Saper “litigare”in azienda
redazione | Sep 11, 2012 | Comments 0 |

Cosa evitare
PARTE I
Se volete crearvi un vademecum sull’arte di gestire i conflitti guardate un talk-show televisivo, di quelli mal condotti, in cui esponenti di parti avverse litigano, esprimendo le proprie posizioni in modo aggressivo e con il solo intento di non far parlare l’”avversario”. Identificate tutti i comportamenti che osservate e poi, possibilmente, se volete avere relazioni costruttive,…. fate l’opposto.
Infatti se vogliano scatenare la guerra nelle relazioni possiamo adottare questi utili stratagemmi (in effetti i provocatori televisivi sembrano aver frequentato le stesse scuole, perché usano le stesse tecniche):
- Rimbeccare. Non si lascia neanche terminare la frase che si è già pronti a contraddire l’interlocutore con un “No”, “Non è così”, “Ma”, “Però”, ecc. Si contrappone il nostro punto di vista, negando quello che l’altro ha appena detto. Ogni volta che ci contrapponiamo in modo diretto al punto di vista dell’altro, stimoliamo in lui/lei la rabbia e un atteggiamento difensivo che lo portano a sostenere la propria posizione, aumentando l’arroccamento di entrambi.
- Generalizzare. E’ molto irritante in una discussione la tendenza a generalizzare. “Ma se tutti fanno così…” “Si è sempre detto che…” “Lo sanno tutti che…” “Quelli come voi…”. Quando la comunicazione usa delle generalizzazioni si sta cercando di vendere come una verità assoluta qualcosa di soggettivo per avere facilmente ragione. L’altro lo sente e si irrita.
- Sentenziare. L’atteggiamento predicatorio e saccente è un’altra chiusura rispetto ad un dialogo alla pari. Esprimere frasi che non aiutano a spiegare le posizioni a confronto ma servono solo a sostenere un punto di vista, come si trattasse di verità, significa sminuire l’altro e, giustamente, l’interlocutore si sente offeso e si chiude.
- Spiegare. Può sembrare strano, ma spiegare non è in assoluto un buon modo di dialogare. Spesso noi ci confrontiamo con l’altro a partire da una posizione, che a noi sembra logica e razionale, come se l’obiettivo del dialogo fosse che l’altro accetti il nostro modo di pensare. Ma le persone in generale non cambiano idea per un confronto diretto. Di solito si può arrivare a far cambiare idea ad una persona solo partendo da quello che già pensa e di cui è già convinta e aggiungendo qualche altro pezzo che sia compatibile con le sue convinzioni. Le persone non rinunciano alle proprie convinzioni per logica, ma solo se c’è un cambiamento che coinvolge le loro emozioni.
- Puntualizzare e ribadire. E’ molto irritante quando qualcuno puntualizza o tende a precisare nei dettagli quello che intende dire. Oppure quando tende a ribadire un concetto, come se, a furia di ripeterlo, l’altro se ne convincesse. Molte persone usano questa tecnica della “goccia che scava nella roccia”. Ma spesso l’effetto che producono è che l’altro si chiude in se stesso e tiene per sé le proprie idee, finge di essere d’accordo, ma continua a fare a modo suo, per evitare questa discussione ripetitiva e ossessiva in cui non si fanno passi avanti.
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Redazione GlobalPublishers
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