Contributi per gli apprendisti
Laura Cerizza | Nov 23, 2011 | Comments 31 | Please wait
Nuovi contributi per le imprese che attivano contratti di apprendistato a partire dal 30 novembre 2011. In attuazione del Programma AMVA – “Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, è stato infatti pubblicato l’avviso per la richiesta di contributi volti all’inserimento occupazionale dei giovani tramite l’apprendistato.
Innanzitutto, l’incentivo copre tutto il territorio nazionale ed è rivolto ai datori di lavoro privati in regola con tutte le normative nazionali e regionali in tema di sicurezza del lavoro, impiego di disabili, obblighi contributivi ed assicurativi, oltre che con l’applicazione del CCNL di riferimento e con la disciplina del contratto di apprendistato. I contratti ammessi al contributo sono solamente quelli sottoscritti dal 30 novembre 2011 e risultano esclusi quelli stipulati con i lavoratori di cui all’art. 7, co. 4, D.Lgs. n, 167/2011, cioè i lavoratori in mobilità.
Quali, dunque, le tipologie di apprendistato coinvolte e le somme erogate?
Il contributo riguarderà unicamente i seguenti contratti:
- Contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (giovani tra i 15 e i 25 anni d’età). L’ammontare dell’incentivo è pari a € 5.500,00 per ciascun soggetto assunto a tempo pieno.
- Contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (giovani tra i 18 e i 29 anni d’età). Il contributo è pari a € 4.700,00 per ogni apprendista assunto a tempo pieno.
E i requisiti che i lavoratori devono rispettare?
Al fine di godere del contributo in esame, gli apprendisti devono possedere il carattere di “lavoratori svantaggiati” ai sensi di quanto previsto dal Regolamento CE n. 800/2008 (nel rispetto dei limiti d’età previsti dalla normativa sull’apprendistato), e non devono aver avuto rapporti di lavoro dipendente o assimilato negli ultimi 12 mesi con il datore richiedente la cui cessazione è stata dovuta a cause diverse dalla scadenza naturale dei contratti.
Per “lavoratori svantaggiati”, ai sensi della normativa CE, si intendono coloro che: non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi; manchino di un diploma di scuola media superiore o professionale; abbiano superato i 50 anni d’età; siano adulti che vivono soli con una o più persone a carico; siano impiegati in professioni o settori con un tasso di disparità uomo-donna superiore ad almeno il 25%; appartengano a una minoranza nazionale all’interno di uno Stato membro e che necessitano di consolidare le proprie esperienze linguistiche, di formazione professionale o lavorative al fine di favorire l’accesso ad un’occupazione stabile.
Tali requisiti devono sussistere al momento della sottoscrizione del contratto di apprendistato.
Laura Giulia Cerizza
Redazione Global Publishers
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[...] di disoccupazione in deroga per gli apprendisti (art. 19, comma 1, lett. c), D.L. n. 185/2008): trattamento sperimentale che prevede l’erogazione [...]
cari amici, noto con piacere che la faida tra datori e lavoratori funziona a dovere, bravi, ma non avete mai pensato che è lo stato politico, sindacale e industriale a creare questo, al solo e vero scopo di avere maggiori profitti e potere.
La disoccupazione, fa parte di un piano sociale ben preciso, il fatto di aumentare gli stipendi cosa per altro giusta, non farà nient’altro che aumentare ancora di più la disoccupazione e l’innalzamento del costo della vita moltiplicato per 3.
Se io do per ipotesi 300 euro in più in busta di riflesso cosa succede: maggiore trattenute per il dipendente, maggiori costi per l’azienda, tutto verrebbe aumentato, produzione, trasporti, materie prime ecc. ecc.
La soluzione logica sarebbe solo quella di ridurre nella proporzione all’aumento l’aggravio contributivo per l’azienda, in poche parole, io do l’aumento al lavoratore, voi, stato sovrano e dittatore mi riducete tale importo dalle contribuzioni e dallo studio di settore. Cosi facendo, il lavoratore avrà più agio, il datore di lavoro potrà dare più lavoro e il povero governo si accontenterà di vivere come sta facendo ora alle nostre spalle.
L’italia è una nazione che non ha bisogno di nessuno, è lo stato che crea la crisi, è lo stato che brucia e li fa vivere da nababbi, ma non vi rendete conto in che lusso e agevolazione vivono, nello spreco e sfregio più totale alla nostra faccia e noi forse riusciamo a mangiare una volta al giorno e anche male.
Ci vuole ribellione pacifica
Ai datori di lavoro quando assumono ora la prima cosa che interessa è l’età, contratto a tempo determinato di 3 mesi se va bene, nessuna certezza di assunzione dato che ti rispondono che non sanno come andranno le cose in futuro e la frase se ti va bene così bene oppure quella è la porta.
con queste premesse che voglia ho di impegnarmi in un lavoro se il datore mi sbatte fuori dalla porta quando vuole e non ha nessun rispetto?
Infine siete voi datori di lavoro che scegliete le persone sbagliate da assumere nessuno ve le impone quindi non lamentatevi se fate scelte sbagliate.
Scusate, ma io penso che l’imprenditore assume quando ha bisogno di manodopera e sicuramente non licenzia se le cose vanno bene, però i lavativi sono i nemici numero uno dei lavoratori onesti. Ricordiamoci che quando arriva la crisi la subiscono tutti, e si salvano normalmente gli onesti
Salve a tutti. da un pò di tempo sono passato da operaio a imprenditore e da questo passaggio posso solo dedurre che gli operai stanno messi male perchè il lavoro scarseggia ma gli imprenditori stanno veramente fregati. le tasse da pagare sono tante e le entrate sono poche. allora se un azienda viene massacrata dal governo di conseguenza non può dare lavoro agli operai.con questa legge sapete cosa succede? che ogni tre anni cambierete lavoro!!! questa è l’italia
Io dico quanto più si sale su, più il botto è forte quanto si cade, comunque è una questione politica, classe dirigente vecchia ed incapace. Politici che rubano palesemente persone inpreparate a coprire mansioni ed occupare posti solo per favorire amici e amici degli amici, io dico verra il giorno della grecia i presupposti ci sono tutti.
Io dico quanto più si sale su, più il botto è forte quanto si cade, comunque è una questione politica, classe dirigente vecchia ed incapace. Politici che rubano palesemente persone inpreparate a coprire mansioni e
Scusate, ma tutto questo,cari’ sta succedendo in un momento di concorrenza con mercati emergenti quindi non è colpa ne degli operai ne degli imprenditori.
Come pensdate che si inserisca la crescita della Cina, India nell’economia oramai globalizzata?
RAGAZZI ORMAI SIAMO AL FONDO NON CE NIENTE DA FARE FALLIMENTO TOTALE. OPERAI ONESTI NON ESISTONO VOGLIONO SOLO CRITICARTI GIUDICARTI E RUBARTI TEMPO E DENARO POI SI METTONO LE TASSE MENISILI, LE ASSICURAZIONI, IL GASOLIO ,E FINITAAAAAAAAAAAAAAAAA ANNO NUOVO CHIUDO.
Falliranno tantissime altre aziende nel 2012, oramai l’Italia è un paese finito.
il lavoro deve essere fatto sempre con impegno ed umiltà.
Gli imprenditori che vogliono far solo soldi a discapito di altri e i dipendenti che vogliono solo salvare il proprio posto a tutti i costi, sono sullo stesso piano.
Il dipendente che lavora deve essere pagato…perche produrrà meglio e di piu’, la gratificazione ci deve essere a parole e a fatti.
Disonesti e lavativi a casa, sono un danno per l’italia.
un imprenditore.
Io sono un imprenditore straniero che vivo da anni in Italia, ragazzi sapete una cosa deve finire la guerra fra il datore di lavoro e l’operaio, il tempo sta per scadere. lavorate onestamente e il datore di lavoro vi amerà. non tutti imprenditori sono bastardi.
io sono onestissima mi offri un posto di lavoro? ^_^ hhhhhhhhhhhh
Scusate volevo aggiungere una cosa:
se il lavoro va fatto con passione la giornata passa con piu’ gioia e si rende molto di piu’ con anche soddisfazioni personali,(sul fine mese e sul modo di eperare )
se si lavora solo per il fine mese allora non va propio bene.
Ciao a tutti
Buonasera
Alessandra ai pienamente ragione
Sono un imprenditore _impianti elettrici- avevo 35 dipendenti il lavoro non mancava per fortuna, ma purtroppo per problemi personali di salute sono stato assente dal lavoro per diversi mesi, il personale lavorava con me da circa 5 e 12 anni si andava abbastanza bene con tutto alti e bassi ecc…. come tutte le aziende, con la mia assenza mi anno creato dei danni sul lavoro (sul posto di lavoro anziche’ lavorare si grattavano i M…… )io ero assente ma davo da vivere a 35 famiglie il risultato che o dovuto chiudere l’azienda.Questi sono i risultati ad avere operai.
Oggi sono tutti a casa io al posto di fargli avere la disoccupazione gli farei fare la fame cosi’ imparano a vivere.
Sono dovuto ripartire da zero dopo 15 anni.
Purtroppo non capiscono che se l’azienda guadagna e va avanti tutti stanno bene, ma se l’azienda non guadagna tutti stanno male.
TUTTI SERVONO E NESSUNO E’ INDISPENSABILE.
“tutti servono e nessuno è indispensabile” è la classica frase che usano i datori di lavoro per screditare il lavoro del singolo o per minacciare l’imminente licenziamento…. Come dire “ho io il coltello dalla parte del manico e se mi va ti faccio fuori, quindi fai lo zerbino”. Il fatto che l’azienda sia fallita è normale in quelle situazioni.
Salvatore…immagino che tu sia un “onesto lavoratore” vero ?
Con te si che qualunque azienda fallirebbe.
…. tu puoi andartene quando vuoi dando il prevviso di xx giorni ed io da datore di lavoro non posso fare lo stesso???
A quelli che accusano i datori di lavoro di voler solo far soldi chiedo:
-Voi per cosa lavorate, per la divina GLORIA???
-Venite pagati in “Natura”??
e basta con queste storie…
finchè non c’è rispetto equamente distribuito tra datore di lavoro e dipendente non si può andare avanti…
CARI MIEI, continuate cosi e tra poco emigrerete in CINA a lavorare…
Caro Salvatore ti posso dire che l’azienda non e’ fallita ma in chiusura, mi sembra di aver capito che sei un operaio,
dimmi una cosa
tu se non semini puoi raccogliere?
Lavoratore onesto ma non operaio! indipendente, ho partita iva purtroppo, ma quella frase non mi sta bene.
“Purtroppo non capiscono che se l’azienda guadagna e va avanti tutti stanno bene, ma se l’azienda non guadagna tutti stanno male.
TUTTI SERVONO E NESSUNO E’ INDISPENSABILE.”
Sante parole,d’accordo con te.
Ma per quanto riguarda l’articolo,è anche vero che certe aziende ci marciano sui contributi,assumendo giovani a cui non rinnoveranno il contratto,e questi si ritrovano a 30 anni senza che nessuno li assuma.
Nel 2008 molte aziende del cuneese mandavano in cassa la metà degli operai e agli altri facevano fare gli straordinari!!!e della stessa catena di montaggio…ci sono operai che meritano il licenziamento e ditte i cui padroni approfittano di uno stato miope,entrammbi parassiti del sistema.
Pienamente d’accordo. Ho una laurea in Ingegneria Meccanica, a 23 anni gia’ lavoravo come progettista (apprendista) presso una ditta in una citta’ a 200 km dalla mia citta’ nativa. Ho cambiato 4 lavori e sono sempre stata apprendista fino all’eta’ di 27 anni. Ora a 28 anni, lavoro negli Stati Uniti come responsabile dell’ufficio ricambi di una grossa multinazionale che opera nel settore del petrolio e del gas. Non c’e’ paragone tra l’Italia e l’America…mia personalissima opinione. Qui la mia laurea vale ancora qualcosa. E che tu abbia piu’ o meno di 30 anni non fa la differenza, ma quello che importa e’ l’esperienza e il contributo che puoi portare all’azienda. In Italia la prima cosa che mi chiedevano era quanti anni avevo (chiaro, cosi’ fino ai 30 anni potevano assumermi come apprendista caricandomi di responsabilita’ non da apprendista!). Mio padre ha una sua ditta con 10 dipendenti e capisco pienamente il punto di vista delle aziende, ragazzi e’ incredibili quanto “costano” i dipendenti di mio papa’ alla sua ditta!!! E allora dove sta il problema? Non sara’ che ancora una volta il problema sta nei governi che ci sono stati…
Ciao Elena
e’ vero che il governo fa pena, ma gli operai se fanno tutti il loro dovere si potrebbe tirare avanti, il lavoro e poco ma se fatto bene e nei giusti tempi qualche euro rimane, non si guadagna ma accontentiamoci.
X Camilla.
Vedi io, ringraziando Dio e mia moglie e il mio bimbo di 3 anni mi sono rimesso in gioco, dopo un’altra “bella” esperienza lavorativa con dei “truffatori call center” avevano una grossa commessa per un’azienda elettrica e del gas, “onesti” anche questi, adesso sto cercando di fare quello che mi è sempre piacito, riprese e montaggio video e grafica publ. Nessuno ci aiuta, ma noi siamo italiani, svegliamoci abbiamo l’intelligenza per cambiare il corso della nostra storia. In bocca al lupo.
X FRANCESCO MI TROVO NELLA TUA STESSA POSIZIONE, SOLO CHE NOI SIAMO IN 45, E NON E’ FACILE PENSARE CHE UNA REALTA’ DEL GENERE TRA UN PO POSSA FALLIRE.
TUTTE QUESTE FAMIGLIE COSA FARANNO…GRAZIE ALLO STATO!!!!!
Mi dispiace che lei abbia trovato persone così, vero il mondo del lavoro è pieno di fannulloni, ma le assicuro che anche chi sta dall’altra parte della medaglia non si trova del tutto bene, io ho lavorato come progettista per un’azienda è ho dato l’anima, io ed alcuni miei colleghi, il risultato, abbiamo perso il lavoro perchè questa volta l’imprenditore insieme alla sua famiglia (non pagando le tasse dovute, l’IMPS dei lavoratori addirittura non pagavano ne luce ne telefono), hanno distrutto una realtà che dava lavoro a ben 30 famiglie con un buon stipendio, e noi cosa abbiamo potuto fare? e qui mi viene in aiuto il grande Antonio Albanese. Dobbiamo cambiare la nostra cultura, i dipendenti e gli imprenditori devono essere onesti, ma prima devono esserlo i nostri politici basta nuovi contributi, assistenzialismi vari, mettete in condizione di assumere senza tassare chi onestamente da lavoro.
P.S. vedo che ciò che successo in Libia non ha insegnato nulla ai nostri bravi politici, l’italia è stanca date il buon esempio.
Purtroppo caro francesco, sono cambiate le persone, ma non le abitudini ad onorare la poltrona senza fare niente……a mio avviso bisogna sostituire tutta la classe politica.
Le idee ci sono soltanto che non si fa niente…..tanto alla fine paga sempre pantalone….e ci rimettono sempre i più bravi, che finiscono a CASA!!!!
Non è una cosa da poco, qui la situzione è generale.
Forse stiamo vivendo un periodo piuttosto strano…..
e la politica fa finta di non vedere,non sentire…
alessandra……………..
voi impreditori vi lamentate sempre…. come mai vi capita di assumere sempre persone sbagliate!!!… magari perchè siete anche voi un po sbagliati???
Dimenticavo.. io sono un lavoratore onesto e non sono un benefattore come ti disegni tu!!!
Buonasera!!!!!
Scusate la polemica, sembra veramente che agli italiani non vada bene niente…………………
ma voi, avete un’idea di chi c’è in italia che non ha voglia di lavorare????????
Io ho assunto 3 apprendiste nel giro di 3 anni; e il primo problema avuto, ( non perchè nonle pago, ma perchè non hanno voglia di lavorare ), le devo pagare. e si piantano in malattia!!!!!!!!
Date l’opportunità all’imprenditore; se sbaglia ad assumere una perdaballe; anche di poterla lasciare a casa; non che l’azienda ci rimette; oltre che averle dato una possibilità……………….
Questa società; ormai è dell’apparire, poca sostanza e tanta apparenza………………
Pensateci!!!!!!!!! ah! Dimenticavo io che investo, dò lavoro, mi comporto bene, ho in cambio zero.
Altro che indignados……………
Scusa Alessandra,
ma alla base dell’essere umano ce sempre l’errore, e molti lo ritengono un pregio più che un difetto.
“Chi sbaglia lavora, e chi non sbaglia che non lavora.”
Secondo me è l’aiuto alle aziende che manca…troppa concorrenza e nessuna convenienza….qui trovi una porta aperta….
Scusate, ma tutto questo,cari’ sta succedendo in un momento di concorrenza con mercati emergenti quindi non è colpa ne degli operai ne degli imprenditori.
Come pensate che si inserisca la crescita della Cina, India, nell’economia oramai globalizzata?