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    Impariamo dagli inglesi?

    Disoccupazione giovanile: ecco cosa fa il governo britannico.

    Sono di ieri i dati che purtroppo confermano il trend negativo dell’occupazione nel nostro Paese: secondo i dati Istat, a settembre, il tasso di disoccupazione è all’8,3%, aumentato dello 0,3 rispetto al mese precedente. In tutto ciò, aumenta ancora la disoccupazione giovanile, che arriva al 29,3%, record dal gennaio 2004 e tasso più alto dell’Ocse.

    Non se la passano particolarmente bene nemmeno gli altri paesi europei, e non solo quelli dell’Eurozona. Anche la Gran Bretagna, infatti, si sta confrontando con l’emergenza della disoccupazione giovanile, mai così alta tra i ragazzi dai 16 e i 24 anni, i cosiddetti “Neet”, che né studiano né lavorano. Un esercito che supera il milione di individui.

    Per arginare questa tendenza, il governo di David Cameron ha deciso di costituire un’eccezione alle rigide misure adottate per ridurre i costi della spesa pubblica e stanziare un miliardo di sterline per garantire agevolazioni dirette alle aziende che assumono. A livello pratico, si tratta di un finanziamento alle imprese da parte dello stato, che offre metà dello stipendio minimo in cambio di posti di lavoro destinati ai più giovani. Altri fondi saranno destinati all’apprendistato, trasformati in agevolazioni ai ragazzi e investiti in corsi di formazione.

    Per Londra, tutt’altro che insensibile alla crisi che stanno vivendo i mercati, si tratta di uno sforzo molto oneroso, ma ritenuto altrettanto necessario.

    Che ne pensate? Credete che anche in Italia sia possibile fare un passo in questo senso? Sarebbe utile? Quali provvedimenti andrebbero adottati, secondo voi?

    Redazione Global Publishers

    Fonte: Job24



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