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    Permessi per assistere un disabile?


    Intoccabili. Anche se nel mese si è fruito di permessi di altra natura

    Il diritto ai giorni di permesso per assistere genitori, coniuge o figli con handicap non può essere limitato o “riproporzionato” solo perché il lavoratore ha beneficiato di altre tipologie di permesso nell’arco del mese. Tale diritto deve essere goduto in misura intera. Questo il parere espresso dal Ministero del Lavoro nell’Interpello n. 24/2012 avanzato da Federambiente (Federazione Italiana Servizi Pubblici Igiene Ambientale).
    Chiariamo meglio la problematica sollevata.

    L’art. 33, comma 3, della Legge n. 104/1992 è una norma che riconosce tre giorni – anche frazionabili in ore – di permesso mensile retribuito al lavoratore che si trova a dover assistere una persona con handicap in situazione di disabilità grave., cioè una persona la cui  minorazione sia tale da aver ridotto l’autonomia personale della stessa, rendendo così indispensabile un intervento assistenziale costante e ininterrotto.
    Nello specifico, i lavoratori dipendenti ai quali vengono riconosciuti detti giorni di permesso sono:
    - i genitori – o parenti e affini – di figli con grave disabilità aventi un’età inferiore ai tre anni;
    - il coniuge, il parente o l’affine entro il 2° grado del disabile;
    - il parente o l’affine di 3° grado se i genitori o il coniuge del disabile hanno compiuto 65 anni ovvero sono anche loro affetti da malattie invalidanti, o siano morti o mancanti.
    Altro requisito fondamentale è che la persona affetta da handicap grave non sia ricoverata a tempo pieno, cioè che per le intere 24 ore non si trovi presso strutture ospedaliere o simili che garantiscano assistenza sanitaria continuativa. Detta regola prevede però delle eccezioni, ad esempio nel caso di interruzione temporanea del ricovero per effettuare visite e terapie al di fuori della struttura.

    E veniamo al quesito oggetto di interpello: è legittimo un eventuale riproporzionamento del diritto ai permessi ex L. n. 104/1992 qualora il lavoratore, nel corso del mese, abbia lecitamente beneficiato di altre tipologie di permessi a lui spettanti? Il dubbio sollevato è cioè se un dipendente che ha goduto di giorni di permesso di diversa natura (permesso sindacale, maternità facoltativa, maternità obbligatoria, malattia, congedo straordinario invalidi, ecc.) debba o no fruire di quelli in esame in misura parziale.
    La risposta del Ministero è in senso negativo. Il diritto in questione non può essere riproporzionato, perché le assenze concesse dall’art. 33 della L. n. 104/1992 sono comunque assenze “giustificate”. Ridurre tali permessi solo perché il lavoratore ha goduto di istituti aventi ratio e natura differenti, mortificherebbe lo scopo insito nella norma stessa e cioè l’assicurare alla persona gravemente disabile l’assistenza morale e materiale che necessita. Alla stessa conclusione il Ministero era già giunto in occasione di un precedente interpello (n. 21/2011), relativo alla riproporzionamento o meno dei permessi in esame in base ai giorni di ferie usufruite nel medesimo mese di riferimento.

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    Laura Giulia Cerizza
    Redazione Global Publishers



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