Saper “litigare” in azienda
redazione | Sep 18, 2012 | Comments 0 |
Cosa conviene fare
PARTE I
A questo punto è fondamentale ispirarsi a dei comportamenti che agevolino il confronto, che traducano cioè la divergenza di opinioni in un valore e in uno stimolo invece che nella sofferenza che sempre deriva dal conflitto. Lo sappiamo tutti, no?, che i conflitti mal gestiti rovinano le relazioni, mettono sotto pressione la nostra salute, ci portano a perdere opportunità e occasioni di miglioramento (in fondo lo sanno anche quelli che amano scontrarsi).
Quali comportamenti allora agevolano una soluzione positiva del conflitto?
- Gestire le emozioni. Nel conflitto, l’emozione più evidente che compare è la rabbia. Ma spesso anche la paura gioca il suo ruolo. Quando ad esempio proviamo sospetto e sfiducia verso l’altro e siamo convinti che ci voglia “fregare”. La paura di perdere qualcosa, di perdere la faccia, di essere maltrattati ci blocca. Oppure può subentrare la tristezza, magari legata a situazioni dolorose vissute in passato in cui ci siamo sentiti rifiutati e incompresi. Le emozioni sono fondamentali, ma quando siamo sotto l’effetto di una forte emozione, perdiamo la nostra capacità di utilizzare la nostra parte logica. Per questo è importante gestire l’emozione e lasciarla fluire. Quando cerchiamo di trattenerla o la sfoghiamo sull’altro, generalmente otteniamo effetti disastrosi. Dobbiamo prenderci del tempo per calmarci, magari sfogare le emozioni che proviamo, con il movimento fisico, facendo dei respiri profondi, parlandone con qualcuno che sa ascoltarci o scrivendo e mettendo su carta quello che proviamo, e affrontare la questione quando le abbiamo elaborate. Un noto negoziatore parla della tecnica dell’”andare sul balcone”. Quando una trattativa si accende, lui dice che ha bisogno di fare una telefonata e si sposta dal luogo di discussione per riprendere il controllo delle proprie reazioni emotive. Quindi quando scrivete la famosa mail piena di maiuscole, potete scegliere di lasciarla in sospeso e rileggerla a mente fredda. Se vi convincerà ancora, la manderete. Ma molto spesso vi stupirete di quello che avete scritto sotto effetto della rabbia e vi accorgerete che la reazione era sproporzionata e la correggerete.
- Jujitsu. Il jujitsu è una tecnica delle arti marziali giapponesi. Si basa sul concetto che “Il morbido vince il duro” e che il modo migliore per schivare un attacco non è contrapporsi, ma evitare di resistere e porsi in modo morbido e cedevole, per cui l’avversario, proprio nell’ultimo istante, invece di trovare una forza che si contrappone, trova davanti a sé il vuoto. Se una persona vi aggredisce con forza e voi rispondete con un atteggiamento aperto e accogliente, ignorando l’offesa nei vostri confronti, e magari dimostrando di aver ascoltato la parte costruttiva di quello che sta dicendo, vedrete che l’altro si troverà del tutto spiazzato e che il suo attacco sarà di fatto andato a vuoto. Generalmente immediatamente dopo, sentendosi accettato, l’interlocutore cambia completamente atteggiamento. Se non lo fa subito, dovrete ripetere il jujitsu, ma di solito in realtà il cambiamento è immediato e magari lo sentirete anche porgervi delle scuse.
- Affrontare il problema con calma e decisione. In alternativa all’evitare i problemi, è importante affrontarli, soprattutto per la propria autostima. Anche qui un’immagine, che può aiutare le persone che tendono a sfuggire i problemi, viene dalla cultura orientale ed è quella del salice, che è una pianta flessibile ma che non si spezza. Per risolvere i problemi è importante adottare dentro di sé un atteggiamento flessibile (che si contrappone ad un atteggiamento rigido), ma deciso. La rigidità porta a spezzarsi, cioè a non raggiungere un risultato positivo, la flessibilità unita alla decisione, per salvaguardare quello che noi consideriamo importante, porta a cercare soluzioni ai problemi.
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