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    Far lavorare i detenuti

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    Solo 2.257 detenuti su 66.000 godono oggi della possibilità di lavorare per aziende e cooperative esterne al carcere mentre scontano la propria pena. Cifra che è destinata a ridursi a causa del progressivo assottigliamento della quota di stanziamenti pubblici riservata a questa iniziativa che, se sfruttata adeguatamente, potrebbe assumere il ruolo di temporanea valvola di sfogo – o di potenziale soluzione – per il problema del sovraffollamento dei penitenziari italiani. Vediamo come.

    Innanzitutto, occorre fare una premessa. La possibilità di impiegare detenuti per lo svolgimento di un’attività lavorativa all’interno e al di fuori del carcere è stata introdotta dalla c.d. “Legge Smuraglia”, cioè la Legge n. 193 del 2000. Insieme a questo particolare processo di “riabilitazione” tramite il lavoro, detta legge ha introdotto un sistema di incentivi fiscali (con credito di imposta per ciascun detenuto di 516,46 euro al mese) e di sgravi contributivi (con aliquote ridotte fino all’80%) che rendono vantaggioso l’uso della manodopera in questione da parte di imprese e cooperative sociali.


    Una pratica poco sviluppata in Italia

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    Nella Categoria: AttualitàGallery

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    RSSCommenti (17)

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    1. gianluigi says:

      FINALMENTE …trovo la proposta giustissima perchè questa gente non deve vivere alle spalle dei contribuenti, devono guadagnarsi il vitto e l’alloggio e poi darebbero un forte contributo alle casse dello Stato impiegandoli nella manutenzione di strade, edifici pubblici e in quant’altro potrebbero essere utili.-

    2. attilio says:

      I politici che avanzano certe proposte sono quelli che temono di poter occupare, prima o poi, uno di quei posti anche se si fanno leggi ad personam, e allora vogliono trasformare le carceri in alberghi dove, scaduta la villeggiatura, “…al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno…”.

    3. Edi says:

      Non sono mai stata d’accordo in quanto prima bisogna assicurare il lavoro ai giovani, alla gente onesta che da sempre tira la carretta e magari ora si trova disoccupato e poi eventualmente alla riabilitazione di questi individui.
      Ma naturalmente queste sono solo tante parole di un burattino/cittadino italiano che non verranno mai ascoltate e prese in considerazione, come del resto avviene continuamente.

    4. mary says:

      i detenuti devono lavorare senza essere pagati ma dentro le 4 mura del carcere. ci sono tanti lavori da fare possono fare lavori di sartoria, piccoli lavori manuali così si pagano il loro mantenimento. vi sembra giusto che dobbiamo pagare noi x loro? x me è uno schifo!!!!!!

    5. giovanni says:

      questa notizia mi da la conferma che a 56 anni per trovare lavoro devo :
      1) rubare qualcosa a qualcuno
      2) andare in carcere
      3) di sicuro mi sarà offerto un posto di lavoro
      4) l’unica alternativa per trovare lavoro a 56 anni

    6. Stefano says:

      Questa è bella, si fanno agevolazioni per fare lavorare i detenuti…
      Ormai questo paese è sempre più allo sbando.

    7. sebastiano says:

      sempre e solo demagogia spiccia…: si fa tanto parlare di lavoro che non ce n’è..neppure per chi non delinque…e qui si pensa a darne a chi dovrebbe pensare solo a scontare una pena….e dico pena!!!!!

    8. Antigone says:

      Visto che, oggi come oggi, in Italia il lavoro è un privilegio per pochi fortunati, direi che darlo ai detenuti sarebbe paradossalmente un premio! Pertanto, se vogliamo riabilitarli pur punendoli per ciò che hanno fatto, proporrei di farli lavorare senza stipendio, così si autopagherebbero la detenzione e smetterebbero di stare sul groppone dei soliti contribuenti (che qualificherei come coglioni seppur onesti!)
      …Ah, dimenticavo: lascerei i lavori qualificanti da artigiani o comodi da ufficio, alle persone incensurate e disoccupate…c’è tanto da fare sulla Salerno Reggio Calabria!!!

    9. vanni says:

      a palermo ormai si dice vai a fare una rapina cosi trovi lavoro………

    10. roberto says:

      e’ giusto che vadano a lavorare anche i detenuti,se vogliono mangiare e bere,troppo bello stare dentro non fanno niente dalla mattina alla sera e li dobbiamo anche sfamare.

    11. orlando says:

      considerando che la società mantiene i detenuti,non sarebbe
      giusto che i detenuti contribuissero con un lavoro gratuito?
      Questo non è sfruttamento,è solo un contributo alla società
      per il danno che il detenuto stesso ha creato.
      Questo ha valore educativo.

      • elisa says:

        Condivido pienamente cio’ che hai scritto Orlando. Purtroppo in questo paese non succede. Lo stato è troppo impegnato a “salvare” le minkiate (fatemi passare il termine per favore) dei politici invece di concentrarsi su come fare per migliorare il sistema sanitario, quello scolastico e perchè no, il recupero e la rieducazione dei detenuti.
        La situazione e le condizioni attuale nelle carceri italiane sono disumane..Il degrado delle carceri italiane è tale da “rendere ancora più amara la detenzione”, considerati il valore rieducativo attribuito alla pena dall’articolo 27 della Costituzione e il rispetto che si deve alla dignità di ogni persona, a prescindere dalla sua condizione e dal suo agito.

        • Marto says:

          Ma certo, mettiamogli anche la sauna e l’idromassaggio in cella, così potranno alloggiare più agevolmente….

          OH! Ragazzo, se hai fatto un danno alla società, non puoi più esserne parte integrante, quindi perdi ogni diritto!! Se vai in galera l’hai voluto tu che hai voluto fare il furbo, perciò ti fotti in una cella maltenuta e non rompi i coglioni!!

    12. max says:

      Ma che………..ma si dai facciamo lavorare i detenuti e paghiamoli pure…tanto chi se ne frega della gente onesta e disoccupata che stà fuori……….EVVAIIIIII….VIVA L’ITALIA.

    13. Luca says:

      Che facessero lavorare la gente onesta…piuttosto!!!

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