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	<title>Tutto sul Lavoro &#187; redditi</title>
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	<description>dove candidati e aziende si incontrano</description>
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		<title>Imprenditori? Sempre ricchi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      Di pochi giorni fa la notizia rimbalzata su web, tv e giornali secondo cui, stando alle statistiche del Dipartimento delle Finanze, il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (18.170 euro) è più basso di quello dei lavoratori autonomi (41.320 euro) e anche dei dipendenti (19.810 euro). Per le statistiche ufficiali, gli imprenditori stanno poco meglio dei [...]]]></description>
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      <p><strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/13082/imprenditori-sempre-ricchi/attachment/monete2-3/" rel="attachment wp-att-13083"><img class="alignnone size-full wp-image-13083" title="monete2" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/04/monete2.jpg" alt="" width="611" height="241" /></a><br />
</strong></p>
<p>Di pochi giorni fa la notizia rimbalzata su web, tv e giornali secondo cui, stando alle statistiche del Dipartimento delle Finanze, il reddito medio dichiarato dagli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/12916/operai-licenziati-fanno-impresa/"><span style="color: #ff0000;">imprenditori</span></a> (18.170 euro) è più basso di quello dei lavoratori autonomi (41.320 euro) e anche dei <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/12137/aziende%E2%80%A6-a-misura-di-dipendente/"><span style="color: #ff0000;">dipendenti</span></a> (19.810 euro). Per le statistiche ufficiali, gli imprenditori stanno poco meglio dei pensionati, il cui reddito medio si ferma a 15mila euro.</p>
<p>Ma dalla Cgia di Mestre arriva la ferma smentita: “È un falso statistico, anzi, una forma di analfabetismo fiscale. <strong>Non è vero che gli imprenditori guadagnano meno dei dipendenti</strong>”. Ancora una volta qualcuno in malafede include, nel dato medio usato per dimensionare il reddito di un lavoratore dipendente, anche quelli percepiti dai magistrati, dai manager privati e pubblici, dai dirigenti privati/statali, dai professori universitari, etc. Categorie che alzano abbondantemente il dato reddituale medio. Se, invece, il confronto viene eseguito, ad esempio, tra il reddito di un artigiano e quello di un suo dipendente, si scopre che il primo guadagna il 42% in più del secondo”.<br />
Questo il commento rilasciato del segretario dell’associazione Giuseppe Bortolussi , che contesta la comparazione statistica, effettuata tendenziosamente dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, tra i <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/12976/ecco-i-redditi-degli-italiani/"><span style="color: #ff0000;">redditi</span></a> degli imprenditori e quelli dei lavoratori dipendenti.</p>
<p>Nel 2010, il reddito medio di un lavoratore dipendente, secondo il Dipartimento delle Finanze, è stato pari a 19.810 euro. Ma il reddito di un operaio con 10 anni di anzianità che lavora presso una ditta artigiana è stato, invece, di 15.505 euro  (-21% rispetto al reddito medio nazionale). Ebbene, se consideriamo che una ditta individuale artigiana ha dichiarato mediamente 22.000 euro di reddito, essa ha dichiarato il 42% circa in più del suo dipendente.</p>
<p>Conclude Bortolussi: &#8220;Infine, se si tiene conto che il reddito medio di un imprenditore del Nord supera del 50% circa quello di un collega del Sud, che il 70% degli artigiani e dei commercianti lavora da solo, che il dato medio reddituale medio è abbassato dalla nati/mortalità delle imprese e dallo splitting familiare, <strong>non è assolutamente uno scandalo, vista la crisi in atto, che un imprenditore dichiari mediamente a livello nazionale poco più di 18.000 euro l’anno</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonti: cgiamestre.com e borsaitaliana.it</em></p>
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		<title>Ecco i redditi degli Italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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      È un’Italia povera. Oppure è un’Italia di furbetti. Oppure, terza ipotesi, è un’Italia in parte povera e in parte abitata da furbetti. Un’Italia in cui i redditi dei giovani sono di gran lunga inferiori a quelli dei più vecchi e in cui alcuni cittadini nelle loro dichiarazioni al fisco sorvolano su entrate economiche e proprietà [...]]]></description>
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      <p><strong><a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/12976/ecco-i-redditi-degli-italiani/attachment/monete-9/" rel="attachment wp-att-12977"><img class="alignnone size-full wp-image-12977" title="monete" src="http://tuttosullavoro.libero.it/wp-content/uploads/2012/04/monete.jpg" alt="" width="611" height="241" /></a><br />
</strong></p>
<p>È un’Italia povera. Oppure è un’Italia di furbetti. Oppure, terza ipotesi, è un’Italia in parte povera e in parte abitata da furbetti. Un’Italia in cui i redditi dei giovani sono di gran lunga inferiori a quelli dei più vecchi e in cui alcuni cittadini nelle loro dichiarazioni al fisco sorvolano su entrate economiche e proprietà senza fare un plissé. Tradotto in percentuali vuol dire che <strong>il 90% degli Italiani ha dichiarato per l’anno d’imposta 2010 meno di 35 mila Euro</strong>, stando ai dati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia. Oltre 20,3 milioni di Italiani hanno un reddito annuo al di sotto dei 15 mila Euro, più di 17 milioni invece quelli con un reddito compreso tra i 15 mila e i 35 mila Euro. Un terzo dei contribuenti non supera un reddito lordo complessivo di 10 mila Euro, il 20% di essi dichiara tra i 26 mila e i 100 mila Euro.  <strong>Soltanto lo 0.07%, pari a circa 30.590 individui, ha un reddito superiore ai 300 mila Euro</strong>. I redditi più elevati si registrano in Lombardia con una media di 22.710 Euro annui mentre quelli più bassi sono concentrati in Calabria.</p>
<p>L’imposta netta <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/10678/ridurre-le-tasse-da-subito/"><span style="color: #ff0000;">Irpef</span></a> pari a zero per via di detrazioni o livelli reddituali in fascia di esonero interessa più di 10 milioni di Italiani mentre 30,8 milioni di contribuenti hanno pagato in media circa 4.840 Euro a testa per un totale di 149,4 miliardi di Euro.  A tale cifra bisogna poi aggiungere circa 400 Euro in media a testa di addizionali Irpef comunali e regionali. Lazio e Campania sono state le Regioni a maggiore pressione fiscale e questo per riparare al deficit sanitario mentre Puglia e Basilicata sono state quelle che hanno imposto le addizionali più leggere.</p>
<p>Le tipologie di reddito maggiormente dichiarate sono quelle relative al lavoro dipendente,  inferiore è infatti il numero di dichiarazioni da parte di chi svolge un <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/gallery/12124/partita-iva-fine-degli-abusi/"><span style="color: #ff0000;">lavoro autonomo</span></a> o chi ha un reddito d’impresa. Mentre i primi però dimostrano di possedere redditi medi intorno ai 19.810 Euro, i lavoratori dipendenti guadagnano decisamente di più con proventi intorno ai 41.320 Euro mentre gli <a href="http://tuttosullavoro.libero.it/giovani-anticrisi/11760/le-personal-shopper/"><span style="color: #ff0000;">imprenditori</span></a> dichiarano in media 18.170 Euro annui. Un dato molto significativo riguarda gli aumenti di reddito rispetto al 2009: i dipendenti infatti hanno visto aumentare le loro entrate di appena lo 0,1% mentre lavoratori autonomi ed imprenditori hanno goduto della ripresina economica che si è verificata alla fine del 2009. I primi hanno aumentato il reddito nel 2010 del 3,6%, i secondi di ben 5,8 punti percentuali in contabilità ordinaria. I settori in maggiore ripresa sono stati il manifatturiero (+4%), il commercio all’ingrosso (+0,5%) e le attività finanziarie ed assicurative, protagoniste di un vero rilancio e proprio passando da -9% nel 2009 a un +10% nel 2010.</p>
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<p>Redazione Global Publishers<br />
<em>Fonte: Sole24Ore.it</em></p>
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