Il prezzo del (finto) lavoro precario
Ichino – Brugnatelli e Associati | Jan 20, 2012 | Comments 16 | Please wait
Molti di questi rapporti sono precari solo formalmente: assai spesso, come sappiamo, essi dissimulano rapporti di lavoro stabili, che proseguono da anni, sotto le mentite spoglie di contratti a termine reiterati sistematicamente.
Ben presto, allora, molte aziende si accorgeranno che questi rapporti di lavoro sono – per la legge – assai meno “precari” e flessibili di quanto esse sperano.
È probabile, infatti, che diversi di questi fasulli lavoratori a progetto, a tempo determinato, in somministrazione, a partita IVA, ecc., non riuscendo a ricollocarsi nel mercato a causa della crisi, si rivolgano al sindacato o all’avvocato, scoprendo che quei loro finti contratti precari erano irregolari, e di avere perciò diritto a ottenere l’assunzione a tempo indeterminato da parte dell’impresa che ha utilizzato continuativamente le loro prestazioni lavorative.
Da qui a finire davanti al giudice del lavoro il passo sarà breve; e in molti di questi casi l’esito della causa sarà pesantissimo per l’azienda che aveva confidato – con il ricorso al finto lavoro precario – di crearsi una valvola di flessibilità per la gestione del proprio organico: sarà costretta non solo a ripristinare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma anche a pagare contributi previdenziali arretrati e relative sanzioni. Oppure – per evitare queste conseguenze - dovrà sopportare i costi di un’onerosa transazione; il tutto – naturalmente – oltre a dover pagare le spese legali proprie e dell’altra parte.
In questo modo andranno a farsi benedire i risparmi e la maggior flessibilità che l’azienda aveva confidato di ottenere ricorrendo al lavoro precario.
A chi giova tutto ciò?
Certamente al lavoratore che ha avuto la determinazione e la forza di sopportare tempi e costi del giudizio, il quale ne ricaverà, dopo qualche anno di contenzioso, quantomeno un beneficio economico a posteriori. (continua alla pagina successiva)
I primi a soffrire della grave crisi in corso da tre anni sono stati e continueranno a essere i cosiddetti “precari”: lavoratori – in gran parte giovani – a tempo determinato o forniti da agenzie di sommistrazione di personale, e collaboratori “a progetto”, che non saranno confermati; collaboratori “a partita IVA” lasciati a casa; soci di cooperative appaltatrici di servizi esterni sospesi dal lavoro, perché l’impresa committente ha deciso di tagliare i costi, ecc., ecc.
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Commenti (16)
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Ma non ve ne state accorgendo che ad uno alla volta ci stanno mandando sotto i ponti tutti?
Tutti zitti?
Gli italiani dove sono? Forse hanno ancora la pancia troppo piena…
Vabbé… lla prima notte che mi troverò un giorno a passare sotto i ponti ammazzo i primi che mi capitano per il solo fatto che mi hanno ignorata senza prestarmi soccorso.
Almeno in carcere si sta sotto un tetto…
Voglio proprio vedervi un giorno.
Voi sulla strada e gli altri fortunati che rientrano a casa, e nessuno che vi aiuta.
PRECARIATO, problema creatoe voluto dai poltici, dai sindacati , dal cleo, in quanto al momento del voto promettevono uyn impiego percario con l´alibi che poi si sarebbe provevduto al cambiamento..quale? continuate a crede a questa gente la prenderete in quel posto, a proposito la Sig.re Camusso CGIL, che tanto sbraita, lei e la cricca perche´non si sono mossi prima ?? certamente colpa di qualcuno (forse berlusconi )
In merito al contenuto dell’articolo gradirei che qualcuno spiegasse cosa impedisce di emanare una norma che consenta alle aziende l’assunzione a titolo definitivo di giovani, donne e altre categorie più o meno disagiate in esenzione di contribuzione per 3 o 5 anni, a seconda dei casi. In un’ottica di lavoro di oltre 40 anni non credo che 3 o 5 anni di contribuzione “regalata” sia un problema. Si avrebbe poi un doppio vantaggio: i lavoratori avrebbero uno stipendio dal quale nascono consumi e imposte; le aziende avrebbero un costo del lavoro più basso. Certo le aziende dovrebbero essere costrette, magari con la revoca automatica del beneficio in caso di licenziamento entro i termini del beneficio stesso. Poichè mi sembre sin troppo semplice non pensarci credo vi sia un qualche impedimento a me sconosciuto.
Grazie
Mi sorprende leggere un articolo del genere datato Gennaio 2012. Il governo Berlusconi con il collegato lavoro ha di fatto cancellato la possibilità di rivalersi sui contratti camuffati da lavoro precario ripetuti ad oltranza per anni ed anni anche e soprattutto dalle pubbliche amministrazioni.
Lo so bene perchè ho vissuto l’ingiustizia di essere precario solo formalmente per 12 lunghi anni con la speranza di vedermi prima o poi stabilizzare. L’amministrazione ha violato tutte le leggi previste dal diritto amministrativo che vuole che si possa far ricorso per periodi di tempo limitato(senza però specificare quanto limitato) e che comunque dice anche che non si può fare ricorso allo stesso lavoratore precario per più di 3 anni. E’ evidente che nel mio caso, visto che sono stati rinnovati i contratti per dodici anni si sono violati entrambi i presupposti. Ma tanto ormai ‘va bene’ (si fa per dire) così perchè il collegato lavoro ha cancellato tutto il pregresso. Dire quindi, adesso che sono scaduti i termini per poter fare qualcosa, che i datori di lavoro rischiano grosso è almeno per quanto mi risulta una colossale bufala. Sarei felice di essere smentito perchè pur anvendo impugnato tutti i miei contratti nei tempi previsti dal collegato lavoro, non ho potuto passare a vie di fatto con una bella vertenza perchè altrimenti mi sarei ritrovato si con un discreto idennizzo ma senza lavoro, cosa che a quasi 50 anni non mi posso certamente permettere. Allora perche hai avviato le pratiche se poi non le hai portate avanti? Perchè speravo che l’alzata di scudi mia e di tanti miei colleghi spingesse l’amministrazione a trovare delle soluzioni tipo quella che si e voluta trovare con i lavorari LSU che sono stati inseriti in una struttura creata ad hoc come Lazioservice. Così non è stato, diciamolo pure loro se ne sono altamente fregati, noi abbiamo fatto la figura dei cattivi e degli ingrati, e adesso pensa un po stiamo peggio di prima. Mi chiedo quindi se chi ha scritto l’articolo è davvero al corrente degli sviluppi seguiti al collegato lavoro, e se non lo è la cosa e molto molto grave. Bugnanelli e Associati (questo appare accanto al nich dell’autore) suona tanto studio legale, e quindi queste cose dovrebbe saperle molto molto bene, o se invece si fa consapevolmente riferimento ad una situazione non più veritiera solo per attirare clienti che però scopriranno a loro spese che invece dei cospiqui risarcimenti paventati nell’articolo, e che, lo ripeto ormai sono soltanto un sogno, otterranno al massimo qualche briciola insieme alla certezza di non vedersi mai più rinnovare il contratto. Vale la pena di intentare una causa presso il tribunale del lavoro solo per ottenere tutto questo? Chi ci guadagerebbe oltre agli avvocati? Noi bistrattai precari sicuramente no.
Hai centrato il problema!
mafiaspa.net
Io ho risolto così…
https://sites.google.com/site/gadagnalavoraonline/
sonomariaedholascuoladell,obbligocosapotreifarepervoisnzaunalurea esonoinvalidaesonvedova èvivo colapensionne socialecosapotrefareper voi’
ciao sono un operatrice socio assistenziale copero nelle scuole superiore della provincia di avellino. assistenza ai disabili. da dieci anni con cntratto a progetto e adsso rischio di rimanere a casa .mi e stato detto che non posso rivendicare nulla. adesso cosa devo fare . dove vado a lavorare .chi ti assume a una certa eta
COMPRENDO LA TUA SITUAZIONE. NON APPARTIENI ALLA GENEALOGIA DELLA “CASTA”… CHE DALLE TUE PARTI PASSA DALLA CAMORRA… SE TI PUò CONSOLARE, IN LOMBARDIA, ANALOGA SITUAZIONE… MI TURBA IL FATTO CHE AI “FORCONI” (IN ODORE DI MAFIA) VIENE DATO SPAZIO E CREDIBILITA’… NOI PRECARI.., ALLORA COSA DOVREMMO FARE… L’OLOCAUSTO?.
http://www.mafiaspa.net
Claudio Larghi (precario appalti informatica e vittima di mafia)
Renzo says:
20 January 2012 at 10:47
Occorre prendere atto che il precariato non conviene a nessuno …
Prendere atto di cosa? Ora ? Dopo che sin dal 1996 si è sparsa la piaga (la peste, rectius) del Precariato sul quale le imprese hanno speculato bassamente ed hanno fatto quattrini a palate e sul quale i sindacati hanno furbescamente chiuso un occhio?
E solo ora ci si accorge dei danni irreparabili che sono stati inferti al tessuto sociale ?
Siate coerenti una volta tanto, continuate a fottervene di una intera generazione così come avete fatto fino ad oggi e risparmiateci i vostri piagnistei.
albe
Albe forse tu non ti rendi conto che agli imprenditori interessa una cosa sola, ossia, essere competitivi sui mercati cominciando dal pagare meno tasse!
Lo Stato invece per poter garantire lo stipendio a 3,5 milioni di dipendenti pubblici, la casta con mega stipendi e pensioni, e sprechi vari con appalti clientelari ed opere lasciate incomplete, ha bisogno sempre di più soldi e nuove tasse!!!
Come conciliare queste due cose?
Ecco che allora un incentivazione al precariato é il contentino che lo Stato ha dato alle imprese, che in questo modo hanno potuto trasferire maggior rischio d’impresa sui lavoratori, mi spiego?
Purtroppo però anche i ns. governanti non hanno capito che il precariato rappresenta anche un’ipoteca sul loro futuro e sui loro privilegi perché prima o poi la gente scenderà in piazza….ne vedremo delle belle!!!
RENZO, SE FORSE UNO DI QUEI FURBI DI IMPRENDITORI CHE SPECULANO SUGLI APPALTI?.
PER TE ESISTE UN SITO http://WWW.MAFIASPA.NET CHE DESCRIVE CHI SIETE E COSA FATE.
I SINDACATI (CGIL-CISL-UIL) SONO DA ANNI CONNIVENTI COL SISTEMA DEL PRECARIATO. CHIUNQUE SI RIVOLGA AD UN UFFICIO RICORSI DI UNA ORGANIZZAZIONE SINDACALE VIENE BOICOTTATO. IGHINO HA SCOPERTO L’ACQUA CALDA LO SANNO TUTTI CHE IL 100% DEI CONTRATTI A PROGETTO E’ VIOLATO IN LAVORO SUBORDINATO. PER AVVIARE UN RICORSO E RINVIARE A GIUDIZIO (CIVILE) UNA AZIENDA, UNA SOCIETA’ DI CONSULENZA, NON BASTANO PROVE CARTACEE… CI INFINOCCHIANO CON I “TESTIMONI”. PROVATE VOI A TROVARNE UNO CHE è DISPOSTO. E POI I GIUDICI DEL LAVORO?. TUTTI FILO DATORIALI… INSOMMA CHI HA FATTO LA LEGGE BIAGI (EC MINISTRO MARONI) HA FATTO LA MANNA DEI SUB APPALTATORI ED IN PRIMI MOLTE SOCIETA’ IN ODORE DI MAFIA…. NEL SETTORE INFORMATICO PROLIFERANO.
CLAUDIO LARGHI http://WWW.MAFIASPA.NET
mu
Occorre prendere atto che il precariato non conviene a nessuno, né all’impresa, né allo Stato, e ovviamente al lavoratore: in sostanza il precariato è una forma di lavoro recessiva che spesso è confusa con la flessibilità.
Il precariato non conviene all’impresa specialmente perché se si utilizza illeggittimamente un contratto a termine il rischio che il lavoratore faccia valere i suoi diritti con una vertenza é molto alto e di conseguenza l’utilizzo di un solo anno di un lavoratore a termine può costare perfino da due a tre anni d retribuzione equivalmente: dov’è il risparmio?
In più un precario tenderà a rimandare ogni acquisto di beni durevoli a tempi migliori ed a ridurre le proprie spese all’essenziale, ne consegue un drastico calo dei consumi che va ad alimentare e peggiorare il calo dei fatturati nelle aziende di ogni settore produttivo.
E’ una pia illusione quella delle aziende di pensare che trasferirsi dove la manodopera costa meno rappresenti un’ancora di salvezza: a chi venderanno poi i loro prodotti in patria, ai precari disoccupati?
Il precariato non conviene nemmeno allo Stato, perchè quasi sempre il precario dopo un contratto termine chiederà un sussidio di disoccupazione riprendendosi indietro parte di quanto versato in contributi durante l’attività lavorativa…
E il lavoratore che nè sarà del povero lavoratore successivamnte troppo giovane per la pensione e troppo vecchio a 45 anni per continuare a lavorare?
…..non la vedo bene quest’economia!….e voi?
Ma ci vogliamo proprio fare male… il lavoro gia’ non c’e'!!! Chi ha permesso le aste sugli appalti in modo da tener bassi i costi? e se devo tener bassi i costi come la si fa’?? Adesso saprete come andra’ a finire? Le aziende non impegheranno neanche i cocopro … saremo invasi dai RUMENI!!
I Sindacati buoni solo a mordere sul collo, altrimenti perche’ non intervenivano prima….
Quando non avremo nulla, chi ha scritto l’articolo capira’ col senno di poi!!!