno tre mesi lavoratori stranieri, di dichiarare l’esistenza del rapporto di lavoro presso lo Sportello unico per l’immigrazione, avviando così la relativa procedura di messa in regola. Gli stranieri coinvolti devono essere presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dal 31 dicembre 2011 o anteriormente, mentre la dichiarazione può essere presentata a partire dal 15 settembre e fino al 15 ottobre 2012.

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    Laura Giulia Cerizza
    Redazione Global Publishers



    Nella Categoria: Cosa dice la LeggeGallery

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    1. ANTONIO says:

      TUTTI I NOSTRI COMMENTI DOVE VANNO A FINIRE? SERVO A QUALCOSA? SE E’ SI VI SCRIVO IL MIO COMMENTO : GRAZIE

    2. Daniela says:

      Salve,

      E’ giusto combattere l’immigrazione illegale. Soprattutto per la dignità dei stranieri, che vengono qui sperando di trovare una vita migliori da quella del loro Paese di Provenienza. Io, sono la figlia di un emigrante e mio padre ha dovuto fare perecchie cose prima di andare in Canada come immigrante. Prima di tutto, doveva avere la fedina penale pulita. non doveva appartenere a ideologie eversive e doveva avere un contratto di lavoro e qualcuno che gli garantisse l’ospitalità. Poteva essere un parente, come nel suo caso. Perché, l’Italia non agisce allo stesso modo? Io credo che in tutti i Paesi ci siano delle strutture non lagher che ospitino la persona straniera senza ledere la sua dignità. L’illegità va contrasta con le giuste leggi e credo che ci sia molto da lavorare su questo tema.Soperattuto sotto il profilo Umnao che non va MAI sottolvalutato. PErché chi lavora é una persona a prescindere dal colore politico e dal credo religioso. Perciò, un Paese come l’Italia di matrice Cristiana non deve e non può sottovalutare il fattore Umano di ciascuno individuo.

      Gremolini Daniela

      Daniela

    3. augustin says:

      in italia entrano tutti e questo grazie alla politica delle sinistre, una politica disgraziata e senza senso e autolesionista dove il massimo si ha nell’immigrazione di di questi individui senza arte ne parte che vengono accettati aiutatati e preferiti a noi italiani (che in questo particolar caso sembriano noi gli stranieri)e di questo dobbiamo ringraziare il P.D. e tutti i suoi soci.

    4. salvo says:

      L’ITALIA LI FA ENTRARE COSI ALLA CAZZO CI RUBANO IL LAVORO E HANNO UN SACCO DI ITALIANI LE CASE POPOLARI A LORO AIUTI ECONOMICI A LORO GLI PAGANO PERSINO LE BOLLETTE E NOI ITALIANI ZITTI A PIGLIARCELA NEL CULO COME DEFICENTI SENZA PARLARE E NO CAZZO LA LEGGE NON DICEVA QUESTO: ” LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” E SI E VISTO COME NO …

    5. nella says:

      sfruttamento o no, clandestinità o no l’ unica cosa di cui sono certa è che nel sud vedo una tolleranza ed un rispetto verso gli stranieri che nelle altre zone d’ italia non ho mai visto allora mi chiedo: l’ italia è divisa anche in questo?

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