IMU: aliquote locali al rialzo
redazione | Sep 17, 2012 | Comments 4 |

Quanto i Comuni aumenteranno le quote base
Con la seconda rata alle porte, si torna a parlare di IMU. E se consideriamo che circa otto Comuni su dieci hanno aumentato o sono in procinto di aumentare la quota base della nuova imposta, lo scenario si fa sempre più nero.
Secondo uno studio condotto dal Sole24Ore su più di 80 capoluoghi di provincia, infatti, i consigli comunali hanno messo mano alle aliquote locali IMU puntando al rialzo e colpendo soprattutto le imprese e chi possiede case affittate. In particolare, dette percentuali fissate dai Comuni troveranno applicazione già a partire dal saldo finale del 17 dicembre, anche se fino al 31 ottobre i sindaci hanno ancora la possibilità di un cambiamento dell’ultimo minuto.
In ogni caso, le esigenze di cassa degli enti locali si sono fatte sentire. Sempre secondo il Sole24Ore, l’aliquota media rilevata si attesta infatti intorno allo 0,95%: un valore nettamente superiore rispetto allo 0,76% indicato dallo stesso decreto Salva Italia quasi un anno fa. In un certo senso “graziata” risulta invece essere la prima casa; per lei l’aliquota media si blocca allo 0,44%, di poco superiore alla soglia base di 0,4%. Per quanto riguarda poi le seconde case sfitte la media è pari allo 0,99%, anche se circa la metà dei capoluoghi presi in esame ha adottato il tetto massimo del prelievo, e cioè l’1,6%. A queste condizioni, lo spazio di manovra per eventuali aumenti della detrazione di 200 euro o riduzioni delle aliquote per le case affittate a canone libero, appare dunque assai ristretto.
Infine, soffermandoci un attimo sulle seconde case, da una stima effettuata dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro emerge che, confrontando l’ICI con l’IMU, rispetto all’anno scorso il carico fiscale è più che raddoppiato. Prendendo in considerazione i capoluoghi regionali, tale incremento è stato infatti pari al 107%, arrivando al 204% ad Aosta e al 140% a Bologna, Genova, Firenze, Milano e Roma.
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Redazione Global Publishers
Fonte: ilsole24ore.com e consulentidellavoro.it
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la paghiamo tutti??? sicuri????
L’IMU è una patrimoniale sulle case; il PDL dice che la abolirà nel caso di vittoria (cosa molto difficile, ma così dicendo spera di recuperare qualche voto), il PD invece la terrà (così come terrà la attuale pressione fiscale, salvo aumentarla con nuove tasse). Detto preliminarmente che la diminuzione della pressione fiscale è l’unica leva che consente un aumento dei consumi e quindi della crescita della produttività – i professori universitari di economia questo sostengono – aggiungo che pagare l’IMU potrebbe anche essere ritenuto giusto perchè rappresenta una imposizione fiscale sulla proprità immobiliare, ma è necessario apportare alcuni correttivi:
1)applicazione di una aliquota progressiva che aumenta con l’ammontare del numero degli immobili posseduti (si potrebbe partire con una aliquota del 2xmille + le deduzioni già previste per favorire le famiglie per la prima casa di abitazione; 4xmille per la seconda casa; 6xmille per la terza; 8xmille per la quarta; 10xmille per la quinta e tulle le altre; poi per favorire gli affitti concordati e la loro denuncia al fisco raddoppiare le aliquote per gli appartamenti sfitti)
2)far pagare l’IMU (anche se solo con una aliquota del 3xmille) gli immobili di proprietà delle fondazioni bancarie e altre come le scuole cattoliche che non sempre sono a fine non di lucro
3) adeguare le categorie catastali di quegli appartamenti che nel corso degli anni hanno subito una notevole rivalutazione ( per esempio le case di gran pregio situate in zone di prestigio classificate in categoria A5 o A4 come alloggi popolari)
4)eliminare la stortura di far pagare agli assegnatari di alloggio di cooperative indivise la imposta IMU con l’aliquota prevista per la seconda casa sostenendo che i soci assegnatari non sono loro i proprietari, ma la cooperativa, ma la cooperativa è costituita dai soci assegnatari, i quali per divenire soci della cooperativa e quindi pagarsi il costo della costruzione del fabbricato al netto di un contributo, sempre più piccolo, regionale, devono avere un reddito basso e non essere proprietari di una prima casa.
Correttivi semplici e fattibili che assicurano equità.
L’aliquta IMU sulle seconde case portata al 10,6 per mille viene ribaltata sul fitto che pagano gli inquilini. Per questo, i più penalizzati sono quelli che non possono comprarsi una casa. Ne consegue che i più deboli pagano di più ed è proprio vero che …”‘u can mozzeca ‘ u stracciat”.
pare le inique tasse a livello centrale; pagarle a livello locale(provinciale e regionale); pagare le speculazioni finanziarie a tutti i livelli……ma quanti siamo a pagare!!?