Cassa integrazione: novità 2012
redazione | Sep 16, 2012 | Comments 9 |

A quali condizioni e per quanto tempo viene concessa
La metà dello scorso mese di agosto ha rappresentato il punto di svolta nella disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS). Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato
La cassa integrazione viene concessa nei casi di dichiarazione di fallimento, emanazione di provvedimento di liquidazione coatta amministrativa o sottoposizione ad amministrazione straordinaria, nonché nel caso di ammissione al concordato preventivo consistente nella cessione dei beni. Le condizioni per la concessione non cambiano con il nuovo regime, quindi, ma cambiano le finalità per cui viene concessa: fino a metà agosto, infatti, la CIGS era accordata se la continuazione dell’attività non fosse disposta o fosse cessata. Oggi, invece, la CIGS è concessa quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggetti che verranno definiti con un decreto del ministero del lavoro.
Un cambiamento significativo: se prima il presupposto della cassa integrazione era la chiusura di un’attività, ora è uno strumento per salvaguardare la sua sopravvivenza.
Per quanto riguarda la sua richiesta e la sua durata, anche con il nuovo regime sarà concesso – su domanda del curatore, del liquidatore o del commissario – per un periodo non superiore ai 12 mesi. Il termine è in alcuni casi prorogabile fino a 24 mesi, ammesso che siano trascorsi i due terzi del periodo già concesso al momento della richiesta di proroga. In alcuni altri casi ancora più specifici (in particolare, per i contratti di solidarietà nel Mezzogiorno) il termine può essere esteso anche a 36 mesi.
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Fonte: Gazzettadellavoro.com
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è molto difficile sciogliere questa matassa, perchè ci sono talmente tante variabili per ogni azienda, ma sicuramente ha molto senso concedere la CIGS alle aziende che si possono teoricamente salvare. Gli ammortizzatori sociali, in ogni paese europeo sono diversi, ma come esempio (sempre la Germania!!), che nel passato era molto generosa con gli ammortizzatori, ha concluso che non ha avuto il successo necessario, nel senso che chi era in cassa integrazione, se ne stava tranquillo a casa e se non gli offrivano un lavoro adeguato alla sua precedente posizione, rifiutava di accettare un “posto”. Ora vengono offerte 3 possibilità, ma se rifuta anche la tera, gli viene sospeso l’ammortizzatore. Certo oggi di lavoro in giro ce n’è poco, ma chiunque riceve un’occasione la deve prendere, in attesa che la situazione globale migliori e nel frattempo può anche cercarsi un lavoro più consono alla sua qualifica.
Ma quanti sapientoni.Scommettiamo che quelli che sono contro alla cassa o lavorano in proprio e quindi di sicuro non prendono poco piu’ di mille euro al mese,oppure sono limitati mentalmente.Cosa cacchio deve fare uno che lo mettono in cassa?Puo’ solo cercare di soppravivere con i sei euro lordi che ti danno dal momento che non e’ che se si licenzia per cambiare posto venga assunto da qualche altra parte,anzi e’ fritto e basta.Ma la lingua ogni tanto dovrebbe essere collegata al cervello.
ma gli impiegati, la fanno la cassa …?
le solite parziali informazioni date da chi non conosce le situazioni. Per onestà bisognerebbe informare che tutti i lavoratori delle piccole aziende, circa il 90% di quelle italiane, non hanno diritto a nessuna integrazione, addirittura il nuovo governo ha abolito i fondi regionali e quindi la cassa integrazione in deroga, di conseguenza i lavoratori di tante piccole aziende in crisi se ne stanno a casa senza ricevere nulla, o quasi, dove lavoro io è stato fatto un’accordo di sospensione causa crisi per un certo periodo e udite udite abbiamo diritto a 7,80 (settevirgolaottantaeuro) al giorno perdendo dopo il 15° la maturazione della tredicesima e della liquidazione.
“per i contratti di solidarietà nel Mezzogiorno) il termine può essere esteso anche a 36 mesi” e basta!!! ormai il mezzogiorno è ovunque, basta privilegi
ecco un’altra regola oltre ai periodi di mobilità per cui si fa differenza tra nord e sud…..ma l’italia è mica 1 sola????
Cassa integrazione giusta,ma a delle condizioni ben precise ovvero: chi ne usufruisce deve prestare la sua opera in lavori socialmente utili almeno per un numero di ore pari al valore di quanto percepito, chi ne usufruisce non deve assolutamente fare lavori in nero togliendo in questo modo lavoro ad altre persone che già difficilmente riescono a sopravvivere,e una volta tanto chirezza assoluta chi trasgredisce o non accetta niente contributi.
ai dipendenti fiat cosa che non sapete la cassa integrazione fa piacere alla stramaggioranza perche’ si fanno i lavori in campagna tipo olive noccioline castagne vigneti mi dispiace soloc per chi vive di stipendio cosa che la forza pubblica dovrebbe prendere i tabulati della cassa integrazione e vedere chi fa il doppio lavoro esentasse altro che girare a vuoto per consumare macchine e benzina dei contribuenti.
hai pienamente ragione!!!!!!!!!!