Pensioni: lo Stato spende troppo
redazione | Jul 03, 2012 | Comments 28 |
Quanto costa all’erario la Previdenza e perché
Rendere la spesa previdenziale e assistenziale più sostenibile. Questo l’obiettivo che si sono poste le riforme in materia pensionistica attuate in Italia e nei principali Paesi Europei.
Il persistere della crisi e il fenomeno della crescente longevità hanno contribuito, infatti, a rendere sempre più instabili i sistemi previdenziali nazionali, sottoponendo i bilanci statali a pericolose tensioni. Tensioni che, senza riforme mirate come l’ultima attuata, potrebbero portare in un prossimo futuro al collasso dei conti pubblici. Il concetto è semplice: i soli contributi non riescono a coprire l’intero fabbisogno richiesto dal sistema, che non è dunque autosufficiente.
L’INPS stesso evidenzia nell’ultimo rapporto annuale come nel 2011 la spesa totale per le pensioni sia stata di circa 195,8 miliardi di euro (+ 2,4% rispetto al 2010), di cui 170,5 miliardi destinati all’erogazione di trattamenti previdenziali in senso stretto, pensioni di vecchiaia, anzianità, ecc. e 25,3 miliardi per le prestazioni di natura assistenziale. In Italia, se si guarda al complesso dei trattamenti pensionistici in essere (sia previdenziali sia assistenziali), circa il 77% degli assegni presenta un valore medio mensile inferiore ai 1.000 euro (il 49% resta sotto i 500 euro). Un dato che fa riflettere riguarda le donne: gli importi delle pensioni “rosa” si situano per quasi il 60% al di sotto dei 500 euro, mentre per oltre il 90% non vanno oltre i 1.000 euro.
Anche gli altri Paesi europei hanno dovuto affrontare il nodo della spesa pensionistica crescente, ma in Italia si destina alle pensioni il 62,1% della spesa per prestazioni di protezione sociale a fronte del 45% medio in UE.
Per arginare il fenomeno, gli interventi di riforma realizzati dai vari Governi Europei, non solo quello italiano dunque, si sono orientati su tre direttrici:
- prolungamento della vita lavorativa;
- incremento delle contribuzioni;
- pensioni meno consistenti.
Sul fronte della sostenibilità, tuttavia, nel nostro Paese un altro fattore da considerare riguarda il complesso delle erogazioni a carico del sistema: non solo “pensioni” in senso classico, ma anche trattamenti assistenziali come l’assegno sociale. Prestazioni che vanno a sopperire situazioni di difficoltà reddituali, a prescindere dai requisiti contributivi. Un meccanismo di questo tipo è sì equo, ma allo stesso tempo “delicato”, perché prevede delle uscite non direttamente coperte dal versamento dei corrispondenti contributi.
Il nostro sistema previdenziale, a causa della congiuntura economica/demografica e dell’imponente debito pubblico che ci affligge, è dunque in una situazione di fragilità che richiede un costante monitoraggio per non pregiudicare gli equilibri raggiunti.
Redazione Global Publishers
in collaborazione con Assicurazioni Generali
Nella Categoria: Pensioni
Informazioni sull'Autore:
Commenti (28)
Invia una risposta | Trackback URL




















Sono assolutamente contrario a queste riforme in quanto è vero che lo Stato spende troppo, ma per gli sprechi e per mantenere i privilegi della Casta (parlamentari – manager – Enti da eliminare – riduzione dei parlamentari – giustizia inefficiente ecc.) i ns. giovani avranno una pensione a dir poco “da fame” ed allora?
Allora bisogna iniziare da LORO, dalla Casta, ridurre innanzitutto gli stipendi, ridurre il numero dei parlamentari, dopo 2 legislazioni non devono più proporsi, non più pensioni d’oro bensì come tutti i cittadini solo il riconoscimento degli anni di legislatura. Si potrebbe continuare sull’eliminazione degli sprechi, i grandi cervelloni che dovrebbero governare il Paese hanno fallito, la terra ha bisogno di braccia…. andassero a zappare con tanto rispetto per chi fa questo lavoro con passione e sacrificio.
Poi c’è la pressione fiscale e l’evasione che sono due problemi che non si vogliono risolvere assolutamente, e questo perchè si vuol mantenere in essere il Sistema. E’ una vergogna, è disonestà. Attenzione la pazienza ha un limite.
Antonio
le pensione che lo stato deve tagliare? Prima se lo dovrebbero tagliare per se stessi. Poi gli altri che hanno pagato prima per prendere la pensione ed ora tagliano, Lo stato dovrebbe togliere tutti i benefici che hanno concesso alle persone dipendenti dello stato e parastatale, come luce gas telefoni treni aerei e tante altri benefici.
LO STATO SPENDE TROPPO X LE PENSIONI?
MA CHE SI VERGOGNI…..
I MIEI GENITORI PRENDONO 460 EURO AL MESE….
E UNA PENSIONE DA INVALIDITA’ E DI 250 EURO CIRCA….
VERGOGNIA-VERGOGNIA-VERGOGNIA
STATO LADRO, LADRO, LADRO…..
STATO LADRO, LADRO, LADRO…..
DENNY
lo stato deve tagliare le pensioni doro a chi ne ha piu di una non tagliare le pensioni dei poveracci!!