Articolo 18? Dibattito sbagliato
redazione | Feb 06, 2012 | Comments 27 |
La qualità del dibattito ha lasciato a desiderare, a partire dall’affermazione di Monti che l’articolo 18 è uno dei motivi della scarsa volontà delle aziende straniere di investire in Italia. Se la poteva risparmiare. Gli stranieri investono poco in Italia perché è un mercato che non cresce ed è un paese afflitto da burocrazia, considerato più corrotto che altri (forse ingiustamente) e con una giustizia civile molto più lenta che altrove (purtroppo giustamente).
Quali sono i veri problemi del mercato del lavoro in Italia? Impossibilità di licenziare? Ovviamente no. In Italia si può licenziare e si licenzia più facilmente che in Francia per esempio. Mancanza di flessibilità? Neanche per sogno. La cassa integrazione e la miriade di contratti a tempo determinato danno ai datori di lavoro in Italia una flessibilità che pochi altri paesi europei offrono.
I veri problemi del mercato del lavoro in Italia sono invece tre:
1. Un’alta tassazione sul lavoro che determina salari bassi
2. Un crescente peso del precariato che scoraggia investimenti sui giovani da parte delle aziende e non consente agli stessi giovani di panificare il loro futuro
3. Una cultura non meritocratica che prima di tutto non premia i più bravi
Come correggere queste gravi lacune?
Negli ultimi giorni si è riaperta un’accesa discussione attorno all’articolo 18. Abolirlo? Modificarlo? Tenerlo così com’è?
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Commenti (27)
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Premessa:è un dibattito inutile poichè l’art. 18 riguarda in media 700 lavoratori all’anno e non credo che questi potrebbero risolvere le sorti dell’economia italiana. Licenziare i fannulloni è giustissimo ma è pure vero che non ho mai sentito un datore di lavoro biasimare i propri dipendenti, per loro restano sempre delle sanguisuge. Bisogna che cambi la mentalità nel rapporto datore-dipendente, le leggi repressive creano soltanto motivo di ulteriori contrasti. C’è poco da fare per aumentare la produttivotà bisogna incentivare i lavoratori, lo spauracchio del licenziamento è un’arma che incide sull’equilibrio psicologico del lavoratore, produrrà dei lavoratori-robot facendo venire a mancare quella figura di lavoratore-collaboratore molto utile alle aziende al fine della produttività. (senza nessuna presunzione e con tanta modestia) Saluti.
La produzione di qualità e prezzo in un mercato globale è sicuramente vincente, ma per raggiungere questo traguardo, imprenditore e lavoratore devono riconoscere che sono gli unici protagonisti di un prodotto che garantisce o meno la continuità della loro coesistenza.Però la qualità ed il prezzo del prodotto dipende anche dall’ambiente politico e sociale, viene prodotto.Perciò è di vitale necessità per entrambi imporre al Governo ed amministrazioni pubbliche di essere totalmente al servizio della produzione e dei cosumatori che sono anche imprenditori e lavoratori. In particolare predisporre servizi efficienti per la famiglia , affinché ogni componente possa usufruire a seconda dei bisogni di asili nido, scuola materna ed altre di ogni ordine e grado, assistenza sanitaria, servizi specifici peri disabili ed anziani. Disporre,inoltre infrastrutture, burocrazia, giustizia ed ecologia adeguate alla esigenze di una produzione competitiva e per una sempre migliore qualità di vita di tutti i cittadini.
salve…. io lavoro da quando avevo 15 anni. ora ne ho 54.mi sono fatta un mazzo maroni….. mi ha aggiunto 5 anni in + fornero ci massacra e io non so + quando andrò in pensione xdi +il mio lavoro in una fabbrica è molto pesante.questa brava gente io la manderei in una fonderia. e non rubare sempre i nostri soldi. xchè noi siamo sempre in tanti e rubare da noi è facile……… ci vuole una bella rivoluzioneeeeeeeeeeeee
arius 1952.NON VOGLIO CRITICARE E NEMMENO DIFENDERE SONO 40 ANNI CHE LAVORO COME AUTISTA ADESSO CON UN AZZIENDA CHE STA QUASI PER FALLIRE CI RITROVEREMO A RISTAMPARE LA NOSTRA ESISTENZA.PER LA PENSIONE ANCORA A SPERARE SE TUTTO ANDREBBE BENE LA MIA TRA QUATTRO ANNI PIU UNO DI SLITTAMENTO 5 QUESTA E LITALIA MENTRE I NOSTRI POLITICI DOPO5 ANNI DI LEGISLATURA VANNO IN PENSIONE E POI RIMANGONO A FARE RICOTTA SULLE NOSTRE SPALLE CHI A DESTRA E CHI A SNISTRA COME DISSE ITLER SIAMO UN POPOLO DI PECORONI MA ACHI ASPETTIAMO A FAR SENTIRE LA NOSTRA RABBIA MA SIAMO O NO FIGLI DEL GRANDE MASANIELLO QUANDO SAREMO SVEGLI PER BUTTARLI TUTTI FUORI CI DEVONO SUCCHIARE ANCORA QUEL POCO DI SALUTE CHE CI E RIMASTA
Carissimi, il problema è che questi signori non gli basta il tutto, vogliono anche l’anima, oltre che la dignità in cambio di nulla. Io non dimentico che l’articolo 18 0 meglio la legge 300 del maggio 1970 è figlia della stupenda ed unica riscossa della dignità del mondo del lavoro, dopo anni di soprusi e arbitri e ciò che vogliono e semplicemente chiudere quella stagione in modo definitivo e portarci nel regno dello sfruttamento totale dell’arbitrio più profondo. Io penso che questo porterà ad un solo risultato riaprirà un conflitto sociale durissimo e dannoso per tutti
inoltre x i ragazzi con diploma come i mieì non c’è nessun posto di lavoro in italia i figli di monti hanno già il posto fisso e questi non sanno nemmeno che significa studiare x non sanno nemmeno fare 1+1 questi sono i nostry parlamentary tutti compresi x esiste solo corruzione e mafia sopratutto dentro al nostro governo ONESTà E RISPETTO NESSUNO LO Sà PERCIò COMINCINO A FARE QUESTO ALTRO CHE FINGERE DI LITIGARE IN PARLAMENTO COME BIMBI DELL’ASILO ABBIAMO BISOGNO DI POSTI DI LAVORO X MANGIARE ALTRO CHE LITIGARE TROVINO UNA SOLUZIONE A QUESTO X LORO SONO TUTTI IGNORANTI PERCIò CI8 FANNO ARRABBIARE X NON SANNO FARE NIENTE OLTRE CHE RUBARE SOLDI AGLI OPERAI QUESTO FANNO NIENTE DI PIù PERCIò MI VERGOGNO DI ESSERE CITTADINO DI GOVERNANTI LADRIIIIIIIIII QUESTO SONO TUTTI I NOSTRY POLITICI COMPRESO IL CAPO DI STATO CHE è SOLO 1 BURATTINO MANOVRATO DA 4 DEFICIENTI TUTTO QUì
io sfido chiunque a vivere in 4 in famiglia con 1000 euro e 1 mutuo dà pagare magary coni ragazzi che vanno a scuola e dà mntenere ditelo a tì politici del ca………. o che io capovolgereì la situazione li mettereì a casa mia ed io andreì volentiery nelle loroville con servitù nonmalecome idea se tutti i cittadini come mèfacssimo così mi piacerebbe che monti venisse ad abitare dàmè poi mi dice a cosa serve 1 posto di lavoro visto che io almeno mangio 1 pezzo di pane e lui ostriche schampagne faccio volentiery il cambio vorreì parery sù ciò cittadini scrivete pure ciao gabry
[...] se, da un lato, questa è un’applicazione estrema dell’articolo 18, dall’altro, c’è chi si sogna anche la minima forma di garanzia sul lavoro. I precari, su [...]
MA CRISTO SANTO MONTI DI MERDA CI STAI ROVINANDO A TUTTI NOI GIOVANI E NON GIOVANI IO SOGNO UN POSTO FISSO E TU FIGLIO DI PUTTANA CHE FAI VUOI TOGLIERE IL POSTO FISSO NON CAPISCI UN CAZZO TU E QUELLA PUTTANA DELLA CANCELLIERI CHE DICE CHE NON VOGLIAMO LAVORARE E CI PIACE STARE CON MAMMA E PAPA’ TROIA DEL CAZZO SECONDO TE IL LAVORO CE CHE PARLI E QUELLA TROIA DELLA FORNERO CHE PIANGE SEMPRE CHE CAZZO MI PIANGI IN CONTINUAZIONE VORREMMO STARE A FARE UN CAZZO COME VOI FANNULLONI DEL CAZZO DITE STRONZATE E GUADAGNATE UN SACCO DI SOLDI DATECI IL VOSTRO POSTO DI LAVORO E METTETEVI NEI NOSTRI PANNI CHE POI CAPITE COME CI SENTIAMO NOI….
Primo : applicare la costituzione : ogni cittadino è uguale difronte alla legge senza ..ecc ecc alla lettera..
ci avete rotto le palle con questa storia dei licenziamenti!!!
Fascisti!!!
Nell’indagine sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, seria e rigorosa, è indispensabile tenere conto dei coordinamenti logici con numerose altre disposizioni di legge che parimenti fanno perno sul magico numero di sedici dipendenti per collegarvi numerose tutele, onde si configurano i lavoratori insiders e cioè dipendenti da imprese con quel numero complessivo di subordinati, e gli outsiders e cioè i lavoratori dipendenti da imprese con uno standard inferiore di manodopera subordinata.
L’art. 18, secondo la valutazione unanime, non può né deve essere abrogato nel caso di licenziamento per motivi discriminatori di carattere sindacale, politico, religioso, relativo al sesso e alle opinioni personali (vedansi anche: l’ art. 4 della legge 604 del 1966; gli artt. 15 e 16 della legge 300 del 1970 e i decreti legislativi 215 e 216 del 2003)indipendentemente dal numero di lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Tuttavia, non è facile fornire la prova della discriminazione, perché, a differenza del passato, la discriminazione si fa, ma non si dice. E la toga dell’avvocato che agisce per la tutela antidiscriminatoria gronda di sangue. Onde talvolta viene privilegiata la conciliazione e le sentenze pubblicate sugli atti discriminatori sono poche.
Non si deve dimenticare che l’art. 18 è notevolmente coordinabile per il suo campo di applicazione con il titolo terzo della legge n. 300 del 1970 – Statuto dei lavoratori:
la tutela della stabilità reale del posto di lavoro è strettamente funzionale all’effettività dei diritti di attività sindacale nell’unità produttiva dell’impresa industriale o commerciale con sedici dipendenti. Infatti, chi gode della stabilità reale può rivendicare l’esercizio di quei diritti senza timore di ritorsioni dirette o anche subdole. Tuttavia, la discrimnazione per motivi sindacali potrebbe essere mantenuta comunque sotto l’usbergo dell’art, 18.
Il timore delle imprese sull’applicazione dell’art. 18 nasce dalla constatazione di due fatti: il primo è che le clausole generali sulla giusta causa e sul giustificato motivo di licenziamento sono molto vaghe e ciascun giudice le interpreta in modo diverso; il secondo è che il processo del lavoro è lunghissimo: può durare in casi estremi persino quindici anni e una condanna nell’ultimo grado di giudizio può determinare persino la crisi di un’impresa scarsamente capitalizzata.
Comunque, il lavoratore, nella stragrande maggioranza dei casi di provvedimento a lui favorevole, opta per l’indennità complessiva di 20 mensilità in base allo stesso art. 18. Ed infatti, tornando nello stesso posto di lavoro, il lavoratore si vedrebbe preclusa qualsiasi promozione (poiché il potere di promozione del datore di lavoro è assolutamente discrezionale) e sarebbe maggiormente esposto al rischio di trasferimenti, agevolmente giustificabili, e di sanzioni disciplinari per qualsiasi lieve mancanza. Insomma il lavoratore effettivamnente reintegrato dovrebbe lavorare in un ambiente ostile.
Si deve infine considerare la differenza tra le imprese manufatturiere che possono stoccare i prodotti e quelle di servizi che hanno la necessità di adeguare prontamente la loro offerta alla domanda del mercato.
Per questi motivi, si verifica il nanismo delle imprese italiane (soprattutto del terziario) che tendono ad organizzarsi in modo tale da non superare il fatidico numero di quindici dipendenti. Oltre tutto, l’impresa che assume il sedicesimo lavoratore è assoggettata alla legge 68 del 1999 e deve assumere almeno un disabile. Inoltre, le imprese del settore industriale possono collocare i dipendenti in cassa integrazione – gestione straordinaria allorché superano i 15 dipendenti e quelle del terziario allorché superano almeno i 50 dipendenti in base alle leggi speciali.
E non basta! si deve poi considerare che il lavoratore dipendente dalle imprese industriali con più di 15 dipendenti è generalmente ammesso a fruire della cigs e della mobilità per numerosi anni; il lavoratore delle imprese minori può usufruire solo della cigs in deroga e a regime dell’indennità di disoccupazione (più modesta) per il periodo massimo di un anno.
L’abrogazione dell’art. 18 è un falso problema: innanzi tutto è necessario perequare le tutele previdenziali dei lavoratori indipendentemente dal numero di lavoratori occupati nell’azienda, come pure è necessario fornire al lavoratore adeguati servizi di assistenza per la ricollocazione nel mercato; in secondo luogo, si deve riformare il processo del lavoro per renderlo rapido; infine ,l’art. 18 deve essere mantenuto per i casi di discriminazione perché le condotte discriminatorie ledono il sentimento comune della dignità dell’uomo e del lavoratore, e spezzano il vincolo della solidarietà sociale; al di fuori dei casi ora detti, può essere prevista una robusta indennità e l’assistenza per la ricollocazione nel mercato.
Prof. Avv. Michele Cerreta
Pensavo che la ministro del lavoro Fornero, con quel suo pianto, potesse avere un cuore. Noto con “GRANDE” stupore, dopo averla vista accanirsi (come una iena) contro l’Art. 18, che non è come pensavo. Falso il suo pianto …
L’Art. 18 è una nobile conquista sociale e va mantenuto. La penso come tanti: in Italia e non solo … è il potere massonico che detta ormai legge. Durerà questo nuovo Ordine ideologico? Il capitalismo selvaggio, che vuole imporsi nel villaggio divenuto GLOBALE, potrà far nascere fra gli uomini quella convivenza pacifica, ordinata e feconda, tanto necessaria alla famiglia umana?
L’Ordine della convivenza umana non è di natura ideologica. Siamo destinati, inevitabilmente, dopo il crollo dell’ideologia Marxista, al crollo dell’ideologia CAPITALISTA e credo anche: questa volta non in maniera INDOLORE.
la fornero come TUTTI quelli che poggiano le loro pregiate natiche su quel tipo di poltrone sono falsi di natura (non sarebbero arrivati li… ) mettete un’operaio al posto di monti e company e vedrete l’italia equa…. monti serve solo per fare il killer sociale e di massa facendo lo stesso finire l’italia in default ma lasciando il tempo ai soliti di liberarsi di proprietà ecc in italia in modo che a rmetterci come sempre sia la povera gente…
In parte hanno ragione tutti!.. Il guaio è proprio questo!.. Tutti abbiamo ragione ma la situazione è questa!.. Il guaio è che abbiamo troppe leggi..leggine.. articoli. commi e sottocommi.. è una Giungla! Il lavoro nn si sottrae a questo.. basta leggere una busta paga.. se nn sei laureato in economia nn ci capisci nulla… io finalmente non ho piu nessun dipendente..e purtroppo averne avuti per me è significato ritrovarmi ora con debiti nei confronti Inps e relative cartelle esattatoriali della “beneamata” Equitalia Gerit.. secondo me qualsiasi lavoro dovrebbe esser pagato (bene) ma a secondo della produttività e delle ore lavorate.. ed i contributi se li dovrebbe pagare per conto suo ogni lavoratore come siamo costretti a fare noi.. 13a? 14a? a noi chi ce la paga? le bocche di qualsiasi persona credo che mangino per 12 mesi.. le ferie? io quando chiudo ( e nn vado da nessuna parte perchè nn me lo posso permettere) ci rimetto solo.. quando riapro mi trovo una marea di bollette da pagare.. fornitori.. e fino a quando avevo dipendenti anche loro che se n’erano stati belli belli in vacanza.. ho 58 anni e dopo aver lavorato anche 18 ore al gorno per 40 anni mi ritrovo con oltre 100000 euro di debiti.. pur nn andando in vacanza da 25 anni.. al cinema e teatro da 30.. avendo una panda van di 10 anni / che uso per lavoro) ed una ford fiesta di 5 annni.. nn ho barche ne elicotteri o aerei personali.. le uniche cose che possiedo sono le mura di casa e di negozio comprate con i risparmi di una vita di lavoro sia mio che di mio padre e mia madre.. e che ora sono anche ipotecate dalla Gerit.. e quando sento dire che siamo evasori solo perchè nn si batte qualche scontrino o che è impossibile che un dipendente guadagni meno del datore di lavoro mi viene il voltastomaco! Ovvio che ci sono anche i casi contrari al mio.. e chi è veramente un evasore e sottopaga i propri dipendenti..e li sfrutta.. ma credetemi.. è molto piu alta la percentuale di chi si trova nella mia situazione che in quella opposta! Per finire.. riguardo all’art. 18.. una volta pizzicai un dipendente che rubava ( cose stupide.. era un cleptomane) beh.. malgrado nn lo denunciassi mi fece la vertenza e fui costretto a pagare una cifra che nn gli spettava assolutamente! L’unica mia soddisfazione sarà che ben presto saremo tutti costretti a tornar a zappare le patate.. come diceva mio nonno! Io cmq le sò zappare.. molti altri non sò……………….
Purtroppo ci siamo fatti prendere in giro.Se non SEMPLIFICANO, permettondoci con i risparmi ottenuti di indirizzarli a chi sa razionalmente lavorare, siamo destinati a regredire.Cadrà tutto il palco e divideranno anche loro la miseria.Tutto, come oggi è manifesto, è cosi irrazionale. Manca troppo il senso pratico delle cose.Tutti sembrano cosi intenti a giustificare il loro vivere dietro a un codicillo di legge che giustifichi il loro operare e molti, purtroppo, perdono la visione dell’insieme.
Allora siamo chiari a questi signori non importa nulla della situazione del paese o del destino delle popolazioni europee.
basta guardare che cosa hanno fatto in Grecia! stanno affamando letteralmente la popolazione! esattamente come i fascisti e nazisti fecero nella seconda guerra mondiale!
il fascismo schiacciasassi economico non si ferma davanti a nulla! sono sacrificabili tutti lavoratori di tutti i tipi..tranne i poteri forti, le banche non cadono mai e per incanto vengono sempre rimpinguate di soldi!
Breve, conciso e compendioso!
Bravo, hai dato una spiegazione eccezionale di come deve
(o dovrebbe) essere considerato l’art. 18.
Ciao.
Giuseppe
Ho lavorato per una vita intera come dipendente in aziende di media dimensione e devo dire che le aziende non mollano con facilità i dipendenti che fanno il loro dovere. Succede, in alcune aziende, che un dipendente non rimane simpatico al proprio superiore, questo dipendente rimane vittima di maltrattamenti. L’articolo 18 deve preoccuparsi di difendere questi soggetti punendo le aziende oppure quel superiore che commette i reati di molestia. Licenziare i fannulloni è e deve rimanere un diritto delle aziende.
I dipendenti che fanno il loro dovere.
- non scioperano
- non si ribellano a richieste assurde
- fanno straordinari non retribuiti.
- coprono le mancanze del responsabile.
- chiudono un occhio sulla sicurezza del posto del lavoro
- non intervengono nelle assemblee o meglio non ci vanno.
- fanno favori personali al capo
- qualcuno arriva a prestare anche la propia moglie.
Grazie art 18 che mi ha pernesso di non essere un dipendente modello, ma solo ligio e coscenzioso sul mio lavoro, molto apprezzato dai clienti su cui svolgo il mio lavoro, un po meno dall’azienda.
Mi scuso con Beppe, ma la mia risposta era indirizzata a Luigi Andreola:
giuseppe says:
8 February 2012 at 14:37
Breve, conciso e compendioso!
Bravo, hai dato una spiegazione eccezionale di come deve
(o dovrebbe) essere considerato l’art. 18.
Ciao.
Giuseppe
Il problema dell’articolo 18 e’ che crea una miscela esplosiva insieme agli altissimi contributi che si devono pagare ai lavoratori in bustapaga generando cosi’un altissimo tasso di lavoro NERO. Un contratto a tempo indeterminato con l’applicazione dell’art.18 , mette a chi cerca lavoro in una posizione di essere RICATTATO e SFUTTATO , perche’ sapendo che nessuso gli fara’ un contratto a tempo indeterminato sara’ costretto ad accettare o contratti da PRECARIATO o LAVORO NERO …. il grave problema e qui i SINDACATI SONO I MAGGIORI RESPONSABILI, e’ che ci sono troppi contratti di lavoro flessibile e mal pagato , in primis VA’ ASSOLUTAMENTE ELIMINATO l.art.18 che e’ discriminatorio anche per gli imprenditori che sono costretti ad aumentare o a diminuire il numero di unita’ lavorative in base alle necessita’ di domanda di prodotto o servizi in quel momento…oggi la rpoduzione nell’arco di un anno solare puo’ aumentare o diminuire anche del 50% …il mercato e’ troppo instabile da pensare a assumere un lavoratore con contratto indeterminato ..chi l’ho fa’ e un folle o un irresponsabile che nel momento di difficolta’ la prima cosa che fara’ e non versare i contributi all’IMPS , perche’ si trova nell’impossibilita’ di licenziare e in condizioni di pochissima liquidita’….PUNTO del DISCORSO…abolizione dell’art.18 , abolizione dei contratti di COOPERATIVA .,, abolizione di tutti i contratti e contrattini strani….tenere in piedi solo CONTRATTO DI APPRENDISTATO validita’ 3 anni e contributi max 15%, CONTRATTO DI ASSUNZIONE TEMPORANEA e contributi max 15% ,SI PAGANO TROPPI contributi!!!!! ci sono troppi tipi di contratto!!!!!e troppa CASSA INTEGRAZIONE !!!!!! non si agisce sulla leva di stimolare le assunzioni , una azienda dovrebbe avere un peso fiscale max del 20% oggi e’ del 60% , il peso contributivo e’ eccessivo e sopratutto CHE GLI ALTRI NON DICONO ,il costo dell’energia elettrica per le aziende specialmente piccole e’ TROPPO COSTOSO!!!!! TROPPE SPESE POCO LAVORO !!!!!
Bella radiografia. Per ridurre anche le spese generali, ritiene che sia possibile tramite Legge, permettere alle aziende che lo desiderano per facilitarsi la vita(sarebbero sotto la tutela dello Stato rafforzandone l’immagine),una “Piattaforma fiscale” inedita. Le Aziende accedono al SW Gestionale replicato e messo a disposizione di ogniuna su un host dello Stato. Farebbero convergere tutte le loro energie su quello che sono preparati a fare, senza distrazioni di sorta. E’ trasparenza, certo e con l’efficenza ottenuta possono ottenere maggiori credenziali dai finanziatori , rapporti per nulla burrascosi con il ministero delle Finanze ecc. La ns Società può essere pronta ad accettare ,visti i tempi attuali, questa sfida?
posso rinunciare alle indennita acquisite in cambio il datore di lavoro mi fa diventare socio della ditta in proporzione a quello che rinucio.
l’insistenza sull’art 18 dimostra che anche Monti sta con i poteri forti, e che in Italia il peso politico ormai è risotto all’osso, ch comanda sono i grandi “Massoni” nelle retrovie..la scusa dell’art. 18 è un’opportunità per i grandi istituti di credito (poteri forti) di fare pulizia all’ interno del loro organico, che cn la modernizzzazione e l’incapacità di riconvertire pesa negatvamente sul profitto e competitività. Ma se lo stato proponesse:
- riduzione aliquote al 10% su salari inferiori a 30.000 euro (ad oggi soglia dimpovertà)
- deduzioni in misura del 50% delle spese principali (affitti, alimenti, carburante, utenze, sanitarie, ..) e no quelle tediose detrazionni al 19% e limitate per importi..
- riduzione irpef di 10 punti % per imprese che investono al sud e mantengo lìvelli occupazionali elevati..i soldi da dove li prendono, una parte viene dal ritorno nei consumi della magiore propensione di spesa, una pare da queli fondi di svluppo creati ed inaccessibili apatto che non ti rivolgi a società “castizzate” (privalia, capitalia, ecc..)..
dr. Salvatore Pepe
Economista laureato a 28 anni!!!
ao ma che sei matto? e chi pagherà le pensioni di quei parlamentari che dopo 2,5 anni vanno in pensione? sono 900 ogni legislatura e con pensioni da fame… non si campa con 4000 euro al mese ricordate?
Dobbiamo cercare quei partiti che si impongono di far costare tutta la politica lo 0,5%(a budget preventivo e se non ce lo possiamo permettere anche meno)del PIL previsto.