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	<title>Tutto sul Lavoro &#187; gossip</title>
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	<description>dove candidati e aziende si incontrano</description>
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		<title>Gossip in ufficio?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 06:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      Ecco come può tornare a tuo favore! Sfoglia gli ANNUNCI DI LAVORO Redazione Global Publishers Fonte: money.usnews.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>Ecco come può tornare a tuo favore!</h5>

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	<h3></h3>

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	<a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/34307/gossip-in-ufficio/?pid=3193" title="Il gossip ha una brutta reputazione. Eppure vanno fatte le dovute differenze tra la maldicenza maliziosa e il gossip fatto per il bene dell’umanità (o dell’ufficio). &lt;br&gt;
“Il gossip è stato selezionato dall’evoluzione come un modo per mantenere i gruppi uniti”, afferma Meredith F. Small, professoressa di antropologia alla Cornell University. Mentre, secondo ciò che scrive lo studioso dei primati Robin Dunbar su LiveScience, siamo strutturati geneticamente per giudicare gli altri e parlare di loro. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Certo, c’è un confine sottile tra buono e cattivo gossip. A questo proposito, &lt;b&gt;ecco tre importanti elementi da considerare!&lt;/b&gt;
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<!--<br/>		<div class="ngg-imagebrowser-desc"><p>Il gossip ha una brutta reputazione. Eppure vanno fatte le dovute differenze tra la maldicenza maliziosa e il gossip fatto per il bene dell’umanità (o dell’ufficio). <br>
“Il gossip è stato selezionato dall’evoluzione come un modo per mantenere i gruppi uniti”, afferma Meredith F. Small, professoressa di antropologia alla Cornell University. Mentre, secondo ciò che scrive lo studioso dei primati Robin Dunbar su LiveScience, siamo strutturati geneticamente per giudicare gli altri e parlare di loro. <br><br>
Certo, c’è un confine sottile tra buono e cattivo gossip. A questo proposito, <b>ecco tre importanti elementi da considerare!</b>
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<br><p>Il gossip ha una brutta reputazione. Eppure vanno fatte le dovute differenze tra la maldicenza maliziosa e il gossip fatto per il bene dell’umanità (o dell’ufficio). <br>
“Il gossip è stato selezionato dall’evoluzione come un modo per mantenere i gruppi uniti”, afferma Meredith F. Small, professoressa di antropologia alla Cornell University. Mentre, secondo ciò che scrive lo studioso dei primati Robin Dunbar su LiveScience, siamo strutturati geneticamente per giudicare gli altri e parlare di loro. <br><br>
Certo, c’è un confine sottile tra buono e cattivo gossip. A questo proposito, <b>ecco tre importanti elementi da considerare!</b>
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<p><span id="more-34307"></span></p>
<p>Sfoglia gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></span></a></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: money.usnews.com</em></p>
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		<title>Cosa non dire mai ai colleghi</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 06:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      10 cosa che è meglio tenere per sé in ufficio Sfoglia gli ANNUNCI DI LAVORO Redazione Global Publishers Fonte: money.usnews.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <h5>10 cosa che è meglio tenere per sé in ufficio</h5>

<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-375-29052">

	<h3></h3>

	<div class="pic">
	<a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/29052/cosa-non-dire-mai-ai-colleghi/?pid=2466" title="Non importa che si amino oppure si odino i nostri compagni di lavoro. In ogni caso, considerando che passiamo molte ore della nostra giornata in loro compagnia, dobbiamo cercare di trascorrerle il più piacevolmente possibile. Per farlo, è bene evitare di pronunciare alcune frasi, indipendentemente dal rapporto che abbiamo con loro. Ecco quali.">

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<!--<br/>		<div class="ngg-imagebrowser-desc"><p>Non importa che si amino oppure si odino i nostri compagni di lavoro. In ogni caso, considerando che passiamo molte ore della nostra giornata in loro compagnia, dobbiamo cercare di trascorrerle il più piacevolmente possibile. Per farlo, è bene evitare di pronunciare alcune frasi, indipendentemente dal rapporto che abbiamo con loro. Ecco quali.</p></div> -->
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<br><p>Non importa che si amino oppure si odino i nostri compagni di lavoro. In ogni caso, considerando che passiamo molte ore della nostra giornata in loro compagnia, dobbiamo cercare di trascorrerle il più piacevolmente possibile. Per farlo, è bene evitare di pronunciare alcune frasi, indipendentemente dal rapporto che abbiamo con loro. Ecco quali.</p>

<p><span id="more-29052"></span></p>
<p>Sfoglia gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></span></a></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: money.usnews.com</em></p>
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		<title>Collega affetto da &#8220;lamentela cronica&#8221;?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 05:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      Come affrontarlo senza conseguenze In ogni ufficio ce n’è uno. No, non stiamo parlando del capo o del distributore automatico di bevande, ma di quel collega che trova sempre qualcosa di cui lamentarsi e che esprime il suo disappunto in ogni istante della giornata. La fotocopiatrice che si è inceppata, un carico di lavoro troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <p style="text-align: left;" align="center"><strong><img class="size-full wp-image-26693 alignnone" title="oops" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/09/oops.jpg" alt="" width="611" height="241" /><br />
</strong></p>
<p>Come affrontarlo senza conseguenze<span id="more-26692"></span></p>
<p>In ogni ufficio ce n’è uno. No, non stiamo parlando del capo o del distributore automatico di bevande, ma di <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/16908/occhio-al-collega-molesto/"><span style="color: #ff0000;">quel collega che trova sempre qualcosa di cui lamentarsi</span></a> e che esprime il suo disappunto in ogni istante della giornata. La fotocopiatrice che si è inceppata, un carico di lavoro troppo pesante, un collega che fa troppe pause, uno che si impegna fin troppo e un altro che si veste in modo strano: tutto può diventare argomento di rimostranza. Così come chiunque può diventare il bersaglio del “brontolone cronico”.<br />
Qual è dunque la strategia migliore per affrontarlo?</p>
<p>Far finta di niente e allontanarsi è sempre la scelta più adeguata quando è in atto un picco di lamentela del collega in questione. Tuttavia, considerato che al giorno d’oggi in ufficio si prediligono e favoriscono dinamiche di lavoro in gruppo, appare spesso difficile adottare tale tecnica in quanto ci si trova a dover svolgere la propria attività a stretto contatto con gli altri colleghi. Anche cercare di restare neutrali limitandosi ad ascoltare ed annuire può rivelarsi piuttosto dannoso e controproducente. Prima ancora di rendercene conto, infatti, c’è già in circolazione un’altra versione della storia in cui siamo noi quelli che hanno parlato male della persona originariamente bersagliata dal collega lamentoso. Allo stesso modo, obiettare al commento negativo, senza oltretutto risultare ipocriti, può apparire alquanto difficile e pericoloso; il collega potrebbe infatti prendere la nostra critica in una maniera completamente sbagliata peggiorando la situazione.</p>
<p>La cosa migliore da fare è dunque tentare di <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/25428/criticare-un-collega-sul-lavoro/"><span style="color: #ff0000;">stringere buoni rapporti con i colleghi</span></a>, cercando di non farsi coinvolgere nel gossip da ufficio ed evitando noi stessi di parlare male degli altri. Atteggiamento che può essere arduo da attuare senza diventare a nostra volta delle vittime del chiacchiericcio davanti alla macchinetta del caffè. Ma uno sforzo del genere è necessario se non si vuole risentire dell’influenza negativa delle continue lamentele dei colleghi. Alcune ricerche, infatti, hanno dimostrato come lo stare in costante contatto con chi ha da ridire su ogni cosa può compromettere la nostra produttività. Secondo Robert Sapolsky, professore di neurologia e scienze neurologiche all’Università di Stanford, l’esposizione a continua negatività è in grado di disturbare significativamente l’apprendimento, la memoria, l’attenzione e il giudizio del soggetto. Il cervello – prosegue Sapolsky – può gestire solo un numero preciso di stimoli alla volta prima di iniziare a perdere la capacità di concentrarsi e di memorizzare. Questo calo cognitivo aumenta decisamente di intensità se, come nel caso in questione, una situazione ci scatena emozioni stressanti e angoscianti. Colleghi lagnosi molto emotivi in grado di far sentire in torto anche l’ascoltatore possono dunque mettere di cattivo umore i compagni di lavoro in pochi istanti, riducendone la produttività.</p>
<p>Infine qualche suggerimento pratico. Se un collega si lamenta del capo o di qualcun altro, si può deviare il discorso utilizzando la frase “Sembra che tu e lui abbiate qualcosa di cui parlare”. Se invece dobbiamo combattere chi parla male solo per attirare l’attenzione, occorre prenderlo in contropiede con una frase del tipo “Che cosa sta andando bene per te?”. In questo modo, la persona o cambierà argomento o chiuderà il discorso interrompendo la conversazione.</p>
<p>Sfoglia gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></span></a></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: The Wall Street Journal online</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Email? Il 15% è gossip!</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 05:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      È inutile ribadire quale fondamentale strumento di lavoro sia lo scambio di posta elettronica. Le stime riportano qualcosa come 112 invii di email quotidiani per un lavoratore aziendale medio. La notizia, quindi, non riguarda tanto la quantità, quanto la qualità di questo scambio. Secondo un nuovo studio made in USA della Georgia Tech, il contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <p><strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/16726/email-il-15-e-gossip/attachment/gossip2-3/" rel="attachment wp-att-16727"><img class="alignnone size-full wp-image-16727" title="gossip2" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/06/gossip2.jpg" alt="" width="611" height="241" /></a><br />
</strong></p>
<p>È inutile ribadire quale fondamentale strumento di lavoro sia lo scambio di <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/4740/peccati-di-mail/"><span style="color: #ff0000;">posta elettronica</span></a>. Le stime riportano qualcosa come 112 invii di email quotidiani per un lavoratore aziendale medio. La notizia, quindi, non riguarda tanto la quantità, quanto la qualità di questo scambio. Secondo un nuovo studio made in USA della Georgia Tech, il contenuto del 15% delle email inviate è <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/vita-dufficio/263/cosa-c%E2%80%99e-di-peggio-del-gossip-in-ufficio/"><span style="color: #ff0000;">gossip</span></a>.</p>
<p>Infatti, una mail su sette riguarda persone non presenti tra i destinatari e sembra essere un’abitudine, quella del <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/5330/e-tu-spettegoli-o-segnali/"><span style="color: #ff0000;">pettegolezzo</span></a>, che riguarda tutti i livelli gerarchici, dai semplici impiegati ai top manager.<br />
Ma l’aspetto più interessante di questi dati è il fatto che la chiacchiera, di per sé giudicata sempre in maniera negativa, ha invece una funzione molto utile nella comunicazione in azienda.<br />
Eric Gilbert ha analizzato oltre 600mila mail rese disponibili a seguito del fallimento della Enron, una grande azienda americana, e quindi non più segrete, e ha presentato i risultati dello studio alla 6th International AAAI Conference on Weblogs and Social Media.</p>
<p>In conclusione al suo lavoro ha affermato: “<strong>Il gossip riceve spesso una cattiva pubblicità, ma in realtà è una forma essenziale di comunicazione</strong>. Informazioni, intrattenimento, intimità e influenza vengono rafforzate inviando questo tipo di messaggi. In realtà il pettegolezzo è una forma molto importante di comunicazione, anche per la sua capacità di fornire piccole porzioni di informazione. Il gossip è generalmente ciò che sappiamo l’uno dell’altro e come facciamo a saperlo; in questo studio abbiamo visto come sia un mezzo per condividere informazioni sociali.”</p>
<p>Voi che ne pensate? Qual è il vostro rapporto con il gossip sul lavoro?</p>
<p>Sfoglia gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/category/annunci-di-lavoro/"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ANNUNCI DI LAVORO</strong></span></span></a></p>
<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: www.agi.it</em></p>
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		<title>E tu spettegoli o segnali?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
            
            
            
      Passando dietro alla scrivania di un collega, notiamo che è su Facebook. Quando ripassiamo più tardi, sta di nuovo navigando sul social network. In effetti, iniziamo a notare che ogni volta che ci capita di guardare il suo schermo, è su Facebook. Sono diverse le ragioni per cui sentiamo il bisogno impellente di raccontarlo subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
            
            
            
      <p><strong></strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/5330/e-tu-spettegoli-o-segnali/attachment/gossip2/" rel="attachment wp-att-5331"><img class="alignnone size-full wp-image-5331" title="gossip2" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2011/11/gossip2.jpg" alt="" width="611" height="241" /></a></p>
<p>Passando dietro alla scrivania di un collega, notiamo che è su Facebook. Quando ripassiamo più tardi, sta di nuovo navigando sul social network. In effetti, iniziamo a notare che ogni volta che ci capita di guardare il suo schermo, è su Facebook.</p>
<p>Sono diverse le ragioni per cui sentiamo il bisogno impellente di raccontarlo subito a qualcuno. Forse perché vogliamo fare bella figura col capo, sottolineando come noi siamo migliori del nostro collega.</p>
<p>“Può essere anche un modo passivo-aggressivo per sabotare il collega verso cui abbiamo sentimenti ambivalenti”, afferma Irene S. Levine, professoressa di psichiatria alla NYU School of Medicine.</p>
<p>Ma spettegolare può avere ripercussioni sulla nostra carriera. “I nostri colleghi o capi possono pensare che non riusciamo a tenere la bocca chiusa e che non possono fidarsi di noi”, dice la Levine. “Puoi risultare  inadatti al gioco di squadra”.</p>
<p>È importante distinguere tra spettegolare e segnalare. Si spettegola quando diciamo che un collega usa il telefono aziendale per chiamate private, mentre una segnalazione riguarda molestie sessuali, per esempio. Se il pettegolezzo può avere le conseguenze di cui sopra, far presente il comportamento sbagliato di qualcuno può avere effetti positivi, se fatto correttamente.</p>
<p>“A volte il pettegolezzo ci serve per proteggere la nostra reputazione o quella del nostro capo”, dice Levine. “Un dipendente può trovarsi coinvolto in una situazione più grande di lui e può avere bisogno che qualcuno lo supporti e intervenga per risolverla. Altre, la chiacchiera può frenare il comportamento inappropriato del collega e aiutare gli altri collaboratori che non si sentono abbastanza sicuri per lamentarsene.”</p>
<p>Prima di muovere qualsiasi accusa, comunque, dobbiamo essere assolutamente sicuri che le nostre motivazioni siano valide.</p>
<p>“Se vogliamo andare fino in fondo, concentriamoci sui comportamenti inappropriati e non sulla persona. Soprattutto, attenzione a che il pettegolezzo sia inerente all’attività lavorativa.”</p>
<p>Vi è mai capitato di far notare ad altri il comportamento di qualche vostro college? Di che si trattava? Lo hanno mai fatto con voi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sull&#8217;argomento, <a href="http://www.globalpublishers.it/Gli-Ebook-di-GlobalPublishers-le-guide-al-lavoro-online/10-principi-per-costruire-buone-relazioni-con-i-dipendenti/flypage-ebook1.tpl.html?keyword=rapporti" target="_blank"><strong>10 principi per costruire buone relazioni con i dipendenti</strong> </a></p>
<p>Redazione Global Publishers</p>
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		<title>Cos&#8217;è peggio del gossip in ufficio?</title>
		<link>http://tuttosullavoro.libero.it/carriere/263/cosa-c%e2%80%99e-di-peggio-del-gossip-in-ufficio/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 09:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Quale comportamento è più fastidioso nell’ambiente di lavoro? La negligenza sul lavoro è la prima cosa che irrita quando si tratta di comportamenti spiacevoli in ufficio, almeno secondo un recente sondaggio americano pubblicato dal sito Aol.com. La maggioranza degli intervistati, il 41%, indica la mancanza di attenzione ai dettagli e la scarsa cura nello svolgere [...]]]></description>
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      <p><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/carriere/263/cosa-c%e2%80%99e-di-peggio-del-gossip-in-ufficio/attachment/gossip-2/" rel="attachment wp-att-598"><img class="alignnone size-full wp-image-598" title="gossip" src="http://tsl.nohup.it/wp-content/uploads/2011/07/gossip1.jpg" alt="" width="585" height="231" /></a></p>
<p>Quale comportamento è più fastidioso nell’ambiente di lavoro?<strong> La negligenza sul lavoro è la prima cosa che irrita</strong> quando si tratta di comportamenti spiacevoli in ufficio, almeno secondo un recente sondaggio americano pubblicato dal sito Aol.com.<span id="more-263"></span><br />
La maggioranza degli intervistati, il 41%, indica la <strong>mancanza di attenzione ai dettagli</strong> e la <strong>scarsa cura nello svolgere i propri compiti</strong> come i comportamenti che più infastidiscono sul lavoro; al secondo posto , citati dal 23% degli interlocutori, vengono il <strong>gossip</strong> e le <strong>relazioni tra colleghi</strong>.</p>
<p>“Dover controllare sempre due volte il lavoro degli altri è la maniera infallibile per creare tensione tra colleghi”, afferma Max Messmer, affermato dirigente americano e autore di numerosi libri sull’argomento (non ancora pubblicati per il mercato italiano, ma disponibili in lingua originale). “Il successo di qualunque team dipende dal fatto che ciascuno faccia bene la sua parte”.</p>
<p>Riguardo ai flirt e alle relazioni sentimentali in ufficio, Messmer sostiene esistano nella quasi totalità delle aziende, ma che è saggio da parte dei dipendenti evitarle. “Avere una relazione con un collega può danneggiare la tua reputazione”, afferma. “Ma è altrettanto vero che i professionisti di maggior successo costruiscono rapporti stretti con i propri colleghi, hanno bisogno di un certo grado di fiducia per ottenere una collaborazione efficace”.</p>
<p>Sempre secondo questo sondaggio, le altre cause di maggior irritazione sono il fatto di <strong>non rispettare le scadenze</strong>, al 18%,  l’<strong>essere costantemente in ritardo</strong>, che raggiunge quota 12%, mentre per il 5% è lo <strong>spacciare idee di altri come proprie</strong>.<br />
Che cosa ne pensate? Vi ritrovate in questi risultati, li condividete oppure sono altri i comportamenti che non sopportate al lavoro?</p>
<p>Elisa Catti<br />
Redazione Global Publishers</p>
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