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    Sempre più negozi chiusi

     

    La crisi ferma 105mila attività

    È stato un agosto torrido, non solo dal punto di vista climatico. Secondo i calcoli della Confcommercio, infatti, sono state costrette a chiudere i battenti oltre 105mila imprese commerciali, di cui 62.477 punti vendita al dettaglio. Il saldo tra le nuove attività messe in piedi e quelle cessate è stato negativo per oltre 34mila unità e guardando ai soli negozi la differenza, sempre in negativo, è stata di 18.648.
    E le previsione per il resto del 2012 non sono certo incoraggianti: pur nella difficoltà di fornire stime e dati in questo settore, la differenza tra imprese nate e cessate dovrebbe far registrare un probabile peggioramento rispetto all’andamento del 2011, da 18 a 20mila nel solo comparto delle vendite al dettaglio. Cosa che vorrebbe dire la chiusura, nel corso d’anno, di 65mila negozi.

    La Confocommercio indica un calo per il 2012 del 3,3% procapite. Un dato, rileva il direttore dell’Ufficio studi Mariano Bella, senza precedenti e certamente più negativo di quello dello scorso anno.
    Lo conferma il crollo delle immatricolazioni che sul mercato italiano hanno fatto segnare ad agosto un calo del 20,23% rispetto allo stesso mese del 2011, con appena 56.447 auto nuove. La Motorizzazione segnala anche un calo dei trasferimenti di proprietà di auto usate, scese il mese scorso a 232.980, il 9,38% in meno rispetto a un anno fa. Dall’inizio dell’anno sono state immatricolate quasi il 20% in meno di autovetture rispetto al periodo gennaio-agosto 2011.

    C’è però un rovescio della medaglia. Mauro Bussoni, vicedirettore generale della Confesercenti, segnala un fenomeno che riguarda soprattutto il terziario e i servizi alla persona: sono nate molte imprese anche piccole di assistenza sanitaria, trasporti, consegne a domicilio, riparazioni, informatica e di parrucchiere, dove sembra siano impegnate soprattutto le comunità cinesi. Un fiorire di mestieri che confermano la tendenza alla terziarizzazione del commercio e compensano in qualche modo la riduzione delle attività più tradizionali, a partire dai piccoli esercizi nei centri storici delle città.

     

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    Redazione Global Publishers
    Fonti: Corriere.it e Confcommercio.it



    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (17)

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    1. Lukas says:

      sììììììììì chiudete tutti maledetti……….che bello quando saremo ridotti alla vera fame!!!!

    2. Laura says:

      certo ma a sentire quelli di sinistra va bene così e non dobbiamo lamentarci perchè è inevitabile…belle cazzate

    3. Maurizio says:

      Andate ad aprire fuori l’Italia….lasciamoli soli i nostri politici porci…devono rimanere solo i politici, forze dell’ordine, giornalisti e conduttori tv….faranno girare loro i soldi.In Italia ..noi lavoratori ,operai, piccoli imprenditori…andiamocene viaaaaaaa!!!!!

    4. Alessio says:

      …..la fine dei negozi è presto detto…. Sono al commercio da 20 anni, tempi d’oro con la lira dove tutto girava, l’arrivo dell’euro è stata la fine: tutto si è dimezzato ,minimo, visto che i prezzi sono il doppio pari pari e gli stipendi gli stessi della lira.Quindi o obblighiamo le ditte che producono a tornare ai vecchi prezzi oppure tutti i negozii saranno destinati alla chiusura ,garantito….. Cosa che lo,stato,dovrebbe controllare ed attuare, ma come pretendere tutto ciò se lo stato stesso è il primo delinquente che non controlla niente grazie a quell’assassino dell’ epoca di nome ROMANO PRODI ….mettiamoli in piazza, L’8 SETTEMBRE ,A PIAZZALE LORETO ,CI VORREBBE PER LORO…. PER L’ONORE D’ITALIA……

      • francesco says:

        Io dico una cosa se sarebbe dimezzato il parlamento,credo non ci sarebbero piu’ sprechi.politici del cazzo quando andate a fare in culo ?ma voi non crepate mai?

    5. Giuseppe says:

      Per ogni pasticceria che chiude, purtroppo c’è un giovane pasticciere che sogna il proprio negozio. Ma prima di aprirlo dovrebbe chiedere a chi ha chiuso, i perchè e pre come. Fermiamoci tutti, senza andate a lavoro, senza mettere benzina e senza comprare niente con non siano alimenti essenziali. Solo così i ns governanti potranno capire che siamo davvero allo stremo. FERMIAMOCI TUTTI

      • davide says:

        vero… sembra che i nostri governanti o le associazioni dei vari settori si consolino con il fatto che aprono nuove attività cinesi… ahahaa mi viene da ridere, ma pensate che quella gente la paghino le tasse? pensate che quella gente la faccia girare l’econimia? quseta sarà la rovina dell’italia che già ci siamo, vedrete tra qualche anno….

    6. stefano says:

      se cerchi lavoro, rivolgiti ad una delle tante attività cinesi saranno i nostri futuri datori di lavoro, questo grazie a 60 anni di onorata politica italiana magna ,magna.

    7. stefano says:

      se cerchi lavoro, rivolgiti ad una delle tante attività cinesi saranno i nostri futuri datori di lavoro, questo grazie a 60 anni di onorata politica italiana.

    8. Mario says:

      allucinante! non so se sia consolante che le nuove attivita’ siano aperte da cinesi…!
      bisognerebbe pero’ che la gente riscoprisse il negozio sottocasa o di quartiere,ci si dimentica che andando al centro commerciale si foraggia generalmente economie di fuori ,mentre il locale soffre sempre di piu’generando desolazione e disagio…meditate gente, meditate…

      • zine says:

        hai ragione… ma se non ho soldi non posso andare al negozio sottocasa che per forza di cose è più caro…è il solito cane che si mangia la coda…

        • max says:

          è vero, io cerco se possibile di agevolare il negozio sotto casa, solo che esso non ce la fa a competere col grosso centro.

          • CarloD says:

            infatti il problema è a monte: se riducessero la pressione fiscale il piccolo esercente non sarebbe costretto a mantenere alti i prezzi. Mi sembra ovvio che se lo Stato continua a rubare il 75% delle entrate non c’è da meravigliarsi se poi a sopravvivere sono solo i delinquenti o le grandi catene commerciali (che evadono milioni di euro ogni anno). Inutile girare intorno alle cose: dobbiamo lottare per uno Stato meno ladro e liberarci di quei parassiti che vivono sulle nostre spalle.

            • Laura says:

              io i centri commerciali li boicotto da anni, ci vado forse una volta ogni 3 anni se proprio non trovo qualche prodotto, visto certi negozi ormai hanno chiuso, se tutti facessero così non avrebbero tanto futuro

      • Roberto says:

        SANTE PAROLE! CONDIVIDO AL 1000X1000!

    9. falketto says:

      bene, molto bene, continuiamo così

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