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    L’illustratore di borse

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    Incontro Alex Gavazza al suo stand all’Artigiano in Fiera edizione 2011, esposizione che ogni anno a Milano celebra l’arte della manifattura italiana e internazionale. È circondato da amici in maglietta brandizzata che lo aiutano distribuendo gadget e servendo i tanti clienti incuriositi, totem di cartone coloratissimi su cui campeggiano disegni vagamente onirici, rami d’albero a cui sono appese le sue fantasiose creazioni: borse, tracolle, astucci e cinture. Mi porge il suo biglietto da visita, sul quale il fumetto di un bambino sorridente sta abbracciando un gatto: “quello sono io e quello è il mio gatto. È il logo di Fritlex, la mia azienda”, spiega Alex che a 26 anni è un designer di borse già a capo di un’attività commerciale di sua proprietà.

    Da dove viene l’idea di disegnare e produrre borse?

    Dopo aver scartato l’idea di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti, una scelta che avvertivo un po’ troppo limitante, mi sono diplomato in disegno allo IED (Istituto Europeo di Design) di Torino, perché il mio sogno era quello di diventare illustratore di libri per bambini. Poi però ho trovato lavoro in un’agenzia grafica e ho iniziato a occuparmi della ricerca sui materiali e del design di borse e loghi per alcune importanti griffe di moda italiane. Lavorando su questo tipo di prodotto, ho deciso di provare a interpretarlo secondo il mio estro e attraverso le competenze maturate fino ad allora di realizzare una mia linea di accessori. Una serie di delusioni, dalla promessa mancata della realizzazione di un libro a quella di un’assunzione che poi non si è concretizzata, mi hanno definitivamente convinto a tentare la strada della libera imprenditoria. Così è nato Fritlex, il mio marchio.

    Sei soddisfatto di questa decisione?

    Sì. Considero le mie creazioni una vera forma d’arte più che una semplice produzione di oggetti d’uso comune. Ogni pezzo è unico e a lungo meditato, è il risultato finale di un attento studio concettuale e di lavoro manuale. Si sono già viste borse realizzate con materiali di riciclo e con banner pubblicitari, io voglio proporre qualcosa di nuovo e personale. A differenza dell’arte intesa nella sua accezione più classica però, questa è un’arte “portabile”, non fine a se stessa, utile. Un quadro non si può portare in giro (ride).

    Da cosa trai ispirazione?

    Mi ritengo estroso di natura con la tendenza a scivolare verso atmosfere gotiche e surreali. Tento tuttavia di differenziare la produzione utilizzando colori, grafiche e illustrazioni diverse per epoca, soggetto e sentimenti che sono in grado di suscitare. Mi aiuta molto la musica. Il sottofondo musicale che scelgo per lavorare influenza la creazione, se per esempio il primo è gioioso e trascinante allora la seconda sarà colorata e allegra. Sono inoltre appassionato della moda e dei costumi degli anni ’20 del ‘900, mi lascio ispirare dalle forme, dalle stoffe e dagli oggetti di quel periodo storico. Ultimamente ho anche realizzato una linea interamente dedicata ad Alice nel paese delle meraviglie, non rifacendomi però all’iconografia cinematografica – nonostante sia un grande fan di Tim Burton – ma ai disegni di John Tenniel, il più grande illustratore delle opere di Lewis Carroll. (continua alla pagina successiva)

    Giovani anticrisi. Intervista ad Alex Gavazza, l’illustratore di borse

     



    Nella Categoria: GalleryGiovani Anticrisi

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